Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1125)

Altra vertenza sul territorio dopo una formazione di 145 lavoratori (ndr. ma è servita veramente a qualcosa?).

 

Il Consigliere Regionale tarantino Gianni Liviano in una nota diffusa alla stampa informa di "aver chiesto ufficialmente al responsabile della task force regionale per l'occupazione, Leo Caroli, di convocare con urgenza il tavolo tecnico, al quale invitare il commissario straordinario per le bonifiche, Corbelli, e il sindaco di Taranto, Melucci, nonchè i rappresentanti dei sindacati di categoria, per discutere, e cercare di risolvere, la vertenza che riguarda i 145 lavoratori ex IsolaVerde".

Il consigliere regionale Gianni Liviano esprime vicinanza ai lavoratori ex IsolaVerde impegnati nel progetto Verde Amico "e per i quali ancora non c'è certezza sul rinnovo dei contratti di lavoro in scadenza il prossimo mese di dicembre. Una situazione che, a mio avviso, va presa di petto senza perdite di tempo. Stiamo parlando - ricorda il consigliere regionale tarantino - di 145 lavoratori che sono stati formati, e poi impiegati, per compiere gli interventi di riqualificazione e ambientalizzazione del territorio ionico così come previsto, appunto, dal progetto Verde Amico, e che potrebbero essere utilizzati, viste le competenze acquisite, nella bonifica di altre zone dell'area di crisi".

Liviano ricorda, poi, come l'idea di utilizzare gli ex IsolaVerde negli interventi di bonifica nacque nel periodo in cui l'esponente tarantino ricopriva l'incarico di assessore regionale. Stiamo parlando del 2015 quando ci furono numerosi incontri con il commissario Vera Corbelli e il capo di gabinetto della Regione Puglia, Stefanazzi.

"Ora - conclude Liviano -, si tratta di dare tranquillità ai 145 lavoratori e alle loro famiglie procedendo alla proroga del contratto, cosa che permetterebbe appunto l'impiego in altri ambiti di recupero ambientale, e di non vanificare, inoltre, il tempo e le risorse economiche impiegate per la formazione degli stessi. Stiamo parlando, per esempio, di 1 milione e 400mila euro che il Comune di Taranto ha già stanziato per far partire il progetto Verde Amico. Per questi motivi ritengo opportuno che venga urgentemente convocato il tavolo tecnico della task force regionale dal momento che governo e Regione sono i principali attori del progetto".

La banca di credito cooperativo pugliese lancia il nuovo logo, il nuovo sito e la nuova immagine coordinata in linea con il gruppo Cassa Centrale Credito Cooperativo Italiano a cui la banca ha aderito.   

https://bit.ly/2njTNop 

E’ stata presentata ieri V
enerdì 4 Ottobre la  Nuova Identità Visiva della BCC di San Marzano di San Giuseppe nella Sala Auditorium della Banca a Grottaglie alla presenza di istituzioni, giornalisti, imprenditori e clienti dell’istituto. Un incontro ricco di spunti e riflessioni sull’attuazione della riforma del credito cooperativo (legge 49/2016) che ha portato all’adesione della banca pugliese, insieme ad altre 83 BCC su scala nazionale, alGruppo Cassa Centrale Credito Cooperativo Italiano, l’ottavo gruppo bancario italiano.  Il nuovo look si inquadra in questo passaggio epocale che la banca ha voluto condividere con la comunità di riferimento, per continuare a valorizzare i principi fondanti del credito cooperativo e il legame con il territorio in cui opera.  Un nuovo logo dunque che sintetizza i valori condivisi della solidità derivante dall’essere Gruppo, della vicinanza alle Persone, dell’appartenenza al proprio territorio della singola BCC. Tre quadrati che si intrecciano e rappresentano l’inclusione, l’unione delle diversità, ma anche le BCC, le Società collegate la CapogruppoSono intervenuti Emanuele di Palma, Direttore Generale BCC San Marzano, Roberto Napoletano, Giornalista e Scrittore, Domingo IudiceCeo Brainpull Agenzia di Comunicazione. Abbiamo scelto di rinnovare il brand per accompagnare il processo di trasformazione in atto con un logo semplice e moderno, efficace soprattutto per l’utilizzo su supporti digitali – ha spiegato Emanuele di Palma - uniformandograficamente l’identità di BCC San Marzano al Gruppo Cassa Centrale. In questo percorso la Banca intende essere protagonista del cambiamento, mantenendo i caratteri distintivi di istituto al servizio del territorio. La nostra missione – ha sottolineato di Palma - è coniugare il valore della relazione umana con gli orizzonti offerti dalla tecnologia, in modo coerente ai principi originari della mutualità, del localismo, dell’ educazione al risparmio e dello sviluppo sostenibile. Continueremo ad investire sulla specializzazione dei nostri collaboratori nel segno della consulenza della personalizzazione dell’offerta, incrementando nel contempo le attività di gestione del risparmio e di erogazione del credito a famiglie e imprese. Resteremo aperti a progetti alternativi in favore di giovani e startup (es. equity crowdfunding) puntando sulla tecnologia per il miglioramento dei servizi. Il Mezzogiorno è una risorsa da valorizzare – ha concluso di Palma ricca di eccellenze che possono diventare una leva importante al servizio del sistema paese.

Sul Mezzogiorno e sulle sue potenzialità il giornalista Roberto Napoletano ha sottolineato che “investire nel Sud Italia significa fare il bene del Paese. Questo territorio deve essere consapevole delle proprie potenzialitàper alzare la testa ed essere all’altezza. E’ molto importante poter contare su banche del territorio, al Sud come al Nord,  che ne sostengano il tessuto sociale ed economico. Le BCC conservano un rapporto vero con il territorio e possano crescere se inserite in una organizzazione più attrezzata, perché usufruiscono dei vantaggi che ne derivano trasferendoli al territorio stesso. E’ necessario però che questa organizzazione più moderna valorizzi il capitale che ha messo in casa. Questo capitale intangibile che va molto oltre il capitale della raccolta e degli impieghi,  è la risorsa che fa la vera differenza”

Domingo Iudice, a capo dell’Agenzia Brainpull, che ha curato la campagna di comunicazione per il lancio del nuovo marchio, neha spiegato i contenuti. “Lo schema del credito cooperativo si rivolge ad un tessuto in cui operano piccole e medie impreseE’uno schema in cui oggi è necessario porsi non solo con nuovi strumenti bancari, ma con un nuovo approccio che parte dalla considerazione che la comunicazione è cambiata e si rivolge ad una piazza globale composta da 31 milioni di italiani raggiuntidai canali social. Le opinioni di consumo per il 60% provengono da stimoli digitali. E su questi canali che la banca indirizzerà i propri sforzi, integrandoli con i canali tradizionali, attraverso una campagna che intende comunicare una realtà che fa parte di un gruppo ma che al tempo stesso sa distinguersi. Un istituto che è in grado di mantenere solido il legame con il territorio, tenendo alta la soglia di attenzione alle singole esigenze per essere “Piu’ di una Banca

Lo comunica Cosimo Borracino assessore allo Sviluppo Economico che ha partecipato oggi in Regione alla apposita riunione.

Al centro dell’incontro la vicenda dei circa 200 lavoratori del gruppo Castiglia di Massafra impiegati presso l'impianto siderurgico di Taranto e, più in generale, di tutto l’indotto ArcelorMittal.

Come preannunciato, ArcelorMittal non si è presentata, sottraendosi al necessario confronto istituzionale.

Si prospetta il licenziamento di centinaia di lavoratori e il passaggio, per altri, dal CCNL del settore Metalmeccanico (che prevede maggiori tutele dal punto di vista del salario e dei contributi), al CCNL del settore Multiservizi,  nettamente meno garantista.

Ciò, nonostante che ArcelorMittal si fosse impegnata, anche attraverso comunicati stampa ufficiali, a garantire nei cambi di appalto la conservazione delle condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori interessati. 

Si tratta di una situazione grave e inaccettabile che anche nella riunione di oggi - ha sottolineato Borraccino- abbiamo stigmatizzato. Convocheremo nuovamente la riunione della Task Force regionale per l'occupazione lunedì prossimo, 7 ottobre, questa volta presso la Prefettura di Taranto, invitando tutti i soggetti interessati, sindacati e imprese, a cominciare da ArcelorMittal.

La Regione Puglia resta al fianco dei lavoratori per garantire loro i diritti e  non permetteremo nessun licenziamento.

La BCC di San Marzano fra le Banche coinvolte nell Importante progetto  finanziario.

 

Con il lancio di NEF Ethical Global Trends SDG, un fondo azionario globale che va ad arricchire la gamma etica di NEF costituita da un fondo obbligazionario e due bilanciati con profili di rischio differenziati, Cassa Centrale porta a quattro i prodotti della linea “Ethical”, che raccoglie ad oggi 600 milioni di Euro (su un ammontare complessivo del fondo di 3,6 miliardi di Euro).

 

Oggi, a Trento, la prima tappa del Roadshow di presentazione del nuovo fondo azionario globale che toccherà entro metà ottobre tutte le sedi territoriali del Gruppo Cassa Centrale.L’offerta di finanza etica – attualmente composta da un fondo obbligazionario (NEF Ethical Total Return Bond) e da due bilanciati (Ethical Balanced Conservative e Ethical Balanced Dynamic) – si arricchisce con uno strumento finanziario innovativo: NEF EthicalGlobal Trends SDG.

Non è casuale la scelta del claim associato al fondo – afferma Enrico Salvetta, Vice Direttore Generale Vicario di Cassa Centrale Banca e Direttore dell’Area Finanza – «Investire nel futuro che vorremmo»Il futuro del pianeta e la sostenibilità del nostro agire sono temistrettamente connessi, e rappresentano le sfide più importanti che tutti dobbiamo porci l’obiettivo di superare negli anni a venire. Le Banche di Credito Cooperativo hanno l’etica nel dna da sempre e il fatto di trasporre questo modo di essere sia facendo crescere in modo sostenibile l’economia dei nostri territorisia ponendo l’eticità come principio alla base del nostro modo di investire, è solo una conseguenza della nostra natura”.

Il nuovo comparto – gestito in delega dalla società di asset management britannica Niche AM – prevede la selezione di aziende che sappiano cogliere i trend innovativi e conformi ai criteri ESG (Environment, Social e Governance). L’obiettivo è favorire la crescita del capitale a lungo termine, investendo principalmente in società quotate nelle borse mondiali, con l’acquisto di azioni emesse da aziende con profili ESG di alta qualità, che contribuiscono al contempo al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) definiti dall’ONU.

“I trend in cui sono coinvolte le società selezionate sono diversi e tutti vitali – afferma Massimo Baggiani, gestore del fondo – energie rinnovabili, smaltimento dei rifiuti, eliminazione di plastica e cemento, riciclo dell’acciaio, lotta contro i tumori, alimentazione responsabile, miglioramento delle condizioni degli anziani, sostenibilità delle cittàmobilità elettrica, nuovi strumenti inclusivi di educazione, miglioramento della comunicazione, trasparenza nell’informazione e molti altri. È su questi cambiamenti che, assieme a NEAM, abbiamo deciso di improntare lo stile di gestione del fondo, affiancandolo ad un rigido approccio fondamentale e value per l’analisi e la selezione delle società e a una strutturazione del prodotto chiara, trasparente e leggibile per l’investitore.

Con il collocamento del nuovo fondo, il Gruppo Cassa Centrale contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite nell’Agenda 2030, il grande piano d’azione firmato dai governi dei 193 paesi membri che mira a risolvere un’ampia gamma di problemi riguardanti lo sviluppo economico e sociale del mondo nei prossimi 10 anni.

Il Gruppo Cassa Centrale si posiziona al settimo posto su scala nazionale per collocazione di prodotti finanziari in questo compartoLe strategie etiche di NEF capitalizzano oggi 600 milioni di Euro (su un totale complessivo del fondo di 3,6 miliardi di Euro) e hanno l’ambizione di diventare sempre più centrali nell’ambito dell’attività di collocamento delle Banche del Gruppo, coerentemente con i principi che governano la mutualità del credito cooperativo.

Grazie alla crescita delle masse nella finanza etica, la società di gestione NEAM non contribuisce soltanto al buon esito dell’Agenda 2030;finanzia anche alcuni progetti di carattere solidaristico a livello nazionale ed internazionale: Il primo – storico – è il sostegno ad una cooperativa che opera sul lago di Garda e che gestisce una barca a vela adattata per poter ospitare persone disabili. Il secondo – su scala internazionale – riguarda la partnership con Save the Children, ormai al quarto anno. Per il 2019 il supporto sarà dedicato a un'iniziativa con la quale la ONG si prefigge di contrastare i fattori che favoriscono la povertà minorile nonché di prevenire la povertà educativa nei contesti di particolare vulnerabilità.

 

"Raggiunta con le organizzazioni sindacali, l'intesa sui criteri di massima utili alla definizione del nuovo bando regionale per le politiche attive del lavoro e i percorsi di formazione e riqualificazione professionale per i lavoratori in cassa integrazione straordinaria e in deroga". A comunicalei l'assessore all'Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo. 

"La chiusura di questo tavolo di confronto e la reciproca soddisfazione nostra e delle organizzazioni sindacali rappresenta un risultato importantissimo per il futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori pugliesi. Grazie a questo Avviso, prossimo alla pubblicazione, le persone in cassa integrazione straordinaria e in deroga potranno seguire percorsi di formazione e riqualificazione professionale fino ad un massimo di 210 ore, percependo anche un sostegno alla frequenza. Penso - continua Leo - ai lavoratori ex ILVA, ai dipendenti ex OM Carrelli, ma anche Mercatone Uno e tutte le altre vertenze che hanno prodotto cassa integrazione". 

"Il tavolo con i sindacati, lungo e complesso, ma anche costruttivo e pragmatico, ci ha permesso di condividere le tempistiche, di individuare coerenza tra i percorsi professionali di ciascuno dei lavoratori e i percorsi formativi che si accingono a seguire, di discutere delle procedure. Un risultato importante per un bando che impatterà direttamente sulla vita di migliaia di persone. Voglio ringraziare - ha concluso l'Assessore - le organizzazioni sindacali per la disponibilità dimostrata ma anche e soprattutto gli uffici regionali della Sezione Lavoro per la straordinaria capacità di elaborare risposte e soluzioni alle complessità che man mano sono emerse durante il tavolo".

A seguito delle nuove problematiche sugli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale) che, come denunciato in più occasioni e da più parti, al momento non sono ancora affidabili  e quindi con possibili gravi conseguenze, anche patrimoniali, per i contribuenti, le nove sigle Sindacali di categoria hanno indetto uno sciopero Nazionale che riguarderà la sospensione di alcune attività così articolate:

1) invio del Modelli F24 (dei soli Commercialisti) dalle ore 24 del giorno 29/09/2019 alle ore 24 del giorno 01/10/2019;

2) Astensione dalle udienze presso le Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali dalle ore 24 del giorno 29/09/2019 alle ore 24 del giorno 07/10/2019.

Le doglianze dei Commercialisti in merito agli ISA sono state anche recepite e condivise dal Garante del Contribuente, che ha chiesto anche interventi normativi urgenti al Governo. In realtà gli ISA, per i quali i Commercialisti chiedono la disapplicazione per l'anno 2018, ovvero il loro utilizzo al solo fine statistici, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso atteso che, ancora una volta, viene disatteso lo statuto dei diritti dei contribuentiI Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili iscritti all'Albo sono 118.639  dislocati su tutto il territorio nazionale per un totale di 238.000 unità occupate; concorrono alla creazione del valore aggiunto nazionale in misura pari allo 0,8% del PIL. I Commercialisti svolgono numerose attività a sostegno e a supporto dell'economia italiana e del sistema produttivo del Paese:

• Su circa 6 milioni di contribuenti circa il 75% di essi adempiono ai propri obblighi fiscali per il tramite del Commercialista;
• Su un gettito fiscale complessivo di circa 178 miliardi di euro, alle casse dello Stato affluiscono circa 134 miliardi di euro per il tramite dell'attività di Consulenza e assistenza fiscale presentata dai Commercialisti.

Altrettanto significativi sono i numeri che riguardano il ruolo di controllo di legalità nelle società di capitali. I dati sopra riportati confermano che i Commercialisti sono utili ai Cittadini, alle Imprese, alle Istituzioni alla Comunità. Pertanto in ragione della loro professione e del loro ruolo nel paese, i commercialisti chiedono anche una serie di azioni sinergiche che mettano al centro:

a) la valorizzazione delle competenze

b) il riconoscimento del ruolo svolto

c) il sostegno ai processi di aggregazione professionale

d) l'intervento sistematico per una effettiva e non solo nominale semplificazione normativa.

“Mi auguro una ampia e diffusa partecipazione attiva alle attività previste dall'estensione collettiva – afferma il presidente dei commercialisti di Taranto Cosimo Damiano Latorre - secondo le istruzioni operative diramate dalle sigle Sindacali di categoria. I Commercialisti di Taranto dicono basta ad una serie innumerevole di provvedimenti normativi ed adempimenti  (alcuni duplicati e altri non utili agli scopi dichiarati) scaricati sulla testa dei contribuenti e dei professionisti che quotidianamente li assistono e chiudono di essere ascoltati dal Governo che molto spesso disattende le loro proposte utili al paese”.

 

 

 

 Sabato 28 settembre, presso l’Hotel Rondò, dalle ore 8 alle 14

 

BARI“Scenari di una professione invisibile”. E’ il titolo del convegno in programma per domani, sabato 28 settembre, a Bari,presso l’Hotel Rondò, dalle ore 8 alle 14. Ad organizzarlo è l’Arco, l’Associazione Revisori Contabili Condominiali nell'ambito del suo primo congresso nazionale. 

Perché l’esigenza di affrontare tale argomento? Tutti credono che il compito dell’amministratore sia solo quello di ripartire e far pagare le spese e far rispettare le regole del condominio, ma non è così. Infatti la Legge 220/2012 che ha sostituito in parte il Codice Civile in materia di condomini stabilisce obblighi e responsabilità da parte dell’amministratore condominiale, che ha, quindi, anche dei doveri.

Non a caso, come ricorda il presidente nazionale Arco, il pugliese Francesco Schena, originario di Mottola (Ta), ma domiciliato a Noci(Ba), “l’Arco nasce con l’intento di assegnare a questa nuova figura professionale un’impronta autentica e distinta da altre professioni. Per costituire l’Arco, infatti, ci sono voluti due anni di ricerche, analisi eimpegno da parte dei suoi ideatori e fondatori, molti dei quali consulenti tecnici d’ufficio dell’Autorità Giudiziaria, tutti accomunati da una pluriennale esperienza, maturata come revisori condominiali, ancor prima dell’entrata in vigore della legge n. 220/2012. 

Quella dell’amministratore di condominio è una figura importante per la gestione degli immobili. Il suo operato è regolato da alcune norme di legge imperative. Tuttavia, resta una figura invisibile. Per comprendere quali potrebbero essere le prospettive o il ruolo ancora più definito di questa figura nel futuro, sono stati chiamati a raccolta, per il primo congresso nazionale Arco, tutti i professionisti della materia. 

Ad aprire i lavori sarà Pierantonio Lisi (Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Bari), che si soffermerà sul tema: “Il rapporto di mandato tra amministratore e condominio alla luce della più recente giurisprudenza”. Seguiranno gli interventi di: Alessandro Gallucci (presidente del Comitato tecnico - scientifico Arco), che relazionerà su “Le criticità del sistema formativo degli amministratori”. E, ancora, Claudio Calì, esperto in comunicazione, che si soffermerà sull’importanza della comunicazione relazionale dell’amministratore di condominio. 

Tra le altre relazioni, anche quelle di Giuseppe Rigotti (BmSchool) e Simona Bastari. A moderare i lavori nel corso della giornata saranno Francesco Schena e il foggiano Maurizio Zichella (pugliese anche lui), rispettivamente presidente e vice presidente nazionali.

Previsti anche interventi per Coa Bari, H2 Software, Alac, Mlt Consulting Group, Confabitare Puglia, Figiac, Valore Aggiunto, Aic, Ap, Unione Nazionale Camere Condominiali, Unicondominio, BmItalia, Assocond - Cdnafi Puglia - Basilicata e Cts Arco.

Prima delle conclusioni dei lavorispazio alla relazione del segretario nazionale Arco Carlo De Silva.

Mino Borraccino - Assessore Sviluppo Economico 
Regione Puglia.
 
 
Stanno maturando le condizioni perché Taranto vada oltre la monocultura dell’acciaio, liberandosi da un destino che sembrava segnato per sempre. 
 
PIANO STRATEGICO PER TARANTO.
Ci stiamo dotando di uno strumento importante per delineare la Taranto futura, in ossequio alla Legge regionale speciale per Taranto promossa dal collega Liviano e che naturalmente ho sottoscritto.
Fino al 10 giugno 2019 è stata attiva la consultazione pubblica sul Piano Strategico per Taranto, promossa da Regione Puglia e ASSET - Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio - in collaborazione con Comune di Taranto. In tal modo cittadini, imprese, associazioni, enti e istituzioni hanno potuto esprimersi sul primo documento di analisi e sugli obiettivi strategici per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio tarantino. 
Così, in forma partecipata, si è giunti a formulare i primi elementi  di una  visione complessiva che punti ad una città di Taranto libera dal carbone, una città che sia porto del Mediterraneo, orientata alla conoscenza, alla cura dell'ambiente, delle persone, al lavoro e allo sviluppo. Gli obiettivi generali sono quelli della rimozione degli ostacoli allo sviluppo socio-economico sostenibile e alla riorganizzazione e diversificazione del tessuto economico per generare nuova occupazione soprattutto per i giovani e per le donne.
 
PORTO.  
La Giunta Regionale ha approvato, nello scorso mese di luglio, la variante al PRG del Comune di Taranto per il nuovo Piano Regolatore Portuale, con precisazioni finali relative agli aspetti ambientali, ai vincoli territoriali, agli aspetti paesaggistici e agli aspetti urbanistici.
L’approvazione di questa Delibera riveste grande importanza, anche in considerazione del fatto che dal 30 luglio scorso la società turca Ylport, una delle più quotate al mondo, ha assunto la gestione dell’area portuale. Si tratta, come è noto, del gruppo che, insediandosi sul molo polisettoriale, succederà ad Evergreen riavviando così l’attività dopo un fermo di alcuni anni. Si darà corso così al riassorbimento graduale delle centinaia di lavoratori già dipendenti di Evergreen.
Nella graduatoria internazionale dei terminalisti, Ylport Holding si colloca al tredicesimo posto per volumi di attività ed è proprietaria del 24% di Cma Cgm, terzo vettore marittimo mondiale per il traffico container.
Dopo l’uscita di Evergreen, Taranto era rimasta fuori dal giro dei grandi vettori marittimi. Oggi Yilport Holding prende in consegna un'infrastruttura completamente rinnovata e ammodernata. Grazie a lavori finanziati dal CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo), la banchina è stata riqualificata. I lavori hanno interessato due tranches, ciascuna da 600 metri, e il collaudo è stato effettuato.
In tal modo Taranto diventa  davvero centrale per l’economia regionale e del nostro Paese.
 
La ZES.
La ZES Jonica interregionale, istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri i primi di giugno scorso, che coinvolge anche la Basilicata, certamente aprirá  importanti scenari di sviluppo economico per il nostro territorio.
Sono previsti infatti benefici fiscali e di semplificazione amministrativa per le imprese che vorranno investire sui 1.518 Kmq dei territori di Taranto, Martina Franca, Massafra, Mottola,Manduria, San Giorgio Jonico,Monteiasi, Statte, Carosino, Faggiano, Francavilla Fontana e Grottaglie, oltre ai comuni della Basilicata. Mentre altri 89 Kmq di territorio saranno assegnati ai Comuni che ne faranno richiesta.
Il Piano di Sviluppo Strategico Z.E.S. Puglia e Basilicata, reso possibile per legge dalla presenza del porto di Taranto e dell'aeroporto di Grottaglie e arricchito dal Centro intermodale di Francavilla Fontana, delinea le prospettive di sviluppo prevedibili per la Puglia, individuando i numerosi settori che ne beneficerebbero, dall’agroalimentare, alla logistica, dalla meccanica e la navalmeccanica al settore aeronautico, dal mobilio al commercio e alle costruzioni. 
Non va sottovalutato, inoltre, lo specifico interesse che può suscitare la Z.E.S. per la Cina e per la cosiddetta “Nuova via della seta”.
E’ stato osservato che il lancio della Z.E.S. interregionale jonica e l’interesse che già manifestano gruppi imprenditoriali nazionali ed esteri per investire in questi territori, non solo nei settori tradizionali dell’industria pesante, della logistica e dell’agricoltura, ma anche del turismo culturale e balneare, che interessa interamente la costa jonica pugliese e lucana, inducono a ripensare completamente la funzione dell’aeroporto di Grottaglie.
 
L’ AEROPORTO.
Indubbiamente lo scalo jonico riveste un ruolo da protagonista per il futuro socio-economico non solo della nostra provincia ma di tutto il Paese.
L’aeroporto “Marcello Arlotta” infatti, dal 2016 è inserito nel Piano Nazionale Aeroporti, nella categoria degli aeroporti di interesse nazionale, è già parte integrante del programma internazionale per la produzione in loco delle fusoliere del Boeing 787, possiede anche tutti i requisiti per diventare definitivamente la piattaforma integrata per la sperimentazione degli aeromobili a pilotaggio remoto. Recentemente abbiamo anche previsto il suo riassetto polifunzionale, finanziato dalla Regione Puglia con ben 7 milioni di euro, che renderà l’aerostazione di Grottaglie fruibile anche dai cittadini con i voli di linea per passeggeri. Questa attività andrà ad aggiungersi a quelle dell’industria aeronautica che a sua volta, alla luce del rilancio delle attività portuali di Taranto, assicurate dalla concessione del terminal container alla grande società turca Ylport, potrà contare sulla crescita quali-quantitativa dei servizi di cargo-logistica, con ottime ricadute occupazionali.
Nello scorso mese di giugno abbiamo partecipato a Parigi alla 53° edizione dell’International Paris Air Show, una delle principali manifestazioni su scala mondiale dedicate all’industria aerospaziale. L’occasione è stata proficua per la Regione Puglia al fine di promuovere le opportunità presenti sul nostro territorio e attrarre, in tal modo, nuovi rilevanti investimenti da parte di soggetti interessati a operare nel nostro territorio.
 
FIERA dell’AEROSPAZIO.
L’appuntamento parigino ha segnato anche un’importante tappa di avvicinamento alla prima Fiera italiana dell’Aerospazio, che si svolgerà presso l’aeroporto di Grottaglie nei primi mesi del 2020, iniziativa alla quale stiamo lavorando di concerto con il Governo centrale, che a partire dal premier Conte e dal ministro Di Maio, ha assicurato il suo convinto sostegno. L’industria aerospaziale rappresenta, oggi, una delle principali voci che concorrono a determinare il P.I.L. della nostra regione, con significativi risultati soprattutto in termini di export che fanno di questo comparto uno dei settori trainanti per la nostra economia.
Ora si tratta di mettere in campo uno sforzo corale per realizzare al meglio le opportunità rese possibili da questa grande novità. Le risorse e le agevolazioni ci sono: gli attori sociali sono chiamati ad approfittarne, sviluppando linee di crescita e opportunità occupazionali. La Regione, e in particolare l’Assessorato allo Sviluppo Economico, darà il suo contributo, mettendo in atto misure di aiuto mirate e cofinanziando le buone iniziative imprenditoriali.
 
FIERA NAUTICA.
Ad  ottobre prossimo, terremo  a Taranto la Fiera del mare con l’obiettivo di sostenere e valorizzare il processo di trasformazione del tessuto socio-economico jonico, le risorse locali, le filiere produttive artigianali, industriali e agro-alimentari legate anche alla Blue Economy e attrarre così investimenti esterni e favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese pugliesi.
Fondamentale altresì è l’aspetto della formazione per i nostri giovani che devono avere più possibilità per completare i loro studi. Come Regione Puglia stiamo lavorando per questo anche grazie alla proposta emendativa del collega Liviano approvata dal Consiglio regionale. 
 
UNIVERSITÀ A TARANTO.
Dal prossimo anno accademico partiranno a Taranto nuovi corsi universitari come quello per la Laurea in Medicina e Chirurgia, e quello Magistrale di Scienze e Tecniche dello Sport. Il mio personale impegno mi vedrà attivo per un’altra buona novità per Taranto: la costruzione della Casa dello studente, importante per favorire quel fermento culturale di cui sono portatori straordinari le nostre giovani generazioni.
Per favorire lo sviluppo di Taranto e della sua provincia, occorre sfruttare in maniera coordinata tutte le potenzialità sopra descritte. Serve una visione di lungo respiro e una grande coerenza nel mettere in campo iniziative e investimenti per superare le attuali condizioni di emergenza (bonifiche, ambientalizzazione, riqualificazione ambientale), per migliorare la qualità della vita, per diversificare l’economia e l’occupazione (economia circolare, ricerca e sviluppo, valorizzazione degli eco-sistemi), per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile (qualità dell’ambiente urbano, energia, ciclo dei rifiuti) e per ridare fiato al turismo culturale, che ha nel Museo Archeologico Nazionale un fulcro centrale, e a quello balneare, che interessa tutta la costa jonica/salentina.
 
 

Il bilancio semestrale dell’istituto di credito pugliese registra un utile netto di 1,6 milioni di euro. Il CET 1 raggiunge quota 22,95%.

 

E’ stato esaminato dal Consiglio di Amministrazione della BCC di San Marzano il bilancio semestrale 2019, che registra una crescita della redditività e della solidità patrimoniale. L’utile netto di esercizio si attesta a 1,6 milioni di euro, segnando +60% rispetto al dato del primo semestre 2018. Aumentano anche i volumi:  gli impieghi, grazie ai finanziamenti concessi a sostegno di famiglie e imprese, superano i 265 milioni di euro con un incremento del  7,5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. La raccolta complessiva segna una crescita del 2,8% attestandosi a 561 milioni di euro. Cresce in particolare la raccolta indiretta (+9,5%) con il risparmio gestito. 
Buone anche le performance sul fronte della solidità patrimoniale: si rafforza il patrimonio netto, attestandosi a 51,345 milioni di euro. Il CET 1 Ratio raggiunge quota 22,95%,  al di sopra dei requisiti regolamentari, testimoniando la sana e prudente gestione di una banca solida al servizio del territorio.
Nel semestre in esame crescono anche margine di interesse e margine di intermediazione, rispettivamente dell’11% e dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2018. Apprezzabile è altresì l'andamento dei costi operativi che scendono del 3,6% rispetto al 30/06/2018, grazie al processo di efficientamento e razionalizzazione della struttura.
La BCC di San Marzano continua a consolidarsi nel territorio di riferimento – ha commentato il Presidente Francesco Cavallo – con un modello di banca basato sulla qualità del servizio e sui principi della mutualità prevalente. Tra i punti di forza della nostra struttura possiamo certamente vantare la consulenza e la specializzazione degli operatori per la soddisfazione di soci e clienti. Anche nel nuovo contesto, continueremo a preservare  il modello originale di banca cooperativa, interpretando con le categorie della modernità il patrimonio economico e di valori che rappresentiamo, con l’obiettivo di generare un circolo virtuoso di sviluppo per l’economia reale”.

Secondo il Direttore Generale Emanuele di Palma “sono risultati positivi in uno scenario di profondo cambiamento per il sistema del credito cooperativo. L’adesione al gruppo bancario di Cassa Centrale è nella sua fase esecutiva e i dati di questo primo semestre confermano la proattività e la solidità di una banca radicata nel territorio e strutturata per affrontare i mutamenti in atto. Continueremo con determinazione il percorso intrapreso,  rafforzando le attività di gestione del risparmio e di erogazione del credito a famiglie e imprese,  puntando su un’offerta sempre più ampia e personalizzata grazie al supporto di un gruppo nazionale forte e solido, come anche sul miglioramento costante del livello di soddisfazione della clientela, attraverso l’attività di consulenza e gli investimenti in tecnologia, come anche in  progetti alternativi (es. equity crowdfunding).

 

LUCA LAZZARO PRESIDENTE CONFAGRICOLTURA PUGLIA: GRAZIE AL CLIMA DEGLI ULTIMI MESI SI PREANNUNCIA UN’ANNATA MAGNIFICA IN CONTROTENDENZA CON I RISULTATI NAZIONALI.

vitigni-Puglia


Alessandro-CandidoAlla vigilia della vendemmia 2019, il Centro Studi di Confagricoltura ha elaborato i dati di produzione di tutte le regioni italiane. E la Puglia si presenta come una delle pochissime aree in controtendenza rispetto all'andamento nazionale. Secondo l'analisi infatti, si prevedono quantitativi ridotti quasi ovunque, con una diminuzione media rispetto al dato nazionale del 2018 del 6%. La Puglia segna invece un + 2,96%. "Se si considera la produzione media degli ultimi anni, siamo sostanzialmente in linea", spiega Alessandro Candido, presidente regionale della Sezione vitivinicola di Confagricoltura Puglia. "Siamo all'incirca sui 9 milioni e 800 mila ettolitri di vino, su una produzione di uva pari a circa 13 milioni di quintali", afferma Candido. E aggiunge: "Dopo il 2017, anno in cui la produzione vitivinicola nazionale ebbe un tracollo, il 2018 è stato l'anno del boom". E infatti, se nel 2017 la produzione nazionale si era fermata a 43 milioni di ettolitri, nel 2018 l'Italia del vino ha superato i 50 milioni di ettolitri, in particolare grazie all'exploit del Veneto. "Nel 2019 - afferma Candido - siamo ritornati sui valori medi di produzione. E la Puglia conferma tutto il suo potenziale".

LAZZÀRO PRESIDENTEIl settore vitivinicolo è di rilevante importanza per l'economia agricola e dell'industria alimentare in Italia. Le aziende con vigneti sono 300mila, con una superficie coltivata ad uva da vino di 652mila ettari, di cui 50mila con cantine di vinificazione, un fatturato di circa 10 miliardi di euro e un valore dell'export di 6.2 miliardi.

Nel primo quadrimestre del 2019 le esportazioni complessive di vini e spumanti sono state di 1,96 miliardi di euro, in crescita del 5,2% rispetto al 2018. La percentuale di crescita più importante è data dagli spumanti, con un + 8,2%, ma aumentano anche del 6% le esportazioni di vini fermi in bottiglia.

"Il lavoro dei nostri viticoltori continua a dare frutti straordinari - afferma Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia - La vendemmia che sta per cominciare preannuncia un'ottima annata. Grazie al clima delle ultime settimane, la qualità delle uve si preannuncia potenzialmente eccellente. Registriamo infatti un grande ottimismo da parte delle nostre aziende".

 

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