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Giornale di Taranto - Economia, Lavoro & Industria
Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1712)

'Vendesi intero sistema di imprese edili di Taranto' per 'fine attività'. E' la frase rovocatoria contenuta su una pagina pubblicitaria acquistata dall'ANCE sui quotidiani locali. Una pagina con la quale la sezione Costruttori edili di Confindustria Taranto denuncia una crisi del settore edile che ormai dura a molto tempo e che sta frastornando e facendo chiudere molte aziende a causa del ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione, delle banche che non aiutano il sistema. Infatti la pagina contiene frasi che fanno riferimento proprio a questi problemi: si offrono 'sconti al massimo ribasso, comodi pagamenti in ritardo, zero interesse dalle banche'. E poi in conclusione le responsabilità dei politici e degli amministratori, problemi che vengono condensati in una sola frase:'Astenersi perditempo politici'.
Importante incontro nella tarda mattinata di oggi nella sede della Provincia di Taranto presieduta da SE il Prefetto Mario Tafaro, accompagnato dal Segretario Generale Semeraro, per esaminare la grave situazione che mette a rischio centinaia di posti di Lavoro della società mista Taranto Isola Verde. Alta l'attenzione delle forze politiche e delle istituzioni sul problema. Presenti infatti alla riunione il Sindaco di Taranto Stefàno, i Parlamentari ionici Pelillo, Chiarelli e Duranti, l'Assessore Regionale Nardoni, i Consiglieri regionali Lemma, Pentassuglia, Mazzarano, Sala, il neo Amministratore di Isola Verde. Si vuole arrivare ad una risoluzione della vertenza e trovare soluzioni idonee percorrendo le strade della solidarietà che tuttavia molti lavoratori nei giorni scorsi hanno rifiutato. L'Assessore tarantino Nardoni ha posto all'attenzione l'impegno della Regione per trovare le strade giuste per rassenerare gli animi esasperati dei tanti impiegati e lavoratori della società di servizi della Provincia.
Prosegue la mobilitazione dei lavoratori dell'Inps di Taranto, indetta dalle federazioni nazionali del pubblico impiego di Cgil Cisl Uil e Cisal, per protestare contro il rischio che siano compromessi i servizi di assistenza e previdenza per i cittadini. Dopo l’appassionata assemblea del 2 ottobre, i dipendenti si sono ritrovati nuovamente (con le bandiere delle oo.ss. listate a lutto) in una manifestazione di piazza, avvenuta contestualmente in tutte le città, per denunciare che la mancata riorganizzazione dell’ente e la conseguente bocciatura del piano di riduzione di spesa varato dall’Istituto, possa determinare, attraverso il taglio ai progetti speciali dei lavoratori, una diminuzione del livello dei servizi prestati. Se poi tutti i territori rivendicano una propria unicità non possiamo disconoscere che Taranto, purtroppo, si distingue nel panorama nazionale per la drammaticità del periodo attraversato il che rende indispensabile, proprio in questa fase, garantire un numero sempre crescente e straordinario di interventi assistenziali e previdenziali che possano evitare il disastro sociale. Appare dunque paradossale che l’Amministrazione centrale, che ha sempre eluso il confronto con le oo.ss. sui piani di razionalizzazione dei costi, anziché colpire la spesa improduttiva, gli sprechi, le consulenze, le esternalizzazioni inutili, la gestione insensata del patrimonio immobiliare con enormi sedi vuote mentre si pagano affitti altrove, possa immaginare di intervenire diminuendo produttività e buste paga dei dipendenti. Questa volta no! I lavoratori non lo consentiranno! Come non potranno consentirlo tutti coloro che hanno a cuore il bene comune. Le oo.ss. hanno invece tracciato l’unica ragionevole strada da percorrere per contenere la spesa e migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini, un percorso che passa dall’innovazione delle procedure e dalla valorizzazione del personale. Una strada da percorrere tutti insieme sino in fondo! FP CGIL Lorenzo Caldaralo CISL FP Massimo Ferri UIL PA Cosimo Spinelli FIALP CISAL Francesco Ruggieri
Abbiamo giudicato costruttivo l'incontro avuto in occasione della procedura di consultazione sindacale, presso la Provincia di Taranto, con l’Azienda BSM S.r.l. della Famiglia Caffo, imprenditori del Sud di Vibo Valentia, produttori del “Vecchio Amaro del Capo”. Essa è risultata aggiudicataria della procedura di affitto, presso il Tribunale di Taranto, dell' Azienda produttrice Elisir Borsci San Marzano in liquidazione per fallimento, per la durata di 12 mesi prorogabili per ulteriori 12, con l'impiego di 10 unità su 18 dipendenti e con diritto di prelazione da esercitare sull'eventuale acquisto dell'Azienda fallita. Per le notizie da noi acquisite, il futuro dell' Elisir Borsci sembra incoraggiante in quanto la BSM S.r.l. è un’Azienda ad alta specializzazione ed esperienza nel settore, leader nel Mezzogiorno e tra le prime in Italia. Il piano industriale non possiede il taglio del progetto faraonico però delinea politiche aziendali finalizzate alla rimessa in funzione ed alla ottimizzazione dell’intero ciclo produttivo dell’Elisir Borsci San Marzano, alla valorizzazione del capitale umano, all’eventuale polifunzionalità delle maestranze una volta sottoposte ad adeguata formazione. Non per ultimo, prevede investimenti economici canalizzati alla penetrazione commerciale del marchio storico di Taranto, su un mercato che sarà non solo locale e regionale ma anche nazionale ed europeo. Elemento ulteriore da mettere in risalto, a nostro avviso, come valore aggiunto della consultazione è stata la presenza di Confindustria che è soggetto sociale imprescindibile per la condivisione di politiche di sviluppo e di occupazione sul territorio. Auspichiamo che con la nuova conduzione, la produzione dell'Elisir Borsci San Marzano, a partire dai prossimi mesi, venga finalmente rimessa in gioco con una gestione produttiva che salvaguardi un brand di successo, continui a veicolare l’immagine di Taranto nel mondo e offra le giuste garanzie occupazionali non solo ai 10 lavoratori che verranno impiegati alla ripresa dell'attività. Obiettivo della Fai Cisl è, infatti, quello di puntare al riassorbimento graduale anche delle altre maestranze le quali, in questa fase, non potranno essere impiegate .
Intervento a La Spezia dell’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, nell’ambito del Focus su “La valorizzazione delle aree protette e la sostenibilità ambientale come fattore strategico di sviluppo”, tenutosi agli Stati Generali delle Camere di Commercio italiane sull’Economia del Mare. All’appuntamento a cui hanno partecipato tecnici ed esperti del settore era presente anche il Ministro per l’Ambiente Andrea Orlando. Dobbiamo fare del patrimonio delle risorse locali non delocalizzabili (beni ambientali, patrimonio artistico-culturale, tradizione produttiva agricola, zootecnica, alieutica e agroalimentare di eccellenza) il vero modello di riconversione economica green del nostro Paese – ha detto Nardoni all’assemblea degli Stati Generali – e la Puglia in questo ha già dato prova di grande attivismo sviluppando sia in termini di valori, sia in termini di crescita complessiva, importanti traguardi sul mercato del turismo e su quello delle esportazioni di prodotti agroalimentari. Una metamorfosi – ha spiegato ancora Fabrizio Nardoni – che deve andare oltre l’interpretazione in chiave economica del modello green per essere anche passaggio culturale del mercato e delle comunità. Per Nardoni su queste premesse si aprono, dunque, nuove chance di sviluppo per territori un tempo considerati marginali o compromessi. Io provengo da Taranto – ha detto l’Assessore Nardoni – e lì più che altrove rivedere gli asset di sviluppo economico e occupazionale è un imperativo di sopravvivenza che assegna grandi responsabilità alla futura governance anche della ricorsa mare. Il questo il nuovo FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca) 2014-2020 ci offre importanti linee guida – dice Nardoni – prevedendo una politica marittima integrata, attraverso il principio di regionalizzazione nella gestione della pesca, che pone in primo piano la difesa del pescatore ma anche e soprattutto la tutela del mare.La parola d’ordine è: integrazione. Dobbiamo subito mettere in sintonia la filiera del mare (diporto, pesca, acquacoltura, cantieristica, turismo)- ha sottolinea l’assessore regionale nel suo intervento - anche per non far perdere all’Italia importanti quote di mercato di quello che nello studio di Unioncamere nazionale si preannuncia come il vero volto nuovo dell’economia italiana che nel 2011 ha prodotto 41,3miliardi di euro di valore aggiunto e un bacino lavorativo di circa 800mila unità. Ma da assessore al ramo e da coordinatore nazionale di tutti gli assessori all’agricoltura italiana Nardoni pone sugli scudi soprattutto il mondo della pesca. Occorre guardare con occhi nuovi alla figura del pescatore – ha dichiarato – e in questo credo sia necessario colmare un vuoto legislativo tutto italiano che non rende giustizia del grande lavoro in ambito ambientale svolto da questi operatori del mare. Riferendosi poi al Ministro Orlando Nardoni ha detto: “La legge definisce le attività connesse a quella di pesca ma non include i pescatori nei ruoli di gestione ambientale che pure svolge quotidianamente (pulizia dei porti, dei fondi, ruolo di sorveglianza nelle aree protette), così come non riconosce premialità ad esempio ai pescatori che si impegnano in interventi di acquacoltura biologica, al contrario di quanto avviene per gli agricoltori che in molte misure di sostegno di vedono riconoscere contributi e incentivi per la manutenzione del verde, del paesaggio. Nella crisi del settore della pesca i pescatori italiani, sperando anche in un ritorno al mare da parte delle nuove generazioni, devono poter contare di più su voci che non solo consentano di integrare il reddito ma siano in grado di restituire alla categoria la dignità che merita”.
Per il 2014 e’ indetto il Reclutamento per il 2014, di 7.000 volontari in ferma prefissata di un anno (VFP 1) nell’Esercito (GU 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n.78 del 1-10-2013) ripartiti nei seguenti quattro blocchi di incorporamento: a) 1° blocco, con prevista incorporazione nel mese di marzo 2014, 2.100 posti. La domanda di partecipazione puo’ essere presentata dal 10 ottobre 2013 all’8 novembre 2013, per i nati dall’8 novembre 1988 all’8 novembre 1995, estremi compresi; b) 2° blocco, con prevista incorporazione nel mese di giugno 2014, 1.700 posti. La domanda di partecipazione puo’ essere presentata dal 9 dicembre 2013 al 7 gennaio 2014, per i nati dal 7 gennaio 1989 al 7 gennaio 1996, estremi compresi; c) 3° blocco, con prevista incorporazione nel mese di settembre 2014, 1.700 posti. La domanda di partecipazione puo’ essere presentata dal 10 marzo 2014 all’8 aprile 2014, per i nati dall’8 aprile 1989 all’8 aprile 1996, estremi compresi; d) 4° blocco, con prevista incorporazione nel mese di dicembre 2014, 1.500 posti. La domanda di partecipazione puo’ essere presentata dal 7 luglio 2014 al 5 agosto 2014, per i nati dal 5 agosto 1989 al 5 agosto 1996, estremi compresi. Il 10% dei posti disponibili di ciascun blocco e’ riservato alle categorie previste nell’articolo 702 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e indicate nel modello di domanda di partecipazione pubblicato nel portale dei concorsi on-line del Ministero della Difesa. In caso di mancanza, anche parziale, di candidati idonei appartenenti alle suindicate categorie di riservatari, i relativi posti saranno devoluti agli altri concorrenti idonei dello stesso blocco. Le domande, con indicata la preferenza all’arruolamento per uno specifico blocco, devono essere presentate, entro i termini previsti, secondo la modalita’ specificata nel successivo articolo 4. E’ ammessa la presentazione di domande di reclutamento per piu’ blocchi, purche’ non immediatamente successivi e nel rispetto delle date di scadenza stabilite per ognuno di essi.
L’aumento dell'Iva dal 21 al 22%, preoccupa fortemente il sistema Confcommercio che contro il provvedimento è scesa in campo su tutto il territorio nazionale, allertando le sue sedi regionali e provinciali dove nei mesi scorsi sono state avviate iniziative varie di sensibilizzazione e numerose raccolte di firme. “Il provvedimento – commenta il presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo GIANGRANDE- sembrava essere scongiurato con un decreto che il governo aveva approntato nei giorni scorsi e che poi, a causa della crisi politica è sfumato. Purtroppo dobbiamo prendere atto di quanto grande sia ormai la distanza venutasi a creare tra la classe politica italiana ed i problemi reali del Paese. Nella provincia di Taranto, l’'aumento dell'Iva potrebbe provocare nei prossimi mesi la chiusura di altre imprese commerciali con la conseguente perdita di posti di lavoro. I dati erano già drammatici (899 imprese cessate nel commercio, servizi e turismo nel 1° semestre 2013 ), questi nuovi aumenti -dall’Iva alla Tares, all’addizionale Irpef- incideranno ulteriormente sui consumi e di conseguenza sulla possibilità di sopravvivenza stessa delle imprese. E’ un cane che si morde la coda: la recessione comporterà un calo dei consumi, si calcola di non meno del 7%; se nel solo capoluogo in sei mesi abbiamo perso nel nostro settore 321 imprese, non osiamo pensare allo scenario dei prossimi mesi.” Sul piano pratico non è da sottovalutare l’effetto boomerang di certi consigli elargiti in modo sconsiderato da alcuni (per fortuna pochi) rappresentanti di associazioni di tutela dei consumatori che incautamente richiamano all’ordine i commercianti, invitandoli a non assumere comportamenti scorretti. “Innescare un clima di sospetto è di quanto più negativo possa esservi oggi –commenta Giangrande- è ovvio che l’imposta sul valore aggiunto colpisce ogni fase della produzione, pertanto incide su tutti i costi della filiera; vorrei vedere però quanti sono i commercianti che in un momento come questo si mettono ad aumentare in men che non si dica i prezzi, con l’alibi dell’Iva! E allora evitiamo di dire cose insensate e di ergerci a paladini del nulla
Presso il Comune di Manduria, Cosimo Giannattasio e Giovanni Castellano, coordinatori rispettivamente della Felsa Cisl e della Fivag Cisl, hanno incontrato, nei giorni scorsi, l’Assessore alle attività produttive Annamaria De Valerio per riprendere l’annosa questione del mercato settimanale ubicato presso il sito di via del Giardinello e mai considerato ottimale, né dagli operatori del commercio su area pubblica né dai manduriani. L’Assessore ha introdotto l’incontro relazionando sul progetto di razionalizzazione dei posti commerciali nel sito, tuttavia Giannattasio e Castellano hanno messo in evidenza le difficoltà alle quali sono sottoposti gli operatori che, specie in prossimità del periodo della Fiera Pessima, vengono trasferiti in via Aldo Moro. “Di fatto, questo secondo sito è particolarmente gradito agli stessi operatori tanto da avere, come sindacato, avanzato più volte negli anni scorsi la richiesta che la collocazione di viale Aldo Moro divenga stabile e definitivo tutto l’anno, attrezzandolo con i dovuti servizi” hanno ribadito i rappresentanti della Cisl i quali hanno messo in evidenza anche “le difficoltà cui sono sottoposti i cittadini, legate proprio all’ubicazione del sito di via del Giardinello, che si affaccia sulla circonvallazione, è sempre percorsa a velocità sostenuta, è carente di parcheggi, è ad alto rischio per i pedoni in particolare per le persone più anziane.” Frattanto, avendo rilevato che i collegamenti dei mezzi pubblici, con il sito di via del Giardinello, non sono ancora ottimali, la Felsa e la Fivag hanno proposto l’istituzione di un servizio navetta, ogni martedì nelle ore in cui è operante il mercato. La Felsa e la Fivag, pertanto, hanno proposto “la destinazione definitiva del mercato settimanale al sito di via Aldo Moro, in modo da creare una continuità di servizio stabile ai cittadini, riservando l’area di via del Giardinello come futura area Fieristica, magari per l’intero arco dell’anno.” L’Assessore De Valerio si è impegnata a rivedere la situazione con i tecnici comunali ed a convocare nuovamente le Organizzazioni sindacali, puntando a soluzioni condivise.
“Ho scritto all’assessore regionale alle Politiche del lavoro Leo Caroli - dice Il consigliere regionale del PdL Giuseppe Cristella - auspicando un suo intervento mirato ed efficace per ricercare soluzioni possibili e procedure virtuose per risolvere la drammatica vertenza sindacale, che ha coinvolto ben 250 lavoratori dipendenti della società ‘Taranto Isola Verde SpA’. Inoltre, ho invitato l’assessore a riferire nel prossimo Consiglio regionale sull’azione che il Governo regionale intende intraprendere nei confronti della vertenza lavorativa, in occasione della discussione che riguarderà la crisi occupazionale in Puglia”.
La Vestas di Taranto azienda che produce macchine e impianti per energia eolica chiude lo stabilimento e manda a casa 147 lavoratori . E' questa l'amara conclusione di una vicenda che si trascina da circa tre mesi. Una nuova crisi occupazionale si abbatte su Taranto. Il Ministero dello Sviluppo economico, ha già convocato un incontro a Roma per il prossimo venerdì. Intanto prende avvio la cassa integrazione ordinaria per 13 settimane. Ora si cerca di scongiurare il licenziamento dei 147 dipendenti. Interviene Cosimo Panarelli, segretario Fim Cisl Taranto per il quale la situazione a cui è giunta la vertenza non può più essere gestita localmente". A prendere posizione anche Comune di Taranto che critica le scelte scellerate dell'azienda che pesano gravemente sulla città: Taranto non può più perdere altri posti di lavoro e tanto meno aziende eco-sostenibili alternative alla monocultura dell'acciaio. I Gruppi Consiliari del Comune di Taranto, nell'esprimere solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, ritengono doveroso che la questione oltre ad essere affrontata nella riunione di Venerdì p.v con il Ministro Zanonato e le Organizzazioni Sindacali, sia affrontata nel tavolo inter-ministeriale per Taranto, al quale partecipino attivamente anche i Parlamentari Ionici, essendo la Vestas una realtà economico-produttiva importante per il nostro territorio. I Gruppi Consiliari, inoltre, si aspettano un intervento celere e determinato da parte del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola così come accaduto ultimamente per la vicenda Bridgestone di Bari.
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