Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1168)

Avviso pubblico di mobilità, per titoli ed esame, per 1 posto di dirigente avvocato REQUISITI DI AMMISSIONE a) essere dipendenti a tempo indeterminato di Azienda o Ente pubblico SSN o altra Pubblica Amministrazione ed essere inquadrati nel profilo professionale oggetto presente procedura mobilità; b) aver superato periodo di prova; c) piena e incondizionata idoneità fisica a esercizio mansioni proprie della qualifica; d) iscrizione Elenco speciale annesso all’Albo degli Avvocati. Il termine di presentazione delle domande è perentorio e scade ad ogni effetto il trentesimo giorno successivo a quello di pubblicazione della Gazzetta Ufficiale della Repubblica dell’avviso. Sono ammesse esclusivamente due modalità di presentazione delle domande: - consegna diretta all’Ufficio protocollo dell’Azienda, in Viale Virgilio, 31 - 74121 Taranto (ore 9,00/14.00 tutti i giorni - il martedì e il giovedì anche di pomeriggio 15,30/17,30); - trasmissione tramite servizio pubblico postale, esclusivamente a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, indirizzo: Direttore Generale della Asl Taranto- Viale Virgilio, 31 - 74121 Taranto. Informazioni potranno essere richieste, negli orari d’Ufficio, (ore 10,00-12,00) al Servizio Personale della ASL di Taranto - Viale Virgilio, 31 - tel. 099/7789190. Concorso pubblico, per titoli ed esame, per 1 posto di dirigente avvocato. REQUISITI GENERALI PER L’AMMISSIONE a. cittadinanza italiana, salve equiparazioni stabilite da leggi vigenti o cittadinanza di uno dei Paesi Unione Europea; b. idoneità fisica all’impiego; c. godimento diritti civili e politici; d. non essere stati destituiti o dispensati dall’impiego presso pubbliche amministrazioni. REQUISITI SPECIFICI PER L’AMMISSIONE a. laurea in Giurisprudenza (vecchio ordinamento didattico); b. abilitazione all’esercizio della professione di Avvocato; c. cinque anni di servizio effettivo corrispondente alla medesima professionalità prestato in enti del Servizio sanitario nazionale nella posizione funzionale di settimo e ottavo livello, ovvero in qualifiche funzionali di settimo, ottavo e nono livello di altre pubbliche amministrazioni ovvero esperienze lavorative con rapporto di lavoro libero-professionale o di attività coordinata e continuata presso enti o pubbliche amministrazioni, ovvero di attività documentate presso studi professionali privati, società o istituti di ricerca, aventi contenuto analogo a quello previsto per corrispondenti profili del ruolo medesimo, ai sensi dell’articolo 26 del D.Leg.vo 165/2001. d. iscrizione albo professionale, attestata da certificato in data non anteriore di sei mesi rispetto a quella di scadenza del bando. Requisito non richiesto per pubblici dipendenti. Domanda di ammissione dovrà essere inviata, pena esclusione, al Direttore Generale Azienda Sanitaria di Taranto, Viale Virgilio - 74121 Taranto, a mezzo raccomandata postale con avviso di ricevimento. Termine presentazione domande scade il 30° giorno successivo alla data di pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Qualora il giorno di scadenza sia festivo, termine di scadenza prorogato al primo giorno non festivo. Per informazioni rivolgersi all’Area Gestione del Personale - U.O. “Concorsi e Assunzioni”, sito in Taranto, Viale Virgilio n. 31 tel. 099/7786761 - 099/7786190-099/7786195. Responsabile del procedimento concorsuale è il Dirigente Responsabile Dipartimento Risorse Umane Dott. Pasquale Nicolì Avviso pubblico di mobilità, per titoli ed esame, per 1 posto di dirigente ingegnere. REQUISITI DI AMMISSIONE a) essere dipendenti a tempo indeterminato di Azienda o Ente pubblico SSN o altra Pubblica Amministrazione ed essere inquadrati nel profilo professionale oggetto presente procedura mobilità; b) aver superato il periodo di prova; c) piena e incondizionata idoneità fisica a esercizio mansioni proprie della qualifica di cui trattasi; d) iscrizione all’Albo degli Ingegneri. Sono ammesse esclusivamente due modalità di presentazione delle domande: - consegna diretta all’Ufficio protocollo dell’Azienda, in viale Virgilio, 31 - 74121 Taranto (dalle ore 9,00/14.00 tutti i giorni - il martedì e il giovedì anche di pomeriggio 15,30/7,30); - trasmissione tramite servizio pubblico postale, esclusivamente mezzo di raccomandata con avviso ricevimento, indirizzo: Direttore Generale della Asl Taranto - Viale Virgilio, 31 - 74121 Taranto. Termine presentazione domande è perentorio e scade ad ogni effetto il trentesimo giorno successivo a quello di pubblicazione della Gazzetta Ufficiale della Repubblica del presente avviso. Informazioni potranno essere richieste, negli orari d’Ufficio, (ore 10,00-12,00) al Servizio Personale della ASL di Taranto - Viale Virgilio, 31 - tel. 099/7789190. Concorso pubblico, per titoli ed esame, per 1 posto di dirigente ingegnere. REQUISITI GENERALI PER L’AMMISSIONE: a. cittadinanza italiana, salve equiparazioni stabilite da leggi vigenti o cittadinanza di uno dei Paesi Unione Europea; b. idoneità fisica all’impiego; c. godimento dei diritti civili e politici; d. non essere stati destituiti o dispensati dall’impiego presso pubbliche amministrazioni. Non possono accedere agli impieghi coloro che sono stati destituiti dall’impiego per averlo conseguito mediante la produzione di documenti falsi o viziati da invalidità insanabile. REQUISITI SPECIFICI PER L’AMMISSIONE: a. laurea (conseguito in base a pregresso ordinamento) in: Ingegneria Biomedica/Elettronica/Meccanica o Clinica; b. cinque anni di servizio effettivo corrispondente alla medesima professionalità prestato in Enti del SSN nelle categorie D e Ds (ex posizione funzionale di livello settimo, ottavo e ottavo bis), ovvero in qualifiche funzionali di settimo, ottavo e nono livello di altre Pubbliche Amministrazioni; ovvero in possesso di esperienza lavorativa con rapporto di lavoro libero professionale o di attività coordinata e continuata presso enti o pubbliche amministrazioni ovvero di attività documentate presso studi professionali privati, società o istituti di ricerca aventi contenuto analogo a quello previsto per corrispondenti profili del ruolo medesimo; c. abilitazione professionale ed iscrizione all’Albo degli ingegneri. Domanda di ammissione dovrà essere inviata, a pena di esclusione, alla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria di Taranto, Viale Virgilio - 74121 Taranto, a mezzo raccomandata postale con avviso di ricevimento. Il termine per la presentazione delle domande scade il 30° giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso, per estratto, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Qualora giorno di scadenza sia festivo, termine di scadenza è prorogato al primo giorno non festivo. Per informazioni rivolgersi all’Area Gestione del Personale - U.O. “Concorsi e Assunzioni”, sito in Taranto, Viale Virgilio n. 31 tel. 099/7786761 - 099/7786190 ¬099/7786195. Responsabile del procedimento concorsuale è il Dirigente Responsabile del citato Dipartimento Risorse Umane, Dott. Pasquale Nicolì

BEN 20 UNITA' LAVORATIVE RISCHIANO DI PERDERE DEFINITIVAMENTE IL POSTO A CAUSA DELL'INERZIA DEL COMUNE DI TARANTO. COSI ALMENO PARE CONSIDERATO CHE DALLO SCORSO 17 LUGLIO NON SI RIUNISCE LA GIUNTA COMUNALE CHE DOVREBBE DARE IL VIA LIBERA AL PROGETTO DI RECUPERO E DI RIPRESA DELL'ATTIVITA' DEL RINOMATO E STORICO RISTORANTE IL GAMBERO IN CITTA' VECCHIA. I DEFINITIVA E' STATA GIA' PRESENTATA UNA RELAZIONE PER CONSENTIRE ALLA NUOVA SOCIETA' GESTITA DA RAFFAELE RAIA DI FAR RIPARTIRE L'ATTIVITA' DEL NOTO LOCALE TARANTINO. TUTTAVIA PRIMA DI POTER DARE AVVIO OCCORRE IL PARERE DEFINITIVO DELLA GIUNTA DEL COMUNE DI TARANTO CHE COME DETTO NON SI RIUNISCE DA OLTRE UN MESE

Il COMUNE di TARANTO, in CONSIDERAZIONE DELL'AUTORIZZAZIONE AIA ALL'ILVA di TARANTO ha indetto e convocato una apposita Conferenza di Servizi per il prossimo 18 settembre per poter procedere e dare esecuzione al progetto di copertura dei parchi materie prime dello stabilimento ILVA di Taranto. Per la stessa data è stata indetta un'altra Conferenza di Servizi questa volta per dare esecuzione al progetto di copertura area di svuotamento scoria liquida dalle paiole e ripresa scoria raffreddata sempre dello stabilimento ILVA di Taranto. Eppur si muove. Qualcosa comincia a muoversi. Certo è una strada lunga, difficoltosa, piena di insidie ed ostacoli, ma un primo percorso è stato tracciato. Procediamo con le varie coperture e poi cominciamo a dare concretezza agli impegni assunti. Taranto guarda, i cittadini di Taranto guardano e vogliono respirare serenamente con i loro figli. Non vogliamo più vedere quello che abbiamo visto qualche giorno fa nella sala d'attesa dell'eccellente reparto oncologico dell'Ospedale Nord. Un reparto sempre pieno che lavora h24 perché l'emergenza aumenta sempre più.

In relazione alla nota del sindaco di Taranto Ippazio Stefàno sulle problematiche relative alla classificazione delle acque del Mar Grande, interviene l'assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni. "Le relazioni di franco e leale confronto istituzionale e il rapporto contraddistinto da reciproca stima con il mio concittadino e sindaco di Taranto Ippazio Stefàno mi invitano a precisare alcune questioni relative alla classificazione delle acque del Mar Grande. Il sindaco e i miticoltori tarantini sanno bene quale impegno in questi mesi sia stato profuso nel tentativo di arginare gli effetti della crisi del comparto determinata dalla grave congiuntura economica e dalle note vicende legate alle condizioni delle acque del Mar Piccolo. Mi piace ricordare, a tal proposito, che lo scorso 8 luglio nel Convento di san Francesco a Taranto abbiamo tenuto un Tavolo tecnico regionale e un convegno internazionale sul “Rafforzamento della competitività e produttività dell’acquacoltura per uno sviluppo locale sostenibile” che ha visto la partecipazione di tutti i rappresentanti delle Organizzazioni Professionali, della ASL e dell'ARPA. Lo scorso 8 agosto, invece, insieme con l'assessore regionale al Welfare e alle Politiche del Benessere Elena Gentile, è stato affrontata proprio la questione della classificazione delle acque che non può essere liquidata come un semplice "problema burocratico". E' noto a tutti che la Regione Puglia, in questo caso particolare, è tenuta a seguire e ad osservare le normative nazionali che, a loro volta, rispecchiano le direttive comunitarie. In caso di inosservanza, la Regione Puglia potrebbe incorrere negli ammonimenti dell'UE e in gravi sanzioni pecuniarie che finirebbero per rendere meno agevole il delicato percorso per alleviare la crisi dei mitilicoltori. Vi è poi una questione di carattere squisitamente igienico-sanitario che pure va tenuta in considerazione. Che cosa succederebbe nel caso vi fosse una patologia imputabile al consumo dei mitili? E' una domanda che rivolgo tenendo lontano ogni intento polemico. Naturalmente, nel rispetto delle normative vigenti e in un clima di serena e proficua collaborazione istituzionale, non lascerò nulla di intentato - e il mio impegno sarà massimo pur in questo periodo feriale - per tentare di accorciare i tempi "tecnici" e consentire la tempestiva commercializzazione del prodotto dei mitilicoltori".

Il presidente di Confcommercio Taranto agli inizi dl mese di agosto ha evidenziato alcuni dati riguardanti chiusure, occupazione, consumi, ecc, del settore del commercio che in provincia jonica conta più del 60% degli occupati. A settembre, dopo la pausa di ferragosto - ha detto Leonardo Giangrande - resteranno chiusi e per sempre molti negozi, in molti casi si tratta di brand importanti con esercizi nel cuore commerciale del capoluogo dove le chiusure nei primi sei mesi del 2013 sono state pari a 321, superando già la metà delle chiusure dell’intero 2012 quando le saracinesche abbassate furono 543 lo scorso anno. Sono dati che testimoniano quello che è la realtà dei fatti percorrendo alcune vie del capoluogo come De Cesare, Mazzini, Principe Amedeo, Anfiteatro, Battisti, Liguria, le Piazze del centro, caratterizzate da una sequenza di saracinesche chiuse in alcuni tratti impressionante. Stesso discorso vale per le due più importanti vie del centro D'Aquino e Di Palma dove negozi monomarca starebbero per chiudere i loro punti vendita in Taranto, e con altri che si appresterebbero ad andar via dalla città dei due mari. Quello che si teme fortemente è che a fine anno si possa arrivare ad una cifra a quattro numeri. Ad affossare ancora di più il settore è il continuo ridursi dei consumi che vede la provincia jonica – nel 2012 ultima in Puglia - anche nel 2013 con un -2,6 %. Una riduzione dovuta certamente ad una crisi che ha colpito l'intero territorio provinciale ed in maniera particolare il capoluogo con il numero di lavoratori licenziati, in cassa integrazione ed in mobilità in continuo aumento. Si tratta di soggetti che con il magro compenso che percepiscono a fine mese non riescono a pagare i mutui sottoscritti per acquistare in passato auto e case con molti di loro che non riescono ad arrivare al 31 per soddisfare le esigenze primarie come quella di far mangiare i propri figli. Si eliminano tutte le spese inutili, quest' estate non è andati in giro per evitare di spendere i soldi inutilmente, e lo si è visto chiaramente con le strade della litoranea salentina, un tempo super trafficate, quest'anno totalmente libere. Per tutte queste ragioni Confcommercio sta provando ad avviare un percorso di collaborazione con Consulenti del lavoro e Commercialisti, nell'intento di aiutare concretamente le imprese attraverso servizi di informazione, approfondimento ed assistenza in materia di lavoro, normative contrattuali, accesso al credito. "Un tema quest'ultimo sui cui occorre trovare al più presto - ha ribadito il massimo rappresentante dei commercianti ionici - un’intesa con il sistema bancario, anche per rendere pienamente operativi gli 11 milioni e mezzo di euro che la Regione Puglia ha messo a disposizione del Confidi Confcommercio Puglia da utilizzare per le imprese. Si tratta di una situazione molto difficile in quanto malgrado l’80% del prestito sia garantito dalla confidi, risulta complesso utilizzare queste risorse per la indisponibilità degli istituti di credito, sempre più arroccati in una monolitica posizione di difesa. Ma Confcommercio di Taranto non si sta fermando qui e sta puntando in maniera incisiva al contenimento dei costi dei fitti ed a politiche fiscali incentivanti. Per la organizzazione dei commercianti ionici l'approvazione da parte del Consiglio comunale di Taranto del Piano del Commercio deve costituire una occasione utile ad avviare un confronto su alcuni importanti temi ribaditi n una lettera inviata al Sindaco e all’Assessore allo Sviluppo Economico e Produttivo, e che essenzialmente sono quelli di individuare strumenti tributari di sostegno ed incentivi alle nuove aperture nel Borgo e in Città Vecchia che potrebbe essere utile a frenare la desertificazione delle più importanti aree a vocazione commerciale della città. "La rapidità con cui il degrado sta erodendo pezzi del tessuto urbano, ad alta presenza di attività terziarie sino a pochi mesi fa, richiede - per Confcommercio - una pronta attuazione di quanto deciso dalla massima assise cittadina e l’avvio urgente di un confronto con i massimi esponenti politici e tecnici degli assessorati competenti. Ogni ulteriore indugio, seppure di solo qualche mese, - dicono dal Palazzo di vetro - potrebbe essere disastroso".

UN ODORE NAUSEABONDO SI E' AVVERTITO NELLA TARDA SERATA ( ERANO CIRCA LE 21,30) DI OGGI NELLE ZONE DELLA SALINELLA E DI TARANTO DUE, MA ANCHE NELLE ZONE COSTIERE DI SAN VITO E LAMA. LA CAUSA E' PROBABILMENTE DA RICERCARE IN QUALCHE NUVOLA DI GAS PROVENIENTE DALLA ZONA INDUSTRIALE CHE A SEGUITO DEI VENTI DI MAESTRALE HANNO PORTATO LA PUZZA AD OLTRE 6-7 CHILOMETRI DAGLI STABILIMENTI. IN PRATICA PER GLI ABITANTI DELLE ZONE SALINELLA ED IN MODO PARTICOLARE PER QUELLI DI TARANTO DUE VALE IL FAMOSO DETTO CHE SE NON E' ZUPPA E' PAN BAGNATO. NEL SENSO CHE QUANDO SPIRA IL VENTO DI SCIROCCO GLI ABITANTI DI QUEI QUARTIERI SONO COSTRETTI A SOPPORTARE LE PUZZE PROVENIENTI DAL DEPURATORE GENNARINI, QUANDO SPIRA INVECE IL VENTO DI TRAMONTANA O MAESTRALE SONO COSTRETTI A SOPPORTARE LE PUZZE PROVENIENTI DALL'AREA INDUSTRIALE. FINO A QUANDO QUESTI CITTADINI SOPPORTERANNO?

In Prefettura a Bari, pochi giorni fa, è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa regionale per la costituzione di rapporti di collaborazione interistituzionale contro l’illegalità e il lavoro sommerso, al fine di attivare task force provinciali ed azioni mirate di contrasto, svolgere il monitoraggio e l’analisi dei dati sui fenomeni criminali. Tale processo auspichiamo che divenga, nei settori Agricolo e Agroalimentare, vero deterrente per chi non è in regola e, al contempo, sostegno alle numerose imprese sane, creatrici di sviluppo, affinché queste emergano sempre di più creando solida economia aggiuntiva, prodotti e alimenti di eccellenza (uva, vino, olio, ecc…) e competendo in un mercato ormai globalizzato. Tali settori così potranno, allo stesso tempo, fare rete con quelli di industria, turismo e commercio, sostenendo a pieno titolo lo sviluppo dell’intera regione. Certo, per il settore Agricolo in particolare è necessario che si punti ad uno sviluppo di sistema attraverso opportuni investimenti, nuovi controlli mirati - che avvengono oggi nonostante le esigue risorse a disposizione degli organi preposti - e, inoltre, con la repressione per ripristinare la legalità delle attività nel rispetto delle regole delle leggi e dei contratti. E, in particolare, la lotta al lavoro nero può rendere strategico lo sviluppo anche in questo settore che continua ad essere vocazionale dei nostri territori. Non possiamo pensare né tantomeno accettare, che le aziende che fanno ricorso a sistemi irregolari e al caporalato calpestino impunemente la dignità di migliaia di lavoratori, creando una economia malata e squilibrata. Il lavoro nero e sommerso, mai dimenticarlo, è il lavoro reso al di fuori di ogni regola e legalità, senza versare le dovute trattenute fiscali e spesso anche i contributi previdenziali e ciò significa, di fatto, anche sottrarre al territorio ed alla collettività nazionale, utili e risorse. I dati dell’osservatorio pugliese sui reati del settore Agricolo e Agroalimentare (O.r.s.a.) dimostrano che circa il 50 per cento delle aziende del comparto agricolo ispezionate presentava irregolarità per la forza lavoro impiegata. A Taranto su 80 aziende ispezionate 39 sono risultate irregolari, a Brindisi su 54 aziende, le irregolari sono state 27. Soprattutto in questo settore, l’illegalità e il caporalato devono essere combattuti senza fare sconti, perché significa anche, per chi si piega a questi meccanismi illegali, consegnare il proprio destino di aziende e di braccianti agricoli, donne, extracomunitari e giovani, a meccanismi illegali ed alla gestione sconsiderata del mercato del lavoro. Il Protocollo d’intesa regionale, siamo certi, andrà a rafforzare grazie al Prefetto di Taranto Dott. Claudio Sammartino, il già operativo protocollo sottoscritto il 28 ottobre 2011 per aggredire, sul versante ionico, fenomeni che riguardano il non rispetto della sicurezza sui posti di lavoro per il settore agricolo e dell’edilizia. In un situazione come quella ionico-salentina, dove la competitività delle aziende agricole è insufficiente - ad esempio, per la costituzione in forme associative o l’apertura verso nuove colture che possono aggredire il mercato locale e non solo –ma la concorrenza sleale è altissima e dove il tessuto imprenditoriale agricolo è decisamente fragile e parcellizzato, è necessario favorire un' Agricoltura di sistema dove difendere la vita dell’impresa attraverso anche l’ausilio di un sistema creditizio più elastico, agevole e tracciabile. Così come tracciabile, noi della Fai Cisl, vorremmo diventasse il lavoro agricolo rendendo più agevole l’incontro domanda/offerta e sperimentando anche una nuova gestione del mercato del lavoro attraverso la partecipazione degli Enti Bilaterali, garantendo così dal primo momento al lavoratore un’azienda sicura, dove ricevere una retribuzione adeguata nel rispetto di leggi e contratti e alle aziende garantire, lavoratori qualificati. Insomma, occorre dare finalmente strada alla cultura della legalità del lavoro, in Agricoltura.

Sulla Newsletter di Punto Sicuro del 19 agosto viene riportata una ricerca con la quale è stato valutato il rischio per la salute da esposizione a elementi metallici per i lavoratori e la popolazione di Taranto. Una ricerca dalla quale non emerge un inquinamento degli ambienti di vita da elementi metallici di origine industriale. In questi ultimi anni - si legge - il tema dell’impatto ambientale degli impianti siderurgici in Italia è diventato molto delicato in relazione alle note vicende dell’ Ilva di Taranto. Le sue emissioni sono state oggetto di continue indagini e perizie (chimiche ed epidemiologiche); per i vertici dell’Ilva sono state ipotizzate accuse di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose. Ricordando la varietà delle sostanze inquinanti studiate (metalli pesanti, materie particolate, rifiuti gassosi, idrocarburi policiclici aromatici, benzene, amianto, diossine, …), e con possibili effetti sulla salute di lavoratori e cittadini di Taranto, ci soffermiamo oggi su una ricerca effettuata nell’ambito degli studi promossi in Italia dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro (ora Inail) e finalizzati a monitorare l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua di falda e di mare nell’area di Taranto, definita nel 1990 dal Consiglio dei Ministri ad elevato rischio di crisi ambientale in quanto “caratterizzata da gravi alterazioni degli equilibri ecologici nei corpi idrici, nell’atmosfera e nel suolo tali da comportare un rischio per l’ambiente e per la popolazione”. La ricerca ha avuto l’obiettivo di studiare l’escrezione urinaria di diversi elementi metallici nei lavoratori dell’ILVA a ciclo integrale e nella popolazione generale di Taranto, per valutare il rischio per la salute da esposizione a elementi metallici e analizzare i fattori che condizionano l' escrezione. Per conoscerne metodi e risultati di questa ricerca è possibile leggere un intervento pubblicato sul numero di ottobre/dicembre 2012 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia: “Valutazione del rischio per la salute da esposizione a elementi metallici nei lavoratori del siderurgico e nella popolazione generale di Taranto (Italia)”, a cura di Leonardo Soleo, Piero Lovreglio, Laura Panuzzo, Maria Nicolà D’Errico, Antonella Basso e Ignazio Drago (Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro “E.C. Vigliani”, Università di Bari “A. Moro”, Bari), Maria Enrica Gilberti, Cesare Tomasi, Pietro Apostoli (Dipartimento di Medicina Sperimentale ed Applicata, Sezione di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale, Università di Brescia, Brescia). L’intervento ricorda che “gli stabilimenti siderurgici a ciclo integrale sono considerati insediamenti industriali ad elevato impatto ambientale di numerosi inquinanti chimici, tra cui elementi metallici, nonostante la continua innovazione tecnologica abbia reso i processi di produzione dell’acciaio nei paesi occidentali sempre più efficienti e meno inquinanti”. Infatti durante la produzione sia di ghisa che di acciaio alcuni lavoratori possono essere esposti “a elementi metallici, quali piombo (Pb), mercurio (Hg), zinco (Zn), manganese (Mn), cromo (Cr), cadmio (Cd), nichel (Ni), rame (Cu), arsenico (As) ed altri”. Inoltre “attraverso le loro emissioni in atmosfera questi stabilimenti siderurgici possono anche determinare un inquinamento dell’aria da elementi metallici che può interessare la popolazione generale che risiede nelle aree abitative circostanti gli stabilimenti”. E la popolazione “può essere esposta a elementi metallici anche indirettamente attraverso l’inquinamento sia del suolo, conseguente alla ricaduta di elementi metallici dalle emissioni in atmosfera dei predetti impianti, che dell’acqua di falda e marina contaminata dagli scarichi dei processi di lavorazione che in essi si svolgono e che possono contenere As, Pb, Cr, Cu, Zn e Ni”. Gli autori sottolineano inoltre che l’esposizione a elementi metallici nei lavoratori degli impianti siderurgici “risulta in genere poco studiata in letteratura rispetto a quella ad altri inquinanti, quali idrocarburi policiclici aromatici (IPA), benzene e diossina”. Dunque l’obiettivo dello studio è stato di studiare “l’escrezione urinaria di As, Cr, Mn, Co, Ni, Cu, Zn, Cd, Sn, Ba, Hg, Pb, Sb nei lavoratori dell’impianto siderurgico a ciclo integrale e nella popolazione generale di Taranto per la valutazione del rischio per la salute da esposizione occupazionale e, rispettivamente, ambientale”. A questo proposito sono stati considerati “49 lavoratori dello stabilimento siderurgico (esposti), che lavoravano nei reparti parchi minerali, agglomerato, acciaieria 1 e 2 e impianti marittimi, e 50 soggetti della popolazione generale di Taranto residente a varia distanza dallo stabilimento (controlli), scelti con criterio randomizzato tra esposti e controlli di un precedente studio condotto nel 2005” (una precedente ricerca su 195 lavoratori maschi e su due gruppi di soggetti maschi della popolazione generale). Veniamo subito ai risultati. I risultati del monitoraggio ambientale - sottolineano ancora gli autori della ricerca - hanno mostrato nei campionamenti di polvere respirabile effettuati sia in postazione fissa che con campionatori personali concentrazioni di As e Cd sempre inferiori al LOD (limite di rivelabilità, ndr), mentre Cr, Mn, Ni, Cu e Pb, sebbene pressoché sempre dosabili, sono risultati 1-2 ordini di grandezza al di sotto dei rispettivi TLV-TWA dell’American Conference of Governmental Industrial Hygienists (ACGIH)”. Per lo Zn, “per il quale non esiste un TLV raccomandato dall’ACGIH, complessivamente solo il 25% delle determinazioni sono risultate superiori al LOD”. Il Mn è risultato l’unico elemento metallico a presentare concentrazioni urinarie significativamente più elevate negli esposti rispetto ai controlli, con valori urinari nei due gruppi comunque contenuti nel range dei valori di riferimento italiani. Co, Cu, Zn, Sn e Sb hanno mostrato concentrazioni urinarie significativamente più elevate nei controlli rispetto agli esposti, mentre As, Cr, Cd, Ba, Hg e Pb non hanno mostrato differenze tra i due gruppi. Il Ni è risultato inferiore al LOD nel 60% dei soggetti dei due gruppi”. Inoltre in considerazione della “pressoché identica eliminazione urinaria di elementi metallici da parte di esposti e controlli è stata studiata la dipendenza dei singoli elementi metallici dalle variabili indipendenti”. Ad esempio età, BMI (indice di massa corporea), anzianità lavorativa, consumo di prodotti caseari, carne, pollame, molluschi e crostacei, fumo di sigaretta, … L’intervento riporta diverse tabelle esplicative, anche con riferimento alla dipendenza di alcuni elementi metallici urinari da variabili indipendenti. I risultati “non hanno mostrato nei lavoratori del siderurgico una escrezione urinaria dei singoli elementi metallici tendenzialmente più elevata rispetto ai controlli; anzi per alcuni elementi metallici (Co, Cu, Zn, Sn e Sb) si è osservato l’opposto e per quelli a maggior rilevanza tossicologica (As, Cr, Ni, Cd, Hg e Pb) non è stata osservata alcuna differenza tra i due gruppi. Questi risultati, pertanto, consentono di ritenere del tutto irrilevante il rischio per la salute da esposizione a elementi metallici di tipo occupazionale per i lavoratori dello stabilimento siderurgico e ambientale per i soggetti della popolazione generale di Taranto residente a varia distanza dallo stabilimento”. E questo secondo gli autori vale “sia per gli effetti tossici degli elementi metallici studiati, che per quelli cancerogeni per gli elementi metallici in grado di provocarli con una relazione dose-risposta di tipo lineare con assenza di una soglia di effetto. Per questi ultimi effetti, non superando essi in alcun lavoratore, con l’eccezione dell’As, il valore del 95° percentile del rispettivo valore di riferimento, non dovrebbe essere attesa alcuna azione concausalmente responsabile nella genesi di tumori di origine occupazionale nei lavoratori e di un eccesso di rischio neoplastico di origine ambientale nella popolazione di Taranto”. In conclusione “non è emerso un inquinamento degli ambienti di vita da elementi metallici di origine industriale, mentre, secondo la ricerca, altri fattori non occupazionali sembrano in grado di condizionare l’intake (assunzione, ndr) degli elementi metallici”. _________________________________________________________________________________________________________________________ “ Valutazione del rischio per la salute da esposizione a elementi metallici nei lavoratori del siderurgico e nella popolazione generale di Taranto (Italia)”, a cura di Leonardo Soleo, Piero Lovreglio, Laura Panuzzo, Maria Nicolà D’Errico, Antonella Basso e Ignazio Drago (Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro “E.C. Vigliani”, Università di Bari “A. Moro”, Bari), Maria Enrica Gilberti, Cesare Tomasi, Pietro Apostoli (Dipartimento di Medicina Sperimentale ed Applicata, Sezione di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale, Università di Brescia, Brescia), in Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, volume XXXIV - n. 4 - ottobre/dicembre 2012 .
La Regione, se si mettono a confronto i dati relativi al primo trimestre delle ultime due annualità, mostra una contrazione del valore delle proprie esportazioni pari a circa il 16%; tuttavia, nell’area del meridione la Puglia è seconda solo alla Campania (per quest’anno si rileva un sostanziale pari merito con l’Abruzzo), ma fa comunque meglio di altre regioni: Liguria (per l’Italia nord occidentale), Umbria (per l’Italia centrale), Sardegna (per l’Italia insulare) rappresentando una percentuale prossima al 2% del totale delle esportazioni nazionali. La composizione delle esportazioni ricalca sostanzialmente gli insediamenti produttivi locali: l’area barese per il mobile imbottito, la meccanica, il tessile, l’abbigliamento, le calzature, l’agroalimentare; il sistema del brindisino con l’areonautica, il navale, il chimico-farmaceutico, l’energetico e l’agroindustriale. I sistemi del foggiano con l’agricolo e degli impianti industriali. Il sistema salentino per il tessile, il calzaturiero, il turismo; infine quello ionico per la ceramica, il polo siderurgico, l’abbigliamento e l’agricoltura. L’Amministrazione regionale, dal suo canto, intende incentivare il flusso delle esportazioni pugliesi, offrendo alle aziende uno strumento in più: uno stanziamento di venti milioni di euro, gestiti da PUGLIA SVILUPPO Spa (cui è demandata la gestione del fondo internazionalizzazione e che agisce da soggetto intermedio nell’erogazione dei finanziamenti ai sensi del Reg. CE n. 1083/06), destinati ai raggruppamenti di imprese, in numero minimo di tre, aventi sede legale in Puglia e costituitesi con contratto di rete o forma consortile, omogenee per settore merceologico, filiera o distretto produttivo e che vogliano spingersi “oltreconfine”, perseguendo una strategia d’internazionalizzazione volta al raggiungimento dei seguenti obiettivi: - Penetrazione commerciale di paesi esteri; - Ricerca di partners commerciali e costituzione reti di vendita; - Stipula di accordi commerciali o industriali; - Creazione di centri servizi integrati. Il Bando è riservato alle aziende che risultino attive da almeno due anni nei settori economici previsti all’art. 3 (cui si rimanda per un’esaustiva lettura), che adottino un regime di contabilità ordinaria, e per cui non sia rinvenibile una situazione di difficoltà economico-patrimoniale, così come previsto dagli orientamenti comunitari. Tra i settori che non risultano ammissibili al beneficio, sinteticamente, quelli di: costruzione navale, siderurgia, alloggio e ristorazione, attività finanziarie ed assicurative, immobiliare, attività di organizzazioni associative, consulenza. Il Bando prevede l’individuazione di un project manager, un soggetto con comprovata esperienza almeno quinquennale nella gestione e nella realizzazione di progetti di promozione internazionale, incaricato di coordinare e gestire le aziende durante tutta la realizzazione del programma. Il finanziamento rientra nella regolamentazione degli aiuti c.d. de minimis , per cui - ai sensi degli artt. 87 e 88 del Trattato CEE, non è cumulabile ad altri aiuti comunitari per un ammontare superiore ai 200 mila euro nell’arco di tre esercizi. Nella fattispecie, l’intensità degli aiuti è pari ad un massimo dell’80% del programma d’internazionalizzazione presentato (che, ad ogni buon conto, deve avere un valore non inferiore a euro cinquantamila e una durata non superiore ai 15 mesi), suddiviso in un contributo in conto esercizio nella misura del 30% dell’investimento, erogato a conclusione del progetto e dopo apposita rendicontazione tecnica e finanziaria, ed un mutuo chirografario a tasso agevolato, sino al 50% del piano, ed erogato in un’unica soluzione anticipata, rimborsabile in rate trimestrali costanti posticipate. Queste le caratteristiche del mutuo: · Importo compreso tra 25 e 125 mila euro; · Durata massima: 5 anni, oltre preammortamento di 6 mesi; · Tasso di interesse: 70% del tasso di riferimento UE Ai sensi dell’art.6 del Bando risultano finanziabili: 1. Le spese di consulenza specialistica, volte ad accertare la pre-fattibilità e la fattibilità del piano purché richieste a professionisti dotati di partita IVA; 2. Spese di pubblicizzazione: materiali promozionali ed informativi, sito internet, ideazione del logo della rete; 3. I costi per la figura del project manager fino a concorrenza dell’importo di euro 50 mila l’anno; 4. I costi per le retribuzioni del personale dipendente specificamente destinato alle attività di realizzazione del programma (non risultando finanziabili, pertanto, i costi generali del personale), inclusi i dipendenti a tempo determinato e part time, purché assunti con il contratto collettivo del settore di riferimento; 5. Le spese per la partecipazione collettiva ad eventi di carattere internazionale e la realizzazione di iniziative promozionali Il termine per la presentazione dei progetti è fissato nella data del 30 settembre 2014. L’Associazione OFFICINE QUOTIDIANE, nell’intendimento di promuovere e diffondere la cultura dell’internazionalizzazione all’interno del tessuto produttivo del nostro territorio intende offrire ai lettori del suo periodico on line, con cadenza quindicinale, guide sintetiche (c.d. schedepaese) dei principali Paesi UE ed extra UE così da informare la aziende interessate sulle opportunità commerciali offerte dai mercati esteri e porre le basi per un più rapido processo di globalizzazione del tessuto aziendale pugliese. Sarà possibile, contattando l’Associazione, richiedere altresì una prima informazione ed assistenza sulla modulistica allegata al Bando in discussione.
In una nota inviata al Commissario Straordinario dell'ILVA di Taranto, al Presidente della Giunta Regionale, all'ARES Puglia ed al Direttore Generale della ASL di Taranto, il Direttore Generale dell'ARPA Puglia Giorgio Assennato informa che il prossimo 21 agosto sarà relatore a Basilea in un convegno organizzato dalla Società Internazionale di Epidemiologia. Il tema della relazione di Assennato sarà "Risk assessment of Taranto (Italia) integrated steel works" è lo spunto per ricordare al Commissario ILVA che il Comitato Scientifico del Convegno non ha evidentemente condiviso il suo giudizio sull'inattendibilità del lavoro svolto dall'ARPA Puglia sulla valutazione del danno sanitario prodotto dall'ILVA. "Mi auguro - dice Assennato nella lettera - che Lei comprenda il valore strategico della trasformazione di atti amministrativi in produzione scientifica per affrontare in modo adeguato la Complessità dei problemi dell'area tarantina. Ciò è alla base - continua la nota - della costituzione del Centro Ambiente e Salute a Taranto, finalmente attivato dopo mie reiterate richieste, al quale l'azienda ILVA si è sempre rifiutata di aderire, nonostante miei pressanti inviti, come avrebbe dovuto fare seguendo i principi di una moderna responsabilità sociale d'impresa. Mi auguro - conclude Assennato, sempre rivolgendosi al Commissario ILVA - che Ella voglia modificare questo sterile approccio negazionista e voglia assicurare il contributo di ILVA allo sviluppo scientifico e culturale del territorio, in piena sinergia con le istituzioni locali".
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