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Giornale di Taranto - Giornalista1
“È autunno ormai, è iniziato l’anno scolastico, ed è tempo che anche i delfini vadano a scuola!”: ci scherza su Carmelo Fanizza, presidente della Jonian Dolphin Conservation, l’associazione che da oltre quattro anni studia e tutela la presenza dei cetacei nel Golfo di Taranto. Anche in questo periodo continua la attività di studio e monitoraggio in mare dei delfini con Taras, il catamarano da ricerca scientifica della JDC: “in questo periodo – spiega Carmelo Fanizza – stiamo realizzando, in collaborazione con una professoressa universitaria di genetica, una campagna di studio che, mediante la raccolta di campioni di DNA dei delfini, vuole valutare l’interazione genetica tra i vari gruppi di cetacei presenti nel Golfo di Taranto. Per evitare troppi accoppiamenti tra consanguinei presenti nello stesso branco, infatti, i maschi tendono a “rapire” le femmine di altri gruppi per accoppiarsi”. Per la JDC è altrettanto importante sensibilizzare la popolazione alla tutela dei cetacei, con particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi, i cittadini del futuro, divulgando i risultati scientifici conseguiti: il motto della Jonian Dolphin Conservation è “non puoi tutelare e difendere una cosa di cui ignori l’esistenza!” “Per questo – continua Carmelo Fanizza – da un lato coinvolgiamo i cittadini nelle nostre uscite in mare facendoli vivere una giornata da ricercatore scientifico a bordo di Taras (www.jonianiandolphin.it), da un altro realizziamo progetti di sensibilizzazione e divulgazione a favore delle scuole”. Nei giorni scorsi gli alunni di una IV elementare del Secondo Istituto comprensivo di Francavilla Fontana, sono usciti in mare a bordo di Taras e hanno potuto vedere con i loro occhi i delfini liberi nel loro habitat naturale, e non in un delfinario; la giornata in mare era stata preceduta da una lezione in classe sui cetacei a cura di docenti volontari della JDC (Serena Miccoli Sartori, Giulia Cipriano e Monica Barnaba), e sarà seguita nei prossimi giorni da un’altra che vedrà i bambini realizzare in classe un poster sulla loro straordinaria esperienza. “Riteniamo fondamentale la nostra attività nelle scuole, tanto che abbiamo realizzato una serie di nuovi percorsi educativi e di sensibilizzazione a favore delle scuole del territorio: sono stati elaborati diversi progetti, differenziati per scuola primaria, e secondaria di primo e secondo grado, che prevedono sia un percorso teorico negli istituti scolastici, sia una serie di uscite in mare a bordo del catamarano da ricerca “Taras” per osservare i cetacei nel loro ambiente naturale (info per le scuole dott.ssa Miccoli Sartori cell. 334.2297904)”. Un particolare ringraziamento va a tutti i volontari della Jonian Dolphin Conservation, associazione no profit, persone altamente qualificate, tra questi anche veterinari e biologi, che mettono a disposizione il loro tempo per la tutela dei cetacei nel nostro mare.
. La definizione , qualche anno fa, fu data da un gruppo di studiosi, intervenuti al convegno di studi sulla Magna Grecia, che ebbero modo di visitarlo. Questo importante ma praticamente sconosciuto sito, è stato il tema e la visita in loco dei rotariani del Club Taranto Magna Grecia. Il presidente Antonio Biella ha introdotto i lavori nell’aula magna della chiesa presentando il parroco, mons. Luigi Larizza, e i relatori, il prof. Vincenzo Aversa e il prof. Piero Massafra. Si è così appreso che quello che presumibilmente è un tempietto preellenico (successivamente riadattato a vari usi) fu scoperto nel 1971 a seguito degli scavi per la costruzione della chiesa del Sacro Cuore, iniziati l’anno prima. Prima furono rinvenute venti tombe, poi i resti ancora oggi conservati sotto la navata del nuovo edificio religioso. Da allora - ha ricordato Aversa – ci sono stati piccoli interventi della Sovrintendenza nel 1986 e nel 1988-89. Poi nient’altro, anche se la stessa, in un documento, affermò il grande interesse di questo ipogeo perché , tra l’altro, è uno dei pochi siti archeologici visitabili nella nostra città. Una delle contraddizioni della nostra Italia - ha fatto rilevare mons. Larizza - sta nel fatto che, pur avendo i parroci chiesto finanziamenti per la sistemazione del luogo, questi non sono stati concessi perché l’ipogeo insiste in una proprietà privata. Il prof. Piero Massafra, socio dello stesso Rotary Club Taranto Magna Grecia, ha poi ricordato come, appena laureato, partecipò entusiasticamente, come volontario, insieme all’arch. Mario Carobbi, ai lavori del ’71. Quindi ha accennato all’ipotesi (non suffragata da prove certe) di un culto dionisiaco, anche se il dio della forza e della vita non aveva come punto di riferimento un luogo monumentale, ma i boschi. Insomma, il consueto fascino dell’archeologia che lascia aperte diverse ipotesi, mostra e non mostra le cose in quella nebbia dei millenni che non impaurisce ma affascina. Al termine, i rotariani intervenuti e i loro ospiti hanno potuto visitare, con stupore e ammirazione, il grande ipogeo. Non mancando di esprimere perplessità e indignazione per come un tale monumento sia sconosciuto praticamente a tutti in una città che – a parole – ha fame di cultura, storia e possibilità di un nuovo sviluppo.
Importante incontro nella tarda mattinata di oggi nella sede della Provincia di Taranto presieduta da SE il Prefetto Mario Tafaro, accompagnato dal Segretario Generale Semeraro, per esaminare la grave situazione che mette a rischio centinaia di posti di Lavoro della società mista Taranto Isola Verde. Alta l'attenzione delle forze politiche e delle istituzioni sul problema. Presenti infatti alla riunione il Sindaco di Taranto Stefàno, i Parlamentari ionici Pelillo, Chiarelli e Duranti, l'Assessore Regionale Nardoni, i Consiglieri regionali Lemma, Pentassuglia, Mazzarano, Sala, il neo Amministratore di Isola Verde. Si vuole arrivare ad una risoluzione della vertenza e trovare soluzioni idonee percorrendo le strade della solidarietà che tuttavia molti lavoratori nei giorni scorsi hanno rifiutato. L'Assessore tarantino Nardoni ha posto all'attenzione l'impegno della Regione per trovare le strade giuste per rassenerare gli animi esasperati dei tanti impiegati e lavoratori della società di servizi della Provincia.
Prosegue la mobilitazione dei lavoratori dell'Inps di Taranto, indetta dalle federazioni nazionali del pubblico impiego di Cgil Cisl Uil e Cisal, per protestare contro il rischio che siano compromessi i servizi di assistenza e previdenza per i cittadini. Dopo l’appassionata assemblea del 2 ottobre, i dipendenti si sono ritrovati nuovamente (con le bandiere delle oo.ss. listate a lutto) in una manifestazione di piazza, avvenuta contestualmente in tutte le città, per denunciare che la mancata riorganizzazione dell’ente e la conseguente bocciatura del piano di riduzione di spesa varato dall’Istituto, possa determinare, attraverso il taglio ai progetti speciali dei lavoratori, una diminuzione del livello dei servizi prestati. Se poi tutti i territori rivendicano una propria unicità non possiamo disconoscere che Taranto, purtroppo, si distingue nel panorama nazionale per la drammaticità del periodo attraversato il che rende indispensabile, proprio in questa fase, garantire un numero sempre crescente e straordinario di interventi assistenziali e previdenziali che possano evitare il disastro sociale. Appare dunque paradossale che l’Amministrazione centrale, che ha sempre eluso il confronto con le oo.ss. sui piani di razionalizzazione dei costi, anziché colpire la spesa improduttiva, gli sprechi, le consulenze, le esternalizzazioni inutili, la gestione insensata del patrimonio immobiliare con enormi sedi vuote mentre si pagano affitti altrove, possa immaginare di intervenire diminuendo produttività e buste paga dei dipendenti. Questa volta no! I lavoratori non lo consentiranno! Come non potranno consentirlo tutti coloro che hanno a cuore il bene comune. Le oo.ss. hanno invece tracciato l’unica ragionevole strada da percorrere per contenere la spesa e migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini, un percorso che passa dall’innovazione delle procedure e dalla valorizzazione del personale. Una strada da percorrere tutti insieme sino in fondo! FP CGIL Lorenzo Caldaralo CISL FP Massimo Ferri UIL PA Cosimo Spinelli FIALP CISAL Francesco Ruggieri
I giudici tributari di merito tornano a pronunciarsi sul tema della notifica della cartella di pagamento direttamente eseguita dall’Agente della riscossione a mezzo del servizio postale. Infatti, per la Commissione Tributaria Regionale di Bari - Sezione staccata di Lecce - Equitalia non può procedere alla notifica diretta della cartella di pagamento. Il Collegio pugliese ha accolto l’appello proposto dal contribuente e, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato l’inesistenza della notificazione della cartella esattoriale. E’ questa la conclusione a cui è giunta la Commissione Tributaria Regionale di Bari - Sezione staccata di Lecce – sez. 23ª, con la sentenza n. 212 depositata il 18 settembre 2013. In particolare, il Collegio Tributario, chiamato a giudicare sulla sentenza di primo grado che aveva visto soccombere le ragioni del contribuente, ha osservato che: >> Occorre esaminare preliminarmente il motivo n. 5 (lettera E) dell’atto di appello con il quale l’appellante deduce, per la prima volta, nel presente grado di giudizio la inesistenza della notifica dell’atto impugnato, chiedendo, in forza di tale vizio, la nullità e illegittimità di tutti gli atti consequenziali e collegati. Per vero tale censura costituisce domanda nuova e, pertanto, inammissibile non essendo stato il vizio dedotto in primo grado. Ma trattandosi, per quanto si dirà appresso, di inesistenza della notificazione esso può essere rilevato di ufficio….. Ordunque, l’art. 26 del D.P.R. n. 602/73, che non lascia dubbi interpretativi, recita testualmente: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero previa eventuale convenzione tra Comuni e concessionario, dai messi comunali e dagli agenti della Polizia Municipale. La notificazione può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento….”. E’ di tutta evidenza che il legislatore con la norma richiamata indica espressamente le persone abilitate a procedere alla notificazione della cartella esattoriale che non possono che essere gli “Ufficiali addetti alla riscossione o altri soggetti abilitati dal concessionario”. Solo e soltanto costoro possono avvalersi della notificazione a mezzo posta. Ogni diversa intepretazione viola il disposto della citata norma. Non è fuor luogo rilevare che in tema di notifica di atti che incidono sulla sfera patrimoniale del cittadino le norme che dettano rigorose e tassative prescrizioni finalizzate a garantire il risultato del ricevimento dell’atto da parte del destinatario ed attribuire certezza all’esito del procedimento notificatorio, non consentono altra interpretazione se non quella letterale. E poiché la notificazione a mezzo posta è, dal legislatore, riservata esclusivamente agli uffici che esercitano potestà impositiva con esclusione degli agenti della riscossione che sono invece preposti alla fase riscossiva, la notificazione in questione deve considerarsi inesistente….>>. La sentenza appena riportata, nel decidere su di una questione già affrontata in precedenti scritti, offre lo spunto per riproporre delle ulteriori riflessioni in merito al tema della esatta interpretazione dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/73. Per comprendere l’importanza della suddetta sentenza, è opportuno, prima di tutto, precisare che in materia di notificazione, costituisce principio fondamentale quello dell’attribuzione della potestà notificatoria all’ufficiale notificante per il regolare e legittimo esercizio dell’attività di notifica degli atti posti in essere dall’Amministrazione Finanziaria e l’obbligo, di questo soggetto che ne è autore, di garantire la presa di conoscenza dell’atto oggetto di notifica al destinatario. Posto, quindi, che è essenziale la notificazione della cartella di pagamento ai fini di una piena tutela del contribuente non vi è, d’altro canto, alcuna disposizione che consenta la notifica per posta direttamente da parte dell’Agente della riscossione. Si consideri, infatti, che, perlomeno in materia tributaria, le ipotesi nelle quali è consentito l’utilizzo in via diretta della raccomandata con avviso di ricevimento per la notificazione di atti sono oggetto di espressa previsione normativa. Si pensi, a mero titolo esemplificativo, per gli atti del procedimento amministrativo tributario, all’art. 14 della L. n. 890 del 1982 (“…. la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente deve avvenire con l’impiego di plico sigillato e può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari, nonché, ove ciò risulti impossibile, a cura degli ufficiali giudiziari dei messi comunali ovvero dei messi speciali autorizzati dall’Amministrazione finanziaria secondo le modalità previste dalla presente legge…”) e, per gli atti del contenzioso tributario, al comma 3 dell’art. 16 del D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (“….le notificazioni possono essere fatte anche direttamente a mezzo del servizio postale mediante spedizione dell’atto in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento…”). Venendo alla notificazione della cartella di pagamento, essa è disciplinata dal disposto dell’articolo 26 del D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973 rubricato, appunto, “Notificazione della cartella di pagamento”. Il citato articolo al comma 1 dispone che: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l'abitazione, l'ufficio o l'azienda”. Dunque - come noto per averne già ampiamente trattato in altri elaborati - l’utilizzo della congiunzione “anche” (“….La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento….”) ha dato luogo ad accese dispute interpretative, essendo sorto il dilemma se, con essa, il legislatore abbia inteso esplicitare una ulteriore modalità di notificazione rispetto a quelle ordinariamente a disposizione dei soggetti indicati nel primo periodo (nel senso, cioè, che gli ufficiali notificatori ivi elencati - e soltanto loro – sono abilitati ad avvalersi, in aggiunta alle ordinarie modalità di notifica, “anche” della normale raccomandata postale) o se, invece, la norma abbia voluto riconoscere in capo all’Agente della riscossione il peculiare potere di procedere alla notifica della cartella, prescindendo dall’intermediazione di un ufficiale notificatore, avvalendosi cioè in via diretta del servizio postale. Al riguardo, giova sottolineare che la cartella di pagamento - al pari degli altri atti autonomamente impugnabili recettizi - non può essere semplicemente “comunicata”, ovvero spedita direttamente al destinatario dall’ente emittente a mezzo del servizio postale, dovendo essere oggetto di un vero e proprio procedimento notificatorio, del quale il conferimento dell’incarico ad un agente notificatore abilitato, che si interpone tra l’ente emittente e il destinatario dell’atto, rappresenta la fase iniziale, imprescindibile ai fini del perfezionamento e dell’esplicazione dell’effetto finale del procedimento stesso, effetto finale da individuarsi nella formazione della conoscenza legale dell’atto notificando e nel perfezionamento dello stesso come provvedimento recettizio (cfr. “Criticità operative della comunicazione a mezzo posta di cartelle di pagamento” di M. Bruzzone in Rivista di giurisprudenza tributaria 11/2012). Ebbene, la sopra esposta disciplina è perfettamente in linea con il disposto di cui al citato art. 26 del D.P.R. n. 602/1973 che, al primo capoverso del primo comma, richiede che la cartella sia notificata da agenti notificatori ritualmente nominati (“ufficiali della riscossione”, “altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge” ovvero, “previa eventuale convenzione tra comune e concessionario”, “messi comunali” o “agenti della polizia municipale”) e prevede, altresì, nel secondo capoverso, che tali agenti notificatori possano eseguire la notificazione “anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento” e quindi tramite il servizio postale, ai sensi dell’art. 149 c.p.c., applicabile alle notificazioni degli atti della riscossione in forza dell’ultimo comma dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, contenente un rinvio formale all’art. 60 del D.P.R. n. 600/1973, norma che, a sua volta, rinvia al sistema normativo delineato dagli artt. 137 ss., ivi compreso l’art. 149 c.p.c. Nel citato art. 26, comma 1, del D.P.R. n. 602/1973 non si rinviene, pertanto, alcun elemento testuale che valga ad ammettere la notifica diretta della cartella di pagamento; anzi, se si presta attenzione alle modifiche che il suddetto articolo ha subito nel corso degli anni, emerge chiara la volontà del Legislatore di escludere l’esattore dall’elenco tassativo dei soggetti abilitati all’esecuzione delle notifiche. Infatti: a) dal 1° gennaio 1974 sino al 30 giugno 1999: “La notificazione della cartella al contribuente è eseguita dai messi notificatori dell’esattoria o dagli ufficiali esattoriali ovvero dagli ufficiali giudiziari e nei comuni che non sono sede di pretura, da messi comunali e dai messi di conciliazione. Alla notificazione in comuni non compresi nella circoscrizione esattoriale provvede l’esattore territorialmente competente, previa delegazione da parte dell’esattoria che ha in carico il ruolo. La notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La notificazione si ha per avvenuta alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal comma successivo”; b) dal 1° luglio 1999 sino all’8 giugno 2001 ( a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 12, comma 1, D. Lgs. n. 46 del 26 febbraio 1999): “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma”; c) dal 9 giugno 2001 sino al 30 maggio 2010 (a seguito delle ulteriori modifiche apportate dall’art. 1, comma 1, lett. c), D. Lgs. n. 193 del 27 aprile 2001): “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda”. E’ evidente che, mentre la vecchia formulazione dell’art. 26 citato prevedeva espressamente che la notifica a mezzo posta della cartella esattoriale potesse essere fatta direttamente ad opera dell’esattore, tale previsione, poi, dal 1° luglio 1999 è stata eliminata. Tanto precisato, la conclusione cui si giunge è l’inesistenza (e non, quindi, la semplice nullità, suscettibile di sanatoria mediante la costituzione in giudizio del ricorrente) della cartella di pagamento notificata direttamente dall’Agente della riscossione a mezzo raccomandata senza l’intermediazione dei soggetti abilitati. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Bari – sez. staccata di Lecce – n. 212 del 18 settembre scorso rappresenta, pertanto, un’ulteriore conferma a sostegno della ormai prevalente giurisprudenza di merito secondo la quale – appunto – la notifica della cartella di pagamento effettuata da soggetto non munito del relativo potere comporta la giuridica inesistenza dell’atto di notificazione. Infatti, che l'Agente della riscossione non sia legittimato a notificare "direttamente" la cartella di pagamento mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento è stato affermato, altresì, nelle seguenti decisioni-sentenze: 1) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, sez. 1ª, n. 134 del 27 agosto 2013: “…Gli avvisi di pagamento possono essere fatti recapitare anche attraverso posta ma vanno spediti con l’intermediazione di un agente notificatore e non direttamente dal soggetto incaricato della riscossione, in considerazione del fatto che l’invio a mezzo posta è riservato secondo la legge ai soli agenti a tanto abilitati. Ne consegue che in mancanza dell’ingiunzione di pagamento, ancorché ricevuta dal contribuente mediante il servizio postale, è da considerarsi inesistente per assenza di relata di notifica.“; 2) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Roma, sez. 19ª, n. 247 del 13 giugno 2013: “….L’art. 26 del D.P.R. dispone al primo comma: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l'abitazione, l'ufficio o l'azienda”. Dallo sviluppo normativo che ha portato all’attuale formulazione della norma sopra citata si evince che per la notifica a mezzo posta il legislatore in un primo momento aveva previsto che fosse fatta direttamente da parte dell’esattore che provvedeva all’invio della raccomandata con avviso di ricevimento secondo due fasi procedimentali distinte ovvero consegna materiale della cartella dal concessionario-esattore all’agente postale che agisce come ausiliario dell’agente notificatore, mentre a far data dal 01/07/1999 l’intenzione de legislatore è stata quella di escludere l’esattore oggi concessionario dalla notificazione mediante servizio postale e conseguentemente l’agente della riscossione non può consegnare materialmente la cartella all’agente postale….Pertanto la cartella di pagamento impugnata deve essere annullata in quanto inesistente giuridicamente per essere stata notificata da soggetto non abilitato per legge…”; 3) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, sez. 2ª, n. 36 del 21 febbraio 2013: “La notifica della cartella di pagamento effettuata dall'Agente della Riscossione direttamente a mezzo raccomandata postale è inesistente…Dovrà essere ritenuta del tutto inesistente la notifica diretta, a mezzo servizio postale, da parte dell'agente della riscossione, in quanto deve necessariamente procedere anch'essa attraverso l'intermediazione dei soggetti abilitati..”; 4) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Parma, sez. 4ª, n. 18 dell’11 febbraio 2013: “…Il principio della Corte viene anche recepito dalla giurisprudenza delle Commissioni Tributarie che hanno stabilito che "la notifica può avvenire anche mediante invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ma sempre per il tramite di un intermediario qualificato "ufficiale giudiziario" e non con il semplice ricorso al servizio postale " e con il rispetto delle singole formalità che "ufficiale deve compiere ... a cominciare dalla stesura della relazione di notificazione sull'originale e sulla copia dell'atto...Deve essere condivisa l'affermazione dei giudici di merito conseguente ad una corretta lettura unitaria dell'intero disposto del primo comma dell'art. 26 del D.P.R. n. 602 del 1973, che l'Agente della Riscossione non rientra nel novero dei soggetti abilitati indicati tassativamente nella norma suddetta, anche nel caso in cui la notificazione sia stata effettuata avvalendosi del mezzo della posta ai sensi del secondo periodo del sopra detto primo comma…emerge che la notifica della cartella di pagamento in questione è stata effettuata da soggetto sicuramente non munito del relativo potere per cui deve ravvisarsi la giuridica inesistenza dell'atto di notificazione della cartella esattoriale…”; 5) sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro - sez. staccata di Reggio Calabria - sez. 6ª, n. 157 del 31 dicembre 2012: “...Dovrà essere ritenuta del tutto inesistente la notifica diretta, a mezzo servizio postale, da parte dell'agente della riscossione, in quanto deve necessariamente procedere anch'essa attraverso l'intermediazione dei soggetti abilitati.”; 6) sentenza della Commissione Tributaria Regionale di L’Aquila - sez. staccata di Pescara - sez. 10ª, n. 551 del 21 dicembre 2012: “….Quanto al dedotto eccesso di potere per violazione e falsa applicazione dell’art. 26 D.P.R. 602/73, in quanto la cartella di pagamento era avvenuta semplicemente con spedizione a mezzo raccomandata a/r il Collegio osserva che è illegittima la cartella di pagamento notificata dall’agente della riscossione a mezzo del servizio postale se la notifica non è eseguita dai soggetti abilitati previsti dall’art. 26, comma 1, D.P.R. n. 602 del 1973. La mancata osservanza delle prescrizioni di legge sui soggetti abilitati alla notificazione della cartella di pagamento, rende la notifica inesistente e dovrà intendersi come semplice comunicazione effettuata dal soggetto tenuto al recupero del credito….Peraltro, la semplice spedizione a mezzo posta di una cartella di pagamento, senza l’intervento di un soggetto a ciò autorizzato, che delle operazioni compiute deve redigere e sottoscrivere una relazione, non integra le caratteristiche della notificazione prevista dall’art. 26 del D.P.R 29 settembre 1973, n. 602, e mancando tale notificazione non risulta completato il procedimento di formazione della cartella, che deve pertanto essere annullata, senza che possa invocarsi in contrario il principio della sanatoria previsto dagli artt. 156, comma 3, e 160, c.p.c., che ha carattere processuale e non sostanziale, risultando quindi applicabile solo nell’ambito di un processo giurisdizionale..”; 7) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, sez. 1ª, n. 219 del 21 dicembre 2012: “L'art. 26 DPR 602/73 che, secondo il disposto dell'art. 14 cit., è l'unica fonte legislativa in materia di notificazione delle cartelle di pagamento, e degli altri atti di competenza dell'Agente della riscossione, al primo comma dispone che; "La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o dagli altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali a dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento: in tal coso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l'abitazione, l'ufficio o l'azienda"…Orbene non sembra possa sussistere dubbio sul fatto che il secondo periodo della citata disposizione non sia altro che la prosecuzione del primo, nel senso che la prima parte concerne il soggetto che è abilitato dalla legge ad eseguire la notifica, mentre la seconda parte, ferma restante la necessità del soggetto abilitato, dispone in ordine alla modalità con cui può essere eseguita la notifica, chiarendo che essa notifica può essere effettuata, oltre che direttamente ad opera dei soggetti abilitati (indicati nella prima parte della disposizione), anche col mezzo della posta, ma pur sempre ad opera dei predetti soggetti abilitati…Conclusivamente questo giudicante ritiene che la omessa intermediazione di uno dei soggetti abilitati dalla legge (ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme-previste dalla legge o, previa eventuale convenzione tra Comune e Concessionario, messi comunali o agenti della polizia municipale) ad effettuare la notifica col mezzo della posta della cartella di pagamento, o dì qualsiasi altro atto di competenza del Concessionario della riscossione, configuri un'ipotesi dì giuridica inesistenza della notificazione che inficia, per assoluta nullità derivata, la cartella di pagamento, attesa la natura recettizia della stessa, con impossibilità, trattandosi di inesistenza, di configurare alcun tipo di sanatoria.”; 8) sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Milano, sez. 45ª , n. 80 del 25 giugno 2012: “E' inesistente la notifica della cartella esattoriale effettuata direttamente da parte del concessionario della riscossione anziché tramite uno dei soggetti abilitati alla notificazione (ufficiali della riscossione, messi preposti alla notifica, messi comunali - alla notifica della cartella), e non può essere sanata dalla proposizione di tempestivo ricorso introduttivo.”; 9) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, sez. 3ª, n. 133 dell’11 giugno 2012: “La notifica della cartella di pagamento mediante invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento effettuata da soggetto non abilitato ad eseguirla deve essere ritenuta giuridicamente tamquam non esset. Tanto detto è motivato dal fatto che la notifica della cartella di pagamento è un atto tributario avente natura sostanziale che, per motivi di garanzia legale delle parti, deve essere eseguita da soggetti tassativamente indicati.”; 10) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Foggia, sez. 4ª , n. 191 del 23 maggio 2012: “In presenza di notifica eseguita direttamente dal concessionario della riscossione, essendo stata omessa l'attività dei soggetti abilitati, la stessa altro non è che una semplice comunicazione effettuata dal soggetto tenuto al recupero del credito, con la conseguenza che esorbita dallo schema legale degli atti di notificazione, rendendo così la notifica inesistente.. La notifica della cartella di pagamento effettuata da soggetto non abilitato ad eseguirla deve essere ritenuta giuridicamente inesistente. Ciò detto è motivato dal fatto che la notifica della cartella di pagamento è un atto tributario avente natura sostanziale che, per motivi di garanzia legale delle parti, deve essere eseguita da soggetti tassativamente indicati.”; 11) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza, sez. 7ª, n. 37 del 23 aprile 2012: ” La notifica della cartella di pagamento mediante invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento effettuata da soggetto non abilitato ad eseguirla deve essere ritenuta giuridicamente tamquam non esset. Tanto detto è motivato dal fatto che la notifica della cartella di pagamento è un atto tributario avente natura sostanziale che, per motivi di garanzia legale delle parti, deve essere eseguita da soggetti tassativamente indicati.”; 12) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, sez. 5ª, n. 533 del 29 dicembre 2010: “E' preliminare l'esame del motivo che riflette la notifica della cartella esattoriale, avvenuta a mezzo posta, direttamente ad opera dell'agenzia della riscossione e che in quanto tale deve essere dichiarata inesistente…Il ricorrente evidenzia la inesistenza della notifica della cartella di pagamento perché effettuata a mezzo posta direttamente dall'Agente per la riscossione e non tramite agente all'uopo abilitato…Il tema della notifica di atti che incidono nella sfera patrimoniale del cittadino è stato rigorosamente disciplinato dal legislatore negli artt. 26 D.P.R. 602/73 e 60 D.P.R. 600/73, laddove vengono dettate tassative prescrizioni, finalizzate a garantire il risultato del ricevimento dell'atto da parte del destinatario ed attribuire certezza all'esito del procedimento notificatorio….Ne deriva che la previsione contenuta nell'art. 26 della notifica mediante raccomandata con avviso di ricevimento debba essere letta esclusivamente come modalità esecutive, alla stregua di quanto stabilisce la L. 890/1982, pur sempre affidata all'organo della notificazione, all'interno della struttura operativa (l'art. 45 D.Lgs. 112/1999 prevede che il concessionario per la notifica delle cartelle di pagamento e degli avvisi contenenti l'intimazione ad adempiere possa nominare uno o più messi notificatori che non possono farsi rappresentare o sostituire) ovvero all'esterno di essa (ex art. 26 D.P.R. 602/73, messi comunali o agenti della polizia municipale), sicché una volta che la notificazione risulti sottratta al concessionario, la attività che a riguardo sia da lui compiuta è inesistente e il vizio relativo non è sanabile ai sensi dell'art. 156 c.p.c. che, quand'anche fosse ritenuto applicabile ad atti diversi da quelli processuali (la cartella in questione tale non è), non può essere invocato al di fuori delle ipotesi di nullità…non è condivisibile quanto assume la Corte di legittimità (Ord. 15948/2010) che non risulta essersi fatta carico della soluzione normativa del D.P.R. 602/73, ancor più quando considera il disposto dell'art. 127 D.P.R. n. 43/1988 che per le notifiche degli atti e dei provvedimenti previsti dal D.P.R. 602/73 opera un rinvio all'art. 60 D.P.R. 600/73, che espressamente richiama le norme del Codice di procedura civile (artt. 137 e ss.) che disciplinano la notificazione come atto proprio ed esclusivo dell'ufficiale giudiziario, anche quando si avvale del servizio postale. Pertanto la notifica dell'atto impugnato deve considerarsi giuridicamente inesistente.”; 13) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Pescara, sez. 4ª, n. 743 del 3 novembre 2010: ”Osserva il Collegio che per inquadrare i termini della questione su cui le parti controvertono è d'uopo leggere - con il criterio di ermeneutica fornito dall'art. 12 delle Preleggi - l'articolo 26 del D.P.R. 602/73 che disciplina la notifica degli atti di riscossione, del quale è utile trascrivere il primo comma: "La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge, ovvero previa convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l'abitazione, l'ufficio o l'azienda"….In buona sostanza, pur rimanendo fermi i soggetti autorizzati, questi, a loro volta, invece che direttamente, possono ricorrere all'ausilio del servizio postale; consequenzialmente, l'Agente della riscossione non pare possa ricorrere in alcun modo alla notifica diretta, ma deve, necessariamente, passare attraverso i soggetti menzionati nel primo comma: essi sono gli unici a poter fruire del servizio postale…In base al combinato disposto degli artt. 26 DPR 602/73 ed art. 3 L. 890/1982, solo gli Ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati possono avvalersi della notificazione a mezzo posta, dovendosi escludere la notifica diretta ad opera dell'Agente della riscossione. Sono, pertanto, illegittime le notificazioni eseguite direttamente dall'Agente della Riscossione senza l'intermediazione dell'ufficiale della riscossione o di altri soggetti preventivamente individuati ai sensi dell'art. 45 comma 2 del D. Lgs. 112/99…” ; 14) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano, sez. 9ª, n. 264 del 19 luglio 2010: “La violazione della disciplina relativa alla notificazione degli atti impositivi determina l'inesistenza giuridica o la nullità della stessa. Costituisce onere dell'Amministrazione finanziaria dimostrare la legittimazione del soggetto notificante.”; 15) sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, sez. 5ª, n. 141 del 17 dicembre 2009: “La cartella di pagamento soggiace alla medesime regole previste per la notificazione degli atti tributari i quali devono essere eseguiti ai sensi degli artt. 137 c.p.c. e ss. dagli ufficiali giudiziari ovvero dagli altri soggetti abilitati….”; 16) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, sez. 5ª, n. 909 del 16 novembre 2009: “Deve ritenersi illegittima giuridicamente inesistente la notificazione dell'atto di comunicazione dell'adozione di una misura cautelare (nella specie, iscrizione ipotecaria) effettuata direttamente dall'Agente della riscossione per il tramite del servizio postale senza l'ausilio di un agente abilitato, a mente dell'art. 26, D.P.R. n. 602/1973.”; 17) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Genova, sez. 12ª, n. 125 del 12 giugno 2008: “Deve ritenersi giuridicamente inesistente la notifica a mezzo posta della cartella di pagamento che l'agente della riscossione ha direttamente notificato al contribuente ai sensi dell'art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, senza avvalersi della indispensabile intermediazione dell'agente della notificazione e senza il rispetto delle formalità allo stesso riservate per la stesura della relazione di notifica dalla legge n. 890/1982. Tale situazione integra una vera e propria giuridica inesistenza della notifica a fronte della quale non è richiamabile l'applicazione della sanatoria del raggiungimento dello scopo prevista dall'art. 156 c.p.c. solo per i casi di nullità degli atti processuali.”; 18) sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Treviso, sez. 6ª, n. 44 del 2 luglio 2002: “…Va preliminarmente esaminata l'eccezione sollevata dalla parte in ordine alla procedura di notifica. Dalla lettura dell'art. 26 della legge 602/73 si osserva che la notifica può essere effettuata solo da alcuni soggetti che sono stati espressamente elencati: "Ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale"…Si ritiene pertanto che solo tali soggetti possano interporsi tra chi richiede la notifica e il soggetto notificato. Nel caso di specie nulla si sa del soggetto che ha effettuato la notifica e in particolare se esso rivesta o meno la qualifica richiesta della legge….In tale contesto la notifica va considerata giuridicamente inesistente con conseguente impossibilità di sanatoria in quanto eseguita da un soggetto non identificabile..”. Come può evincersi, dunque, numerose sono le decisioni dei giudici di merito che hanno concluso in termini di inesistenza della notifica eseguita da soggetto non abilitato e, da ultimo, e per la prima volta, si è pronunciato il giudice di legittimità con l’Ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013 statuendo la rigorosa osservanza delle modalità di notifica, ponendosi, in tal modo, in netto contrasto con la tesi, sostenuta in altre pronunce della stessa Corte. Infatti, la Suprema Corte di Cassazione in tutte le pronunce precedenti a quella del 28 maggio 2013 non ha specificatamente affrontato l’eccezione dell’inesistenza della notifica per posta diretta perché effettuata da un soggetto non abilitato dalla legge limitandosi ad applicare la vecchia formulazione dell’art. 26 D.P.R. n. 602/1973 (cfr. Sentenza Cass. n. 14327 del 19 giugno 2009, Ordinanza Cass. n. 15948 del 6 luglio 2010, Sentenza Cass. n. 2288 del 31 gennaio 2011, Sentenza Cass. n. 11708 del 27 maggio 2011, Sentenza Cass. n. 15746 del 19 settembre 2012, Sentenza Cass. n. 1091 del 17 gennaio 2013, Sentenza Cass. n. 8321 del 4 aprile 2013). Pertanto, vista la sopra citata Ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013, ci auspichiamo che tutti i giudici tributari si adeguino e attendiamo che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si pronuncino definitivamente per l’inesistenza della notifica nel caso del mancato rispetto della procedura di cui all’art. 26 citato, interpretato nel senso sopra esposto. Avv. Maurizio Villani Avv. Idalisa Lamorgese
Abbiamo giudicato costruttivo l'incontro avuto in occasione della procedura di consultazione sindacale, presso la Provincia di Taranto, con l’Azienda BSM S.r.l. della Famiglia Caffo, imprenditori del Sud di Vibo Valentia, produttori del “Vecchio Amaro del Capo”. Essa è risultata aggiudicataria della procedura di affitto, presso il Tribunale di Taranto, dell' Azienda produttrice Elisir Borsci San Marzano in liquidazione per fallimento, per la durata di 12 mesi prorogabili per ulteriori 12, con l'impiego di 10 unità su 18 dipendenti e con diritto di prelazione da esercitare sull'eventuale acquisto dell'Azienda fallita. Per le notizie da noi acquisite, il futuro dell' Elisir Borsci sembra incoraggiante in quanto la BSM S.r.l. è un’Azienda ad alta specializzazione ed esperienza nel settore, leader nel Mezzogiorno e tra le prime in Italia. Il piano industriale non possiede il taglio del progetto faraonico però delinea politiche aziendali finalizzate alla rimessa in funzione ed alla ottimizzazione dell’intero ciclo produttivo dell’Elisir Borsci San Marzano, alla valorizzazione del capitale umano, all’eventuale polifunzionalità delle maestranze una volta sottoposte ad adeguata formazione. Non per ultimo, prevede investimenti economici canalizzati alla penetrazione commerciale del marchio storico di Taranto, su un mercato che sarà non solo locale e regionale ma anche nazionale ed europeo. Elemento ulteriore da mettere in risalto, a nostro avviso, come valore aggiunto della consultazione è stata la presenza di Confindustria che è soggetto sociale imprescindibile per la condivisione di politiche di sviluppo e di occupazione sul territorio. Auspichiamo che con la nuova conduzione, la produzione dell'Elisir Borsci San Marzano, a partire dai prossimi mesi, venga finalmente rimessa in gioco con una gestione produttiva che salvaguardi un brand di successo, continui a veicolare l’immagine di Taranto nel mondo e offra le giuste garanzie occupazionali non solo ai 10 lavoratori che verranno impiegati alla ripresa dell'attività. Obiettivo della Fai Cisl è, infatti, quello di puntare al riassorbimento graduale anche delle altre maestranze le quali, in questa fase, non potranno essere impiegate .
Si terrà giovedì 10 ottobre, ore 10, presso Teca del Mediterraneo (via Giulio Petroni 19/a – Bari), il terzo incontro per il migliore utilizzo delle risorse informative. Il terzo modulo è dedicato agli elementi di catalogazione. La partecipazione è gratuita. Per iscriversi è sufficiente inviare un’e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , indicando la giornata in cui si desidera frequentare. Le iscrizioni si chiudono il martedì alle ore 13. Tutti gli interessati possono seguire anche più moduli, a scelta, senza alcuna limitazione, salvo quella dell’iscrizione e della presenza nell’aula didattica di Teca per partecipare alle esercitazioni pratiche. A chiusura della giornata sarà rilasciato un attestato. Il programma completo delle sessioni è nella sezione traning del sito web di Teca all’indirizzo http://biblioteca.consiglio.puglia.it Per informazioni 080.540.27.10 Twitter: @TecaMediterrane - YouTube: Teca del Mediterraneo – Facebook: Biblioteca Cons. Reg. Puglia. Infopoint del Consiglio Regionale della Puglia Servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale Via Giulio Petroni 19/A - 70124 Bari (IT) Tel: +39 080 5402772 Fax: +39 080 5402775 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: http://biblioteca.consiglio.puglia.it
Intervento a La Spezia dell’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, nell’ambito del Focus su “La valorizzazione delle aree protette e la sostenibilità ambientale come fattore strategico di sviluppo”, tenutosi agli Stati Generali delle Camere di Commercio italiane sull’Economia del Mare. All’appuntamento a cui hanno partecipato tecnici ed esperti del settore era presente anche il Ministro per l’Ambiente Andrea Orlando. Dobbiamo fare del patrimonio delle risorse locali non delocalizzabili (beni ambientali, patrimonio artistico-culturale, tradizione produttiva agricola, zootecnica, alieutica e agroalimentare di eccellenza) il vero modello di riconversione economica green del nostro Paese – ha detto Nardoni all’assemblea degli Stati Generali – e la Puglia in questo ha già dato prova di grande attivismo sviluppando sia in termini di valori, sia in termini di crescita complessiva, importanti traguardi sul mercato del turismo e su quello delle esportazioni di prodotti agroalimentari. Una metamorfosi – ha spiegato ancora Fabrizio Nardoni – che deve andare oltre l’interpretazione in chiave economica del modello green per essere anche passaggio culturale del mercato e delle comunità. Per Nardoni su queste premesse si aprono, dunque, nuove chance di sviluppo per territori un tempo considerati marginali o compromessi. Io provengo da Taranto – ha detto l’Assessore Nardoni – e lì più che altrove rivedere gli asset di sviluppo economico e occupazionale è un imperativo di sopravvivenza che assegna grandi responsabilità alla futura governance anche della ricorsa mare. Il questo il nuovo FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca) 2014-2020 ci offre importanti linee guida – dice Nardoni – prevedendo una politica marittima integrata, attraverso il principio di regionalizzazione nella gestione della pesca, che pone in primo piano la difesa del pescatore ma anche e soprattutto la tutela del mare.La parola d’ordine è: integrazione. Dobbiamo subito mettere in sintonia la filiera del mare (diporto, pesca, acquacoltura, cantieristica, turismo)- ha sottolinea l’assessore regionale nel suo intervento - anche per non far perdere all’Italia importanti quote di mercato di quello che nello studio di Unioncamere nazionale si preannuncia come il vero volto nuovo dell’economia italiana che nel 2011 ha prodotto 41,3miliardi di euro di valore aggiunto e un bacino lavorativo di circa 800mila unità. Ma da assessore al ramo e da coordinatore nazionale di tutti gli assessori all’agricoltura italiana Nardoni pone sugli scudi soprattutto il mondo della pesca. Occorre guardare con occhi nuovi alla figura del pescatore – ha dichiarato – e in questo credo sia necessario colmare un vuoto legislativo tutto italiano che non rende giustizia del grande lavoro in ambito ambientale svolto da questi operatori del mare. Riferendosi poi al Ministro Orlando Nardoni ha detto: “La legge definisce le attività connesse a quella di pesca ma non include i pescatori nei ruoli di gestione ambientale che pure svolge quotidianamente (pulizia dei porti, dei fondi, ruolo di sorveglianza nelle aree protette), così come non riconosce premialità ad esempio ai pescatori che si impegnano in interventi di acquacoltura biologica, al contrario di quanto avviene per gli agricoltori che in molte misure di sostegno di vedono riconoscere contributi e incentivi per la manutenzione del verde, del paesaggio. Nella crisi del settore della pesca i pescatori italiani, sperando anche in un ritorno al mare da parte delle nuove generazioni, devono poter contare di più su voci che non solo consentano di integrare il reddito ma siano in grado di restituire alla categoria la dignità che merita”.
Per il 2014 e’ indetto il Reclutamento per il 2014, di 7.000 volontari in ferma prefissata di un anno (VFP 1) nell’Esercito (GU 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n.78 del 1-10-2013) ripartiti nei seguenti quattro blocchi di incorporamento: a) 1° blocco, con prevista incorporazione nel mese di marzo 2014, 2.100 posti. La domanda di partecipazione puo’ essere presentata dal 10 ottobre 2013 all’8 novembre 2013, per i nati dall’8 novembre 1988 all’8 novembre 1995, estremi compresi; b) 2° blocco, con prevista incorporazione nel mese di giugno 2014, 1.700 posti. La domanda di partecipazione puo’ essere presentata dal 9 dicembre 2013 al 7 gennaio 2014, per i nati dal 7 gennaio 1989 al 7 gennaio 1996, estremi compresi; c) 3° blocco, con prevista incorporazione nel mese di settembre 2014, 1.700 posti. La domanda di partecipazione puo’ essere presentata dal 10 marzo 2014 all’8 aprile 2014, per i nati dall’8 aprile 1989 all’8 aprile 1996, estremi compresi; d) 4° blocco, con prevista incorporazione nel mese di dicembre 2014, 1.500 posti. La domanda di partecipazione puo’ essere presentata dal 7 luglio 2014 al 5 agosto 2014, per i nati dal 5 agosto 1989 al 5 agosto 1996, estremi compresi. Il 10% dei posti disponibili di ciascun blocco e’ riservato alle categorie previste nell’articolo 702 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e indicate nel modello di domanda di partecipazione pubblicato nel portale dei concorsi on-line del Ministero della Difesa. In caso di mancanza, anche parziale, di candidati idonei appartenenti alle suindicate categorie di riservatari, i relativi posti saranno devoluti agli altri concorrenti idonei dello stesso blocco. Le domande, con indicata la preferenza all’arruolamento per uno specifico blocco, devono essere presentate, entro i termini previsti, secondo la modalita’ specificata nel successivo articolo 4. E’ ammessa la presentazione di domande di reclutamento per piu’ blocchi, purche’ non immediatamente successivi e nel rispetto delle date di scadenza stabilite per ognuno di essi.
L’aumento dell'Iva dal 21 al 22%, preoccupa fortemente il sistema Confcommercio che contro il provvedimento è scesa in campo su tutto il territorio nazionale, allertando le sue sedi regionali e provinciali dove nei mesi scorsi sono state avviate iniziative varie di sensibilizzazione e numerose raccolte di firme. “Il provvedimento – commenta il presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo GIANGRANDE- sembrava essere scongiurato con un decreto che il governo aveva approntato nei giorni scorsi e che poi, a causa della crisi politica è sfumato. Purtroppo dobbiamo prendere atto di quanto grande sia ormai la distanza venutasi a creare tra la classe politica italiana ed i problemi reali del Paese. Nella provincia di Taranto, l’'aumento dell'Iva potrebbe provocare nei prossimi mesi la chiusura di altre imprese commerciali con la conseguente perdita di posti di lavoro. I dati erano già drammatici (899 imprese cessate nel commercio, servizi e turismo nel 1° semestre 2013 ), questi nuovi aumenti -dall’Iva alla Tares, all’addizionale Irpef- incideranno ulteriormente sui consumi e di conseguenza sulla possibilità di sopravvivenza stessa delle imprese. E’ un cane che si morde la coda: la recessione comporterà un calo dei consumi, si calcola di non meno del 7%; se nel solo capoluogo in sei mesi abbiamo perso nel nostro settore 321 imprese, non osiamo pensare allo scenario dei prossimi mesi.” Sul piano pratico non è da sottovalutare l’effetto boomerang di certi consigli elargiti in modo sconsiderato da alcuni (per fortuna pochi) rappresentanti di associazioni di tutela dei consumatori che incautamente richiamano all’ordine i commercianti, invitandoli a non assumere comportamenti scorretti. “Innescare un clima di sospetto è di quanto più negativo possa esservi oggi –commenta Giangrande- è ovvio che l’imposta sul valore aggiunto colpisce ogni fase della produzione, pertanto incide su tutti i costi della filiera; vorrei vedere però quanti sono i commercianti che in un momento come questo si mettono ad aumentare in men che non si dica i prezzi, con l’alibi dell’Iva! E allora evitiamo di dire cose insensate e di ergerci a paladini del nulla
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