di Andrea Loiacono

La dodicesima tappa della novantanovesima edizione del Giro D'Italia 2016 è transitata quest'oggi in Friuli, con la frazione da Noale a Bibione della durata di 182 km . La carovana, partita intorno alle 13.00 secondo i pronostici della vigilia  non presentava particolari asperità, con il percorso che si presentava quasi interamene pianeggiante. Le aspettative della vigilia, non sono state disattese ed a ad a prendere il comando delle operazioni sono state sin dalle prime pedalate le formazioni dei velocisti, con la Lotto Soudal in cerca del quinto successo di tappa dopo i due per parte ottenuti dai velocisti tedeschi Marcel Kittel ed André Greipel. Molto attiva anche la Lampre Merida del Ds Orlando Maini che dopo le due vittorie di tappa ottenute con Ulissi era in cerca di un altro acuto, questa volta con Sacha Modolo.

La gara odierna, è stata caratterizzata da diverse strategie attuate dalle formazioni dei big della classifica, nel tentativo di anticipare con una fuga lo sprint finale.

Dopo 25 Km dallo start si è creata una fuga grazie alla generosa iniziativa di Daniel Oss, corridore italiano della Bmc, seguito da Mirco Maestri, neoprofessionista classe 87' della Bardiani Csf.

I due fuggitivi hanno creduto sin dai primi Km disputati in solitaria di poter arrivare al traguardo, ma già a 67' Km dal traguardo il loro vantaggio rispetto al gruppo maglia rosa si è assottigliato ad 1' e 42". Al secondo traguardo volante di giornata, con il Gran Premio della Montagna di  quarta categoria posto nei pressi di Portogruaro, il vantaggio tornava lievemente a salire; 1' e 42'' il margine dei battistrada Oss e Maestri giunti rispettivamente in prima e seconda posizione; terzo posto per Giacomo Nizzolo.  Da segnalare il grande lavoro svolto dalla formazione belga della Lotto in testa al gruppo nel tentativo di ricucire il distacco. Con il passare dei Km il vantaggio della coppia di testa si assottigliava sino a ridursi completamente al chilometro 36, momento in cui il Gruppo tornava compatto.

La tappa odierna è stata caratterizzata dal ritiro di Valerio Agnoli a causa di una frattura al gomito destro, retaggio  della caduta che ieri ha coinvolto diversi corridori dell'Astana. Dopo l'abbandono, nei giorni scorsi, di Landa e Dumoulin gli appassionati di ciclismo hanno dovuto prendere atto di un altro eccellente ritiro. Una foratura, ha invece coinvolto l'ex maglia rosa della Etixx Gianluca Brambilla, ripartito senza conseguenze.

L'arrivo di quest'oggi è stato il quinto arrivo nella storia della corsa rosa in località Bibione. L'ultimo traguardo  posto nei pressi della località friulana era datato Maggio Duemila, con la vittoria a cronometro di Victor Hugo Pegna.

La planimetria finale della tappa  odierna è stata caratterizzata da un  circuito cittadino da percorrere tre volte, della durata di 8 km con neutralizzazione del tempo alla fine del secondo giro, decisa dalla giuria per scongiurare il panico derivante da probabili cadute.  Al primo passaggio sul traguardo la corsa era comandata dal trenino rosso della Lotto, abile a posizionarsi nelle prime posizioni. Tra i gregari di giornata per Andrè Greipel  da registrare anche il nome di Tim Wellens, messosi al servizio del "Gorilla" tedesco.  A contendersi un posto tra i migliori nella bagarre per la volata, anche Giacomo Nizzolo, alla ricerca della zampata vincente.

 

L'ultimo giro, a 8 Km dal traguardo è cominciato con il grande sforzo della Lampre Merida e di Roberto Ferrari il quale con tenacia ha riportato il suo compagno Sacha Modolo in prima fila pronto allo sprint.

Dopo l'ultima curva, posta ai 300 metri dall'arrivo, è stato però ancora una volta, la maglia rossa in carica Andrè Greipel a sprintare alla massima velocità verso il traguardo. Per lui, terza vittoria da leader incontrastato delle volate in questo giro d'Italia. Il corridore della Lotto,  a fine corsa ha confermato il suo ritiro dalla corsa, giustificato con l'approssimarsi del Tour de France.  Alle sue spalle, piazza d'onore per l'Australiano Caleb Ewan  e per Giacomo Nizzolo.  Domani, tredicesima tappa, la prima di un trittico di frazioni dolomitiche che metterà a dura prova le ambizioni di vittoria dei grandi scalatori.

André Greipel: "E' stata una tappa, come sempre molto difficile; volevo stare davanti al gruppo e grazie al supporto della mia squadra anche oggi ci sono riuscito. Capisco il rammarico dei miei tifosi e di tutti gli appassionati di ciclismo ma confermo il mio ritiro da questa sera; è stata una decisione difficile da prendere; ho molto rispetto per il Giro d'Italia ma da domani cominceranno delle tappe quasi impossibili per le mie caratteristiche tecniche ed ho bisogno di riposare. Rinnovo l'arrivederci al prossimo anno nel corso del quale cercherò di riconquistare la maglia rossa per vestirla sino alla fine."

Giacomo Nizzolo: "Greipel quest'oggi si è dimostrato ancora una volta più forte. Durante l'ultimo Km dovevo decidere se sprintare andando all'attacco oppure restare con i migliori in gruppo; ho optato per la seconda alternativa. Per quanto riguarda il ritiro di Greipel leader della classifica a punti, credo che per il corridore della Lotto abbia influito su questa scelta la programmazione del Team. Io di sicuro rimarrò al Giro, cercherò di dare il mio meglio da qui fino a Torino."

Jungels: "La tappa di domani, caratterizzata dalle salite, sarà il primo banco di prova per tutti. Anche quest'oggi non è stato semplice portare a termine la gara a causa della pioggia e del freddo. Penso che la neutralizzazione del tempo, in previsione dell'arrivo, sia stata una scelta saggia da parte della giuria. Come ho dimostrato in questi giorni, la mia condizione è ottima; sono pronto per affrontare i tratti in salita delle prossime tappe e difendere la maglia rosa. "

 

Via libera della giunta comunale al progetto del Circolo Tennis. La soddisfazione del presidente Albanese. Il sogno proibito del Palazzetto dello Sport

 

 

di Antonio Notarnicola

PALAGIANO –Il rilancio del tennis a Palagiano passa anche dalla dotazione di adeguati impianti sportivi.Sarà stato sicuramente questo il principio ispiratore su cui poggia il pensiero dell’amministrazione Tarasco poiché senza pensare più di tanto ha sottoscritto la richiesta di concessione dell’impianto comunale, prodotta dal circolo Tennis Palagiano. Concessione,recita l’atto, che si protrarrà per altri dieci anni, quindi fino al 2026. La presa d’atto della stipula tra Amministrazione Comunale e Società sportiva è stata comunicata contestualmente a stampa, soci e simpatizzanti del sodalizio sportivo,dallo stesso presidente della società Pasquale Albanese. Comunicazione annunciata con evidente soddisfazione da parte del rappresentante in capo del sodalizio di via San Domenico, giustificato dal fatto che la convenzione includeanche l’uso di un’area limitrofa all’interno del campo sportivo comunale che attualmente, essendo abbandonata, è diventata ricettacolo di ratti e serpenti. A cosa verrà adibita quest’area? Per il momento ci sono delle idee che circolano all’interno dell’associazione, come, per esempio, un campetto di beach-volley, ma la destinazione d’uso è aperta a qualsiasi proposta migliorativapurché fattibile e in linea con le finalità sociali. Nel corso del suo intervento il presidente Pasquale Albanese, si è più volte soffermato sul ruolo svolto dall’Amministrazione comunale,bendisposta a rinnovare la gestione dell’impianto comunale e inparticolare ha messo in evidenza il rapporto intercorso con il tecnico comunale ing. Giuseppe Iannucci che neha curato l’intero procedimento. Un circolo che in oltre trent’anni di attività ha dimostrato di essere prima di tutto dalla parte dello sport dando così prova di affidabilità,quindi idoneo a gestire l’impianto comunale. Non solo. Con il contagioso entusiasmo che lo contraddistingue il presidente si è detto disposto a sollecitare le istituzioni,ove necessario nelle opportune sedi, affinché si riprendono i lavori per il completamento del Palazzetto dello Sport, fermi a causa di un litigio tra ditta appaltatrice e Amministrazione Comunale. Controversia che risale a oltre cinque anni fa (amministrazione Ressa) la cui ditta a seguito del litigio, ritira armi e bagagli lasciando nel bel mezzo del parterre lacopertura, struttura reticolare simile a tubi innocenti che sarebbe servita,una volta ultimato a coprire l’intero impianto. Una controversia che allo stato attuale delle cose tarda a risolversi, motivo per cui il presidente si è detto disposto a rivendicare la ripresa dei lavori affinché, si metta, una volta per tutte, la parola fine all’ultimazione del Palazzetto dello Sport. Secondo il suo parere una grossa mano in tal senso potrebbe arrivare dal finanziamento che gli Istituti di credito concedono alle società sportive per finalità sociali d’indirizzo sportivo. In altre parole le intenzioni per quanto riguarda lo sport e non solo deltennis,sono buone e costruttive e se adeguatamente sostenute consente alla comunità di recuperareuna struttura iniziata negli anni ‘70 e da allora abbandonata, salvo qualche intervento di finta ripresa lavori. Tutto ciò detto dopo l’ennesimo taglio di nastro,con tanto di fascia tricoloreaccompagnato da applausi e dulcis in fundo le immancabili lacrime di commozione per l’imminente fine della telenovelas,la vicenda del Palazzetto dello Sport ha dovuto registrare l’ennesimo flop. Non solo. Uno stanziamento di ben 658.000,00 euro,l’ultimo in ordine cronologico,provenienti da fondi regionali a nulla sono serviti visto che la struttura sportiva continua a restare un rudere. A questo punto la gente continua a chiedersi se non sarebbe meglio abbandonare il tutto e prevedere un nuovo Palazzetto dello Sport?

 

La Regione Puglia, con una comunicazione del 5 maggio u.s., inviata a tutte le ASL pugliesi,  ha autorizzato le assunzioni di personale sanitario a tempo indeterminato per garantire i LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, facendo riferimento alla Legge 191/2009. - è quanto si legge in una nota a firma del presidente dell'Aifi Eugenio D'Amato.

I LEA sono le prestazioni e i servizi che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i

Cittadini e nei LEA sono comprese le terapie fisioterapiche.

 La notizia viene accolta dall’A.I.FI. Puglia (l’associazione dei fisioterapisti) con grande soddisfazione. “L’A.I.FI. apprende dalla stampa – afferma il presidente  D’Amato -   che l'ASL Taranto non prevede  l’assunzione di fisioterapisti;  le ultime risalgono ad oltre 5 anni fa, nel frattempo diversi colleghi sono andati in pensione senza essere sostituiti. Speriamo che quanto riportato non corrisponda al vero, perché è fondamentale, per il benessere del cittadino, che il Servizio Pubblico possa erogare le prestazioni riabilitative in maniera adeguata, rispettando i LEA e i tre principi base della Riforma Sanitaria: prevenzione, cura, riabilitazione.”

 

L’A.I.FI. ricorda che la ASL Taranto è dotata di un dirigente di area riabilitativa (sono solo due in tutta la Puglia). Dunque sta facendo un percorso mirato al benessere del cittadino di tutto rispetto. La riabilitazione permette alle persone di recuperare un ruolo più attivo possibile nella società, centrando un doppio risultato: la persona è più autonoma ed il servizio sanitario regionale riduce considerevolmente i costi sanitari di una patologia che, altrimenti, potrebbe diventare cronica, comportando elevati costi al SSR. Sembra perciò particolarmente strana la notizia letta.  “Riteniamo  che, per garantire al momento  i normali servizi fisioterapici – continua D’Amato -   sia  necessaria l' assunzione di 20 fisioterapisti, oltre a quelli previsti per la riconversione dell’ospedale di Grottaglie in centro di riabilitazione, come stabilito dal piano di riordino regionale”.

 

                        

Rosa Guerriero

PALAGIANO - Burattini e oggetti animati sono straordinari strumenti di lavoro in campo educativo e sociale, utili ed efficaci dispositivi pedagogici che possono essere utilizzati in diverse situazioni. Sono partite da questo presupposto le insegnanti Domenica Latorrata e Mariantonietta Donvito coinvolte nel Progetto “Leggere e …teatrare” svoltosi nell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” con 36 alunni delle classi terze della scuola primaria. I ragazzi dopo aver visionato il film e ascoltato la fiaba di Pinocchio hanno svolto attività diverse che li ha portati alla realizzazione di burattini manipolando materiali diversi e assemblando le parti che compongono la marionetta. Inoltre hanno costruito un teatrino utilizzando una scatola che hanno dipinto con le tempere. Successivamente hanno memorizzato le parti del testo teatrale e i canti per la drammatizzazione finale. I bambini hanno così sperimentato tecniche, cooperato, affrontato problemi e trovato soluzioni. Ma soprattutto hanno scoperto il piacere di stare insieme, di relazionarsi, comunicare e crescere. Le attività proposte hanno avuto un carattere ludico e hanno mirato a offrire a tutti i bambini l’opportunità di esprimere le proprie emozioni ed essere protagonisti. A conclusione del Progetto le insegnanti Latorrata e Donvito sono state soddisfatte del risultato raggiunto, convinte che l’uso abituale delle tecniche teatrali e dei burattini possono essere considerati come una strategia per esplorare la realtà che ci circonda.

La classe 5^G si laurea Campione del mondo. Il secondo e terzo posto ai ragazzi della 3^A e 3^C.

 

Brillante risultato a livello internazionale del Liceo Aristosseno di Taranto. Per il terzo anno consecutivo tre squadre del Liceo si impongono nel torneo mondiale di lingua francese. Gli studenti della V^G del Liceo Linguistico Internazionale – si sono classificati primi al  Torneo Mondiale di Lingua Francese online “Olyfran”, fregiandosi del titolo di Lauréat Mondial e dimostrando di essere i migliori del mondo nella conoscenza di questa lingua neolatina.

 Il giusto merito va anche agli insegnanti di francese della V^G, Sergio Mulas e Sabine Scheck. La squadra campione del mondo “ Les Foudres”  ha totalizzato lo score di 100/100 in 22 secondi, conquistando il titolo di Lauréat Mondial. Le sei ragazze campionesse del mondo sono:   Chiloiro Graziana;  Di Todaro Daniela;  Gargia Fabiana;  Masiello Silvia ;  Pillinini Stefania;  Stabile Nicole.   Al secondo e al terzo posto dell’ Olimpiadi di Lingua Francese si sono classificate altre due squadre  dell’Aristosseno.

Il secondo posto è andato alla squadra “Les Ritals”  alunni delle prof.sse Maria Parente e Severine Mafrica della 3^A del Liceo Linguistico Internazionale che ha totalizzato lo score di 100/100 in 27 secondi. Questi i nomi dei ragazzi :De Santo Mariana; Pugliese  Ilenia; Lococciolo  Gabriele; Marraffa  Valeria;  Siliberto  Clara;   Pagano  Gabriella.

 Il terzo  posto è andato alla squadra “ Les  Quesaisje” alunni dei docenti Sergio Mulas e Fabienne Ambrosio  della 3^C  del Liceo Linguistico Internazionale che ha totalizzato lo score di 100/100 in 29 secondi. La squadra  é composta da Arciuolo  Alessia; Cappellano  Barbara; Gurrado  Aurora ;  La Placa Sara Martina; Porcino Gaia;  Sciaraffia  Marta.                                                                               Questo successo straordinario per tutta la città di Taranto fa ben comprendere l’alto livello di preparazione di docenti e di alunni del liceo Aristosseno che ritengono questa esperienza molto positiva non solo per l’approfondimento linguistico ma soprattutto per il valore culturale e formativo; la manifestazione è, infatti, occasione di dialogo e di incontro, anche se virtuale, con altri giovani del mondo, di cultura diversa che studiano la stessa lingua e che, utilizzando le stesse tecnologie, abbattono le frontiere ed eliminano la nozione di spazio e di tempo. Il Torneo Olyfran è, infatti, una manifestazione mondiale che riunisce, contemporaneamente,centinaia di giovani di tutti i continenti, che si sfidano, durante le eliminatorie e la finale, rispondendo a domande a scelta multipla su tutti gli aspetti della lingua francese, reperite in una banca dati di oltre 4500 domande.

Il punteggio ottenuto è registrato di volta in volta in una hit-parade e il miglior risultato appare nella classifica finale.

Il Dirigente Scolastico dell’Aristosseno, prof. Salvatore Marzo, ha espresso viva soddisfazione – a nome del personale scolastico del Liceo e di tutta la sua utenza – per il raggiungimento di questo importante risultato internazionale, che rafforza le attestazioni di merito inviate dall’Ambasciata Francese per l’eccellenza dei risultati ottenuti dagli studenti dell’Aristosseno in occasione del diploma italo – francese EsaBac. E’ doveroso ringraziare per l’organizzazione del torneo Olyfran la Direttrice del dipartimento di francese e referente del torneo per il Liceo  prof.ssa Anna Maria Scuro.

 

 

 

 

Sono oltre duemila gli aspiranti alle professioni di “guida turistica” e “accompagnatore turistico” tra cittadini italiani, dell’Unione Europea ed anche extracomunitari con regolare permesso di soggiorno che hanno risposto al bando pubblicato dalla Provincia di Taranto in esecuzione alla determina dirigenziale n. 9  del 26/02/2016 e che ora vedono in pericolo le procedure di esame per un intervento a gamba tesa da parte della Regione Puglia.

La massiccia partecipazione è spiegata dal fatto che questo titolo consente lo svolgimento di entrambe le attività su tutto il territorio nazionale. Inoltre, anche il fatto che gli enti competenti abbiano per così lungo tempo omesso l’attivazione delle procedure ad evidente beneficio dei pochi soggetti attualmente abilitati, ha determinato una inevitabile pioggia di candidature.

Lo stesso Assessore regionale al Turismo, Loredana Capone, in un comunicato datato 25 novembre scorso dichiarava che “si tratta di importanti occasioni perse, sia di lavoro che di offerta qualificata di servizi turistici, ma al tempo stesso, essendo il Turismo, allo stato attuale, una competenza ancora delle Province, sarebbero occorse future modifiche normative a diretto  finanziamento regionale”. Nello stesso comunicato, si affermava che le Province erano state appositamente convocate per ben due volte “per verificare la possibilità che si bandissero i concorsi abilitanti per consentire un rapido espletamento degli esami” ricevendo riscontro negativo.

In realtà i due incontri a cui si riferisce l’assessore regionale sono proprio quelli richiesti dalla Provincia di Taranto via PEC in data 22 settembre 2015, durante i quali è stata sempre ribadita e verbalizzata la ferma intenzione di procedere di bandire immediatamente le procedure e mai alcun argomento di legittimità e/o di opportunità è stato sollevato dalla Regione.

Pertanto la Provincia ha proceduto alla pubblicazione dei bandi in data 26 febbraio 2016 e solo il successivo 24 marzo, quasi in corrispondenza della scadenza dei termini di presentazione delle istanze, l’assessore Capone ha convocato un incontro (a cui peraltro è risultata assente) per chiedere la sospensione del bando per motivi di “opportunità”.

Nella stessa nota di convocazione, la parte politica dichiarava anche la volontà  di non designare i membri di commissione d’esame previsti obbligatoriamente per legge in rappresentanza della Regione, nonostante la formale richiesta avanzata due volte dalla Provincia.

Successivamente, in riscontro alla terza convocazione per l’insediamento delle commissioni con contestuale comunicazione delle date per le prove scritte (23 e 24 maggio 2016), la dirigente del Sevizio Turismo comunicava che non avrebbe designato alcun funzionario regionale “nell’attesa di un quanto più celere riordino dell’intera materia, che auspicabilmente fughi ogni e qualsivoglia dubbio sugli ambiti di competenza dei diversi di governo locale ed al fine di evitare un’attività amministrativa che potrebbe risultare affetta da vizio di incompetenza, o esercitata inefficace … (omissis)”.

La Provincia, a questo punto, pur avendo raccolto ed esaminato tutte le istanze di partecipazione, predisposto le banche dati dei quesiti, individuato data e sede degli esami scritti e programmato la conclusione degli esami orali entro il mese di luglio, si trova nell’impossibilità di operare per il rifiuto della Regione Puglia.

 

Il presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, ha così commentato:

la Regione ha posto un rifiuto tardivo nei tempi, illegittimo per evidente infondatezza dei motivi di diritto e pretestuoso in quanto esattamente strumentale a paralizzare le attività di esame in oggetto.

Quanto alla tardività, si è già data prova che la Regione nulla ha opposto alla volontà di indire tali  procedure, come palesate con le note e gli incontri di settembre e novembre 2015 quando già vigeva lo stesso quadro normativo cui ora ci si appiglia per evidenziare una presunta confusione di attribuzione di funzioni.

Del resto, al di là della materia turismo, esistono molteplici altre competenze oggetto di riordino, quali le funzioni in materia di ambiente, di difesa del suolo e delle coste, di servizi sociali, di attività culturali, di lavoro, di formazione professionale, di agricoltura, di protezione civile, di attività produttive, di sport e politiche giovanili, che tutte le Province pugliesi stanno continuando a gestire con lo spesso impegno di sempre e senza aver mai ricevuto alcuna obiezione da parte degli uffici regionali o da altre parti interessate.           

E’ proprio in questo senso che va letta la pretestuosità dell’atteggiamento omissivo della Regione Pugliaperchè si cerca solo di sospendere tale procedura in modo tale da far perdere ogni aspettativa agli attuali candidati, così da essere, la Regione,  l’unica regista di un nuovo esame basato su criteri ancora tutti da determinare e che certo non si concluderebbe in tempi così rapidi come quelli calendarizzati dalla Provincia di Taranto.

La pretestuosità delle argomentazioni regionali, del resto, sono provate anche dal fatto che lo stesso servizio Turismo chiede la sospensione dei soli esami e non di tutte le altre competenze attualmente esercitate dalle Province pugliesi nel settore Turismo, come ad esempio le classificazioni alberghiere e le agenzie di viaggio.

Se solo fossimo così solerti nell’applicazione della stessa argomentazione regionale agli altri settori oggetto di riordinocreeremmo, oltre ad una grande confusione, anche un notevole ed ulteriore disagio nella già complicata vita dei cittadini di questo territorio”.

 

La verità politica dei numeri spaventa il sistema dei partiti e degli affari.
Tra la campagna oscurantista del governo Renzi, il boicottaggio del Pd e il solito sostegno mediatico piegato alle lobby del consenso, il quorum non è stato raggiunto: un solo giorno di urne aperte, come prevedibile, non è bastato. E’ vero. Se fossimo in una democrazia reale, però, il voto di 15 milioni di cittadini (più di 13 milioni ha votato si') dovrebbe essere ascoltato. Dovrebbe avere un peso. 

Questo voto va rappresentato! 
Noi continueremo a farlo da Bruxelles alla Puglia, alla Basilicata, passando da Roma.
La nostra battaglia per un futuro migliore e pulito non si fermerà certo dinanzi all'ostruzionismo demagogico e servo di un Renzi qualunque.
Anzi, questa battaglia trova nuova linfa.Quella che arriva dai 70mila tarantini, ad esempio. La città dove l'attualesindaco è stato eletto tra 75mila votanti su 180mila aventi diritto. Dove il referendum 2011 registrò il 49% di affluenza. E dove, alle regionali 2015, voto' appena la metà del corpo elettorale.

Ieri, 70mila tarantini sono andati ai seggi e hanno lanciato un segnale.

RIPARTIAMO DA QUI!
RIPRENDIAMOCI LA CITTA’, SALVIAMOLA DALLA LOGICA DELL’AFFARISMO SENZA FUTURO!

La città simbolo della vertenza per l’ambiente, il lavoro e la salute, ieri si è espressa più di quanto il Pd e i suoi accoliti immaginassero: 43%.  
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Taranto è TRA I SIMBOLI di un Paese che ha spedito un messaggio importante dai seggi: 70mila persone si sono espresse sulle trivelle anche per dire BASTA all’arroganza del doverno dei decreti salva Ilva e delle vane promesse.


Insomma, i dati sull’affluenza contestualizzati in questo periodo storico del NON VOTO spaventano il sistema dei partiti.
Faranno finta di nulla, abbasseranno i toni… ma non serve.

Taranto, la Puglia e la Basilicata (regione che ha superato il quorum in pieno scandalo politico-affartistico, regione che evidentemente si ribella alle trivelle e ai veleni)  hanno trascinato quel si' che se avesse incontrato sul campo il suo avversario naturale, il fronte del no, oggi commenteremmo come una vittoria schiacciante.  

Ma hanno preferito astenersi. Il Pd e Renzi hanno preferito non giocare per non perdere. E credere di aver vinto.
Infine, Emiliano. Il governatore ha caricato di significato politico questo referendum.
Ma a noi la sua guerra personale e partitica ingaggiata con Renzi non riguarda. Non ci interessano le loro dispute di segreteria. Emiliano si dia una mossa: lasci stare i giochetti di partito e difenda le istanze dei pugliesi. Blocchi il progetto Tempa Rossa, alzi la voce sulla vicenda Ilva, magari palesando una posizione ferma e coerente.
Tuteli i tarantini, si concentri sulla regione.  

 

“Il referendum è, per antonomasia, lo strumento di consultazione popolare sul quale nessuno può immaginare di interpretare o costruire leadership personali. È stato sbagliato viverlo così sin dall’inizio, perseverare ancora anche sul risultato sarebbe un doppio errore: evitiamo di fare altri danni”. Lo dichiara il senatore Dario Stefàno, presidente del Movimento la Puglia in Più.

 

“È stato un errore a monte – spiega Stefàno – assecondando interpretazioni personali, vivere la battaglia referendaria come un braccio di ferro fra leader, come un’occasione per misurarsi. Ancor più sbagliato sarebbe se si perseverasse oggi, utilizzando l’esito del referendum come terreno di scontro, come la rivendicazione di un risultato personale".

 

" Il 30% del referendum benché lontano dal quorum - conclude Stefàno -  ha espresso una sensibilità diffusa, e anche politicamente trasversale, che poco si presta a utilizzi strumentali che, peraltro, rischierebbero di ripercuotersi anche sulla Puglia. D’altro canto, quello stesso 30% non può essere ignorato dal presidente Renzi ma, al contrario, tenuto dentro il disegno di politiche di governo innovative, nell’ottica di una politica energetica nuova di cui il nostro Paese ha urgente necessità. Basta bracci di ferro inutili e dannosi”. 

Post Taranto-Serpentara. Il Presidente Zelatore: “L'esito del campionato non è ancora deciso”. Il DS Montervino: “Abbiamo l'obbligo di reagire. Ringrazio la tifoseria per la maturità dimostrata nei confronti di dirigenza e squadra.”

 

di Andrea Loiacono

 

Alla fine della gara casalinga persa contro il Serpentara, in sala stampa è il presidente del Taranto Elisabetta Zelatore a fare da portavoce dell'umore della società per una giornata non proprio da ricordare per la compagine allenata da Mister Cazzarò: “L'incontro non è finito come tutti ci aspettavamo; nonostante questo dobbiamo cercare di cogliere l'aspetto positivo anche nelle difficoltà. Aldilà del nostro risultato negativo, i risultati odierni, con il pari della Virtus Francavilla e il nostro, stanno a rappresentare l'imprevedibilità di questo campionato.”

 

Oltre il danno anche la beffa, si dice in questi casi. Il Taranto nella trasferta a Marcianise si troverà a scendere in campo con una difesa ridotta ai minimi termini a causa dell'infortunio di De Giorgi e delle sicure assenze di Pambianchi e Mbida, finiti sul registro dei cattivi del direttore di gara Sig. Turchet di Pordenone. Il numero uno del sodalizio ionico, tuttavia, non si perde d'animo provando sin da subito a rincuorare i propri calciatori: “Aldilà delle nostre recriminazioni siamo ancora sul pezzo; la squadra ci crede, anche perché la nostra è una rosa ampia. Lo staff tecnico saprà schierare in campo la migliore formazione per affrontare al meglio i prossimi impegni.”

 

Il Presidente Zelatore si è poi soffermata sugli episodi arbitrali che hanno caratterizzato l'incontro, non escludendo la possibilità di chiedere alla Lega una maggiore attenzione nell'assegnazione delle terne arbitrali: “Vogliamo rivedere con calma la partita. Aldilà della grande partecipazione emotiva, valuteremo con calma se esistono i presupposti per far sentire la nostra voce con gli organi preposti in tal senso.”

 

Al DS degli ionici Francesco Montervino il compito di commentare la sconfitta contro la formazione laziale sotto il profilo tecnico e del gioco: “A differenza della partita di domenica scorsa contro il Potenza, la squadra è partita con il giusto approccio, disputando un discreto primo tempo. Anche sul 2 a 1 per il Serpentara i ragazzi hanno provato a raggiungere il risultato di parità. Si tratta di una partita persa che ci lascia rammaricati ma abbiamo l'obbligo morale di ripartire. Garantisco alla tifoseria che la squadra non mollerà fin quando la matematica non dirà il contrario. In fondo, ci sono ancora tre giornate e nove punti a disposizione. Dobbiamo archiviare in fretta questa partita e pensare a battere il Marcianise domenica prossima anche perché, come testimoniano i risultati degli altri campi, le sorprese questa volta potrebbero favorirci.”

 

Su quelle che sono state le scelte arbitrali, Montervino ha chiosato: “Gli arbitri, come i calciatori, possono commettere degli sbagli. Oggi, però, probabilmente la partita è stata determinata da qualche errore di troppo. Il più grossolano ritengo sia stato quello di fermare l'incontro per crampi di un giocatore ospite. Di certo, il direttore di gara ha mantenuto fede al suo trend che, per quanto riguarda gli incontri da lui sin qui arbitrati, ha visto prevalere le vittorie esterne.”

 

Il responsabile del settore tecnico rossoblù, tornato a parlare dopo un periodo di silenzio, ha concluso il suo intervento ringraziando la tifoseria accorsa in massa allo Iacovone per incitare il Taranto: “Li voglio ringraziare pubblicamente. Personalmente, non mi aspettavo gli applausi a fine partita da pare della Curva. È un gesto che mi ha lasciato positivamente colpito e che ha dimostrato, ancora una volta, la grande maturità raggiunta dai nostri splendidi sostenitori.”

Taranto-Serpentara 2-3: i laziali “gelano” i seimila dello Iacovone. Mister Cazzarò:“Accettiamo il risultato del campo. Partita condizionata dalle scelte arbitrali.” Poi incita squadra e tifoseria: “Il campionato non è ancora terminato.” Giampaolo Ciarcià: “Sconfitta immeritata; non ci sentivamo sconfitti a -10 e non lo siamo ora a -3. Non ci sono stati passi indietro rispetto al match col Potenza sul piano del gioco.”

 

di Andrea Loiacono

 

E quando pensi che sia finita è proprio allora che comincia la salita...”: recitava, così, Antonello Venditti in un suo celebre brano. La delusione per la sconfitta odierna patita a domicilio contro il Serpentara di Mister Fogliamanzillo, oltre a porre fine a una lunga striscia di risultati utili consecutivi, impone al Taranto una decisa ripartenza per percorrere, nelle restanti tre giornate di campionato, la salita che porta alla vetta. Un tracciato impervio, ricco di ostacoli ma che non è poi così irraggiungibile. Dalle voci di Mister Cazzarò e Giampaolo Ciarcià la conferma a questa tesi.

 

Il tecnico tarantino si sofferma sulle fasi iniziali del match, con il Taranto chiamato a un'altra rimonta: “Nel primo tempo siamo partiti bene, poi la circostanza della punizione calciata da Quatrana, con la sfortunata autorete di De Lucia, ci ha complicato inizialmente i piani. Siamo stati bravi a reagire, creando tante occasioni e riuscendo, così, a pareggiare meritatamente con Genchi sul finire del primo tempo; nella ripresa ci sono stati poi altri fattori a condizionare a mio avviso l'incontro.”

L'allenatore rossoblù non usa giri di parole nel descrivere la condotta di gara da parte del Sig. Turchet, arbitro di giornata: “Ritengo che l'episodio del calcio di rigore fischiato al Serpentara sia molto dubbio. Tutti i calciatori in campo, compresi noi dalla panchina, non abbiamo notato alcun fallo da parte di Ibojo. È chiaro che, una volta andati sotto, abbiamo dovuto rincorrere nuovamente il risultato e le cose si sono ulteriormente complicate. Con tutto il rispetto per la classe arbitrale e senza voler trovare scusanti alla nostra sconfitta, ci tengo a esprimere il mio disappunto anche per quanto concerne la distribuzione dei cartellini, che mi è parsa quasi mirata nei confronti di alcuni nostri calciatori, tutti già diffidati.”

Il tecnico ha poi descritto lo stato d'animo dello spogliatoio per una sconfitta giunta come un fulmine a ciel sereno: “C'è tanta delusione; ho visto alcuni ragazzi piangere per la sconfitta ma è un risultato che dobbiamo accettare, fa parte del calcio. Piuttosto, non è questo il momento di scoraggiarci. Dobbiamo reagire subito a partire dalla partita contro il Marcianise di domenica prossima. Restano tre partite alla fine del campionato e vorrei che squadra e tifoseria restassero unite, come accaduto anche oggi per continuare a crederci. I conti li faremo alla fine.”

 

Dello stesso avviso, Giampaolo Ciarcià, uno dei migliori in campo anche quest'oggi, che analizza con la sua esperienza la sconfitta e la situazione generale di una classifica che vede ora il Taranto alle spalle del Nardò, vittorioso contro il Pomigliano: “Per quanto mi riguarda, la sconfitta odierna ritengo sia immeritata da parte nostra; la squadra ha disputato una buonissima partita, dando il massimo. Avremmo dovuto prestare un poco di concentrazione in più. La sensazione che si prova in questo momento è quella di un forte rammarico.”

Anche il playmaker siciliano ha espresso il suo stupore per alcune scelte arbitrali: “È troppo facile in questi momenti attaccarsi all'arbitro ma, quest'oggi, quello che più mi ha infastidito è stato l'atteggiamento presuntuoso dell'arbitro, con il quale era molto difficile parlare. Credo che in questa categoria gli arbitri dovrebbero comprendere che il calciatore si allena in settimana come un professionista che svolge il proprio lavoro.”

La disamina si è poi spostata su gli aspetti tecnico-tattici che hanno contraddistinto la gara: “Non credo che ci sia stato un calo di rendimento e di gioco rispetto alla partita con il Potenza. Abbiamo concluso diverse volte verso lo specchio della porta con Genchi, Siclari e Marseglia, ma un pizzico di sfortuna in più rispetto alla gara con il Potenza ci ha impedito di portare a casa un risultato positivo. All'inizio del secondo tempo siamo scesi in campo convinti di poter vincere. La predisposizione psicologica a cercare la vittoria da parte nostra c'era tutta. Poi il rigore ci ha un po' tagliato le gambe e non siamo riusciti a portare la partita sul 2-2 come avremmo voluto.”

I risultati di giornata, nonostante il pari della Virtus a Torrecuso, non sorridono agli ionici che vedono distanziarsi la classifica di un ulteriore punto, ma il numero 7 ionico suona la carica: “A Gennaio eravamo a meno 10 dalla vetta e non ci siamo mai dati per vinti; a maggior ragione non vedo perché non dovremmo credere nel primo posto ora che siamo a tre lunghezze. È dura certo, ma non impossibile.”

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