Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator
Preferenze sui cookie
Giornale di Taranto - Economia, Lavoro & Industria
Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1712)

I Segretari generali Giovanni D’arcangelo (Filcams Cgil), Antonio Arcadio (Fisascat Cisl), Bruno Bani (Uiltrasporti Uil) denunciano il mancato rispetto degli accordi assunti e sottoscritti con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nel quadro della vertenza finalizzata a garantire la continuità occupazionale e la tenuta del reddito del personale operante negli appalti di pulizia e ausiliari Ex Lsu e Appalti Storici, che nell’area territoriale di Taranto interessa circa 1000 lavoratori monoreddito. Nell’ultimo incontro nazionale le Parti avevano concordato di definire soluzioni atte alla tutela occupazionale e di reddito, antecedentemente all’avvio dei nuovi appalti che avranno luogo con la conclusione della gara CONSIP in corso, per poi proseguire nel confronto fissato per il 23 settembre u.s., successivamente rinviato al 30 settembre p.v. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil registrano, però, fatti e notizie che disattendono gli accordi finora raggiunti per la trattazione di questa delicata vertenza che vede l’attivazione di procedure di licenziamento collettivo per circa 24 mila lavoratrici e lavoratori, dipendenti delle imprese che attualmente gestiscono tale genere di appalti. Tutto ciò, oltre a contravvenire agli impegni assunti dal MIUR, determina un serio pregiudizio alla possibilità di intervenire a fondo ed efficacemente, sulle questioni in trattazione ed evidenzia come la volontà espressa da parte del MIUR di arrivare a soluzioni condivise rischia di rivelarsi, nei fatti, solo un impegno a parole. Perciò le Scriventi OO.SS. di Taranto al fine di sostenere le proprie rivendicazioni in termini di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori Ex Lsu e Appalti Storici, aderiscono allo stato di agitazione proclamato dalle Segreterie nazionali e giovedì 26 settembre a partire dalle ore 9.00 terranno insieme con i lavoratori un sit-in di sensibilizzazione davanti alla Prefettura, in via Anfiteatro, nel corso del quale chiederanno anche di essere ricevute dal Prefetto Mario Tafaro. Frattanto, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil ioniche rivolgono l’appello pressante ai rappresentanti istituzionali, agli amministratori pubblici, ai politici, ai parlamentari del territorio, a condividere gli obiettivi di una vertenza che vede a rischio di licenziamenti, in quest’area, almeno 500 di queste lavoratrici e lavoratori. FILCAMS FISASCAT UILTRASPORTI Giovanni D’Arcangelo Antonio Arcadio Bruno Bani
La cozza tarantina, con le sue peculiarità, la sua potenzialità commerciale e i suoi problemi, è stato l’importante tema di un interclub Rotary organizzato dal Club di Massafra (presidente Donato Sanarico) e al quale hanno preso parte i club di Taranto (presente il “prefetto” Andrea Tortora), quello di Riva dei Tessali (presidente Luigi Severini) e Taranto Magna Grecia (presidente Antonio Biella) e l’assistente del Governatore, Pietro Mastrangelo. Nel salone della masseria Appia Antica, dopo gli interventi dei presidenti, si sono alternati al microfono tre esperti di mitili e un enologo. L’esordio è stato del dott. Gabriele Panzini, veterinario dell’Asl, esperto di analisi dei prodotti alimentari, nonché autore del libro “La filiera della cozza tarantina”. All’attenzione del pubblico non è stata posta solo la nota cozza nera, o mitile edulo lamellibranche o Gallus provincialis, come vogliamo chiamarla, ma tutta la filiera che parte dalla raccolta del seme , all’allevamento, ai passaggi dal Mar Piccolo al Mar Grande, alla raccolta, alla tabulazione (passaggio fondamentale), ai rivenditori autorizzati, fino ad arrivare sulle nostre tavole. Un mitile, il nostro, conosciuto e apprezzato in tutt’Italia e anche oltre , saporito e buon combattente contro il colesterolo, ma anche vittima di ingiustificati pregiudizi. Panzini ha parlato a lungo dei controlli che l’Asl effettua, a mare e a terra, ma ha invitato i consumatori ad autotutelarsi: non comprare cozze non stabulate (quindi senza la retina e il certificato) sui banchetti improvvisati. Meno gradevole il compito del dott. Cosimo Tarquinio, direttore del servizio veterinario dell’Asl, che ha parlato di “Mitili e contaminazione ambientale”. L’inquinamento, ovviamente, esiste, in particolare nel primo seno del Mar Piccolo, ma probabilmente - ad avviso di chi scrive -si è fatto più rumore del dovuto. La mappatura dei campionamenti in Mar Piccolo presenta una percentuale non molto alta di campioni non conformi: sui campionamenti generali, abbiamo 127 campioni non conformi su 1227: il dieci per cento; e gli allevamenti solo 12 su 448. Per gli esperti nel campo della cozza ha concluso il prof. Giovanni Normanno, docente di Scienze agrarie e degli alimenti all’Università di Foggia. Si è parlato della fisiologia del bivalve, ovvero della sua necessità di filtrare grandi quantità di acqua per trattenere microrganismi. Peccato che, così facendo, la nostra amica cozza assorbe anche componenti nocive per l’uomo. . Ha concluso il dott. Giuseppe Bino, enologo, direttore produttivo della Vinicola Amastuola (del rotariano Giuseppe Montanaro), i vini poi degustati col pranzo: Bianco Salento, Bianco Chardonnay, Primitivo e il passito Dolce Vitae. Bino ha affermato che la cozza è un alimento così complesso che è difficile da abbinare. Ma, a seconda che la si mangi cruda o gratinata, ripiena o fritta, si possono abbinare vini più leggeri o più importanti. Il passito, invece, è stato riservato ai formaggi, specie il caciocavallo stagionato. Al fine si sono avuti numerosi interventi, tra cui quello di Lello Basile, componente di commissione distrettuale rotariana, che ha ricordato come Taranto, prima della scoperta del parziale inquinamento del Mar Piccolo , avesse rifiutato il dragaggio dello stesso nonostante i finanziamenti già stanziati dalla Regione. Un esempio di miopia oggi fonte di rimpianti.
Il 30 settembre il Museo Nazionale Archeologico di Taranto chiude temporaneamente per consentire il completamento dei lavori di riallestimento e la riapertura a breve di tutto il I piano e di un piano intermedio. Ancora per il prossimo fine settimana, dal 27 al 29 settembre, le collezioni del MARTA saranno fruibili secondo il seguente orario: Venerdì 27 settembre: dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ingresso consentito fino alle ore 19.00) Sabato 28 settembre: orario continuato dalle ore 8.30 alle ore 23.00 (ingresso consentito fino alle ore 22.30) INGRESSO GRATUITO PER TUTTA LA FASCIA ORARIA DI APERTURA Domenica 29 settembre: dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ingresso consentito fino alle ore 19.00). Sabato 28 settembre, nell’ambito delle “Giornate Europee del Patrimonio”, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e come ultimo giorno del progetto OPEN DAYS promosso dall’Agenzia regionale Puglia Promozione, sarà possibile quindi accedere GRATUITAMENTE alle collezioni permanenti dalle ore 8.30 alle ore 23.00 (accesso consentito fino alle ore 22.30). Durante l’apertura prolungata serale, verranno effettuate visite guidate gratuite, a cura di archeologi della Soprintendenza, alle ore 20.00 e alle ore 21.30. Si richiede la prenotazione telefonica allo 099/4532112. Il prossimo fine settimana è anche l’ultimo per visitare, sempre con ingresso gratuito, la mostra Negli occhi della Gorgone. Il volto di Medusa sulle antefisse di Taranto.
Come da noi annunciato nelle scorse settimane si è tenuta martedì 24 settembre, presso gli uffici della Direzione Lavori Pubblici una specifica Conferenza di Servizi, convocata dal Dirigente, Ing. Aniello Moccia, sul progetto preliminare per la realizzazione dell'intervento relativo alle opere di collettamento delle acque piovane a san Vito, nella zona meglio nota come " doppia curva". Lo svolgimento della conferenza dei servizi ha consentito di acquisire in un'unica soluzione tutti i pareri, i nulla osta e le prescrizioni da parte degli enti convocati alla conferenza stessa, così riducendo i tempi e conseguentemente consentendo all'ufficio di predisporre il progetto preliminare delle opere per l'approvazione in Giunta, sul quale sta già lavorando. E' una significativa tappa a testimonianza della volontà del Sindaco, Dott. Ippazio Stefàno, di affrontare e risolvere tutte le problematiche che ad oggi non hanno consentito di avviare o completare le opere di collettamento delle acque piovane. In questo senso va dato atto che l'Assessore ai Lavori Pubblici, Lucio Lonoce, si è adoperato con gli uffici competenti affinché si possano completare i lavori in questione in tempi brevi e definitivamente.

“Diventa protagonistaDiventa il custode del tuo territorio”. È l’invito di questa ventunesima edizione di Puliamo il mondo,la più grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia da Legambiente. Un week-end green quello tra il 27 e il 29 settembre, che vedrà anche quest’anno tantissimi volontari impegnati per ripulire e recuperare aree degradate e rendere più belle e vivibili le città della Penisola.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, può diventare il protagonista della bellezza del Paese e il custode di un territorio meraviglioso, troppo spesso sfregiato dall’incuria, dall’abbandono e nei casi più gravi dall’ecomafia.

 

 

Anche a Taranto domenica 29 alle 9.00 Legambiente chiama tutti i cittadini a partecipare a Puliamo il MondoSi svolgerà al quartiere Salinella nello slargo tra le vie Lago di Monticchio e Golfo di Taranto e nelle aree adiacenti. Hanno già dato la loro adesione l’associazione Venti del sud, costituita da cittadini residenti nella zona, il gruppo Scout della Parrocchia Santa Famiglia di Nazareth, l’associazione per la Protezione civile di Taranto coordinata da Raffaele Russo.

 

Quest’anno Puliamo il Mondo a Taranto sarà anche l’occasione per inaugurare l’area dove i volontari “faranno pulizia” e cioè lo slargo tra le vie Lago di Monticchio e Golfo di Taranto, sul quale Legambiente, in collaborazione con il CSV, il Comune di Taranto e alcuni sponsor, ha fatto un intervento che può a pieno titolo ritenersi un intervento di rigenerazione urbana.

Ripuliremo quell’area che stiamo trasformando in un bel giardino con giochi per i bambini, panchine e tanti alberi e la inaugureremo ufficialmente alle ore 11.00.

 

Ma puliremo anche le aree limitrofesporcate non solo da qualche cittadino incivile, ma soprattutto dai rifiuti abbandonati dagli operatori del mercato.

 

A tal proposito, chiediamo con forza un intervento del Comuneoccorre infatti vigilare affinché gli ambulanti conferiscano i loro rifiuti negli appositi cassonetti e non li abbandonino in strada e soprattutto occorre dotare l’area di contenitori per la raccolta differenziata affinché i rifiuti prodotti dal mercato e del vicino mercato ortofrutticolo coperto - prevalentemente umido, ma anche tanta plastica e carta – non vadano in discarica ma siano differenziati.

 

Taranto continua ad essere fanalino di coda tra i capoluoghi pugliesi per le percentuali di raccolta differenziata irrisorie: i mercati e i negozi sono luoghi dove è indispensabile la differenziazione dei rifiuti, ma occorre che finalmente questo servizio sia assicurato in tutta la città.

E’ di questi giorni l’annuncio dell’eliminazione dei cassonetti per i rifiuti indifferenziati a Talsano, Lama, San Vito. Quando partirà la raccolta porta a porta negli altri quartieri? E nell’attesa, possibile che non si riesca ad assicurare un’adeguata dotazione di cassonetti per la differenziata in città per consentire ai cittadini volenterosi di non dover fare chilometri per conferire i loro rifiuti differenziati?

 

Rimbocchiamoci le maniche dunque, muniamoci guanti e rastrelli  e incontriamoci tutti alle 9.00 al rione Salinella per la XXI edizione dell’azione di volontariato ambientale più partecipata al mondo e per riscoprire la bellezza del nostro paesaggio.

 

I volontari di Puliamo il Mondo non saranno soli, la loro azione sarà condivisa in tutto il mondo dato che Puliamo il Mondo è la versione italiana di Clean Up the World, la più importante campagna internazionale di volontariato ambientale nata a Sidney, in Australia, nel 1989 e portata poi in Italia nel 1993 da Legambiente.

Il Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, sembra finalmente aver capito il dannoso immobilismo che stava producendo nel comparto dell’agricoltura italiana e si dice ora disponibile ad un coinvolgimento più rispettoso del sistema delle Regioni. Una decisione che anche se molto tardiva deve vederci tutti impegnati per la soluzione di problematiche importanti che riguardano il settore. Come coordinatore di tutti gli Assessori all’agricoltura delle Regioni italiane e come assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia era stato, infatti, costretto nelle scorse settimane a prendere atto del rinvio sistematico di un confronto diretto con il Ministro su temi caldi come l’accordo di partenariato, le politiche della pesca, le decisioni sui regolamenti comunitari che riguardano la nuova PAC, la riforma di AGEA e delle altre agenzie e società vigilate e controllate dal Ministero e altro ancora. Su questi e altre problematiche scottanti del comparto è infatti urgente e necessario conoscere la posizione politica del Ministro e condividerla e discuterla all’interno del sistema delle Regioni su cui purtroppo si riversa la responsabilità delle non risposte. Così mentre noi attendavamo udienza, abbiamo assistito a fatti che dimostrano un atteggiamento antitetico rispetto alle parole e che oggi assumono una connotazione di gravita intollerabile: la proposizione di una legge delega vecchia nei contenuti e che rappresenta un tentativo di usurpazione dei poteri regionali; la costituzione di una agenzia della coesione che tende ad accentrare la definizione ed il controllo dei prossimi programmi d sviluppo rurale in luoghi innaturali rispetto a quelli agricoli ai quali il Ministero e le Regioni dovrebbero cedere competenze proprie, l'immobilismo su Agea con un nuovo commissariamento e senza alcun progetto di riforma, la recente nomina a direttore del capo della sua segreteria politica. Torneremo con fiducia a confrontarci con il Ministro De Girolamo, sperando finalmente di segnare politiche di sviluppo che ridiano centralità a questo comparto e alle imprese e ai lavoratori del settore.
Si è svolta regolarmente in seconda convocazione la mattina del 21 settembre 2013, presso il Centro Polifunzionale di Altamura l'Assemblea dei Soci della Banca Popolare di Puglia e Basilicata con all' ORDINE DEL GIORNO tre punti : 1. Rideterminazione del Consiglio di Amministrazione in n.ro 9 componenti ex art. 30 dello statuto; 2. Nomina n.ro 3 o 5 componenti del Consiglio di Amministrazione in conseguenza delle determinazioni di cui al precedente punto 1; 3. Nomina n.ro 3 sindaci effettivi e n.ro 1 sindaco supplente; designazione del Presidente del Collegio Sindacale. Entrano a far parte dei nuovi organi sociali della BPPB anche due tarantini, si tratta di Antonello Presta, già Presidente dell'Ordine dei Commercialisti ionici, che va a ricoprire il ruolo di componente del Consiglio di Amministrazione, e di Cosimo Damiano Latorre, attuale Presidente dell'Ordine dei Commercialisti di Taranto, quale Presidente del Collegio Sindacale. Due incarichi molto rilevanti sui quali esprime soddisfazione il Consigliere regionale Arnaldo Sala il quale dice che "è la conferma del livello di assoluta eccellenza che gli ordini professionali della nostra città riescono ad esprimere in molti dei loro associati, tale da essere riconosciuto a livello regionale e nazionale. Sono sicuro - prosegue Sala - che i nostri due concittadini riusciranno a contribuire all’ indispensabile opera di promozione e di sostegno dell’economia locale che la Banca Popolare di Puglia e Basilicata svolge da sempre grazie anche alla capillare rete di sportelli presenti sul nostro Territorio. In un periodo in cui la globalizzazione tende a monopolizzare anche il mercato del credito, cercando di ridurre la clientela degli istituti di credito, sia le persone che le imprese, a soli “numeri” di un conto corrente, l’azione di prossimità svolta da una azienda come la Banca Popolare di Puglia e Basilicata deve essere considerata a tutti gle effetti come un presidio a tutela dell’ economia locale e delle nostre famiglie, e come tale deve essere difesa dalla politica e dalle Istituzioni da tentativi di controllo endogeno". Sul rinnovo degli organi societari della BPPB si erano alzate numerose polemiche soprattutto da parte sindacale che criticava la dirigenza di non lasciare libertà di voto nella scelta dei nuovi componenti del CDA. Lo stesso Presidente del CDA, l’avv. Pasquale Caso, che peraltro aveva rimesso il mandato, in ottemperanza alle richieste di una discontinuità nella governance dell'Istituto, a seguito dell'esito della recente ispezione di Banca d'Italia, ha cercato di fare chiarezza e sgombrare il campo da ogni dubbio sulla correttezza del comportamento della Banca proprio il giorno prima dello svolgimento dell'Assemblea. Avendo già rassegnato le mie dimissioni e presentandosi il Consiglio di Amministrazione in gran parte dimissionario, il mio unico e prevalente obiettivo - ha tenuto a precisare l’avv. Caso - resta lo svolgimento della importante riunione assembleare nel pieno rispetto della trasparenza, linearità e correttezza formale e sostanziale". La Banca Popolare di Puglia e Basilicata, uno dei più importanti Istituti di Credito locale può contare su 29.000 soci ed oltre 350.000 clienti con ben 1300 dipendenti distribuiti in tutte le filiali presenti nelle regioni Puglia, Basilicata, Campania e Molise.Nel primo semestre 2013 ha registrato un risultato di periodo al netto delle imposte di 846 mila euro con un incremento dei principali margini gestionali: +38,5% il margine di servizi e +4,3% il margine di intermediazione. La raccolta diretta da clientela si è mantenuta stabile con un orientamento della clientela su forme più liquide. La raccolta globale, ha supera i 6,1 miliardi, e confermato la tenuta dei volumi rispetto all'anno precedente, in linea con gli obiettivi di mantenimento del funding a sostegno dell'attività di impiego e dei margini di liquidità. Gli impieghi sono risultati in lieve flessione, conseguenza della diminuita domanda di finanziamenti nel comparto dei mutui alle famiglie, del sensibile e generale calo delle compravendite di immobili e delle diminuite richieste di credito per investimenti da parte delle imprese. Invariato il patrimonio di vigilanza, mentre il Total Capital Ratio ed il Tier 1 si posizionano rispettivamente all'11,4% e al 7,2%.
Tempo di bilanci: questa estate su 75 uscite in mare effettuate, 65 volte sono stati avvistati i delfini, con una percentuale di avvistamento del 90%: è una ulteriore conferma della presenza stanziale di colonie di delfini nel mare di Taranto. È il dato principale della campagna estiva di monitoraggio della presenza dei delfini nel Golfo di Taranto realizzata dalla Jonian Dolphin Conservation, l’associazione che da oltre quattro anni studia e tutela la presenza dei cetacei nel Golfo di Taranto. In questi mesi nel Golfo di Taranto è stata documentata la presenza di tre specie di delfini: oltre la Stenella striata (Stenella coeruleoalba), una specie comune di delfino che raggiunge i due metri, in più occasioni sono stati avvistati anche il Tursiope (Tursiops Truncatus), impiegato nei delfinari, e il grande Grampo (Grampus Griseus) che può raggiungere i quattro metri. Questa estate ha debuttato “Taras”, il nuovo catamarano da ricerca scientifica della Jonian Dolphin Conservation che, potendo imbarcare fino a 40 persone, ha permesso ad oltre 1.600 persone di vivere, associandosi alla JDC sul sito www.joniandolphin.it, la straordinaria esperienza di diventare per un giorno “ricercatore scientifico” condividendo a bordo di Taras le attività della JDC. Grazie al loro contributo, nonché al sostegno di pochi sponsor che hanno creduto nella Jonian Dolphin Conservation, associazione che non ha un euro di contributo pubblico, questa estate “Taras” è uscito in mare 75 volte realizzando una attività di ricerca scientifica che non ha eguali in tutta Italia. “In questi mesi – spiega Carmelo Fanizza, presidente di Jonian Dolphin Conservation – abbiamo potuto raccogliere un infinità di dati scientifici utili allo studio e alla tutela dei delfini, un’attività resa possibile dal contributo dei nostri associati che si imbarcano su Taras; sono loro che, votandoci e postando entusiastici commenti, hanno piazzato la Jonian Dolphin Conservation al secondo posto nella classifica delle attrazioni censite a Taranto dal sito specializzato Trip Advisor, la prima è il Castello Aragonese”. Ovviamente le attività di ricerca scientifica in mare della JDC continueranno anche nei mesi invernali e, con buone condizioni meteo-marine, anche in ottobre e novembre le persone potranno imbarcarsi su Taras la domenica (www.joniandolphin.it). Nei prossimi mesi, soprattutto, la Jonian Dolphin Conservation realizzerà nuovi percorsi educativi e di sensibilizzazione a favore delle scuole del territorio: sono stati elaborati diversi progetti, differenziati per scuola primaria, e secondaria di primo e secondo grado, che prevedono sia un percorso teorico negli istituti scolastici, sia una serie di uscite in mare a bordo del catamarano da ricerca “Taras” per osservare i cetacei nel loro ambiente naturale (info per le scuole dott.ssa Miccoli Sartori cell. 334.2297904).
Un bel mare, un importante museo, un castello ricco di storia bastano per rendere un luogo turisticamente attrattivo? Non occorre essere esperti di marketing turistico per comprendere che un territorio è in grado di attrarre flussi turistici se è capace di mettere a sistema più fattori: attrazioni naturali e non, ricettività, accessibilità, servizi e immagine. L’offerta turistica di Taranto e del suo territorio provinciale risponde a questi requisiti? Qualsiasi risposta non aggiungerebbe probabilmente nulla di nuovo a quanto non sia stato già detto e ribadito negli anni ai tavoli istituzionali e non. Ciò malgrado le polemiche nelle settimane scorse attorno alla strada regionale Talsano-Avetrana ed in questi giorni all’ aeroporto Arlotta di Grottaglie, riportano in auge il tema della accessibilità, dei collegamenti e delle infrastrutture di fondamentale importanza per lo sviluppo turistico del territorio provinciale. Il tema è stato discusso – quest’oggi- nell’ambito della assemblea di Federalberghi provinciale. In merito al pronunciamento dell’assessore regionale ai trasporti, riguardo al futuro dello scalo aeroportuale di Grottaglie, indicato nel Piano regionale dei Trasporti come scalo cargo (scelta in realtà tutta da discutere, poiché solo il 20% della movimentazione nazionale sarebbe attualmente disponibile), gli operatori contestano la decisone della Regione di escludere l’Arlotta dai voli di linea, pur in presenza di requisiti – la pista più lunga in Italia- che lo renderebbero idoneo ai voli civili. Quanto alla possibile apertura ai voli charter (ma, perché solo estivi?), va altresì evidenziato che sin’ora non sono state messe in campo da parte della Regione Puglia politiche finalizzate ad attrarre nuovi vettori, sullo scalo tarantino e a renderlo competitivo, come si è invece fatto altrove. Tenuto conto che il territorio è fortemente penalizzato (i trasporti ferroviari sono obsoleti, i collegamenti stradali incompleti – la Bradanico/Salentina, Regionale 8 - ), non si comprende per quale ragione ci si arroghi il diritto di effettuare scelte destinate ad avere un forte impatto sullo sviluppo socio-economico del territorio. Per quale ragione chi viene a Taranto o parte da Taranto, o peggio ancora dall’arco occidentale provinciale, deve accollarsi l’onere di raggiungere Bari o Brindisi per poter prendere un volo aereo; tra l’altro Grottaglie potrebbe divenire l’aeroporto di riferimento delle località della dorsale jonica occidentale (calabro-lucana) andando così a migliorare l’offerta regionale e ciò giustificherebbe l’eventuale impegno finanziario. La verità è invece da sempre un’altra: la pervicace resistenza di Aeroporti di Puglia a non spostare di un solo millimetro la leadership di Bari e Brindisi, indifferentemente che si tratti di voli di linea o di charter. Gli investimenti regionali per potenziare i due scali ed attrarre nuovi vettori non sono stati irrilevanti, al contrario riguardo a Grottaglie – ed alla presunta vocazione cargo- ci si è soprattutto riempiti la bocca con parole e progetti non supportati da adeguati investimenti finalizzati a potenziare ad esempio la retroportualità, i collegamenti stradali e ferroviari.
Incontro questa mattina nella sede dell’Istituto Agronomico del Mediterraneo di Bari-Valenzano tra il mondo agricolo territoriale, l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni e una rappresentanza della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo guidata dal Presidente Paolo De Castro. Questa attenzione verso la nostra Regione ci onora e conferma la politica di estrema cautela adottata dalla Commissione nei confronti del mondo agricolo territoriale che rischiava di essere trascinato nel vortice di una PAC troppo squilibrata e favorevole alle imprese e al sistema agricolo e agroindustriale del nord Europa – ha detto l’Assessore Nardoni nel corso dell’incontro – Per questo sento innanzitutto il bisogno di ringraziare pubblicamente tutta la Commissione e in particolar modo il Presidente De Castro e gli europarlamentari che nelle singole commissioni hanno guardato alla Puglia e all’agricoltura dell’area mediterranea con particolare attenzione. Il senso della missione pugliese degli europarlamentari lo chiarisce lo stesso Presidente De Castro che parla di un confronto diretto con il mondo dell’agricoltura che si è inteso difendere alla vigilia dell’ultimo trilogo e della votazione finale della nuova PAC prevista per il prossimo 30 di settembre. L’atto finale di un lavoro che ha visto la Commissione impegnata per ben due anni e che proseguirà nella delicata fase di confronto relativa alle misure transitorie. Siamo nella fase più delicata di questo negoziato – ha dichiarato ancora l’Assessore Fabrizio Nardoni che nel ruolo di coordinatore degli assessori regionali italiani all’agricoltura nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, proprio sul tema nella riunione di Coordinamento svoltasi mercoledì nell’inedita sede della Fiera del Levante di Bari, ha sollecitato un confronto immediato con il Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo. E’ un appuntamento che non si può più rimandare nel tempo – ha sottolineato l’Assessore Fabrizio Nardoni – Perché abbiamo bisogno di norme, regole e tempi certi in quest’anno anno di ponte tra la vecchia e la nuova programmazione, per adeguare gli strumenti, tutelare il comparto e soprattutto rilanciarlo nell’ottica dei nuovi cardini di intervento introdotti dalla PAC 2014-2020, come sostenibilità ambientale e innovazione. Rassicurazioni in tal senso sono giunte dal Presidente della Commissione, Paolo De Castro che ha parlato dell’atto legislativo per le misure transitorie che dovranno mettere in condizione gli Stati membri di adempiere, con tempi e modalità certe, alle indicazioni provenienti dalla nuova PAC. Infine un passaggio dell’intervento dell’Assessore pugliese ha riguardo l’importante strumento del Marchio Comunitario - Prodotti di Qualità di Puglia. Devo ringraziare la Commissione e la relatrice del pacchetto qualità e Marchi d’Area per l’importante sostegno offerto a questo strumento su cui la Puglia sta investendo tantissimo – ha dichiarato – siamo convinti che la tracciabilità, ma anche le importanti premialità che dovremo inserire nei bandi della prossima programmazione in favore delle aziende a marchio, sia sul fronte della promozione che della produzione, rispondano al bisogno di una agricoltura più sostenibile, rispettosa della qualità e della genuinità del prodotto.
Pagina 116 di 123