I bambini si ammalano, le scuole chiudono, il diritto all’istruzione e alla salute è negato. Si è costretti - dice Caputo - il a scegliere tra lavoro e salute mentre il Governo italiano…”
A Taranto, nella città dei due mari, a sud dell’Italia, la scorsa settimana si sono registrati incrementi delle emissioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici del 105%. Chiedo alla Commissione europea di non lasciare sola questa città e la Regione Puglia sostenendo ogni proposta tecnicamente fondata volta alla sottoscrizione di un accordo di Programma simile a quello sottoscritto con la regione di Calais con il quale sono state impegnate risorse pari un miliardo di euro per favorire la low carbon economy della regione. – Lo ha dichiarato Nicola Caputo europarlamentare del PD gruppo S&D e membro della Commissione Ambiente a Strasburgo al Parlamento europeo nel corso del One Minute Speech - Con l’Accordo di Parigi e l'"Emission Trade System", - spiega Caputo - l’Unione europea ha indicato una rotta chiara volta alla riduzione delle emissioni climalteranti e nocive per la salute umana.
Intanto – conclude l’eurodeputato nicola Caputo - a Taranto i bambini muoiono, le scuole chiudono, il diritto all’istruzione e alla salute è negato e si è costretti a scegliere tra lavoro e ambiente e salute mentre il Governo italiano non segue l’attuazione dell’accordo Ilva, non dà attuazione al contratto Istituzionale di sviluppo, non presiede alla verifica dei dati ambientali ed occupazionali e non si attiva per utilizzare le risorse a disposizione dell’amministrazione straordinaria”.
Le biancoazzurre sono reduci da una striscia positiva di otto partite. Ora sono al quinto posto in classifica, con quattro punti di vantaggio su Turi. Il team manager Silvestri: “Siamo in ottima forma, ora non molliamo”. Intanto è arrivata l'affiliazione alla UYBA Volley Busto Arsizio
Se il campionato terminasse in questo momento, l'Argese Volley Crispiano avrebbe centrato la qualificazione ai playoff nel campionato di serie D di pallavolo femminile. La società crispianese attualmente occupa la quinta piazza in classifica, l'ultima utile per disputare la fase finale del torneo. Quattro i punti di vantaggio sull'inseguitrice Il Santissimo Turi, su cui proprio sabato scorso ha guadagnato altri tre punti, grazie alla convincente vittoria (3-1) contro la NVP Living Castellinaria Polignano e la contemporanea sconfitta interna delle turesi contro la BCC Locorotondo.
Un cammino quello delle crispianesi che sinora ha rispettato la tabella di marcia che la dirigenza si era prefissata a inizio stagione. Dopo un confortante avvio, le ragazze di coach Contento hanno solo avuto una flessione nella parte centrale del girone d'andata, con alcuni k.o. che potevano essere evitati: in modo particolare, c'è da recriminare per le sconfitte a Polignano a Mare e a Turi e per il tonfo interno contro Locorotondo. Ma, superati questi momenti di inevitabile incertezza per una rosa piuttosto giovane, le “farfalle” crispianesi hanno cominciato a volare, tanto che adesso sono otto i risultati utili consecutivi. Da sottolineare l'ottima prova di un paio di settimane fa contro la capolista Tecnova Gioia che è riuscita ad avere la meglio sulle biancoazzurre di Crispiano soltanto dopo un combattuto tie-break.
Al termine della regular season mancano ancora sette giornate, quindi guai ad abbassare la guardia, come sottolinea il team manager Antonio Silvestri: “Non possiamo mollare. In avvio di campionato abbiamo pagato un po' lo scotto dell'esordio in serie D e il fatto che le ragazze, tra di loro, non si conoscevano per niente. Poi ci si è messo anche qualche infortunio di troppo, ma ora tra le nostre giocatrici si nota un certo affiatamento e tutte hanno imparato a conoscere la categoria. Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto fino ad ora. Speriamo di sfruttare ilmomento di ottima forma che stiamo vivendo per conquistare i playoff”.
Intanto con i risultati positivi sta crescendo anche il seguito per la Rainbow Volley Crispiano. Sempre più gente sta riempiendo la palestra “Giovanni XXIII” in occasione della gare interne: nel match contro la prima della classe si sono contate 150 presenze. E non è un dato da trascurare se si pensa anche alla scomodità dell'impianto crispianese.
E, a proposito di vicinanza alla squadra, Silvestri ci tiene a ricordare come “siamo sempre aperti ad accogliere sia nuove persone che avessero voglia di collaborare nelle tante attività della nostra associazione, sia nuove sponsorizzazioni che possano aiutarci ad affrontare i costi di gestione. Non dobbiamo mai smettere di ringraziare i diversi genitori volontari che ci danno una mano, soprattutto nelle trasferte”.
Una interessante novità arriva anche da fuori dal campo: da pochi giorni la Rainbow Volley Crispiano è ufficialmente affiliata alla UYBA Unet Yamamay Busto Arsizio, società di serie A1 femminile che annovera nel proprio palmarès uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e due Coppe CEV. L'affiliazione, oltre a essere una grande opportunità per la piccola realtà tarantina, permetterà di innalzare il livello di preparazione dello staff biancoazzurro, grazie alla collaborazione con tecnici e dirigenti professionisti. Il confronto con una realtà che ormai da anni si esprime ai massimi livelli in Italia e in Europa consentirà, inoltre, alla Rainbow Volley di garantire alle proprie giovani atlete una crescita tecnica ottimale. Si tratta di una delle pochissime realtà del sud Italia affiliate al sodalizio lombardo.
Le periferie di Taranto diventano protagoniste, attraverso gli scatti dell'artista tarantino Vito Leone, al "Festival fotografico europeo 2019 - L'immagine incontra il mondo, nelle stanze della fotografia", in programma in varie località della Lombardia, fino al 28 aprile prossimo. Il festival, alla sua ottava edizione, è ideato e curatodall’Afi-Archivio Fotografico Italiano, con sede Castellanza. Al castello di Masnago, a Varese, dal 23 marzo, sarà allestita la mostra fotografica “Periferie umane. Taranto, i paesaggi intorno alla fabbrica”, inserita nella rassegna"Abitare il paesaggio". La fotografia affronta il tema del paesaggio, tra passato e presente, suggerendo una riflessione sulle dinamiche sociali dettate dal contesto di vita e di lavoro. Ne deriva un mosaico di esperienze, che dalle periferie giungono agli insediamenti industriali, mettendo al centro il tema della bellezza, spesso negata dalle circostanze. Il festival, che si compone di oltre quaranta mostre, seminari ed altri eventi, è posto sotto l'alto patrocinio del Parlamento Europeo, con il patrocinio della Provincia di Varese, di vari comuni lombardi, del Festival Européen de la Photo de Nu di Arles e la collaborazione di altri enti, tra cui l’Ordine degli Architetti della Provincia di Varese e l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano.
Nato e vissuto nel quartiere Tamburidi Taranto, Vito Leone è giornalista pubblicista e docente nella scuola secondaria di secondo grado. Nei suoi scatti, elabora il tentativo di conferire dignità alla periferia industriale, alle aree suburbane vicine allo stabilimento siderurgico. Le sue fotografie ritraggono i quartieri Tamburi, Paolo VI, Porta Napoli di Taranto, ma anche zone retroindustriali oggi abbandonate, 'archeologia urbana' dei decenni trascorsi, caratterizzati da una produzione massiccia e invasiva. L'occhio del fotografo, 'vicino' a questi ambienti, perché familiari, cerca di trasformare la brutalità degli stessi in bellezza. Al tempo stesso, la ricerca vuole essere un atto di denuncia della situazione ambientale e sociale della città ionica; un appello e una speranza, affinché la comunità non sia lasciata sola.
È un lavoro fotografico che corre su una doppia traccia. La prima, oggettiva, è quella delle linee e delle forme, del 'senso geometrico' del paesaggio, caro alla minimal art; l'altra, soggettiva, è quella filtrata dall'occhio umano, che in quegli scorci vede, pur nella loro desolazione, umanità e dignità. Una pietas che permette di caricare di vita e di pathos immagini che, altrimenti, sarebbero fotografie di morte.
Vito Leone ha partecipato a mostre, personali e collettive, in Italia e all'estero. E' stato finalista al Sony World Photography Awards nel 2017.La sua ricerca fotografica è iniziata dal minimalismo, per giungere, oggi, ad una dimensione più antropologica, di indagine sull’uomo e sul paesaggio,seguendo l'esempio di Gabriele Basilico, della Neotopografia e della scuola tedesca dei coniugi Becher. Si tratta di un tipo di fotografia apparentemente fredda, priva della presenza umana, di cui si percepisce solo il passaggio o il 'respiro'. Il risultato è uno studio comparato sulle forme geometriche, alla ricerca di una “grammatica” dello spazio. La funzione dell'atto fotografico diventa, dunque, riordinare il caos, svelare la bellezza dei luoghi marginali, capace di resistere alla violenza umana e rintracciare, nella sua forma, un nuovo ordine estetico ed ontologico, una coerenza sottesa alla vita, una speranza, un senso.
GENITORI TARANTINI E LIBERIAMO TARANTO CHIEDONO AL SINDACO CHE FINE HA FATTO LA PETIZIONE “CHIUDIAMOLA QUA!”
Ancora una giornata di protesta per i genitori del quartiere Tamburi. Protestano quelli che hanno i bambini nelle due scuole di cui è stata disposta la chiusura temporanea Deledda e De Carolis, e quelli che hanno i bambini negli istituti vicini. Le loro vite sono state stravolte da un provvedimento che desta perplessità e suscita interrogativi e paura tra gli abitanti del quartiere. Davanti al presidio istituito alla scuola Vico è un via vai di giornalisti, arriva anche la troupe di Propaganda la trasmissione che va in onda ogni venerdì sera su La7 condotta da Diego Bianchi che riprende, osserva, ascolta. Poche certezze, molti dubbi, aria pesante. C’è il maestrale che incombe e infatti domani è previsto il “Wind day”, finestre chiuse e tutti in casa. Sembra assurdo ma è così ...
Intanto è di qualche ora fa la nota con cui le Associazioni Genitori tarantini Ets e LiberiAmo Taranto - APS chiede al sindaco Rinaldo Melucci a cinque mesi di distanza chiede che fine abbia fatto la petizione “Chiudiamola qua!”
Ecco, di seguito, il testo della nota
“In riferimento alla nota N. 11154 del 24/01/2019 della Direzione Affari Generali del Comune di Taranto in cui si comunicavano i tempi per la procedura di verifica dell’autenticità sul campione di 80 firme dei sottoscrittori della petizione in oggetto, l’associazioni Genitori tarantini Ets e LiberiAmo Taranto chiedono informazioni e aggiornamenti sullo stato dei lavori, essendo abbondantemente superati i termini previsti.
La petizione e’ stata depositata in data 19 ottobre e ci teniamo a ricordare che sono ormai trascorsi ben 5 mesi senza mai aver avuto la possibilità di un incontro né col primo cittadino né con l’assessore Viggiano, nonostante le nostre ripetute richieste.
Alla luce degli ultimi avvenimenti che riguardano anche l’incertezza sul significato dei dati sull’inquinamento, vorremmo ricordare che nella nostra petizione fornivamo all’Amministrazione comunale, in assenza di dati certi a garanzia della piena tutela della salute dei cittadini, alcuni spunti giuridici su cui incardinare eventuali azioni amministrative, a partire dall’applicazione del “principio di precauzione” enunciato all'art. 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, già introdotto dal trattato di Maastricht e poi ripreso dalla Costituzione europea art. III-233.
Nella Comunicazione n.1 Final della Commissione Europea COM 2000, si legge:
“L’applicazione del principio di precauzione è una decisione esercitata in condizioni in cui le informazioni scientifiche sono insufficienti, non conclusive o incerte e vi sono indicazioni che i possibili effetti sull’ambiente e sulla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante possono essere potenzialmente pericolosi e incompatibili con il livello di protezione prescelto.”
Nel frattempo, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, accogliendo con procedura d’urgenza il ricorso presentato da 182 cittadini di Taranto, ha condannato lo Stato italiano per non aver tutelato e per non tutelare ancora oggi il diritto alla vita privata e famigliare dell’individuo (art. 8 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo) e per aver negato il diritto a un ricorso effettivo in sede nazionale (art. 13, stesso testo), impedito, si legge nelle motivazioni, dalla serie di decreti legge a favore della produzione altamente inquinante dell’Ilva. L’art. 2 (“Diritto alla vita”) è stato accorpato all’art. 8, in questa sentenza che la Corte ha definito “pilota”.
La Corte di Strasburgo impone allo Stato italiano di porre rimedio alla pregressa ed alla attuale situazione nel più breve tempo possibile.
Di questa sentenza, molti si stanno avvalendo per portare avanti le proprie richieste; non ultimo, il giudice Benedetto Ruberto che ha inviato gli atti alla Consulta, sollevando dubbi di legittimità costituzionale sui diversi provvedimenti emessi dai Governi per salvare lo stabilimento siderurgico. Già nel 2012, il giudice Patrizia Todisco, forte delle perizie fornitele, individuò nell’area a caldo dell’Ilva la fonte principale della devastazione ambientale e dell’insopportabile numero di malattie e morti connesse all’inquinamento industriale, ordinando il sequestro senza facoltà d’uso della parte produttiva incriminata.
Lo studio S.E.N.T.I.E.R.I., corroborato in seguito dallo studio dell’equipe del dottor Forastiere, l’ordinanza del giudice Patrizia Todisco, la sentenza di condanna dello Stato italiano da parte della CEDU e la richiesta del giudice Ruberto dovrebbero essere elementi più che sufficienti ad allarmare gli Amministratori della città di Taranto.
Vorremmo ricordare che la Costituzione italiana garantisce a tutti un lavoro dignitoso, fatto in sicurezza, in salute e in un ambiente salubre, condizioni che lo stabilimento siderurgico di Taranto non può assolutamente assicurare, neppure dopo il completamento delle prescrizioni del Piano ambientale. Ciò predispone a pensare che il lavoro offerto da quell'azienda somigli più a schiavismo che ad un lavoro come garantito dalla Costituzione. In più, anche se l'iniziativa economica privata è libera, questa non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana (art. 41 della Costituzione italiana).
Riteniamo vi siano sufficienti motivazioni a che si possano prendere decisioni, sì, coraggiose, ma in linea con quel senso di "giustizia" che si respira in ogni articolo della Costituzione italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo.
Un sindaco ed una Giunta attenti all'ambiente e alla salute dei propri concittadini saprebbero già cosa fare. E voi?
Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino!”
L'incontro tra la ERREDI ASSIC. VOLLEY e CML VESUVIO CIMITILE NA è iniziato con un minuto di raccoglimento per la scomparsa della giovane pallavolista Marisol Lavagna giocatrice del Potenza strappata all’affetto dei Suoi cari a causa di una malattia.
La compagine Ionica ha da subito mostrato una predominanza tecnica nel gioco vincendo facile con un secco 3-0 in solo 67 minuti.
Un grande risultato che vede articolare i tre set i con una crescente positività da parte dei giocatori. La squadra tarantina, che gioca ormai con sicurezza ed entusiasmo, grazie anche all'affetto del pubblico, ha raggiunto una grande sintonia tecnica che le ha permesso di metter in campo azioni pulite, vincenti ed incisive. La buona competenza dei ruoli ha permesso di prendere le distanze da subito sull'8-2, a metà del primo set si conferma la superiorità dei nostri sul 16-5. Il primo momento di gioco si chiuderà con pochi spazi per gli ospiti campani e grande soddisfazione per il coach Gianni Narracci sul 25-7.
Il secondo set ripropone la formazione titolare (Parisi, Garofalo, Carofiglio, Roberti, Disabato Giosa e il libero Neri) i delfini di Taranto fanno bene e la squadra avversaria guidata dal coach Luigi Calabrese non riesce a contenere gli innumerevoli attacchi e l'entusiasmo del Taranto, che vince in poco anche il secondo set, più equilibrato nella prima parte di gioco 16-15, ma senza storia nella seconda 21-15, per chiudersi poi con un meritatissimo 25-15.
Nel terzo set il coach Narracci, messo al sicuro il risultato, permette a tutta la rosa di scender in campo con le sostituzioni di : Conoci su Garofalo, Gasbarro su Carofiglio e Mingolla su Parisi. L'attenzione della squadra avversaria cala e la Erredi ne approfitta, in campo tutti fanno bene chiudendo il set, e la partita, sul 25-18.
Taranto porta a casa una vittoria importante che le permette di difendere un terzo posto di grande prestigio e velate speranze. Un risultato che consente alla Erredi Assicurazioni di prendere coscienza che la zona play off è davvero ad un passo. Le prossime due partite saranno giocate fuori casa, la prima vedrà i Tarantini impegnati contro la Leo Shoes Casarano, domenica 17 marzo, mentre il sabato successivo, 23 marzo, sarà la volta della seconda in classifica Snav Folgore Massa, due incontri importantissimi nei quali i nostri non dovranno regalare nulla.
Hanno arbitrato
1. Di Martino Giuseppe
2. Iaia Salvatore
Erredi: Disabato6 Cofano0 Parisi1 Piscitelli4 Garofalo14 Carofiglio5 Roberti7 Mingolla0 Schifone0 Giosa 6 Gasbarro1 Nero0 Luzzi0 . All. Narracci
Cimitile: Gasparro7 Affinato0 De Palma7 Boccia3 Piccegna4 Polisciano1 D’ambrosio2 Panico10 De Rosa 2 Iannotta1. All. Calabrese
“Lei è avvocato?”
“Un po’.”
Siamo nella fase cruciale dell’incontro tra il sindaco Rinaldo Melucci e una rappresentanza dei cittadini che stanno manifestando davanti a Palazzo di Città. In quel punto interrogativo posto dal sindaco che rivela una certa ingenuità o forse un pregiudizio o una riserva mentale o è semplicemente un modo per misurare chi si ha di fronte c’è il senso di quello che sta accadendo in questi giorni a Taranto.
L’interlocutore, che è l’avvocato Leonardo La Porta, risponde scherzosamente, sa bene che cosa nasconde quella domanda, probabilmente sfuggita al sindaco, involontariamente, ma fa finta di niente, perché quello che gli interessa in questo momento non è fare polemica ma incassare un risultato. Importantissimo.
Non è certo il caso di far presente che ( al di là del titolo di studio che è sempre utile) i cittadini che hanno una coscienza ambientale non sono come a qualcuno piacerebbe far credere improvvisatori privi di strumenti culturali, di competenze, di pragmatismo. Ed ecco il senso di queste giornate cruciali che segnano una svolta perché mettono finalmente in luce l’esistenza di un fronte eterogeneo ma determinato che non spara a casaccio ma si pone obiettivi precisi che intende perseguire possibilmente anche attraverso il dialogo con le istituzioni, diventandone interlocutore e se c’è unità d’intenti, alleato.
Infatti l’incontro si conclude con la sottoscrizione di un documento comune, un documento che impegna le parti ad assumere iniziative chiare “fermo degli impianti” compreso. Certo, di accordi e atti d’intesa ne abbiamo visti e letti tanti, sappiamo che a volte rappresentano un modo furbo per prendere tempo. Ma troviamo saggio che i movimenti e le associazioni mobilitate non lascino nulla di intentato. D’altronde se così non fosse, oggi non avremmo la sentenza della Corte dei Diritti Umani di Strasburgo che accogliendo il ricorso presentato da 182 persone( primo firmatario Francesco Corbella, tra le promotrice Daniela Spera) ha deciso all’unanimità di condannare l’Italia sul caso Ilva per non aver protetto i cittadini che vivono nell’area delle emissioni tossiche dell’impianto tarantino.
La vecchia guardia dell’ambientalismo si incrocia e si fonde con le nuove leve, se così possiamo chiamarle. In questa fase della protesta a fare la parte del leone sono le mamme, in particolare quelle dei Tamburi che hanno i figli nelle scuole De Carolis e Deledda per le quali Melucci ha firmato l’ordinanza di chiusura.
“Chiudete l’Ilva non le scuole” hanno scritto provocatoriamente su uno striscione che campeggia sotto le colonne di Poseidone. “Chiudete l’area a caldo!” si legge su un altro manifesto in sintonia con la richiesta che PeaceLink ha formalizzato durante una conferenza stampa presenti Alessandro Marescotti, Fulvia Gravame, Nicola Russo. Sempre l’Associazione PeaceLink ha chiesto al sindaco di conoscere i dati, su base giornaliera, della mortalità nel Comune di Taranto disaggregati, per quartieri, a far sarà dal primo gennaio 2018 sino ad oggi.
Nella guerra dei dati si inserisce un particolare che disarma chi si attacca ai numeretti e al rispetto dei limiti per sostenere che non bisogna fare allarmismo. Questo particolare sta nelle parole contenute nella relazione a firma di Roberto Giua con cui l’Arpa ha risposto alla pubblicazione da parte di Peacelink di dati sull’aumento delle emissioni. “L’Agenzia - si legge -ha più volte puntualizzato come risulti, tuttora, rilevante il contributo delle emissioni di inquinanti da parte dell’impianto siderurgico nelle concentrazioni rilevate nei quartieri limitrofi all’area industriale, in particolare durante i cosiddetti “wind-days”, e come il rispetto dei limiti normativi europei della qualità dell’aria, nelle stesse zone, non garantisca in alcun modo
l’assenza di effetti lesivi sulla salute della popolazione”.
“Sulla base del principio di precauzione - scrive Daniela Spera- correlando tutti i dati che abbiamo a disposizione, sentenza Cedu inclusa, si devono chiedere interventi immediati ora”.
Quanti anni sono passati da quando l’oncologo Patrizio Mazza lanciò la “proposta- choc” di “trasferire” i bambini che abitavano al quartiere Tamburi nelle ore scolastiche in modo da evitare l’esposizione continua alle fonti inquinanti ? Alla fine, siamo arrivati proprio a questo ...
“Penso che questa struttura possa diventare il fiore all’occhiello nell’ambito di una visione diversa che bisogna avere della città.
”Io - ha detto Caputo- focalizzerei molto l’attenzione sulla ricerca e sulla prevenzione e da questo punto di vista, anche grazie alla chiacchierata avuta con il Presidente, avv. Salvatore Sibilla, penso che si possa mettere in campo qualcosa di importante, anche in accordo con la Regione, ma soprattutto utilizzando i Fondi europei, che spesso vengono utilizzati male. La Cittadella potrebbe diventare, un po’ alla volta, una struttura di rilievo. Ci sono gli spazi, c’è il management adeguato, bisogna coinvolgere gli stake holders del territorio, partendo dagli imprenditori privati con i quali va sviluppata una sinergia e poi con l’Università , che potrebbe svolgere qui una parte della ricerca”.
L’on.le Nicola Caputo, europarlamentare e membro della Commissione “Ambiente e sanità pubblica” a Strasburgo, è rimasto favorevolmente impressionato dalla visita ufficiale, alla Cittadella della Carità, realizzata prima di partecipare alla tavola Rotonda “Ambiente e salute: quali prospettive per Taranto città d’Europa”, che ha visto la partecipazione di Gianni Azzaro, Consigliere provinciale, Michele Conversano, Direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, don Antonio Panico, Vicario episcopale della Salvaguardia del Creato e Salvatore Sibilla, presidente della Fondazione Cittadella della Carità. Sulla visita l’on Caputo ha affermato: “Dalla visita alla struttura traspare la passione per il prossimo del personale medico e paramedico. Mi ha colpito molto come il personale tratta gli anziani. Davvero un’eccellenza in questo senso, io ne ho visitate molte di strutture di questo genere e in poche ho trovato un coinvolgimento così sincero”. Su quello che potrebbe essere uno sviluppo possibile di questa struttura l’on Caputo ha detto: “Prevedere l’ampliamento delle attività focalizzando l’attenzione sulla ricerca. Io trasformerei la Cittadella della Carità in Cittadella della Prevenzione, realizzando quello che era il sogno originario di mons. Motolese, diversificare guardando ai bisogni sociali del territorio. Questa struttura è enorme, ha molti spazi a disposizione, si può fare molto”.
La tavola rotonda ha accomunato i settori dell’ambiente e della salute, intimamente connessi, considerate le tante difficoltà derivanti dal volere salvaguardare sia il lavoro che la salute in una città che paga lo scotto di ammodernamenti industriali e processi di miglioramento non realizzati.
Il dott. Michele Conversano del Dipartimento di prevenzione ha sottolineato come da anni Taranto sia in prima linea per iniziative di screening a largo raggio sulla popolazione. “Non dobbiamo immaginare che il danno ambientale si esaurisca rapidamente, il passato ci inseguirà per almeno altri 20 anni. Ma è bene sapere che le Istituzioni, in primis la ASL, se ne occupano in maniera costante. Abbiamo già effettuato 26.000 screening per malattie dell’apparato cardiocircolatorio collegate all’inquinamento ambientale e collaboriamo attivamente con molte Università”. Ma la salute si preserva anche attraverso la cultura, solo un grado elevato di istruzione consente al singolo una efficace prevenzione.
Mons. Antonio Panico ha indicato il lavoro costruttivo della Arcidiocesi nello studio dei fenomeni sociali correlati all’inquinamento ed alle prospettive di uno sviluppo diversificato, possibile e necessario. Sull’ambiente l’Arcivescovo mons. Santoro ha sempre avuto un’attenzione particolare, contribuendo a realizzare un dialogo costruttivo tra salute ambiente e lavoro.
Il consigliere Gianni Azzaro si è soffermato sulle linee che la Provincia ha delineato sulle questioni ambientali : dare corretta informazione, risposte consapevoli, totale rifiuto di ogni forma di prevaricazione. Si parla di sviluppo futuro, di cura, responsabilità, necessità di istruzione e cultura.
Per una Taranto migliore. “ Taranto mi ha dato una sensazione di grande apertura e bellezza – ha affermato Caputo. Il problema è che in troppi anni non si è fatto nulla per salvaguardare la salute dei cittadini, bisognava lanciare qualche allarme, in Europa parliamo di early warnings. Se ne può uscire solo con una visione strategica, questa città deve riappropriarsi del proprio futuro con assets diversi, partendo dal mare e dall’ambiente, per ridare lustro ma soprattutto tranquillizzare, perché questo è un periodo dove l’allarmismo non aiuta”.
Il neo presidente Avv. Salvatore Sibilla ha voluto fortemente questa tavola rotonda, come segno di una profonda attenzione della Fondazione Cittadella della Carità, istituzione ecclesiale sempre attenta a sviluppare la sua vocazione primaria al servizio del territorio.
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| “La situazione ambientale di Taranto è fuori controllo. Anziché esprimere vicinanza alle associazioni e ai genitori dei bambini morti a causa dell’inquinamento, il Pd locale e il M5S si associano nel drammatico gioco della manipolazione dei dati sulle emissioni pubblicati dalle associazioni ambientaliste e confermate da Arpa Puglia”. Questo il commento del consigliere regionale del Partito Democratico, Michele Mazzarano, dopo la notizia, confermata dall’Arpa Puglia, secondo la quale negli ultimi mesi a Taranto si è registrato un aumento significativo dei dati sull’inquinamento”. “Di fronte ad un dramma di queste proporzioni - ha aggiunto Mazzarano - deve essere dovere di tutti schierarsi dalla parte dei cittadini che protestano e dei genitori che hanno perso i propri figli per malattie oncologiche. “L’immagine del Palazzo del Comune sotto l’assedio dei manifestanti è la plastica dimostrazione di una grave crisi ambientale e istituzionale che sta piegando la Città di Taranto, frutto di assenza totale di dialogo e di confronto con chi si batte per il diritto alla vita. La manipolazione delle note di Arpa Puglia operata dai deputati grillini e dal segretario locale del Pd, sono la fotografia di una “imbarazzante equivicinanza” alla difesa dello “status quo”, di coloro cioè che intendono negare che esistono problemi di aggravamento della situazione ambientale e sanitaria del territorio. Il Pd lo fa per continuare a difendere i provvedimenti del Governo Renzi, il M5S per difendere le scelte del Ministro Di Maio; e per l’eterogenesi dei fini, sostengono la stessa discutibilissima posizione. “Bene ha fatto il Presidente Emiliano a disporre a breve termine una rigorosa Valutazione del Danno Sanitario, coinvolgendo oltre gli enti e le agenzie strumentali della Regione, anche le più autorevoli istituzioni internazionali. Perché è giusto che chi ha il dovere di intervenire sia supportato dal rigore scientifico. “Al contrario, negare a priori l’evidenza dei fatti solo ed esclusivamente per calcoli politici - ha concluso Mazzarano - è un comportamento grave e dannoso per il territorio”. |
L’Assessore Regionale comunica che a breve saranno esperite da parte di Aeroporti di Puglia le procedure di legge per l’affidamento della progettazione e per la scelta del soggetto appaltatore delle opere, saranno realizzati i lavori di manutenzione straordinaria, di riqualificazione e di ammodernamento dell’aerostazione.
Le attività di rilancio saranno rese possibili grazie allo stanziamento di 2 milioni di euro disposto dalla Regione Puglia nei mesi scorsi.
Con queste risorse saranno realizzati interventi assolutamente necessari per consentire il rilancio dell’aeroporto di Grottaglie anche con riferimento ai voli civili, dal momento che saranno garantiti quei livelli ottimali di sicurezza, confortevolezza e qualità richiesti dalle compagnie aeree per poter attivare rotte da e per il “Marcello Arlotta”.
A questo proposito si susseguono anche gli incontri di lavoro e i tavoli tecnici con i vertici di Aeroporti di Puglia per verificare la possibilità di attivare quanto prima i voli civili, intercettando eventuali disponibilità da parte di compagnie aeree, nazionali o internazionali, interessate.
Da questo punto di vista, nella mia qualità di Assessore allo Sviluppo Economico, sto profondendo ogni sforzo per rendere concreta, entro breve termine, questa prospettiva, nella convinzione che il pieno utilizzo, anche per i voli civili, dell’Aeroporto di Grottaglie possa rappresentare una grande occasione per la crescita di tutto il territorio jonico che sarebbe collegato più velocemente al resto del Paese o dell’Europa. E questo a maggior ragione con l’imminente avvio della Zona Economica Speciale Jonica che non potrà prescindere da uno scalo aereo per i voli civili facilmente raggiungibile.
Grazie all’impegno del Governo regionale, a cominciare dal Presidente Michele Emiliano, sono certo che questo obiettivo strategico possa essere presto raggiunto, fornendo in tal modo una risposta concreta ed effettiva ad un territorio che da tempo reclama, giustamente, l’attivazione dei voli passeggeri a Grottaglie in modo da essere collegato meglio al resto d’Italia e all’Europa. Il “Marcello Arlotta” ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per continuare ad essere centro nevralgico per tutto il distretto produttivo dell’aerospazio e, al tempo stesso, un importante scalo per voli passeggeri, in modo da servire un vasto territorio, rilanciandone la vocazione turistica con molte positive ricadute sul fronte occupazionale.
Greco di AssoMarmo: “Occorre intervenire subito per non provocare la chiusura di tante attività artigianali”. La risposta al Segretario della Filca Cisl.
Il perdurare della crisi del comparto edilizio sicuramente penalizza anche quello lapideo. Nei due distretti lapidei di Trani ed Apricena si assiste infatti ad una diminuzione del60% della produzione. In qualità di associazione di categoria, AssoMarmo ha intrapreso la strada del confronto e del dialogo con Audizioni in commissione Sanità delSenato e varie richieste, sia presso il Ministero dello Sviluppo Economico che nelle varie Regioni ed Enti locali dove sono presenti i nostri associati.
Per noi, che rappresentiamo gli artigiani del Lapideo, rimane una strategia fondamentale riappropriarci del settore della funeraria affinchè si possa ritornare a lavorare per tenere aperte le nostre attività. Proprio in vista di quell’ obiettivo,AssoMarmo chiese nel 2015 l’ audizione in Commissione Sanità al Senato della Repubblica al fine di discutere del DdL 1611 che voleva riformare il settore cimiteriale e funerario. Altresì resta fondamentale immettere i materialilapidei nella lista dei materiali per il bonus ristrutturazione. Infatti, anche se i materiali lapidei sono di per sé dei materiali da costruzione, in base alla Legge Tupini del 1949 sono considerati dei ‘beni di lusso’ e quindi esclusi dal bonus ristrutturazione; di conseguenza l’Agenzia delle Entrate rigetta le domande dove vi siano richieste comprendenti materiali lapidei.
Tutto questo, se fossero state prese in considerazione le nostre proposte, avrebbe consentito al comparto lapideo di iniziare ad incrementare il proprio fatturato. Alla luce di quanto esposto, per la peculiarità del settore stesso, è spiegabile come sia stato possibile arrivare alla crisi odierna e infine gridare allo scandalo.
Vorremmo, peraltro, ricordare al Segretario Generale della Filca Cisl, Antonio Delle Noci, il quale ha scritto di recente una nota stampa, che noi subiamo, come artigiani, non solo la concorrenza della Cina che acquista in Italia materiale grezzo e che addirittura ha acquistato intere cave, ma subiamo anche quella degli Arabi; infatti, i bacini di Carrara e di Verona sono per il 50% cinesi o arabi, per non parlare della concorrenza sul settore funebre dei monumentini cinesi, venduti con prezzi irrisori tramite alcuni rivenditori diaccessori bronzei. Guadagni che vanno a rimpinguare le casse delle ditte di onoranze funebri. Per quanto esposto AssoMarmo non parteciperà come associazione di categoria allo sciopero del 15 Marzo perché le nostre aziende ed i nostri ARTIGIANI meritano rispetto e non strumentalizzazioni da parte di un sindacato che dimostra di non conoscere le nostre esigenze e neanche le peculiarità del settore lapideo in genere, infatti i distretti di Apricena e di Trani sono in crisi perché i marmisti artigiani non comprano semi lavorati (lastre) come facevano un tempo e il numero delle aziende artigiane che lavorano il marmo diminuisce ogni anno sempre di più.

