Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1302)

Potrebbe essere fine settimana, venerdì, la data entro cui il Governo deciderà se proseguire e condurre alla stretta finale il negoziato in coeso con ArcelorMittal. È quanto emerso nella consueta call del lunedì tra le varie parti interessate al dossier, ma non c’era ArcelorMittal, secondo quanto apprende AGI da alcune fonti. Il Governo ultimamente ha confermato la sua volontà di coinvestire insieme al privato attraverso Invitalia, società del Mef. Ed entro venerdì si deciderà se il confronto può avanzare con ArcelorMittal oppure bisogna cercare altre soluzioni fermo restando l’intervento dello Stato. Nella call di oggi è stato rappresentato come il territorio di Taranto, attraverso i suoi enti locali, sindaci di Taranto, dell’area di crisi ambientale, Provincia e Camera di Commercio, abbia ormai manifestato aperta contrarietà alla permanenza di ArcelorMittal chiedendo al Governo di fermare il negoziato per coinvolgere invece le rappresentanze territoriali. A tal proposito, gli enti locali hanno anche sottoscritto un documento. Nella cal di oggi si sarebbe preso atto di questa manifesta contrarietà di Taranto senza tuttavia esprimere alcuna valutazione di merito. Non si esclude infine che anche venerdì si possa valutare che è necessario un supplemento di ulteriore tempo. 

 

Il progetto dell’Istituto Tecnico Superiore della Moda per Martina Franca con capofila la Scuola Maiorana si è aggiudicato il bando regionale per la costituzione dell’Istituto Tecnico della Moda. Si tratta di un traguardo importante che apre una serie di interessanti prospettive. Ecco alcune testimonianze.

  • Anna Ausilia Caroli, Preside Majorana Martina Franca: “Il Majorana vince e porta a Martina Franca l’ITS Moda con un’ampia partnership, che raccorda il territorio della Valle D’Itria al Salento, grazie ad un lavoro di team. Siamo molto orgogliosi di tale risultato. Il lavoro ritorna al centro dello sviluppo. 
  • Angelo Lorusso Presidente Formare Puglia:”L’ITS Moda dell’area Martina Valle d'Itria-Salento è realtà. La determina della Regione Puglia n. 1159 del 25 giugno 2020 pubblicata sul BURP N.96 DEL 2 LUGLIO 2020, segna un momento storico. Un risultato di grosse proporzioni. Complimenti per l’ottimo lavoro e del significativo partenariato costituito che ha consentito di raggiungere gli obiettivi auspicati. Formazione, Sviluppo, Occupazione. 
  • Giordano Fumarola, segretario provinciale di Filctem Cgil di Taranto:L’Its per la moda può essere davvero il volano di sviluppo economico del territorio. Per anni abbiamo assistito alla crisi del settore e abbiamo ribadito su più tavoli come fosse necessario salvaguardare le maestranze e la loro capacità professionale perché l’unico vero capitale. Salutiamo con favore il successo di Martina Franca e del Salento, perché questo sarà un modo nuovo di intendere il lavoro nella manifattura, riportandolo al centro anche del dibattito, riconoscendo contemporaneamente lo stesso lavoro come fattore di crescita e trasformazione di un territorio che proprio sul tessile ha creato il suo percorso.
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ArcelorMittal, rappresentata nell’incontro di ieri con i sindacati dal direttore delle Risorse Umane, Arturo Ferrucci, ha dichiarato che "nel caso in cui il governo non dovesse garantire l’estensione della cassa integrazione per Covid oltre il periodo già definito e fino alla fine dell’anno, provvederà ad attivare gli ammortizzatori sociali tradizionali, ripartendo dalla sospensione degli stessi fatta nel periodo precedente all’emergenza sanitaria”. Lo annuncia il sindacato Usb dopo l’incontro - chiuso senza accordo - con ArcelorMittal sulla nuova tranche di cassa integrazione Covid dal 6 luglio, per 4 settimane, per un numero massimo di 8.150 addetti.

    Per l’indotto-appalto, Usb ricorda che attualmente c’é nel siderurgico di Taranto “l’impiego di 2100 dipendenti di ditte dell’appalto su un totale di 4000 unità. Quasi 2000 quindi in cassa integrazione”. “I sindacati - rileva ancora Usb - sono stati inoltre informati circa ripartenza e fermata di alcuni impianti: il 27 luglio si fermerà per termine commessa Produzione Lamiere per un periodo di 5 settimane e ripartirà solo in caso di nuove commesse; Laf, Laminatoio a freddo, al momento in attività, si fermerà subito dopo se non dovesse esserci altro lavoro; restano fermi acciaieria 1 e altoforno 2”. 

 “Il diffondersi dell’infezione da Covid 19 ha avuto un impatto enorme anche sul settore del tessile, dell’abbigliamento, della pelle e delle calzature, in cui le misure di quarantena, la prolungata chiusura dei negozi al dettaglio hanno di fatto azzerato la domanda di questi prodotti”. Lo ha evidenziato il presidente della sezione Moda e abbigliamento di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, facendo un punto, insieme al presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, sullo stato delle imprese del settore sia dopo il lockdown che nella attuale fase 3. 

 

“In Puglia, in particolar modo, dove sono presenti delle mini filiere di produzione, dei distretti che si avviavano ad un vero e proprio lancio, in termini di affermazione dei brand, di conquista di quote di mercati esteri, lo stop causato dalla pandemia rischia, senza il sollecito avvio delle necessarie misure di sostegno, di avere degli effetti devastanti” è stato evidenziato oggi. “Alcune imprese, poche in verità data la difficoltà negli iter di certificazione, hanno intrapreso la strada della riconversione, producendo camici e mascherine, rivestendo di fatto anche un ruolo dall’importante significato sociale” ed ora, su un piano più generale, ha evidenziato Toma, “il settore si appresta, seppur con fatica, a ripartire”. Per gli imprenditori tessili dell’area di Taranto, il cui punto di forza è l’area di Martina Franca,”questo momento così particolare della nostra storia ci insegna a utilizzare e potenziare strumenti nuovi. Le vendite online - si afferma - devono farci soffermare sulla importanza della digitalizzazione, e dunque sulla necessità che tale dinamica della domanda possa rapidamente essere integrata e valorizzata nelle strategie ed azioni delle imprese”. Secondo Toma, “si tratta di accelerare i tempi ed anticipare una strada già da tempo segnata nell'evoluzione delle vendite”. Per gli imprenditori del tessile, “in considerazione di quella che ormai sembra essere una certezza, ossia l'annullamento - per il 2020 - delle principali fiere internazionali, sia in Italia sia all'estero, bisogna ripensare alle misure, già esistenti, con le quali la Regione Puglia ha inteso supportare i processi di internazionalizzazione delle nostre aziende e dunque declinare in modo alternativo la spendibilità delle risorse finanziarie messe a disposizione”.

 Nuove aziende chiedono al Governo di insediarsi nell’area di Taranto per degli investimenti ed è in dirittura d’arrivo l’accordo tra Marina Militare e Autorità portuale l’accordo che prevede l’uso da parte dell’Authority della banchina della stazione torpediniere, nel Mar Piccolo di Taranto, e l’accesso della Marina a nuovi fondi pubblici per ammodernare la base navale di Mar Grande. Lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica ed agli investimenti, Mario Turco, nel punto stampa seguito al Tavolo in Prefettura con alcune delle stazioni appaltanti coinvolte nel Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto. Circa l’intesa con la Marina Militare, Turco ha detto che “è in dirittura di arrivo. Penso che nei prossimi giorni - ha dichiarato - riceveremo l’accordo definitivo. Lo invieremo quindi a tutti i soggetti interessati per avere l’ok”.

 

 “Abbiamo concordato con la Marina due aspetti - ha annunciato Turco -: la sua partecipazione al bando che si apre il 14 luglio per intercettare le risorse del Pac del ministero Infrastrutture per i 12 milioni che servono alla riqualificazione della base navale, e la presentazione da parte della Marina, al prossimo Cipe, che si terrà tra l’11 e il 20 di luglio, del più ampio progetto di ammodernamento della base navale di Mar Grande a Taranto. Stiamo parlando - ha rilevato Turco - di circa 211 milioni di euro”. Il sottosegretario alla presidenza ha dichiarato che la stazione torpediniere è una banchina “che ha degli ormeggi” (l’Authority vuole usarla per approdo turistico e croceristico), ma anche “la Marina richiede un ampliamento degli ormeggi in Mar Grande, altrimenti la base in Mar Grande nei prossimi anni non sarà più idonea ad ospitare le nuove. Noi, quindi, ci riappropriamo con la stazione torpediniere di uno spazio utile allo sviluppo della città, ma assicurandoci l’ormeggio delle nuove unità militari ci garantiamo anche un risvolto di indotto, visto che un equipaggio significa circa mille famiglie”. Circa le nuove aziende che vogliono investire, Turco ha annunciato che la Pantar, società del Nord, ha proposto “un doppio insediamento produttivo su Taranto. Uno riguarda un impianto di biometani per rifornire 500 mezzi di trasporto. Si utilizzerebbe il gas dei rifiuti - ha precisato Turco - per scomporre delle molecole d ottenere cosi il biometano. L’altro, invece, è progetto di automotive da realizzarsi  nella zona franca doganale creata  nel porto e istituita dalla legge Bilancio 2020. Si tratterebbe di assemblare  e spedire componenti legati all’automotive”.

 

Con riferimento alla riprogrammazione dei fondi del Contratto Taranto ufficializzato nel vertice del 22 maggio a Palazzo Chigi col premier Giuseppe Conte, Turco ha dichiarato che “è  iniziato il percorso di progettazione dell’acquario green con la prospettiva di usarlo per i Giochi del Mediterraneo del 2026 a Taranto. Ai primi di luglio - ha affermato - ci sarà un sopralluogo per vedere l’area che più si presta per questa struttura. Abbiamo bisogno di un’area utilizzabile”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha poi aggiunto che “abbiamo accelerato la possibilità dinincardinate la ristrutturazione dell’ospedale militare di Taranto nel Cis Taranto. Nei prossimi giorni - ha specificato - ci sarà una interlocuzione con Invitalia per definire l’incardinamento di queste attività nel Cis”. “Stiamo inoltre cercando di verificare - ha proseguito Turco - se è possibile creare un connubio tra corso di laurea in Medicina, Cnr e centro di ricerca sulla prevenzione sul lavoro, e ospedale militare per vedere di utilizzarlo insieme al nuovo ospedale San Cataldo, per il quale siamo in procinto di effettuare l’affidamento”.  “Il 6 luglio - ha puntualizzato Turco - abbiamo il Cnr a Taranto per il sopralluogo relativo sll’insediamento nel centro di ricerca. Una parte dell’ospedale militare ospiterà parte della struttura universitaria di Medicina. È sempre il 6 luglio saranno a Taranto i tecnici del ministero Beni culturali e della presidenza del Consiglio sulle possibili aree dell’acquario”. Turco ha annunciato che “i siti possibili sono tre-quattro, e fra questi la stazione torpediniere. Le altre aree - ha aggiunto Turco -potrebbero essere quelle nel perimetro dell’Authority, a partire da dove ha sede l’ente ed attigua al centro di accoglienza dei turisti”. Circa la foresta Sud da farsi nel rione Tamburi di Taranto, una barriera verde tra acciaieria e città, Turco ha confermato che “abbiamo problemi per la demolizione  delle case parcheggio. Oggi abbiamo visto se potevamo usare le risorse per altre aree”. “Da parte dei commissari Ilva - ha reso noto Turco - ci sono state avanzate due prospettive, entrambe in area di Statte. Noi adesso abbiamo la necessità di verificare il perimetro delle aree siderurgiche. Nei prossimi giorni, i commissari Ilva ci forniranno una relazione dettagliata delle aree interessate alla bonifica. Vedremo così sia le aree da bonificate e quelle da destinare a verde industriale, impiegando nelle due attività - ha concluso il sottosegretario Turco - i lavoratori attualmente in carico all’amministrazione”

ArcelorMittal ha ritirato le 9 settimane di cassa integrazione ordinaria dal 6 luglio ma solo perché può usufruire, in base alle nuove norme, di ulteriori 4 settimane di cassa integrazione con la causale Covid. Lo precisano ad AGI fonti sindacali facendo riferimento alle due lettere inviate oggi dall’azienda: una di revoca della procedura di cassa ordinaria e l’altra di prosecuzione della cassa Covid per altre 4 settimane. Non cambia quindi niente per i lavoratori: in cassa integrazione sono e ci restano. Cambia solo la tipologia dello strumento. Le quattro settimane di cassa Covid decorrono sempre dal 6 luglio, agganciandosi così al termine (5 luglio) della cassa Covid in corso. Questa infatti è stata effettuata  da marzo sino a maggio, poi prorogata per altre cinque swttimane a giugno e adesso ha un ulteriore step di quattro settimane. I lavoratori interessati come numero massimo sono 8153.

 

In sostanza, cambia la formula della cassa integrazione ma resta l’ammortizzatore sociale perché perdura la crisi dell’acciaio, aggravata, per l’azienda, dall’impatto Covid che ha fatto crollare ordini e commesse.

     I sindacati non escludono che finita questa nuova fase di cassa Covid, ArcelorMittal riprenda con la cassa integrazione ordinaria che a Taranto è cominciata da luglio scorso, sebbene per un numero ridotto di unità: circa 1200 contro gli 8100 attuali (si intende tetto massimo perché di fatto l’utilizzazione reale è inferiore e attualmente si è sulle 3mila unità circa a Taranto).

     I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm confermano che in occasione dell’incontro con l’Inps il 30 giugno  a Taranto, “segnaleremo tutte le anomalie rispetto all’utilizzo dello stesso ammortizzatore sociale”. 

 Per il ritorno al lavoro in una nuova tranche del progetto “Verde Amico” dei 145 addetti ex Isola Verde, licenziati nei mesi scorsi anche da Infrataras, società del Comune di Taranto, “è stato definito un percorso finalizzato a superare tutte le criticità esistenti”. Lo annuncia per la Regione Puglia l’assessore allo Sviluppo economico, Cosimo Borraccino, dopo la riunione di oggi tra prefetto di Taranto, Demetrio Martino, commissario di Governo alla bonifica di Taranto, Vera Corbelli, Infrataras, sindacati, Comuni di Taranto e Statte.

    La situazione dei 145 ex Isola Verde si è sbloccata dopo che il commissario Corbelli ha reperito nuove risorse per la continuazione del progetto. Borraccino annuncia che “è stato fissato per giovedì prossimo, cioè dopodomani, un incontro tecnico tra Task Force regionale, Infrataras, Comune di Taranto e commissario per le bonifiche, finalizzato a consentire il rapido avvio del progetto Verde Amico. A distanza di dieci giorni, poi, ci sarà una nuova riunione del Tavolo Istituzionale convocato dal prefetto  di Taranto per fare il punto della situazione e verificare il lavoro fatto”.

 Dal 12 marzo scorso i 145 lavotatori sono  privi di contratto, non essendo intervenuto il rinnovo, “con conseguenze molto gravi sotto il profilo economico per 145 nuclei familiari” dice Borraccino. Ma il 7 maggio si è già svolto un primo incontro tra tutti i soggetti istituzionali interessati “nel corso del quale è stata condivisa e ribadita la volontà di riprendere le attività del progetto “Verde Amico”, in modo da consentire alla Infrataras di riassumere i lavoratori coinvolti anche in ragione dei risultati raggiunti nella prima fase del progetto”. “La piena operatività del progetto “Verde Amico” - rileva l’assessore regionale Borraccino - sarà raggiunta a brevissimo, con l'impegno della Regione Puglia ad intervenire anche economicamente, ove fosse necessario, per supportare le attività. È stato anche suggerito - conclude Borraccino - che quando partiranno i lavori da 193 milioni di euro per la realizzazione della strada regionale  8 Taranto-Avetrana, le aziende aggiudicatarie dell'appalto potranno attingere dalla platea dei lavoratori ex “Isola Verde” in modo da fornire una prospettiva occupazionale per tutti, anche grazie alla collaborazione della Provincia di Taranto”. 

Sono infatti già disponibili i fondi, 1,134 mln di euro, per una nuova fase del progetto “Verde Amico” in cui ricollocare al lavoro i 145 addetti che sono stati impiegati sino ai mesi scorsi in tale iniziativa rientrante fra i piani di bonifica dell’area di Taranto. “Il commissario ha ribadito e rappresentato la piena disponibilità al proseguimento del progetto ed in merito ha richiamato i 4 milioni già destinati a favore delle attività” . Lo dichiara ad AGI il commissario di Governo per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, dopo la riunione di oggi. Corbelli ha presente di “aver inoltre comunicato l’impegno a favore del Comune di Taranto di oltre un milione e centomila euro attraverso decreto-atto amministrativo per il prosieguo. Fondi - chiarisce Corbelli - resi disponibili sulle economie della fase 1 del progetto Verde Amico”. 

 

Call Center: in 200 da Teleperformance a Covisian

 

 

 Definito a Taranto il passaggio di circa 200 lavoratori dal call center Teleperformance al call center Covisian a seguito dell’acquisizione, da parte di quest’ultima società, della commessa Enel Servizio Elettrico che sinora nel rapporto cliente è stata gestita da Teleperformance. L’intesa è stata firmata da Covisian, che ha aperto un call center a Taranto, e i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl telecomunicazioni. Nei prossimi giorni i lavoratori interessati risolveranno il rapporto di lavoro con Teleperformance e sottoscriveranno il contratto con Covisian. Nel passaggio il personale mantiene profili orario, scatti di anzianità, articolo 18 e anzianità convenzionale. Cominceranno la loro attività col nuovo datore di lavoro dall’1 lugliosenza soluzione di continuità. Covisian ha dichiarato ai sindacati che valuterà il passaggio anche di personale di staff per il quale non vale la clausola sociale. Quest’ultima prevede che a fronte di un nuovo gestore dell’appalto, il soggetto subentrante si faccia carico dei lavoratori impegnati. I sindacati commentano l’accordo con Covisian definendolo “buona prassi” e “tutela”che contribuisce “a dare stabilità ad un settore, quale quello dei contact center, negli anni depauperato da fenomeni di dumping e liberalizzazione selvaggia”. 

Dopo lo stop forzato causa Coronavirus, la Provincia di Taranto, con la fase 3, riparte con i concorsi per l’assunzione di personale. La ripartenza riguarda l’assunzione di 7 ingegneri a tempo determinato. Il bando di concorso ha visto la partecipazione di ben 352 candidati, dai quali la commissione esaminatrice ha selezionato, sulla base della valutazione dei titoli, l'elenco dei 33 ammessi ai colloqui, che includono la riserva del 30% ai volontari delle Forze Armate che hanno completato senza demerito la ferma contratta.

 Dopo gli ingegneri, la Provincia avvierà l'assunzione di sei istruttori direttivi tecnici a tempo pieno e di uno a tempo parziale con 27 ore settimanali, per la durata di un anno, prorogabile per un altro anno. “A causa dell'emergenza Covid - commenta il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti -, la commissione ha dovuto interrompere le procedure per la selezione di nuovi tecnici. Oggi, con le dovute precauzioni, può finalmente concludere il procedimento che porterà all'assunzione di nuove professionalità che potranno potenziare gli uffici tecnici, che ringrazio per il lavoro che svolgono nonostante l'insufficiente dotazione della pianta organica”. Gugliotti conclude affermando che l'obiettivo è quello “di velocizzare i tempi della burocrazia e di far ripartire i lavori pubblici su strade e scuole”. 

 

Nulla di fatto anche nel tavolo di oggi tra commissari di Ilva in amministrazione straordinaria e tecnici di Mef e Mise per discutere della situazione di ArcelorMittal. Ed è il secondo appuntamento che oggi finisce nel nulla. Anche l’audizione di ArcelorMittal, calendarizzata oggi in Regione Puglia, commissione Attività produttive, non si è infatti tenuta perché l’azienda ha chiesto all’ultimo momento uno slittamento di due-tre settimane. Il tavolo romano, a valenza nazionale, si riunisce solitamente ogni lunedì per un punto di situazione e stamattina, alle 12,avrebbe dovuto discutere di come avviare con ArcelorMittal la discussione sul contratto in essere.

ArcelorMittal è infatti gestore in fitto dell’impianto siderurgico mentre Ilva in amministrazione straordinaria ne detiene la proprietà. Oggi i rappresentanti del Mef hanno dichiarato che è in corso l’approfondimento sulla parte relativa al coinvestimento pubblico-privato in ArcelorMittal (lo Stato entrerà con Invitalia, non è ancora chiaro se in maggioranza o minoranza). Di qui la decisione di rinviare ad altro momento l’approfondimento sul contratto di fitto. La riunione odierna è durata pochissimo. Il tavolo che si occupa del coinvestimento dovrebbe avere un secondo confronto con ArcelorMittal nella prossima settimana. Fonti vicine al dossier spiegano ad AGI che è in corso anche una valutazione politica sul tutto. Intervistata sere fa nella trasmissione televisiva “Porta a Porta”, l’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli, ha parlato di “clima buono” riferendosi alla prima riunione del tavolo del coinvestimento, che vedeva la presenza per la parte pubblica dell’ad di Invitalia, Domenico Arcuri, e del consulente del Governo sul dossier ArcelorMittal, Francesco Caio.

 

 Morselli non ha fornito altri particolari su questo negoziato, anche sul livello di partecipazione dei due soggetti ha dichiarato che nessuna decisione c’è ancora al momento, però un evidente dato di fatto che il piano industriale di ArcelorMittal è stato bocciato sia dal Governo che  dai sindacati. Perché prevede 3200 esuberi e rinvia importanti investimenti. Per il Governo, è un piano che non rispetta l’accordo di marzo tra Ilva in as e ArcelorMittal. Per l’azienda, invece, il piano presentato il 5 giugno rispetta l’intesa di marzo solo che lo adegua agli effetti del Covid 19, che per ArcelorMittal sono stati pesantissimi per l’acciaio. Scontro infine anche sugli esuberi. Morselli dichiara che il Governo già da marzo sapeva che gli esuberi ci sarebbero stati, ma di non aver voluto mettere nero su bianco in attesa del confronto con i sindacati. Anche questa tesi aziendale è stata però rispedita al mittente dal Governo, che ha dichiarato che l’accordo di marzo non prevedeva esuberi. A Taranto, infine, la situazione resta molto tesa, con una fabbrica che marcia con una produzione bassissima, conpiù di 3mila diretti in cassa integrazione (e altre 9 settimane di cassa stanno per cominciare dal 6 luglio, chieste per un massimo di 8100 addetti) e con i sindacati, infine, che hanno alzato il livello dello scontro con ArcelorMittal. Prova sono i diversi esposti su quella che viene definita condizione di insicurezza dell fabbrica, spediti a Procura della Repubblica, Inps, Ispettorato del Lavoro, Carabinieri del Nucleo ispettivo Lavoro, Ispra, Arpa Puglia e Spesal Asl. 

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