Una settimana speciale quella che va dal 24 al 29 ottobre alla scuola secondaria di 1° grado “C. COLOMBO” di Taranto, nell’ambito dell’iniziativa ministeriale (Direzione per lo Studente del MIUR), ormai consolidata da anni e relativa al Progetto “Libriamoci 2016.

Curate dalle docenti Cimmarrusti (bibliotecaria della Colombo) e Picciarelli (collaboratrice del dirigente scolastico), nell’ambito di un più vasto progetto interno di diffusione della cultura del libro e della lettura, le attività mirano e mireranno ad avvicinare gli studenti della scuola secondaria alla lettura, in una modalità aperta e slegata dal programma di studio. E’ lo stesso Ministero dell’Istruzione a dettare queste linee guida per l’ultima settimana di ottobre. Tutto può essere oggetto di lettura affinché vinca il desiderio di leggere e di ritenere d’ora innanzi il libro il miglior amico.

Il MIUR ha quest’anno ricordato che “Libriamoci” si basa su alcuni temi fondamentali e su alcune ricorrenze di grido: Legalità (tema principale), William Shakespeare (IV centenario della morte), Miguel de Cervantes (IV centenario della morte), Ludovico Ariosto (V centenario de ‘L’Orlando furioso’), RoaldDahl  (I centenario della nascita).

Per l’occasione gli insegnanti della Colombo potranno scegliere le opere da leggere in maniera autonoma e senza nessuna forzatura, avvalendosi eventualmente delle bibliografie suggerite dal Centro per il libro sui temi proposti, appena ricordati.

Questa l’organizzazione prevista dalla Colombo: lunedì 24: Lettere e Religione; martedì 25: Matematica e Scienze; mercoledì 26: Lingue; giovedì 27: Arte e Musica; venerdì 28: Tecnologia e Scienze Motorie.

Anche solo qualche minuto dedicato a libri e autori sarà una gran cosa per gli studenti ormai disabituati alla lettura e troppo assorbiti dal web. Quel che soprattutto conta è che da una ricorrenza particolare o da un progetto si passi a un diverso stile di vita culturale. Per la diffusione della cultura del libro siamo ancora in tempo e la scuola secondaria può svolgere un ruolo fondamentale.

 

Da ricordare che il grande corridoio al pianoterra della Colombo è tappezzato di cavalletti che espongono alcune interessanti considerazioni, poesie e frasi di autori noti sull’importanza della lettura. Un grazie al signor Fabio De Cuia, poeta, ma soprattutto genitore della Colombo sempre in prima linea quando occorre lavorare insieme, scuola e famiglie.

Francesco Pambianchi: “C'è da migliorare ma restiamo positivi.”

 

 

di Andrea Loiacono

Termina a reti inviolate il big match della settima giornata del girone C di Lega Pro tra Taranto e Catania. Gli ionici, desiderosi di “vendicare” quel famoso 9 giugno 2002 che fece registrare la promozione in serie B degli etnei, devono accontentarsi di un punto dopo una partita avara di grandi occasioni da rete. Al termine dell'incontro, il tecnico Aldo Papagni analizza il mach con precisione: “Nel complesso ritengo che il risultato sia sostanzialmente giusto. Abbiamo affrontato una squadra molto forte con un organico importante. Ci eravamo ripromessi di dare il massimo e così è stato. Non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi.” Papagni analizza poi le difficoltà affrontate nella preparazione del match: “Avevamo fuori quasi tutta la difesa titolare, abbiamo dovuto reinventare il nostro assetto difensivo. Ne approfitto per fare i complimenti a Nigro e Balzano per la gara che hanno disputato. Non era facile giocare contro uno degli attacchi più prolifici del girone.” Il tecnico di Bisceglie individua poi le cause del calo nella ripresa: “Diversi giocatori, tra cui lo stesso Viola, non erano nelle migliori condizioni. Ho voluto schierare l'ex Foggia per il suo modo estroso di giocare ma non aveva i novanta minuti nelle gambe. Lo stesso dicasi per Lo Sicco che lo scorso anno ha giocato poco. Con 2-3 elementi non al top siamo calati concedendo le chiavi del gioco al Catania. Abbiamo provato a vincere ma avremmo anche potuto perdere a causa di una rimessa laterale battuta troppo in fretta.” La manovra è apparsa ancora macchinosa e priva di spunti; Papagni ammette le difficoltà della sua squadra: “Avevamo in mente di creare superiorità sugli esterni ma poi non li abbiamo serviti a dovere. Garcia e De Giorgi si sono sacrificati molto senza essere assistiti dai compagni. Su questo aspetto dobbiamo lavorare, così come sulla crescita reciproca e la maturazione. È chiaro che in questo momento dobbiamo ancora lavorare molto ma sono convinto che riusciremo a disputare il campionato che ci siamo prefissati, cercando di difendere questa categoria che per questa città è troppo importante.” Dallo spogliatoio del Taranto emerge anche la voce del capitano Francesco Pambianchi: “Abbiamo disputato una buona gara, contro un avversario allestito per vincere. In difesa i miei compagni non hanno fatto rimpiangere l'assenza di Stendardo e Altobello; complimenti a loro.” Il numero 3 ionico parla poi della gara: “Non è stata una partita semplice, alla fine abbiamo commesso un'ingenuità che ci poteva costare cara. Portiamo a casa un punto utile per la classifica con la consapevolezza che abbiamo ancora molto da migliorare, ma invito tutti a concentrarsi sugli aspetti positivi. Abbiamo una difesa molto forte e la classifica è dalla nostra parte. In più, siamo la migliore squadra tra tutte quelle ripescate. Restiamo concentrati con l'obiettivo di vincere le prossime partite in casa; lo Iacovone deve essere il nostro fortino su cui costruire il resto del campionato.” Mastica amaro alla fine Giuseppe Rigoli. Dopo una settimana difficile il suo Catania disputa una prestazione discreta su un difficile campo come quello di Taranto. Il mister siciliano dice la sua alla fine del match: “Nella prima parte abbiamo accorciato molto bene il campo. Penso che il Catania questa sera abbia creato diverse occasioni da rete che un po' per bravura di Maurantonio e un po' per nostra imprecisione non siamo riusciti a concretizzare. Il nostro portiere, invece, è stato quasi del tutto inoperoso.” Il giudizio sulla prestazione è positivo: “Personalmente non mi sento in bilico. Ritengo che la partita della mia squadra sia stata positiva. Abbiamo pressato bene l'avversario, sfiorando più volte la rete. È un periodo che gira in questa maniera ma non sono rammaricato. Non è il blasone a determinare le vittorie. Non era semplice oggi venire a giocare in questo stadio e noi l'abbiamo fatto con il giusto approccio. Sono certo che presto diventeremo una grossa squadra.” Un pensiero anche sulle scelte tecniche: “Ho un organico di 24 giocatori molto validi. Abbiamo disputato 3 partite in una settimana e avevo l'esigenza di far rifiatare qualcuno, chi è sceso in campo si è mosso molto bene.”

Antonio Notarnicola

PALAGIANELLO – Tentare di trovare il bandolo della matassa, relativo alla questione che ha visto il sindaco Michele Labalestra e il suo consigliere di maggioranza, nonché assessore all’Agricoltura e alle Energie Alternative, Marco Natale, sua madre Anna Greco e alcuni tecnici, finiti al centro di una controversia amministrativa, è un esercizio che porta a sicuro mal di testa. L’informazione e la controinformazione sulla questione che ha visto la comunità palagianellese balzare agli onori, si fa per dire, della cronaca giudiziaria che tanto scalpore ha suscitato nell’opinione pubblica, è davvero tanta. Materia al centro della contesa è l’installazione di un mega impianto fotovoltaico di 8 megawatt, realizzato dalla impresa italo-spagnola 9Ren in contrada Conocchiella, su di un’area di una ventina di ettari sottoposta a vincoli di usi civici. Il primo tentativo di attingere informazioni utili a fornire al cittadino una chiave di lettura consapevole e scevra da qualsiasi condizionamento sulla questione in argomento è stato quello di sentire direttamente la pubblica opinioneattraverso pareri e opinioni. Ben presto però ci si è resi conto che l’informazione predominante era quella di un errore dovuto alla mancata affrancazione del terreno da parte del proprietario, Anna Greco, madre dell’assessore Narco Natale. Una bazzecola quindi è apparsa, a primo impatto, tutta la vicenda. Anzi stando a quel che la gente lasciava trapelare sembrava più che altro la solita montatura che i politici costruiscono ad arte per far fuori l’avversario di turno. Opinione che stava sempre piùprendendo piede. D’altronde questo è un clichè abbastanza usato e qualche volta anche abusato, da chi marcia nell’agone politico. Prima di chiudere la faccenda in questo modo, però, s’è attesa la conclusione di due preannunciati comizi. Il primo tenuto dalla maggioranza, dal sindaco Labalestra quale primo responsabile dell’operato amministrativo e successivamente quello dell’opposizione (Mancini, Scalera, Vetrano, Gasparre, Antonicelli). Ai fini della già citata comprensione si è intravisto, in questi due appuntamenti pubblici, più che altro un’occasione che sicuramente avrebbe portato un tassello di chiarezza all’intera vicenda, visto che erano entrambi gli schieramenti ad avvicendarsi sul palco in piazza centrale (ex area FS). Diciamo subito che il pubblico comizio tenuto dal sindaco non è stato per nulla esaudiente da questo punto di vista. Labalestra nel suo intervento ha rimarcato una volta in più di essere stato assolto da ogni accusa. Di più. A un certo punto del comizio si sono visti sventolare dei fogli, in cui, molto probabilmente, vi era il dispositivo della sua assoluzione. Questo a lume di naso poiché nessuno ha avuto la possibilità di dare un’occhiata a quei fogli sventolati sotto il naso dei presenti. Non solo. Ha pure fatto presente che si è festeggiato per l’assoluzione ottenuta. Secondo noi quest’ammissione festaiola l’avrebbe potuta risparmiare ai presenti. Perchè? Secondo il nostro punto di vista non si può far festa, a cuor leggero, quando sull’altro banco degli imputati, un proprio consigliere di maggioranza e ancor prima amico, ha subito un giudizio di condanna che vede coinvolto anche un proprio congiunto su una vicenda che li vede entrambi accomunati. Né si può liquidare un comportamento del genere in termini di solidarietà e vicinanza alla famiglia Natale e poi aggiungere che “non potevo impedire ai miei sostenitori di far festa”. Perché no? Dovrebbe essere scontato il fatto, secondo noi, che quando si intraprende un viaggio, insieme, va innanzitutto condiviso, insieme, nel bene e nel male, sempre, non solo quando conviene. Altra cosa emersa dal prosieguo dell’intervento pubblico del sindaco è il fatto che per la prima volta abbiamo sentito il termine “mazzate”, fatto salvo poi il fatto di precisare, in tutta fretta, che il termine era riferito a “mazzate elettorali” dovute alle sue sonore vittorie. Intanto la boutade è partita. Sarà pure cosi, senza dubbio, ma ci sono modi e modi per esprimere certi concetti senza peraltro alimentare veleni e dissidi ambientali. Inoltre il sindaco, dal palco, si è lamentato delle continue denunce che gli pervengono tale da costringerlo a continui andirivieni di tribunale. In tal senso non si può dire che lui sia da meno in fatto di denunce. Per esperienza personale diretta, ne abbiamo testato l’indole alla denuncia facile, la vicenda Todaro ancora calda è un esempio abbastanza eloquente, anche quando si tratta di semplici scelte amministrative di poco conto o a dir poco irrilevanti. Intanto parte la minaccia di denuncia, con regolare atto di giunta al cui rimborso provvede la collettività, per il solo fatto di aver messo in evidenza una semplice “svista” amministrativa.

A parte questi aspetti relazionali poco edificanti tra chi amministra la cosa pubblica e cittadini, dalla vicenda non ancora conclusa del fotovoltaico, emerge anche un altro risvolto importante, poco valutato o trascurato del tutto. Lo dimostra il fatto che in presenza di un contenzioso amministrativo chi maggiormente rischia, in sede di giudizio, è proprio l’assessore al ramo e non già il sindaco come si potrebbe dedurre anche quando esiste l’avallo del suo benestare su atti e documenti oggetto del contenzioso. Morale della favola: in sede di giudizio, il sindaco ha meno responsabilità del suo assessore su un procedimento amministrativo finito sotto la lente della giustizia?

Per capire qualcosa dell’intera vicenda abbiamo atteso il comizio dell’opposizione, tenuto anch’esso in piazza centrale pero in giorni successivi a quello del sindaco. Un’attesa, possiamo dire ora, premiata in termini di comprensione solo quando ha parlato l’avv. Mino Antonicelli, che ha seguito e continua a seguire la vicenda con il suo omologo avv. Antonio Ingroia. Intanto bisogna dire che sia in apertura di comizio sia in chiusura l’avv. Antonicelli ha lanciato l’idea del pubblico confronto con la maggioranza per chiarire una volta per tutte la spinosa questione del fotovoltaico. Così come si era sottolineato in apertura anche il legale dal palco ha rimarcato la grande confusione esistente sulla vicenda fotovoltaico. Antonicelli ha pure affermato che prima di inoltrare denuncia sono stati fatti diversi tentativi per far ritornare sui propri passi l’amministrazione in procinto di concedere l’area a privati chiedendo più volte: ”visto che su quell’area deve sorgere un impianto di produzione di energia elettrica non è meglio che sia la comunità a beneficiare?” Una domanda insistente al momento rivolta ai presenti, ma ancor prima fatta al sindaco, senza peraltro ricevere nessuna risposta. Altro aspetto evidenziato dall’oratore, che poi rappresenta il nocciolo della questione, è stata l’operazione di affrancazione del terreno. In altri termini l’area a detta dell’avv. nonostante vincolata da usi civici, quindi terreno agricolo il cui valore di vendita è stato di soli 4mila euro. Una volta però diventato terreno ad uso industriale, clausola necessaria per l’istallazione dell’impianto, subisce una impennata in termini di rivalutazione che si aggira intorno ai 2milioni di euro. Una formidabile operazione da far rabbrividire qualsiasi trader borsistico. Somma questa che spetta alla comunità palagianellese,è stato più volte detto, di cui i ricorrenti non intendono assolutamente recedere nemmeno di un euro. Della serie fotovoltaico, altri comizi sono annunciati dalle parti.

 

 

 

La SCUOLA PER IL FUTURO DEI SUOI GIOVANI STUDENTI:

EDUCARE ALLA G.R.E.E.N. ECONOMY E AL BENESSERE EQUO-  SOSTENIBILE

 

 

 

La notizia era nell’aria. L'Agenzia Nazionale  Indire-Erasmus ha approvatoil progetto Erasmus  G.R.E.E.N. in EUROPE (Green EntrepreneurialEducation Network in Europe) elaborato  dall’Istituto Comprensivo “R. Moro” di Taranto in qualità di scuola coordinatrice con il massimo punteggio di 100/100. Un grande successo e un prestigioso risultato che la “Moro”  ha raggiunto nel campo della  progettazione europea.

Il progetto, elaborato dal team costituito dai proff. Maria Assunta Carbone, Luca Battista e Michela Leandro, guidati dalla Dirigente Dott.ssa Loredana Bucci,è stato ritenuto fortemente innovativo per i contenuti e le metodologie previste e pienamente rispondente alle priorità delle politiche europee  comuni trasversali e agli obiettivi strategici  previsti  dalla Commissione Europea nel settore dell'istruzione e della formazione («ET 2020»), il cui scopo essenziale è quello di incoraggiare il miglioramento e la modernizzazione  dei sistemi  e della qualità d'istruzione, l'apprendimento reciproco,  lo scambio di buone prassi, lo sviluppo professionale continuo degli insegnanti.

Il progetto  G.R.E.E.N. inEUROPE nasce dal bisogno di scambiare e divulgare, tra docenti della scuola primaria e secondaria di 1°grado dei diversi paesi della Comunità Europea, buone prassi che sviluppino e diffondano iniziative didattiche per far acquisire  agli allievi competenze e conoscenze fondamentali, uno spirito imprenditoriale ed un comportamento rispettoso dell'ambiente. Si considereranno  le migliori pratiche degli Stati  partner  in materia di  stili di vita ecosostenibili,  si garantirà lo scambio di informazioni sulle migliori pratiche in tale campo (usando l'inglese, le moderne tecnologie,  le visite  degli studenti  nei paesi europei con le rilevazioni e  i workshops   on- site )  e i giovani studenti  saranno guidati a  produrre idee imprenditoriali per  " esportare" e/o "importare"  lo stile di vita sano ed ecocompatibile  che nel paese del partenariato   risulta efficace e/o innovativo.In tal modo, si alleneranno i  giovani studenti, futuri cittadini d’Europa, a pensare e a progettare  anche una Green Economy, ossia dei futuri sistemi di produzione e consumo basati su un utilizzo sostenibile delle risorse e una riduzione degli impatti negativi sull’ambiente.

Durante le mobilità del progetto, i ragazzi avranno la possibilità di confrontare e acquisire delle pratiche green on-site attraverso la raccolta di materiale informativo, l'osservazione diretta, il confronto, l'indagine tecnica del contesto ambientale e delle caratteristiche del territorio. Una volta analizzato il contesto ambientale del paese ospitante e ricevute informazioni su quanto visto, i ragazzi realizzeranno una prima indagine di “fattibilità”per la replicabilità della “pratica” analizzata nel proprio contesto territoriale. Questa fase sarà fondamentale perché propedeutica a quella che successivamente i ragazzi svilupperanno ciascuno nel proprio paese e cioè la realizzazione di  campagne pubblicitarie, per laScuola Primaria,che miri alla divulgazione di processi/abitudini o    commercializzazione di prodotti appartenenti alla sfera del Green Lifestyle, mentre per la scuola secondariadi un Business Plan per quelle soluzioni greenche hanno successo negli altri paesi partner e possano tradursi in idee imprenditoriali nel proprio  territorio.

Questi i partner europei della “Moro”:  la GilwernPrimary School del  Galles (Regno Unito),la scuola HelsingeRealskoleacirca 40 km. da Copenaghen,il Colegio Del Sagrado Corazonin Spagna situato  nell'area  di Bilbao e la 37 Secondaryschool "Angel Kanchev"di Sofia in Bulgaria.

ll progetto ha tutti gli elementi per generare interesse nell'ambito dell'istruzione sui diversi livelli territoriali: locale, regionale, nazionale ed europeo, ma soprattutto acquisirà un significato importante  per la  città di Taranto. Infondere nei giovani lo spirito imprenditoriale non è sufficiente per migliorare il mondo in cui viviamo: servono soluzioni ragionate, che facciano i conti con il contesto dei singoli paesi, l'economia reale, le risorse naturali e la sostenibilità dei processi di produzione. Ed è questa la seconda linea d'azione lungo la quale il progetto vuole avere un ulteriore impatto educativo/propositivo sui diversi livelli territoriali.

Tutti i paesi europei partner del progetto hanno difficoltà ambientali o hanno adottato strategie innovative in termini di sviluppo eco-sostenibile. Taranto vive una profonda crisi ambientale: con il D.P.R. 23/4/1998 tutto il territorio della provincia è stato dichiarato "area ad elevato rischio ambientale" ed è conosciuta come la città più inquinata d'Europa. Alcuni tra i paesi partner stanno già attuando applicazione di leggi e norme a difesa dell’ambiente: nel Regno Unito è in vigore da tempo il “Clear air act”, la Danimarca ha acquisito dimestichezza nella gestione delle risorse rinnovabili, la città spagnola di Bilbao è un modello di riconversione di un nucleo urbano da polo industriale a polo culturale. Lo scambio di buone pratiche tra questi paesi e l’idea imprenditoriale o il piano di comunicazione che potrà scaturire da un attento studio dei punti di criticità delle realtà locali spingerà non solo le imprese del territorio, ma anche i responsabili dello sviluppo ambientale di ogni nazione a cercare, nelle soluzioni pensate dagli alunni, possibili vie per nuovi investimenti a sostegno dello sviluppo eco sostenibile, non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale e transnazionale.

 

Come si può intuire da queste note, un progetto ambizioso, carico di significati e fortemente ancorato nella realtà economica e ambientale dei nostri giorni.

In questi giorni le delegazioni estere in visita alla scuola

Con l’avvio del nuovo anno scolastico ripartono le attività del Progetto europeo “Erasmus Plus” alla scuola secondaria di 1° grado “C. Colombo” di Taranto. Si tratta del  secondo ed ultimo anno del progetto multinazionale che vede impegnate, oltre alla scuola di Via Medaglie d’oro, anche l’istituto capofila, il “Colegio Las Carmelitas” di San Fernando Bahia Sur in Spagna, e i partner, gli istituti scolastici di Kaarina in Finlandia, di Vidin in Bulgaria, di Varsavia in Polonia, di Pozega in Croazia. Nel primo anno di attività sono stati realizzati il meeting di avvio in Spagna (novembre 2015), le mobilità in Polonia Bulgaria. Tocca nuovamente alla “Colombo” accogliere gli amici delle scuole europee nei primi giorni dell’anno scolastico per progettare nell’ambito della tematica sulla comunicazione scelta quale soggetto dell’impegno didattico di tutti e impegni ed attività delle prossime mobilità, cioè la Croazia a fine ottobre, la Finlandia a fine febbraio 2017 e la Spagna per il meeting conclusivo a maggio 2017.

Il progetto si è rivelato molto impegnativo, ma ha consentito a tutte le scuole partner di mettere in campo potenzialità interne insperate, di stimolare la fantasia e l’impegno di docenti e studenti, di trattare con dovizia di particolari la tematica accennata. In effetti, il progetto “Communication & Culture” consente di approfondire in modo attento e didatticamente valido la  storia dell’innato bisogno dell’uomo di comunicare fin dagli esordi della sua presenza sulla terra (si pensi all’uomo delle caverne) fino ai nostri giorni segnati dal dominio di Internet e dei mezzi di comunicazione di massa, con le problematiche che tutto questo porta con sé. Durante le visite alle scuole dei paesi partner, il tema della comunicazione è oggetto di ricerche storiche, geografiche, di costume e consente di dare sfogo a presentazioni di ogni tipo, dall’artistico all’informatico. Per esempio, chi viene alla “Colombo” resta colpito dalla cosiddetta “Linea del tempo”, una serie di pannelli in legno bullonati lungo alcune pareti del pianoterra, contenenti la storia della comunicazione vissuta attraverso le ricerche degli studenti di quasi tutte le classi. Emerge così, nella sua complessità affascinante, la storia del bisogno di comunicare che vede tutti i popoli, non solo quelli dell’Erasmus Plus, presenti sui pannelli di compensato con immagini e lavori artistici degli studenti. Naturalmente, l’incontro delle delegazioni straniere è occasione per attività che impegnano i dirigenti e i docenti “in viaggio”, di visite alla città e alla provincia di Taranto e non solo, così ricche di bellezze che suscitano lo stupore dei visitatori. Sembra di leggere sui loro volti la meraviglia di certi viaggiatori inglese del Settecento alla prese con la scoperta delle bellezze del Salento.

Certo, l’impegno è notevole e l’organizzazione è in moto da tempo sotto la supervisione della prof.ssa Antonella Suriano, referente dei Transational Meetings relativi al “Communication & Culture”. Le delegazioni visiteranno questa volta Martina Franca, la citta vecchia di Taranto, il Castello Aragonese, Matera, Ostuni. Alcune località e monumenti sono stati già visitati in occasione del primo meeting jonico, ma la richiesta del bis culturale è stata a grande richiesta.

Terminata la visita della delegazioni, si passerà a progettare il viaggio in Croazia a Vidin, nel nord del paese, e a Kaarina, in Finlandia. Partiranno dirigente, docenti e alcuni studenti di terza classe particolarmente meritevoli. Per alcuni di loro si tratterà del battesimo dell’aria, un’esperienza in più da sommare a tutte le altre.

 

 

Prima trasferta a Cosenza il 4 settembre. Intanto la società rinforza la difesa con Stendardo ed Altobello. Partita la prevendita per l'esordio in Coppa Italia contro il Melfi.

di Andrea Loiacono

Si sono svolti presso il Teatro Reggio di Parma i sorteggi per stabilire i calendari dei tre gironi del prossimo campionato di Lega Pro. Il Taranto, inserito nel girone C, può tirare un sospiro di sollievo. L'inizio della squadra di Aldo Papagni, in virtù degli squadroni che compongono il girone meridionale, sarà abbastanza agevole. I rossoblù, infatti, faranno il loro esordio tra le mura amiche contro il Matera del Patron Colummella.  L'ultima volta che il Matera è stato avversario del Taranto fu due stagioni orsono, quando i lucani vinsero il campionato  proprio davanti al Taranto.   La prima trasferta dell'anno, vedrà invece la compagine del Presidente Zelatore affrontare i "lupi" del Cosenza. Il secondo match allo Iacovone, l'undici settembre vedrà opposto il Taranto al Siracusa. I derby si giocheranno il 18 settembre in casa con la Fidelis Andria, il 25 settembre a Foggia, il 13 novembre in casa con la Virtus Francavilla, squadra che ha strappato la prima posizione alla squadra rossoblù nello scorso campiobnato di serie D, il 27 novembre in casa con il Lecce, il 4 dicembre a Monopoli. Il match più atteso dalla tifoseria ionica, quello con il Catania si disputerà allo Iacovone il due ottobre prossimo. Intanto, prosegue il lavoro della società per rinforzare l'organico a disposizione del tecnico Papagni. Nelle scorse ore, sono arrivate le ufficialità degli acquisti dell'attaccante  Bollino (94') proveniente dall' Andria e degli esperti difensori Mariano Stendardo (83') sempre dalla compagine barese e del compagno di reparto Altobello (90') svincolato.  La società ha poi provveduto a tesserare Francesco Potenza, nei giorni scorsi in ritiro agli ordini di mister Papagni e Filippo Balzano, anch'egli fortemente voluto dal tecnico di Bisceglie. Proseguono le trattative per portare in riva allo Ionio altri 4-5 elementi che possano completare la rosa. Nelle ultime ore è circolata la voce dell'arrivo dalla primavera della Fiorentina del portiere di nazionalità russa Artem Makarov, classe 96'.  Con il suo arrivo il reparto portieri sarebbe al completo.

La società, intanto ha reso noto che l'emittente cabale 85' sarà il main sponsor dei rossoblù per tutta la prossima stagione, confermando il rapporto con la Birra Raffo e smentendo seccamente le voci che facevano presagire ad un rapporto incrinato fra la società tarantina  e l'industria della Birra locale.

Tornando al calcio giocato, si avvicina il debutto stagionale per il Taranto davanti ai propri tifosi. Mercoledì 17, infatti, i rossoblù ospiteranno il Melfi per la prima giornata di Coppa Italia. La società con una nota stampa ha invitato tutta la tifoseria a recarsi in massa allo stadio portando con se un vessillo rossoblù per colorare lo Iacovone.  Si tratterà del primo vero test attendibile in vista del campionato, considerando che la squadra lucana è inserita nello stesso girone del Taranto. Il calcio d'inizio è fissato per le 20.30. 

Termina il ritiro di Camigliatello. Al rientro a Taranto squadra accolta da quasi duemila tifosi. La società lavora per rinforzare l'organico. Il 17 sfida di Coppa Italia allo Iacovone contro il Melfi.

 

di Andrea Loiacono

 

 

Si è concluso dopo circa venti giorni il ritiro precampionato del Taranto F.C. 1927. La formazione del Presidente Elisabetta Zelatore è stata protagonista questo pomeriggio dell'ennesimo momento di gioia che ha visto coinvolti la squadra e i tifosi rossoblù. Dopo la  grande festa che ha visto come protagonista la tifoseria ionica giovedì scorso, subito dopo aver appreso dell'ufficialità del ripescaggio in Lega Pro, questa volta è toccato alla squadra, fresca neo promossa nel girone C di terza serie, dare sfogo a tutto il proprio entusiasmo. Subito dopo l'arrivo allo Iacovone dell'autobus che ha trasportato la squadra da Camigliatello a Taranto, attorno alle 18.00 la squadra con la staff dirigenziale al completo ha fatto la sua apparizione sul manto erboso dell'impianto sportivo del rione Salinella. Ad accoglierla, per l'occasione, oltre mille sostenitori assiepati in Curva Nord, per l'occasione colorata nell'anello inferiore da centinaia di bandierine rossoblù. Pambianchi e compagni hanno saltato e cantato i cori scanditi dalla Curva abbracciando così idealmente la propria tifoseria e festeggiando in questo modo il ritorno tra i professionisti. La stessa squadra rossoblù è stata protagonista presso l'Hotel Sciatore di Camigliatello, nella serata di ieri, della festa conclusiva con la quale si è concluso per questa stagione il ritiro del Taranto. La pioggia non ha  fermato gli organizzatori della serata che ha visto la premiazione di alcune figure storiche del calcio tarantino, come il magazziniere Aldo Scardino. A premiare il Taranto, ringraziandolo per aver scelto Camigliatello come sede del ritiro estivo, anche il Sindaco della cittadina silana. Per quanto riguarda la parte tecnica, il ritiro si era concluso nel pomeriggio con la quarta amichevole programmata per l'occasione dalla società. Avversario del Taranto la Reggiomediterranea, formazione di Eccellenza. Si è trattato di un buon test terminato con il punteggio di 5-0 per il Taranto nel corso del quale i mister Papagni e Prosperi hanno potuto verificare i progressi della propria squadra soprattutto sotto il profilo atletico. Da segnalare le buone prove di Garcia e del neo arrivato Francesco Potenza, autore di una doppietta. Le altre marcature portano la firma di Balistreri, Nigro e Langellotti. Presenti un centinaio di sostenitori provenienti da Taranto. Per quanto concerne il calcio mercato, il Direttore dell'area tecnica Franco Dellisanti lavora alacremente per accontentare le richieste tecniche di mister Papagni. Sarebbero almeno sei o sette gli elementi segnalati in arrivo, un paio per reparto. In porta piace molto Gori, ex Taranto e Benevento. In attacco resta caldo il nome di Marilungo al quale si è aggiunto Maritato. Nelle ultime ore, per il ruolo di terzino è circolato insistentemente anche il nome di Angelo Antonazzo, tarantino doc, mentre appare definitivamente tramontata la pista che porta al ritorno di Danilo Alessandro. Infine, la società ha reso noti le modalità con le quali sarà possibile sottoscrivere il proprio abbonamento, grazie alla riapertura della campagna di fidelizzazione voluta dalla società. Sono stati inoltre resi noti date e orari dell'esordio del Taranto in Coppa Italia. Pambianchi e compagni faranno il loro debutto mercoledì 17 alle ore 20.30 contro il Melfi. 

L’annuncio del presidente del C.T Palagiano, Pasquale Albanese

 

 

La posa della prima pietra risale a metà degli anni ’70. Da allora solo passerelle di buone intenzioni

Antonio Notarnicola

PALAGIANO – Si scrive Palazzetto dello Sport ma si legge sogno proibito. Quand’ormai l’immaginario collettivo avevametabolizzato nel modo predetto la vicenda del Palazzetto comunale, arriva l’inattesa e dirompente notizia del presidente del Circolo Tennis Palagiano, Pasquale Albanese, ilquale nell’ultima assemblea generale dei soci, estesa a simpatizzanti e stampa, ha dettoa chiare lettere: “Palagiano avrà il suo Palazzetto dello sport comunale”. Inutile sottolineare l’atmosfera che in quel momento serpeggiava tra i presenti, divisi da incredulità e stupore alla dichiarazione del massimo esponente del sodalizio sportivo di via San Domenico. “Devo dire”, ha continuato Pasquale Albanese “che gran parte del merito però è da addebitare ad una fortunosa circostanza,vale a dire all’incontro, sia pure a distanza, tra due personaggi chiave comel’attuale Commissario prefettizio, Michele Lastella e il consigliere nazionale Fit, Isidoro Alvisi”, in odore di investitura verticistica federale Fit (ndr). Si deve quindi alla sensibilità di questi due personaggi,secondo quanto emerso in sede di conferenza,se sussistono fondati motivi per dire che l’impianto si completerà ed essendo il presidente una persona seria e non sofferente di mitomania, vi sono tanti e giustificati motivi per credere a quanto dichiarato.

Da dove scaturisce l’annuncio del presidente? Pare che sarebbe il Coni,in un quadro programma di sviluppo e potenziamento dello sport, in tutto il mezzogiorno, tramite la Federazione Nazionale Tennis (Fit) a finanziare l’importo per il completamento della struttura. Da precisare che in sede di conferenza non sono state annunciate disponibilità di somme da stanziare, ne impegni o quant’altro attiene l’imminenza di lavori, per il momento quel che è stato messo in risalto è il fatto che esiste una seria convergenza di volontà nel completare la struttura sportiva abbandonata. Un po’ di storia, in questo caso,giusto per ravvivare il passato, non guasta. L’impianto nacque con la posa della prima pietra a metà degli anni settanta e dopo oltre quarant’anni di annunci ed illusioni cadenzate, tutto è rimasto allo stato delle buone intenzioni. Risultato: l’abbandono avvenuto negli anni, fatto salvo qualche timido tentativo di ripresa lavori, ha ridotto la costruzione in un pericoloso luogo di ritrovo per sbandati e drogati. Quando poi anche i ragazzini cominciarono a frequentare questo posto,entrando e uscendo a loro piacimento da varchisemiaperti lasciati dall’impresa costruttrice,inerpicandosi tra impalcature instabilie camminamenti da equilibristi su travi sospese a 20 metri d’altezza, fu allora che il comune decise di fare l’unica cosa saggia: chiudere, murando, tutti gli accessi per motivi di sicurezza, visto che giorno dopo giorno, frotte di ragazzini, anche di mattina quindi marinando la scuola, avevano eletto come ritrovo privilegiato questo posto ma non per praticare sport. Proprio in questa delicata fase sociale il Circolo Tennis, essendo all’interno quindi contiguo all’intero impianto, svolse responsabilmente un ruolo importante nel segnalare la situazione di pericolo che si stava creando, allertando Istituzioni e forze dell’Ordine.

Intanto c’è da registrare che l’annessa area recentemente concessa dall’Amministrazione uscente (Tarasco) prima dell’avvenuto scioglimento è in via di sistemazione con la realizzazione di ben due campi di beach-tennis. “Lo spirito è sempre quello” ha fatto presente Albanese “su base volontaria, ognuno fa quello che può nel dare una mano alla crescita non solo sportiva del circolo, dove le nostre competenze e possibilità si fermano ci viene incontro il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune ing. Giuseppe Iannucci, con la disponibilità di materiale e distacco di personale, come appunto il caso dei due campi di beach-tennis in via di completamento.

Questa purtroppo è stata e ancora resta la realtà di Palagiano; da una parte gente che aspira a realizzare e lasciare qualcosa di utile per le nuove generazioni e dall’altra una classe politica di basso cabotaggio, cieca, inetta, incapace, litigiosa che una volta insediata pensa solo alla cura del proprio orticello o del tanto a te e tanto a me. Di più: in tanti anni, senza ombra di smentite possiamo risalire al dopoguerra,fino ai giorni nostri non siamo stati in grado di esprimere una classe politica di servizio, ma una invece buona solo a imbellettarsi e sgomitare per far passerellanelle processioni. Il risultato di questo disastro è sotto gli occhi di tutti.

Va da sé che non è possibile continuare con questa mentalità suicida, il paese è rimasto indietro, molto indietro, la gente, ma soprattutto i giovani sono sfiduciati lasciano con rammarico la propria comunità e conseguentemente i propri affetti, in cerca di alternative. Come si può dar loro torto con un orizzonte del genere dipinto a tinte fosche. Pertanto sulla base dell’esperienza di quanto accaduto in passato e vista la situazione di estremo degrado politico-moralein cui è ridotto il paese una riflessione impone nel dire che è arrivato il momento di eleggere persone che non dicono di amare il paese solo con slogan ma di volerlo davvero con i fatti, con le piccole e grandi azioni che quotidianamente fanno bene alla collettività. E secondo il modestissimo parere,non solo personale proprio il presidente, Pasquale Albanese, può senz’altro rappresentare l’uomo in più di quella svolta attesa, in una parola la persona giusta per il futuro di Palagiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’atleta Campione del Mondo, ignorato dalle amministrazioni locale e provinciale

 

PALAGIANELLO – “Un Campione del Mondo a loro insaputa”. Fatte le dovute differenze di circostanza il parallelo sembra calzare a pennello, per la comunità palagianellese, la citata e ormai famosa frase balzata, qualche anno fa, prepotentemente, agli onori delle cronache giudiziarie. Nel nostro caso però il riferimento non porta a nessuna vicenda giudiziaria ma più semplicemente ad una di carattere puramente sportivo. Allusione che a noi ci viene incontro per descrivere in quale considerazione è tenuta, dalla comunità palagianellese e per essa l’amministrazione comunale, l’impresa sportiva dell’ultramaratoneta Vito Todaro che nonostante i suoi settant’anni suonati ha conquistato il titolo di Campione del Mondo di categoria. Un traguardo questo che rappresenta il massimo riconoscimento sportivo che può raggiungere un atleta che pratica sport a livello agonistico ma anche amatoriale, purché nei crismi dell’ufficialità di gara riconosciuta. Titolo conquistato da Todaro a Torino l’11.4.2015 con la partecipazione al Campionato del Mondo di “24 ore” su strada indetto sotto egida della Fidal. Una gara quest’ultima molto conosciuta negli ambienti sportivi di tutto il mondo non a caso alla sfiancante manifestazione podistica su strada erano presenti maratoneti provenienti da Irlanda, Francia, Germania, Cipro, Turchia, Usa, Gbr. Nella circostanza il nostro concittadino, come precedentemente accennato, giunse primo della categoria SM/70, vale a dire atleti compresi nella fascia d’età dei settantenni. Inutile dire del risultato del tutto sorprendente, in tutti i sensi, conseguito dal maratoneta palagianellese, passato però inspiegabilmente sotto silenzio di chi amministra la cosa pubblica. A dare però il giusto riconoscimento all’impresa di Vito Todaro, tesserato con la Società Atletica “S.G.Bosco” Palagianello ha di recente pensato la Fidal Puglia, nell’annuale Festa dell’Atletica svolta aBari presso l’Hotel Majesti, nel corso di una specifica cerimonia di premiazione di atleti pugliesi che hanno dato lustro alla Regione Puglia. Nel novero della lunga lista dei premiati tra i più attesi ed applauditi vi era proprio il nostro concittadino ultrasettantenne, Vito Todaro, tra l’altro unico atleta a rappresentare la provincia di Taranto. Il motivo di tanta indifferenza da parte dell’istituzione locale di fronte all’eccellenza di un risultato del genere ottenuto da un suo concittadinoè davvero inspiegabile.Si può solo ipotizzare, forse mancanza di pedigree da parte dell’atleta o forse le voci secondo cui anche qui ormai si fa uso di sostanze non del tutto lecite o forse per una questione d’antipatia politica. Per quanto riguarda l’uso di sostanze lecite o meno, non spetta sicuramente nè a chi amministra la cosa pubblica,nè tanto meno a chi diffonde notizie, verificarne la fondatezza poiché non si hanno nè le competenze nè tanto meno gli strumenti idonei per poter fare certi controlli. Aspetti questi che dovrebbero già essere stati vagliati e superati da organismi preposti a questo tipo di verifiche sportive. Francamente la questione non è facilmente definibile anche se l’aspetto politico è tra le ipotesi più gettonate. Per una ragione molto semplice visto che da queste parti qualsiasi iniziativa che si intraprende è quasi sempre riconducibile alla politica e nemmeno chi si è autocrocifisso è riuscito a dare una svolta significativa per questo cambio d’abitudine.Intanto il pluripremiato atleta palagianellese a queste cose non ci pensa più di tanto, si gode le tante pacche sulle spalle e la montagna di complimenti che continuamente gli riservano appassionati ed amatori del podismo che come lui sanno il significato della corsa in perfetta solitudine.

Antonio Notarnicola

 

 

Taranto calcio: Presentato lo staff tecnico rossoblu per la stagione 2016-2017. Aldo Papagni: “Ringrazio la società per questa opportunità. Franco Dellisanti: “Allestiremo una squadra competitiva sia per la D che per la Lega Pro.” Mister Propseri: “ Alcuni juniores dello scorso anno saranno in ritiro con la prima squadra.”

Di Andrea Loiacono

 

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Taranto, Aldo Papagni Franco Dellisanti e Fabio Prosperi, tecnici ed ex calciatori che per un motivo e nell'altro hanno da sempre rivestito un ruolo di attori principali nella storia del calcio rossoblù si apprestano a vivere i “giorni caldi” dell'estatate tarantina con l'obiettivo di recitare un ruolo da protagonisti.” Lo staff tecnico targato 2016-2017 è stato presentato in un incontro con la stampa locale organizzato presso la sede della Cooperativa Prisma alla presenza del Presidente del Taranto Elisabetta Zelatore. Il numero uno del sodalizio rossoblù ha fatto anche le veci anche dell' Avv. Tonio Bongiovanni, presentando i tecnici e il direttore sportivo i quali hanno toccato nel corso della loro presentazione i tempi più attuali rispondendo alle domande che in questo periodo albergano nei pensieri della tifoseria, mercato e questione ripescaggio su tutte.”

 

Aldo Papagni: “Devo ringraziare la presidenza. Per me è la prima volta, in tanti anni di carriera che avrò come Presidente una donna. Sono grato a Zelatore e Bongiovanni per l'opportunità concessami e per avermi affiancato in qualità di responsabile tecnico Franco Dellisanti, una persona competente che ha fatto calcio per tanti anni; questo mi responsabilizza ma mi da tanta carica allo stesso tempo. Il mio vice, Fabio Prosperi, incarna alla perfezione lo spirito di sacrificio e di unità di intenti indispensabili, concetti indispensabili, a mio parere, per raggiungere successi nel calcio e nella vita. Al di là degli aspetti materiali, nel mio modo di fare calcio contano le motivazioni. Penso che proprio Prosperi, arrivato con me per la prima volta a Taranto nel 2006 in un momento di forte contestazione, possa essere preso come modello per chi vuole indossare la maglia del Taranto. “

 

Il tecnico di Bisceglie ha proseguito descrivendo la sua gioia per quella che è sarà la sua terza avventura in riva allo Ionio: “ In questo momento è indispensabile che chi decide di sposare la causa Taranto lo faccia con spirito di abnegazione e con il sorriso. Sono convinto che per allenare e gocare in una città come questa ci sia bisogno di positività. Sino ad ora ho totalizzato oltre 85 presenze da allenatore sulla panchina del Taranto. Il mio più grande desiderio è quello di raggiungere le 100 panchine in rossoblù, un traguardo che inseguo da molto, non vedo l'ora di cominciare. Nel corso di questa avventurà potranno esserci contrasti e confronti ma alla base di tutto ci sarà l'umiltà.”

 

Prime parole da ufficiali anche per Franco Dellisanti; a lui il merito di aver portato a Taranto mister Papagni e che chiarisce alcuni aspetti riguardanti il suo ruolo: “Non rivestirò il ruolo di Direttore Sportivo perchè non lo sono. Come ben sapete sono un allenatore; ritengo di aver accumulato nella mia carriera esperienza sotto il profilo tecnico e di conoscenza di queste categorie. Sono lieto di poter mettere a disposizione della società del Taranto le mie competenze e conoscenze per poter raggiungere tutti insieme risultati importanti. Non appena sono stato contattato da Elisabetta Zelatore e Tonio Bongiovanni non ho esitato un attimo ad accettare, per l'affetto e l'amicizia che mi lega ai due presidenti e naturalmente al Taranto.” L'ex tecnico di Catanzaro, Taranto, Cavese e Torrecuso risponde poi alle domande inerenti l'allestimento della squadra che dovrà affronterà il prossimo campionato, sulla cui categoria influiranno le decisioni del Consiglio Federale il quale si esprimerà sulla possibilità di accogliere o meno le domande di ripescaggio delle società con i parametri in regola; tra queste la candidatura del Taranto ha assunto preso piede negli ultimi giorni, infondendo ottimismo a tutto l'ambiente : “ E' chiaro, al momento non sapere al momento quale categoria affronteremo, è un aspetto che condiziona anche le nostre manovre di mercato. Siamo alla ricerca di giocatori che abbiano le caratteristiche morali e tecniche per disputare un ottimo torneo di serie D ed eventualmente disimpegnarsi bene anche in Lega Pro. Per quanto concerne il capitolo rinnovi di alcuni calciatori della passata stagione, abbiamo riconfermato Pambianchi, proponendo lo stesso contratto ad altri giocatori come De Giorgi, Nosa, Ciarcià. A loro, come a Genchi è stato proposto un rinnovo a cifre maggiorate rispetto alla scorsa stagione. Per quanto riguarda Genchi, lo abbiamo aspettato ma lui ha preferito la Lega Pro certa che gli veniva garantita dal Monopoli; ha preso lui questa decisione, noi non abbiamo scartato nessuno. “ Anche mister Papagni si sofferma sul capitolo mercato : “E' ovvio, in questo momento sia in difficoltà, in quanto dobbiamo allestire una squadra che possa affrontare al massimo delle proprie condizioni si la Lnd che un eventuale campionago di Lega Pro. A Genchi, autore di 50 gol negli ultimi due campionati è stato proposto un adeguamento dell'ingaggio con ulteriore aumento di stipendio qualora fosse stata raggiunta la promozione. Non biasimo Genchi ma ritengo sa giusto specificare come il Taranto non abbia escluso nessuno. Ci avrebbe fatto piacere trattenerlo ma non è rimasto per sua scelta, ha preferito il Monopoli che gli garantisce un palcoscenico diverso. Conosco la piazza di Taranto e so che la tifoseria non aspetta altro che l'acquisto di giocatori per poter sognare ma in questo momento dobbiamo valutare con oculatezza. Abbiamo un tesoretto messoci a disposizione dalla società per integrare l'organico in caso di Lega Pro, se dovessimo essere ripescati saranno gli stessi giocatori ad offrirsi a noi. Intanto lavoriamo, con umiltà per prepararci al ritiro, penso che per quella data il Taranto sarà pronto all'80%, i nostri sostenitori possono stare tranquilli.”

 

Dopo la vittoria del campionato juniores alla guida dei giovani atleti rossoblù, Mister Fabio Prsperi è stato chiamato dalla dirigenza e da Aldo Papagni a rivestire il ruolo di allenatore in seconda. L'ex allenatore rossoblù non sta nella pelle: “Ringrazio innanzitutto la società per avermi concesso l'anno scorso la possibilità di intraprendere la carriera di allenatore in una città che mi ha dato tanto. L'avventura sulla panchina della juniores è stata molto positiva, abbiamo raggiunto risultati inaspettati grazie al lavoro quotidiano, una costante che mi ha molto aiutato in tutta la mia carriera. Penso che quello di quest'anno sia il giusto premio al lavoro che ho svolto l'anno scorso. Come sempre cercherò di ripagare la fiducia concessami. Attendiamo di sapere in quale categoria giocheremo, se dovesse essere serie D ci faremo trovare pronti. Per quanto riguarda l'organico della prima squadra, penso possa essere integrato da elementi di Juniores o Beretti; ci sono ragazzi che lo scorso anno si sono messi in luce alle mie dipendenze alla juniores e che hanno completato un processo di crescita importanti. Alcuni saranno integrati alla prima squadra per il ritiro e saranno a nostra disposizione; per altri il processo di crescita è un po' più lungo ma a questa età i ragazzi maturano velocemente sia sotto l'aspetto atletico che tattico per cui seguiremo con attenzione tutti gli sviluppi.”

 

A proposito della tifoseria, il Presidente Zelatore ci tiene a sottolineare come inq uesti primi giorni di campagna abbonamenti il numero di tessere sottoscritte sia al di sotto delle aspettative: “Spesso diciamo e sentiamo parlare di una tifoseria che a ragion veduta reclama categorie e campionati più dignitosi, per la propria storia e bacino d'utenza. Noi come società abbiamo rispettato tutti gli impegni presi, sia sotto il profilo economico che burocratico, approntando due domande contemporaneamente per adempiere alla domanda di ripescaggio in Lega Pro. Nel corso del primo anno di esperienza come presidenti del Taranto abbiamo sostenuto impegni ingenti; questa non è una richiesta di aiuto, andremo comunque avanti per la nostra strada ma ci piacerebbe riscontrare una maggiore partecipazione da parte della tifoseria. Una società pulita, come la nostra si sostiene esclusivamente con la quota destinata agli abbonamenti. Vogliamo vedere se coloro che ci tengono davvero al Taranto sono solo duecento o molti di più. Mi auguro che fino a giorno 22 la soglia dei nostri abbonati si alzi sensibilmente. “

 

Intanto la società nei giorni scorsi ha formalizzato l'acquisto del centrocampista centrale Elio Nigro, lo scorso anno Al Delta Rovigo in serie D con 34 presenze e 2 gol. Nel suo curriculum, negli anni passati anche un campionato vinto con L'Ischia nella stagione 2012-2013 con 28 presenze e 3 reti.

 

Lo stesso Franco Dellisanti ha confermato le trattative in corso per l'attaccante Meloni, capocannoniere dello scorso campionato con la maglia del Fondi, avversario del Taranto nella doppia semifinale play-off.

 

Intanto la tifoseria ha scelto le nuove maglie mediante un sondaggio online .Le divise ufficiali, disegnate dalla Fondazione Taras hanno fatto registrare la preferenza, per quanto riguarda la prima maglia del completo tradizionale rossoblù con la variante del ritorno all'antico, rappresentato dalla larghezza delle bande verticali, molto più strette rispetto alla divisa della scorsa stagione.

 

 

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