Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1302)

L'Adiconsum e la Cisl comunale di Grottaglie, facendo proprie le particolari esigenze rappresentate da moltissimi concittadini che si servono dell’aereo, hanno avanzato richiesta al Consorzio del Trasporto Pubblico (Ctp) di istituire una fermata cittadina per i Bus che collegano Taranto all'Aeroporto “Del Salento” nei pressi del piazzale Unicef, in quanto collocata nelle vicinanze della superstrada Taranto Brindisi. Il Ctp, attraverso il suo presidente, Mimmo Rochira, ha espresso parere positivo per cui, nei prossimi giorni, è atteso il via libera dell’apposita Commissione regionale che dovrà verificare le possibilità di manovra dei Bus. Se la fermata a Grottaglie sarà effettivamente istituita, come tutto lascia presagire, si saranno realizzate ulteriori condizioni di miglioramento del servizio a vantaggio dei cittadini.
Si è svolto lo scorso 6 novembre il Consiglio Generale della CISL TARANTO BRINDISI. Riportiamo di seguito la sintesi degli interventi di Maddalena Gissi, Segretario Cisl Puglia e di Luigi Sbarra, Segretario confederale nazionale Cisl. Maddalena Gissi, Segretario Cisl Puglia (dichiarazione) “Pensiamo non sia più proponibile una legge come la n. 181/89, a suo tempo varata per la reindustrializzazione delle aree colpite da crisi siderurgica, che consentì l’attrazione di imprese grazie ad incentivi economici e normativi di tutto rispetto ma poi, scaduti dieci anni di permanenza minima richiesta, se non sono fallite prima hanno deciso di abbandonare o stanno per abbandonare il territorio e ricercare altrove opportunità produttive altrettanto incentivate. Permane l’interesse del territorio ad attrarre imprese che però devono assecondare filoni di sviluppo coerente con le vocazioni produttive locali ed operare per mercati anche europei. E ciò sarà possibile se rilanceremo il valore della responsabilità condivisa ed un dialogo interistituzionale in grado di corrispondere alle attese di futuro sociale ed occupazionale delle nostre comunità”. Luigi Sbarra, Segretario confederale nazionale Cisl (sintesi intervento conclusivo) … Impegno della Cisl a proseguire i processi di sviluppo sostenibile del territorio, a partire dalla difesa e dal rilancio dei siti industriali. L’Aia deve diventare lo strumento per il rilancio dell’Ilva, rispettando il crono programma degli interventi di ambientalizzazione, informando le OO.SS. e la popolazione sulle cose che si stanno realizzando. Così come saremo pronti nel misurarci con il Commissario Bondi sui contenuti del piano industriale che ci dovrà essere presentato entro il mese di dicembre prossimo, per ciò che riguarda la crescita e lo sviluppo delle produzioni in un contesto di pieno equilibrio tra sicurezza, salute, produzione, lavoro. Difendere la filiera della green economy (…) Bonifiche: programmi di recupero di aree industriali da riutilizzare per fini produttivi a Taranto e a Brindisi. Siamo impegnati con la nostra iniziativa sociale e sindacale ad esercitare una forte pressione sul Governo per cambiare e modificare una Legge di stabilità che non guarda alla crescita e allo sviluppo, non opera scelte di redristibuzione delle risorse, non affronta adeguatamente le tante emergenze industriali, produttive, occupazionali del nostro Paese. La questione fiscale, come sosteniamo da tempo, è cruciale per ridurre il peso enorme della tassazione nazionale, regionale e comunale sui redditi da lavoro, pensione e per le imprese che investono in ricerca, innovazione e non licenziano. La risposta contenuta nella legge di bilancio in questo senso è molto debole, quasi insignificante. Le risorse da destinare alla riduzione del cuneo fiscale devono essere notevolmente aumentate, recuperando stanziamenti dalla revisione di pezzi di spesa pubblica improduttiva, dove si annidano sprechi, sperperi, ruberie, inefficienze. Aumentare il livello di tassazione sulle rendite finanziarie è ormai una necessità ineludibile anche per ragioni di equità e di giustizia sociale. Altra priorità per la Cisl è rappresentata dalla necessità di avere una nuova politica industriale. E’ ormai evidente che l’industria è ormai centrale per il Paese e che senza tessuto industriale e produttivo non può esserci ripresa. La legge di stabilità fa solo un timido accenno ad una cabina di regia da allocare presso il Ministero dello Sviluppo per le crisi d’impresa ma risultano assenti interventi a sostegno delle grandi crisi di settore, la necessità di attivare un fondo per sostenere le ristrutturazioni industriali, anche con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti. Il Governo deve impegnarsi da subito a mettere in campo politiche mirate e trasparenti, tra le quali appaiono assolutamente necessarie e prioritarie il sostegno alla ricerca, all’innovazione, alle reti di impresa, all’accesso al credito, ai processi di internazionalizzazione per sostenere l’export e far ripartire la domanda interna con un forte sostegno al manifatturiero ed alla rete delle Pmi. Per questo ci mobilitiamo, per modificare una politica economica e sociale che guardi al Paese e, in modo particolare al Mezzogiorno che sta sprofondando in un mare di disoccupazione, di povertà, di desertificazione industriale, di diffusa illegalità. Rifinanziare per intero il sistema degli ammortizzatori sociali, più investimenti per la politica sociale, per rispondere alla questione della non autosufficienza, della famiglia, della povertà; piena rivalutazione delle pensioni sino a sei volte il trattamento minimo; risposte chiare e concrete sui lavoratori pubblici, salvaguardando posti di lavoro e redditi tagliati dalla caduta di potere d’acquisto. E poi serve più protagonismo e serietà delle classi dirigenti locali, per esempio un utilizzo delle tante risorse comunitarie su cui occorre perseguire obiettivi di piena utilizzazione della spesa e la concentrazione su poche priorità che per noi rimangono: lavoro, impresa, infrastrutture, politiche sociali, valorizzazione delle tante risorse locali. IN ALLEGATO LA RELAZIONE INTEGRALE DEL SEGRETARIO DELLA CISL TARANTO BRINDISI DANIELA FUMAROLA.
Si terranno a Brindisi il 14 novembre e a Patrasso il 27, su iniziativa dell’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia, due convegni internazionali per condividere le migliori e più recenti esperienze europee sulle politiche di mobilità ciclistica. Gli eventi rientrano nell’ambito del progetto di cooperazione “CiELo – City-port Eco Logistics” coofinanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma di Cooperazione Territoriale Europea Grecia - Italia 2007/2013, finalizzato a sperimentare soluzioni di mobilità ciclistica nelle città portuali transfrontaliere di Bari, Brindisi, Corfù e Patrasso che, insieme alla Regione Puglia, costituiscono il partenariato di progetto. “La Regione Puglia - spiega l’assessore regionale alla mobilità, Giovanni Giannini - è in prima linea per promuovere politiche di mobilità ciclistica anche in vista della nuova programmazione 2014-2020 e il progetto “CiELo” ci consente, tra l’altro, di rafforzare relazioni tecnico-istituzionali e integrarle con le esperienze più avanzate in materia di ciclabilità a esclusivo beneficio della cooperazione tra Puglia e Grecia. “A tal riguardo-continua l’Assessore- siamo felici di ospitare tra i relatori, tutti di chiara fama, la vice sindaco di Vienna con delega ai trasporti, Maria Vassilakou, impegnata nell’ elevare dal 6 al 10% gli indici di mobilità ciclistica in ambito metropolitano e promotrice della Conferenza internazionale sul trasporto ciclistico, “Velo-City”, tenutasi a Vienna a giugno scorso, che ha visto la partecipazione di 1.400 addetti ai lavori da tutto il mondo”. Il programma del convegno di Brindisi (Sala convegni Università - Palazzo Nervegna), moderato dal Mobility manager della Regione Puglia e Project manager del Progetto “CiELo”, prevede interventi di esperti e funzionari di alcune città italiane (Padova, Reggio Emilia e Modena) ed europee (Graz, Danzica e Patrasso), dell’Università del Salento e del coordinatore nazionale del Network EuroVelo.
Si è svolta a Massafra il 7 novembre scorso, una conferenza promossa dal Comitato per la Corretta Gestione dei rifiuti di Massafra con la presenza del noto Paul Connett, professore di chimica e tossicologia presso la St. Lawrence University, villaggio di Canton di New York, ideatore della Strategia Rifiuti Zero. “È stata un’occasione unica – commenta l’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Leonardo Galante – aver conosciuto ed ascoltato il prof. Connet. Ancora una volta viene confermata che una corretta gestione dei rifiuti porta benefici all’intera comunità soprattutto in termini di ambiente, economia ed in particolare di salute. Il suo intervento è stato encomiabile per i suoi contenuti altamente professionali e che trova riscontro in tutto quello che, ormai da anni, stiamo facendo, in termini di interventi, nella nostra comunità ginosina”. “Queste esperienze – sottolinea il sindaco Vito De Palma – sono positive per confermare che la gestione dei ‘rifiuti’ non è più una strategia, ma una vera e propria esigenza da ascrivere nelle agende dei programmi comunali. Da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta al fine di condurre la nostra comunità al ‘rifiuto zero’ così come ha evidenziato il prof. Paul Connet e credo che nel 2020, così come ha dichiarato, Ginosa e Marina di Ginosa saremo puntuali all’appuntamento. Poi – conclude De Palma – un invito a tutti i cittadini a collaborare e partecipare attivamente sempre più, in vista della quinta edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti che si terrà dal 16 al 24 novembre 2013. Anche su quest’ultimo progetto il Comune di Ginosa conferma la sua partecipazione attraverso una campagna d’informazione e sensibilizzazione dei ginosini”.
Sono almeno dieci i motivi per i quali sarebbe opportuno non acquistare prodotti contraffatti. Federmoda Taranto all’appuntamento dell’11 novembre, per la giornata di mobilitazione “Legalità mi Piace” indetta da Confcommercio su tutto il territorio nazionale contro la diffusione dei fenomeni illegali, scende in campo con un decalogo della legalità. Dieci buone ragioni per non comprare prodotti falsi – secondo Giovanni GERI, presidente provinciale di Federmoda- spesso poco note ai consumatori che non sanno quali processi produttivi possano nascondersi dietro alcuni prodotti di provenienza illecita e a quali rischi per la salute, oltre che sanzionatori per l’acquirente, si possa andare incontro. L’informazione gioca un ruolo primario nel processo di sensibilizzazione del consumatore, di qui la decisione di Federmoda Taranto di realizzare un decalogo che sarà esposto nelle vetrine dei negozi del settore abbigliamento. <> L’abusivismo commerciale e la contraffazione creano inoltre un danno all’erario, poiché l’industria del falso sottrae allo Stato una quota significativa del gettito, con le ben note conseguenze per l’economia. <> Concludendo, quanto basta per affermare che la lotta all’abusivismo commerciale è innanzitutto una manifestazione di civiltà.
Questa mattina il Sindaco di Ginosa, il dott. Vito De Palma, ha inviato una nota al Presidente del Gruppo Natuzzi per sollecitare un incontro durante il quale si parlerà della vertenza Natuzzi. In detta nota il Sindaco di Ginosa ha chiesto di potere incontrare Pasquale Natuzzi anche per conoscere nel dettagli e nella tempistica le reali attività che dovrebbe scolgere la New Co, società che dovrebbe rilanciare il Gruppo Natuzzi e salvaguardare i livelli occupazionali. Allo stesso tempo il Sindaco De palma ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla Regione Puglia una richiesta ufficiale con la quale si chiede di essere convocati in maniera permanente e di fare parte della Cabina di Regia che dovrebbe affrontare e risolvere la questione Natuzzi. Nella stessa giornata di oggi, infine, il Sindaco De Palma ha scritto al dott. Marcora, Amministratore Delegato della TBM, ed alla Regione Puglia chiedendo a Marcora un urgente incontro al fine di riprendere la discussione sulla vertenza occupazionale che vede coinvolto lo stabilimento di Ginosa ed i suoi 66 lavoratori. In questa ultima nota è stato anche chiesto di riattivare la Task Force presso la Regione Puglia che era stato convocato in precedenza. “In questo particolarissimo momento storico di crisi economica ed occupazionale –ha detto il Sindaco De Palma- non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Faremo tutto quello che è possibile per tutelare i lavoratori della nostra comunità impegnati nella Natuzzi e nella TBM. I fronti sui quali siamo fortemente impegnati sono numerosi. Non dimentico i lavoratori della Miroglio ed i lavoratori del servizio pulizie delle scuole, per i quali ho chiesto un intervento al Ministro dell’Istruzione per trovare i fondi necessari ad evitare riduzioni di orari di lavoro e licenziamenti, così come altissima è l’attenzione relativamente alle alluvioni di Marina di Ginosa del marzo 2011 e di Ginosa dell’ottobre scorso. Il territorio e la comunità ginosina e marinese attendo risposte che non possono essere più rimandate. A parte dell’Amministrazione comunale vi è tutto l’impegno e la disponibilità a collaborare per trovare le soluzioni migliori e con tempestività. L’auspicio è che vi sia da parte di tutte le altre istituzioni la stessa volontà di raggiungere gli obiettivi migliori per la nostra comunità.” “Sono convinto –ha concluso il Sindaco De Palma- che l’unità di intenti dei protagonisti di queste vertenze ed emergenze, i cittadini, i lavoratori, le istituzioni, i politici ed i sindacati, sapranno trovare la giusta sintesi nell’interesse primario dei lavoratori e dei cittadini.”
Il tema posto in evidenza in queste settimane sul crollo vorticoso del prezzo dell’uva da tavola, portato alla ribalta anche da un recente servizio televisivo sulla testata giornalistica nazionale del TG2 (edizione di martedì 5 novembre) non ci vede assolutamente disattenti rispetto alle difficoltà del comparto che più di altri vive sulla pelle di produttori e aziende agricole il particolare periodo congiunturale in cui i consumi delle famiglie si sono ridotti all’essenziale. E’ quanto dichiara l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, commentando le dichiarazioni stampa rese da alcuni agricoltori della provincia di Taranto. Stiamo cercando possibili soluzioni, ma è opportuno anche specificare che questo fenomeno è strettamente connesso ad un combinato disposto di fattori negativi: dai bassi consumi di uva, agli effetti delle varie calamità naturali che danneggiano il prodotto, fino all’eccedenza di prodotto proveniente da altri Paesi Europei (Grecia, Turchia, Spagna) ed extra UE – dice l’Assessore Nardoni – su cui solo in parte possiamo intervenire, così come abbiamo fatto, promuovendo la filiera corta o l’acquisizione del Marchio Prodotti di Qualità Puglia che di fatto garantisce alla nostra uva un plusvalore in termini di certezze e garanzie per il consumatore. Un sistema, quello della qualità, che la Regione Puglia incentiva anche a livello di programmi di intervento finanziario creando corsie preferenziali per i produttori che decidono di investire proprio sul riconoscimento di disciplinari che garantiscono provenienza e qualità. Ma il grido d’allarme lanciato dagli agricoltori sui rischi dell’impresa agricola e sulla volatilità del mercato hanno già trovato riconoscimento nell’impegno dell’assessorato regionale. Ci siamo mossi prontamente per risolvere in una prima fase emergenziale legata all’ampliamento della capacità di stoccaggio dei mostri negli stabilimenti già autorizzati per la trasformazione dell’uva da tavola in succhi – dice Nardoni – e successivamente chiedendo al Ministero una deroga rispetto al periodo per la dichiarazione di inizio attività per nuove cantine (oltre le 13 già operanti sul territorio regionale) in grado di svolgere questo compito. Ma ho anche chiesto nel recente Comitato Vitivinicolo che il mondo della ricerca sia in grado di fornire soluzioni possibili per intervenire nei momenti di particolare criticità del comparto attraverso una diversa utilizzazione alimentare dell’uva che ciclicamente subisce sbalzi di prezzo difficili da ammortizzare. La nota dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia termina con una comunicazione che riguarda tutto il sistema produttivo pugliese. E’ in itinere la convocazione di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria, le OP e gli organismi della grande distribuzione – afferma l’Assessore pugliese – Con loro speriamo di trovare possibili punti di convergenza verso azioni condivise che salvaguardino il settore ma anche il consumatore.
«In occasione del convegno organizzato dall’arcidiocesi di Taranto in collaborazione con Lumsa, università degli studi e politecnico di Bari, sul tema: ‘Ambiente, salute, lavoro: un cammino possibile per il bene comune’, il sommo pontefice Francesco rivolge il suo beneaugurante pensiero, esprimendo cordiale vicinanza alla cara popolazione ed assicurando la sua preghiera affinché si giunga alla pronta soluzione della complessa situazione attuale. Sua Santità auspica che la proficua riflessione, accompagnata da scelte concrete verso stili di vita sostenibili sul piano umano ed ecologico e da un sistema economico che promuova la piena realizzazione della persona, giunga al pieno riconoscimento dei diritti di ciascuno al lavoro, alla salute e alla pacifica convivenza. Con tali voti, il Santo Padre, mentre affida attese e propositi alla materna protezione della Vergine Maria, imparte con affetto a vostra Eccellenza, alle autorità presenti, ai promotori dell’iniziativa, ai relatori e a tutti i partecipanti una speciale benedizione apostolica, estendendola all’intera città». Questo il testo del messaggio che Papa Francesco ha voluto dar pervenire attraverso l' Arcivescovo Pietro Parolin-segretario di Stato di Sua Santità al convegno organizzato per il 7 novembre dall’arcidiocesi di Taranto su un tema particolarmente scottante per Taranto visti i tanti aspetti giudiziari proprio di questi ultimi giorni. Ed è su questa tema che a partire dalle ore 9,30, nella sala convegni dell'Università LUMSA presso la Chiesa Santa Rita a Taranto, si confronteranno le Istituzioni locali e i rappresentanti di Governo che hanno assicurato la loro presenza, i Ministri dell'Ambiente Orlando e della Sanità Lorenzin. Dalla loro voce ascolteremo i programmi messi a punto dai due Dicasteri per ridare "ossigeno" alla città di Taranto, sia sotto l'aspetto di un ambiente sano e pulito, sia sotto l'aspetto sanitario, sia sotto l'aspetto di nuove risorse da mettere a disposizione di un territorio da troppo tempo sotto pressione e pieno di conflitti socio-economici. Programma allegato. Nei giorni scorsi l’Arcivescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro nella presentazione dell'evento ha letto un documento che per i suoi alti contenuti spirituali e concreti riportiamo integralmente: "La Chiesa non ha soluzioni tecniche da proporre in relazione al conflitto che qui a Taranto si presenta in forma drammatica tra salute e lavoro, ma può offrire il prezioso contributo della sua solidarietà e della Dottrina Sociale come percorso privilegiato verso il rispetto della persona umana e del conseguimento del bene comune, che abbraccia anche la custodia del creato. Non avendo soluzioni tecniche abbiamo preferito ascoltare la voce di uomini di scienza qualificati, di amministratori dello stato e di rappresentanti della società civile. Il nostro obiettivo è di favorire la concertazione tra le varie forze positive presenti sul nostro territorio per aiutare ad una soluzione che veda in primo luogo non il lucro ed il profitto, ma la difesa della vita, della salute e del lavoro. Promuovendo questo convegno ho presente i volti dei bambini ammalati di cancro, i parenti che ci hanno lasciato a causa dell'inquinamento, la lunga fila di disoccupati e degli operai che rischiano di perdere il posto di lavoro. Ultimamente anche gli operai della Vestas che ho visitato e quelli della Marcegaglia ai quali do tutta la mia solidarietà. Ho sempre detto che l'alternativa tra difesa dell'ambiente, della salute e della produzione e del lavoro è falsa e iniqua. Si stimola solo una guerra tra vittime. Ascolteremo i professori universitari, i ricercatori del Politecnico di Torino (prof. Giuseppe Genon) e di Bari, polo Jonico di Taranto (prof. Vito Albino), il prof Luca di Nardo dello staff del sub commissario Ilva di Taranto che presenterà l'esempio positivo di Duisburg, per dirci se è possibile una produzione senza inquinamento, distruzione dell'ambiente e della vita umana. Vogliamo una parola chiara per sapere se siamo condannati o se c'è via di salvezza per la salute dei tarantini, per i lavoratori e soprattutto per i più poveri. Ho invitato, attraverso un lavoro paziente, due ministri Andrea Orlando e Beatrice Lorenzin, insieme con i responsabili locali della politica, dell'impresa, delle organizzazioni ambientaliste, per mostrarci come un piano Pro-Taranto sia possibile permettendo un miglioramento dell'aria, dell'ambiente e del mare, del lavoro e della qualità della vita. Ci aspettiamo indicazioni chiare da parte degli uomini di scienza e prospettive concrete da parte degli amministratori e dei politici. Il Ministro dell'Ambiente si era già impegnato, quando l'ho incontrato a Roma, a coprire i parchi minerari, ambientalizzare gli impianti e ad effettuare le bonifiche necessarie. Conosco perfettamente il disorientamento e la sfiducia globali che inquietano l’Italia. Così come sono consapevole del passo che è stato dato con la conclusione delle indagini preliminari da parte della Magistratura. Speriamo che il pessimismo e la diffidenza nei riguardi delle istituzioni siano superati perché con coraggio non rinunziamo alla costruzione del futuro di Taranto della quale e per quale costruzione tutti noi siamo protagonisti e responsabili. Il Convegno comincerà con una riflessione teologale sulla visione sapienziale della custodia dell'ambiente per indicare che ciò che ci spinge è l'esperienza della fede in vista della costruzione del bene comune. Ringrazio per la disponibilità di quanti hanno aderito e ringrazio la stampa per la partecipazione a questo convegno organizzato dall'Arcidiocesi di Taranto come un contributo per ridare speranza alla nostra terra".
Dura presa di posizione del Consiglio Direttivo dell’ANCE Taranto. Dopo il drammatico appello del sistema delle imprese edili tarantine pubblicato sui giornali locali, i costruttori edili pronti ad azioni forti di protesta. Marinaro: “Quello che sta accadendo nel nostro comparto si legge nelle pagine di cronaca nera eppure sembra non destare preoccupazione . Un Consiglio direttivo monotematico sulla crisi dopo il disperato appello lanciato dalle imprese edili dell’ANCE di Taranto su alcune testate giornalistiche regionali e locali si è svolto nei giorni scorsi nella sede di Confindustria. Le nostre aziende stanno morendo e migliaia di lavoratori stanno perdendo il posto di lavoro, ma nessuno dopo il nostro drammatico appello ha sentito il dovere istituzionale o politico di correre al capezzale di questo comparto in fin di vita – dice Marinaro, presidente dell’Associazione Costruttori Edili di Taranto – e il silenzio attorno alle vicende che riguardano centinaia di aziende e tante famiglie tarantine sa di ulteriore condanna ad un isolamento che viviamo ormai da troppi anni. E’ rammaricato Marinaro che dopo il messaggio di vendesi di tutto il comparto edile pubblicato provocatoriamente sulle pagine dei giornali lo scorso week-end pensava che finalmente qualche impegno o qualche richiesta di ulteriori chiarimenti avrebbe preso il posto di quel silenzio omertoso che spesso accompagna i temi caldi abbinati al settore delle costruzioni. C’aspettavamo dalle istituzioni territoriali una presa di coscienza, un risveglio etico prima ancora che politico – affonda Marinaro – perché quello che sta accadendo a Taranto nel nostro comparto si legge nelle pagine di cronaca nera e giudiziaria eppure sembra non destare preoccupazioni. Il riferimento è al ripetersi di atti intimidatori a danno di imprese associate e ad opere affidate ad aziende con qualche requisito non proprio in regola. Il pericolo serio che corre questa comunità non è quello della perdita del lavoro di questa o quella azienda tarantina – ripetono all’unisono gli imprenditori del Consiglio ANCE – ma quello della graduale e progressiva sostituzione di pezzi di economica sana e che genera sviluppo e massa salari sul territorio, con pezzi di economia non sana. E questo, in una città e in una provincia dove il rapporto virtuoso tra rappresentanza istituzionale e forza produttiva locale è tragicamente interrotto, non fa altro che creare ulteriore povertà. Fino ad oggi abbiamo parlato la lingua della proposta – conclude Marinaro - ma di fronte alla sordità delle istituzioni siamo pronti a parlare dalle prossime settimane la lingua, inusuale per noi, della protesta.
il consiglio direttivo della Sezione Navalmeccanica di Confindustria Taranto, riunitosi nei giorni scorsi, ha manifestato la forte preoccupazione per la tenuta del comparto arsenalizio, anche alla luce delle sempre più frequenti dichiarazioni riguardanti il rischio di estinzione della flotta navale italiana. Da Confindustria un appello agli Arsenali di La Spezia e Siracusa per fare fronte comune e scongiurare i rischi di irreversibile declino del comparto. Il rischio di estinzione della flotta navale italiana paventato dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in una audizione in Commissione Difesa di Camera e Senato e ripreso di recente dall’ammiraglio di divisione Claudio Confessore, ha riportato alla ribalta una questione a Taranto particolarmente sentita. Ne ha parlato nei giorni scorsi, analizzando i molteplici aspetti connessi alla questione, il consiglio direttivo della Sezione Navalmeccanica di Confindustria Taranto, riunitosi per fare il punto sulla grave situazione di crisi che rischia, a breve, di venirsi a determinare nell’Arsenale di Taranto per effetto della imminente conclusione delle commesse di manutenzione sulle unità navali militari. A questo si aggiunge la sensibile riduzione delle risorse economiche disponibili a carico del bilancio del Ministero della Difesa, con particolare riferimento agli stanziamenti previsti in favore degli arsenali italiani, ed il rischio di spostamento di numerose unità navali militari, attualmente in linea, dalla Base di Taranto ad altra sede, eventualità che comporterebbe la perdita, per lo stabilimento tarantino ed il suo indotto, delle relative attività di manutenzione. La situazione è di grande allarme sia per i livelli di produttività dell’arsenale militare di Taranto sia per l’indotto navalmeccanico. Le conseguenze, peraltro drammatiche sotto il profilo sociale, comporterebbero l’immediata dispersione di quel patrimonio pluridecennale di esperienza maturata dalle aziende navalmeccaniche locali che ha consentito, negli anni, di conseguire elevatissimi profili di specializzazione, professionalità e competenza in grado di soddisfare pienamente ogni esigenza produttiva e manutentiva della grande committenza – in primis la Marina Militare Italiana - e di occupare nel tempo centinaia di unità lavorative. In tale scenario, la Sezione Navalmeccanica di Confindustria Taranto ritiene indispensabile procedere ad azioni immediate attraverso il coinvolgimento dei due Arsenali che al momento presentano maggiori analogie con lo stabilimento jonico, (La Spezia e Siracusa) affinchè si dia avvio ad appositi incontri tematici finalizzati a mettere in campo progettualità comuni efficaci ed urgenti. Iniziative, queste, da portare all’attenzione del Governo centrale e del Ministero Difesa, che garantiscano la continuità necessaria alle attività lavorative in essere, per le aziende e per le maestranze, e quindi l’ammodernamento, l’adeguamento ed il rilancio dello stabilimento arsenalizio tarantino.
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