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Giornale di Taranto - Giornalista1
Il gruppo consiliare del Pdl, primo firmatario il capogruppo Ignazio Zullo, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta in merito alle “gravi inadempienze riscontrate e già denunciate del servizio lavanolo dell’Asl Taranto”. Sulla scorta di quanto denunciato da alcuni organi di stampa che hanno evidenziato una serie di illeciti nel trattamento della biancheria sporca (raccolta e trasportata senza adeguata tutela), si sottolinea “l’inattivismo dell’amministrazione e il pericolo per l’incolumità degli operatori della lavanderia”. Di conseguenza, i firmatari chiedono di conoscere quali siano i provvedimenti adottati dall’Asl Taranto affinché non vengano più riscontrati simili inadempienze, anche in termini di sanzioni nei confronti della società appaltatrice del servizio lavanolo e quali indagini la giunta Vendola intenda avviare presso le Aziende Sanitarie per assicurare che i comportamenti denunciati non si ripetano anche in altri contesti regionali, al fine di garantire i livelli adeguati di igiene sanitaria e di sicurezza del lavoro
“Ammonta a circa 3 milioni di euro il finanziamento regionale concesso per due progetti relativi al Piano d’investimenti dell’Ambito Territoriale Martina Franca – Crispiano”. che ha seguito l’iter procedurale. “Dopo un intenso lavoro di raccordo tra i vari soggetti istituzionali ed i Sindaci di Martina Franca e Crispiano – comunica il Consigliere regionale de La Puglia per Vendola, Francesco Laddomada - ha avuto esito positivo l’istruttoria tecnico-amministrativo relativa ai due progetti denominati ‘Comunità Socio Riabilitativa – Dopo di noi’ a Martina Franca e ‘Nuovo Centro Sociale Polivalente per minori e disabili’ a Crispiano. Un importante traguardo da un punto di vista economico, ed in termini di vantaggi che minori, disabili, soggetti svantaggiati in genere e le loro famiglie, avranno quando questi progetti saranno operativi”.“Si attende ora – aggiunge l’esponente della PPV - che gli Uffici preposti procedano alla esatta ricognizione di fondi rivenienti da economie post-gara o a conclusione di altri progetti per riprogrammare l’effettiva assegnazione di quanto stabilito in sede di Piani di Investimento”.“Per quanto riguarda Crispiano – conclude Laddomada - si tratta di un bellissimo progetto che insisterà nei pressi di un’area adiacente le scuole Medie Severi con spazi e servizi in linea con i bisogni delle categorie più deboli e secondo le nuove filosofie di approccio alle problematiche dei minori e dei disabili”./comunicato
“La nuova Politica Agricola Comune, PAC, può rappresentare una straordinaria occasione di rilancio del sistema produttivo. individuando però le priorità e le strategie da realizzare, ed evitando spinte centralistiche”, lo ha detto Fabrizio Nardoni, coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni, illustrando - nel corso di un’audizione di fronte alla Commissione Agricoltura del Senato, presieduta da Roberto Formigoni – la posizione che la Conferenza ha assunto sul futuro della PAC prima della pausa estiva. “E’ questo il momento – ha sottolineato Nardoni – per ripensare, con il contributo delle Regioni, degli operatori e delle loro rappresentanze, le procedure e le tempistiche per offrire servizi migliori e aggiuntivi agli agricoltori” Per quanto riguarda i Programmi di sviluppo rurale (PSR) “le Regioni considerano cruciale l’apporto concordato e coerente di tutti i finanziamenti che possono insistere su di un medesimo territorio” e ritengono strategico porre “attenzione ad alcune macrocriticità”. Fra queste Nardoni, richiamando il documento della Conferenza delle Regioni, ha posto l’accento su: “integrazione e complementarietà tra fondi, evitando rischi di duplicazione (in particolare rispetto alle azioni sulle quali insiste più di un fondo europeo e per le quali è necessario stabilire “linee di demarcazione” per l’utilizzo dei fondi, prima con un accordo tra le Regioni e poi attraverso la condivisione con le Amministrazioni centrali); “Governance”, chiarendo competenze di intervento a livello programmatorio e garantendo il rispetto del ruolo istituzionale delle Regioni e fornendo un quadro definitivo degli eventuali Programmi Operativi nazionali (PON). Sotto questo profilo – ha aggiunto Nardoni - Le Regioni chiedono quindi che questi temi siano chiaramente individuati e oggetto di valutazione politica congiunta Relazioni tra PSR/POR/PON per le quali occorre un’approfondita riflessione (una volta chiarito in primis il quadro di risorse finanziarie disponibili, derivante dal bilancio europeo) rispetto alle zonizzazioni e al campo di azione degli eventuali PON con gli altri strumenti di programmazione regionale (PSR e POR). Occorre un impegno – ha sottolineato Nardoni con riferimento alla nuova PAC - per attenuare il carico burocratico, migliorando l’applicazione del sistema dei pagamenti diretti, facendola diventare più rispondente alle esigenze del mondo agricolo. Un confronto con il Ministro consentirebbe – ha proseguito Nardoni – di avviare quanto prima la discussione su questi punti perché tanto consentirebbe di procedere alla definizione dei PSR in un’ottica più organica. C’è insomma – ha concluso Nardoni - un secondo settore relativo alla PAC su cui le Regioni rilevano diverse esigenze in particolare per: 1) ridurre il carico burocratico; 2) rivisitare l’architettura dell’organismo pagatore; approfondire le problematiche connesse al credito e alle difficoltà di reperire il capitale di prestito necessario al completamento dei piani, facendo in modo che le valutazioni di chi finanzia gli investimenti e chi eroga credito possano coincidere e trovando strumenti innovativi che consentano di sostenere le migliori idee di impresa e non solo i capitali più solidi
Abbiamo appena appreso del sequestro da parte della Procura di Taranto delle azioni, conti correnti, magazzini prodotti finiti, e beni mobili delle società controllate dal Gruppo Ilva (Inse Cilindri, Celestri, Ilva Servizi Marittimi). Tale sequestro, non ha nessun impatto positivo contro l’inquinamento e per l’ambientalizzazione, né nel perseguimento del patrimonio della famiglia proprietaria, mentre rischia di determinare un devastante blocco produttivo del Gruppo Ilva e la sua ambientalizzazione e bonifica. La magistratura deve perseguire i reati, non può contemplare la considerare inevitabilmente la produzione di acciaio come “un evento criminoso”. A questo punto, chiediamo al Governo di superare gli indugi, le incertezze e i ritardi della sua azione. Riteniamo a tal proposito che sia direttamente il Premier Letta a gestire le soluzioni per Ilva e per Riva Acciaio. Il tempo è veramente scaduto, invitiamo tutte le forze politiche ad un maggior senso di responsabilità e a convergere nel sostegno ad una rapidissima approvazione di un decreto che deve prevedere strumenti diversi per Ilva e Riva Acciaio che sono gruppi distinti e in condizioni diverse.
Il Governo deve attivarsi con la massima urgenza, affinché trovi una soluzione definitiva sulla gestione delle società controllate dal Gruppo Ilva. Occorre una forte presa di coscienza con assunzione di responsabilità da parte del Premier Letta. Ribadiamo l’importante ruolo che le controllate occupano all’interno del quadro produttivo aziendale. Sono di vitale importanza per lo stabilimento Ilva e un loro ulteriore blocco, paralizzerebbe la fabbrica tarantina arrecando seri danni al mercato dell’acciaio. Raggiungere l’obiettivo del risanamento ambientale si può, purché si dia realmente la possibilità al commissario di poter continuare a produrre evitando, quindi, ulteriori intoppi circa la gestione delle stesse controllate. Il braccio di ferro della Procura di Taranto, con il sequestro di azioni, conti correnti, magazzini prodotti finiti e beni mobili delle società controllate dal Gruppo Ilva, potrebbe incidere negativamente sul processo di ambientalizzazione, provocando altresì ingenti danni all’intero settore siderurgico. Per questo auspichiamo che nelle prossime ore il Governo di intervenga sulla questione Riva Acciai, attraverso l’approvazione di un apposito decreto. Taranto, 25 settembre 2013 Ufficio stampa Fim-Ci
I Segretari generali Giovanni D’arcangelo (Filcams Cgil), Antonio Arcadio (Fisascat Cisl), Bruno Bani (Uiltrasporti Uil) denunciano il mancato rispetto degli accordi assunti e sottoscritti con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nel quadro della vertenza finalizzata a garantire la continuità occupazionale e la tenuta del reddito del personale operante negli appalti di pulizia e ausiliari Ex Lsu e Appalti Storici, che nell’area territoriale di Taranto interessa circa 1000 lavoratori monoreddito. Nell’ultimo incontro nazionale le Parti avevano concordato di definire soluzioni atte alla tutela occupazionale e di reddito, antecedentemente all’avvio dei nuovi appalti che avranno luogo con la conclusione della gara CONSIP in corso, per poi proseguire nel confronto fissato per il 23 settembre u.s., successivamente rinviato al 30 settembre p.v. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil registrano, però, fatti e notizie che disattendono gli accordi finora raggiunti per la trattazione di questa delicata vertenza che vede l’attivazione di procedure di licenziamento collettivo per circa 24 mila lavoratrici e lavoratori, dipendenti delle imprese che attualmente gestiscono tale genere di appalti. Tutto ciò, oltre a contravvenire agli impegni assunti dal MIUR, determina un serio pregiudizio alla possibilità di intervenire a fondo ed efficacemente, sulle questioni in trattazione ed evidenzia come la volontà espressa da parte del MIUR di arrivare a soluzioni condivise rischia di rivelarsi, nei fatti, solo un impegno a parole. Perciò le Scriventi OO.SS. di Taranto al fine di sostenere le proprie rivendicazioni in termini di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori Ex Lsu e Appalti Storici, aderiscono allo stato di agitazione proclamato dalle Segreterie nazionali e giovedì 26 settembre a partire dalle ore 9.00 terranno insieme con i lavoratori un sit-in di sensibilizzazione davanti alla Prefettura, in via Anfiteatro, nel corso del quale chiederanno anche di essere ricevute dal Prefetto Mario Tafaro. Frattanto, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil ioniche rivolgono l’appello pressante ai rappresentanti istituzionali, agli amministratori pubblici, ai politici, ai parlamentari del territorio, a condividere gli obiettivi di una vertenza che vede a rischio di licenziamenti, in quest’area, almeno 500 di queste lavoratrici e lavoratori. FILCAMS FISASCAT UILTRASPORTI Giovanni D’Arcangelo Antonio Arcadio Bruno Bani
Ilaria vent’anni, ferita a morte dal suo compagno, Marta, 24 anni, strangolata dal suo ex … Le ennesime vittime -nelle ultime ore- di una assurda furia omicida che continua a colpire le donne, e sempre più spesso nell’ambito delle protette mura domestiche. Secondo l’OMS infatti la maggior parte delle uccisioni delle donne tra i 16 ed i 44 anni avviene ad opera di persone conosciute. “Può non piacerci il termine ma purtroppo il ‘femminicidio’, la violenza di genere cioè , è una drammatica realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Non si tratta di – afferma Francesca INTERMITE, presidente provinciale di Terziario Donna Confcommercio- fatti privati, che trovano terreno fertile in ambienti culturalmente degradati; purtroppo la cronaca ci racconta di tragedie consumate per strada, nei luoghi pubblici, tra le mura domestiche. La violenza di genere è ormai –dice bene il Presidente del Senato, Pietro Grasso- una vera e propria emergenza sociale, una tragedia che parla a tutti e di tutti. La tragedia di Statte, ci riporta a questa drammatica realtà. Al di là del Decreto legge sul femminicidio, approvato nei giorni scorsi, per il quale è auspicabile che vi siano delle risorse da destinare alle azioni di supporto alle donne in difficoltà, è fondamentale che ci si adoperi per una profonda inversione di tendenza che incida sul sentire comune, ed in questo la scuola, le istituzioni, la chiesa e i media hanno una grande responsabilità. “E’ ora – continua Intermite- di chiudere con un certo stereotipo di donna-oggetto, ancor oggi propinato dai media e assurdamente dalle reti televisive pubbliche, pagate con il canone. E’ ora di finirla con le nudità, le allusioni volgari, la erotizzazione forzata delle donne offerta dai media, e dalla stessa RAI, in tutte le ore della giornata. La cultura del rispetto deve partire dalla quotidianità, e le donne per prime devono pretendere che a parlare per loro sia la testa e non il corpo. ”
La cozza tarantina, con le sue peculiarità, la sua potenzialità commerciale e i suoi problemi, è stato l’importante tema di un interclub Rotary organizzato dal Club di Massafra (presidente Donato Sanarico) e al quale hanno preso parte i club di Taranto (presente il “prefetto” Andrea Tortora), quello di Riva dei Tessali (presidente Luigi Severini) e Taranto Magna Grecia (presidente Antonio Biella) e l’assistente del Governatore, Pietro Mastrangelo. Nel salone della masseria Appia Antica, dopo gli interventi dei presidenti, si sono alternati al microfono tre esperti di mitili e un enologo. L’esordio è stato del dott. Gabriele Panzini, veterinario dell’Asl, esperto di analisi dei prodotti alimentari, nonché autore del libro “La filiera della cozza tarantina”. All’attenzione del pubblico non è stata posta solo la nota cozza nera, o mitile edulo lamellibranche o Gallus provincialis, come vogliamo chiamarla, ma tutta la filiera che parte dalla raccolta del seme , all’allevamento, ai passaggi dal Mar Piccolo al Mar Grande, alla raccolta, alla tabulazione (passaggio fondamentale), ai rivenditori autorizzati, fino ad arrivare sulle nostre tavole. Un mitile, il nostro, conosciuto e apprezzato in tutt’Italia e anche oltre , saporito e buon combattente contro il colesterolo, ma anche vittima di ingiustificati pregiudizi. Panzini ha parlato a lungo dei controlli che l’Asl effettua, a mare e a terra, ma ha invitato i consumatori ad autotutelarsi: non comprare cozze non stabulate (quindi senza la retina e il certificato) sui banchetti improvvisati. Meno gradevole il compito del dott. Cosimo Tarquinio, direttore del servizio veterinario dell’Asl, che ha parlato di “Mitili e contaminazione ambientale”. L’inquinamento, ovviamente, esiste, in particolare nel primo seno del Mar Piccolo, ma probabilmente - ad avviso di chi scrive -si è fatto più rumore del dovuto. La mappatura dei campionamenti in Mar Piccolo presenta una percentuale non molto alta di campioni non conformi: sui campionamenti generali, abbiamo 127 campioni non conformi su 1227: il dieci per cento; e gli allevamenti solo 12 su 448. Per gli esperti nel campo della cozza ha concluso il prof. Giovanni Normanno, docente di Scienze agrarie e degli alimenti all’Università di Foggia. Si è parlato della fisiologia del bivalve, ovvero della sua necessità di filtrare grandi quantità di acqua per trattenere microrganismi. Peccato che, così facendo, la nostra amica cozza assorbe anche componenti nocive per l’uomo. . Ha concluso il dott. Giuseppe Bino, enologo, direttore produttivo della Vinicola Amastuola (del rotariano Giuseppe Montanaro), i vini poi degustati col pranzo: Bianco Salento, Bianco Chardonnay, Primitivo e il passito Dolce Vitae. Bino ha affermato che la cozza è un alimento così complesso che è difficile da abbinare. Ma, a seconda che la si mangi cruda o gratinata, ripiena o fritta, si possono abbinare vini più leggeri o più importanti. Il passito, invece, è stato riservato ai formaggi, specie il caciocavallo stagionato. Al fine si sono avuti numerosi interventi, tra cui quello di Lello Basile, componente di commissione distrettuale rotariana, che ha ricordato come Taranto, prima della scoperta del parziale inquinamento del Mar Piccolo , avesse rifiutato il dragaggio dello stesso nonostante i finanziamenti già stanziati dalla Regione. Un esempio di miopia oggi fonte di rimpianti.
Il 30 settembre il Museo Nazionale Archeologico di Taranto chiude temporaneamente per consentire il completamento dei lavori di riallestimento e la riapertura a breve di tutto il I piano e di un piano intermedio. Ancora per il prossimo fine settimana, dal 27 al 29 settembre, le collezioni del MARTA saranno fruibili secondo il seguente orario: Venerdì 27 settembre: dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ingresso consentito fino alle ore 19.00) Sabato 28 settembre: orario continuato dalle ore 8.30 alle ore 23.00 (ingresso consentito fino alle ore 22.30) INGRESSO GRATUITO PER TUTTA LA FASCIA ORARIA DI APERTURA Domenica 29 settembre: dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ingresso consentito fino alle ore 19.00). Sabato 28 settembre, nell’ambito delle “Giornate Europee del Patrimonio”, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e come ultimo giorno del progetto OPEN DAYS promosso dall’Agenzia regionale Puglia Promozione, sarà possibile quindi accedere GRATUITAMENTE alle collezioni permanenti dalle ore 8.30 alle ore 23.00 (accesso consentito fino alle ore 22.30). Durante l’apertura prolungata serale, verranno effettuate visite guidate gratuite, a cura di archeologi della Soprintendenza, alle ore 20.00 e alle ore 21.30. Si richiede la prenotazione telefonica allo 099/4532112. Il prossimo fine settimana è anche l’ultimo per visitare, sempre con ingresso gratuito, la mostra Negli occhi della Gorgone. Il volto di Medusa sulle antefisse di Taranto.
Sarà presentata sabato 28 settembre 2013, alle ore 10,30, nella Sala Riunioni , al 4° piano, del Palazzo del Governo, Via Anfiteatro, 4, Taranto “La rete locale delle associazioni di promozione delle politiche di genere” Un cambio culturale per dire no alla violenza. Alla conferenza stampa indetta dalla Consigliera di Parità della Provincia di Taranto, Barbara Gambillara, prenderanno parte le associazioni che hanno già aderito alla Rete e il Prof. Riccardo Pagano per il Polo Jonico Universitario La rete intende condividere il percorso sin qui realizzato e per il tramite della presentazione del documento di costituzione della Rete Locale delle Associazioni di Promozione delle Politiche di Genere, consentire ad altre associazioni del territorio di prendere parte al percorso di rinnovamento culturale affinché il rispetto delle differenze di genere diventino parte integrante della quotidianità di ognuno. L’iniziativa sarà, anche, l’occasione per annunciare le prossime iniziative che la “Rete” intende realizzare sul territorio ionico. Alla conferenza stampa prenderanno parte : A.G.E. Taranto Onlus, Alzaia Onlus, Cigil, Spi Cgil, Creativamente, Etra Accademia Sociale, Hermes Academy Onlus, La Mediana, Se non ora Quando Taranto, Soroptimist Taranto, Amit Simbiosi Moderne, Tarantanz Compagnia di Danza, il Dipartimento Jonico Universitario rappresentato dal Prof. Riccardo Pagano.
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