Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1493)

Lunedì, 12 Agosto 2013 08:37

L’ANCE DI TARANTO GUARDA AL PORTO

Scritto da
Il Porto di Taranto appare come l’orizzonte più prossimo del processo di integrazione produttiva per la città e la sua provincia ed è per questa ragione che l’ANCE Confindustria, da sempre attenta alle dinamiche dello sviluppo, ha deciso di dotarsi di strumenti di indagine, ricerca, progetto, approfondimento e lavoro che siano in grado di preparare il terreno a impresa e lavoro locale. In quest’ottica va inserita la recente la collaborazione formalizzata tra l’ANCE tarantina e il comandante Michele Conte, già presidente dell’Autorità Portuale di Taranto (nel 2007), vice presidente vicario dell’ASSODIPORT (2002-2005) ex segretario generale della stessa autorità per oltre un decennio e con competenze nel settore manageriale (USL TA/5, AMIU, ITALSIDER e ILVA). Ci siamo dotati della consulenza di un uomo di esperienza che i processi che oggi si determinano in capo al porto di Taranto conosce bene e in parte ha contribuito a costruire – spiega Antonio Marinaro, presidente dell’ANCE ionica – Una figura che speriamo possa consentire al tessuto imprenditoriale tarantino di entrare meglio nelle dinamiche che oggi si stanno sviluppando attorno e nel porto di Taranto: dalla piattaforma logistica, ai programmi di dragaggio a quelli connessi allo sviluppo di attività collegate allo scalo tarantino. Le aziende edili tarantini dunque affinano le armi per competere a pieno titolo e sottrarre ogni tipo di alibi a chi li vorrebbe esclusi. Siamo in grado di sostenere e contribuire a quel processo di diversa industrializzazione dell’area di Taranto – sottolinea Marinaro – e abbiamo chiesto al comandante Conte di capire al meglio la strada da percorre in questa direzione. Le motivazioni di questa collaborazione – spiega lo stesso Conte – hanno come obiettivo la ricerca e l’implementazione di opportunità di intrapresa all’interno del Porto, nel contesto più ampio non solo della logistica ma anche del reimpiego di beni demaniali, soprattutto in materia di progetto di finanza, al fine di creare opportunità di investimento non solo rispetto alle esigue disponibilità di fondi pubblici, ma anche e soprattutto di risorse private.
Sburocratizzare gli iter di approvazione, fare sistema, velocizzare l’esecuzione delle opere, rilanciare e potenziare la struttura, continuare ad operare in funzione dell’occupazione e della formazione e dell’aggiornamento e riqualificazione delle maestranze, avere dati certi su cui operare scelte future, organizzare e gestire la crisi. Sono soltanto alcuni dei concetti che sono stati più volte ripresi dai relatori nel corso del seminario che si è tenuto il 22 luglio scorso su “Quale futuro per il Porto di Taranto”. Una iniziativa voluta ed organizzata dai due Enti Formativi tarantini Magna Grecia Formazione e Formare Puglia che hanno gestito dei corsi di formazione affidati dalla Provincia di Taranto nell’ambito del Por Puglia 2007-2013, Avviso TA/7/2012 Azione 13, denominati “Operatore edile polivalente portuale” e che hanno visto la partecipazione di 40 ex lavoratori in mobilità della società Delta Uno. Un incontro che, per i contenuti espressi e per i risultati finali raggiunti, si può dire abbia raggiunto gli obiettivi prefissati cioè di capire quale ruolo potrà giocare la struttura portuale tarantina nell’ambito delle attività economiche e produttive e quali effetti potrà realmente avere sull’occupazione e sui tanti lavoratori in cassa integrazione e in mobilità. Proprio su questi temi ha aperto i lavori, moderati da Michele Tursi, il Dirigente del settore Lavoro e Formazione della provincia di Taranto Raffaele Borgia il quale ha ricordato il notevole impegno dell’Amministrazione verso la risoluzione delle problematiche legate al Porto di Taranto attraverso una intensa riqualificazione e aggiornamento professionale dei lavoratori e dei tanti giovani disoccupati. Michele Conte, in qualità di esperto delle materiali portali, già in passato prima segretario generale e poi Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, ha invece presentato uno studio attraverso il quale ha dato una serie di informazioni e ricordato l’importanza che rivestono le attività di imbarco e sbarco dei containers nel Porto di Taranto. Conte ha chiesto di valutare attentamente questo aspetto in quanto sono notevoli le differenze in termini economici e lavorativi che ci sono fra considerare il solo transito di un container che crea un volume di 300 euro con 5 unità lavorative impegnate, rispetto ad uno che invece viene lavorato che crea un volume di 2000 euro con 42 unità lavorative impegnate in queste attività. L’intervento di Sergio Prete, Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, nonché di Commissario di Governo per la gestione dei Quattrocento milioni di euro messi a disposizione dallo Stato, si è soffermato sui tempi di realizzazione dei lavori di dragaggio, per adeguare e potenziare il Molo San Cataldo, per realizzare una diga foranea a protezione del moto ondoso, per costruire la Piastra e la vasca di colmata per far refluire i fanghi dragati, per potenziare e sviluppare dei collegamenti ferroviari, per realizzare la strada dei Moli. Il Presidente Prete, dopo aver ricordato il grande lavoro che si sta facendo anche in tema di retroportualità e di affermazione di una vera e propria piattaforma logistica, con i protocolli sottoscritti con aree del materano, ha evidenziato tuttavia alcuni lacci e laccioli che frenano le attività e che in ambito Mediterraneo pongono l’Italia ad uno degli agli ultimi posti. Si tratta dell’annosa questione legata agli iter legislativi ed ai tempi troppo lunghi che occorrono per la realizzazione di opere infrastrutturali, tempi che, in alcuni casi, superano anche i dieci anni al contrario di altri Paesi dove di anni ne occorrono solo 2 al massimo 3. Ha poi annunciato per settembre due novità. La prima è che occorrerà sensibilizzare le aziende che si aggiudicheranno gli appalti ad assorbire quei lavoratori che oggi sono in mobilità e che dopo l’aggiornamento professionale che hanno conseguito, potranno offrire un valido contributo lavorativo, e che, sempre nello stesso mese, sarà presentata una Fondazione denominata Taranto Port International che, senza alcuna concorrenza con Enti formativi e simili, ma con grande spirito collaborativo, andrà ad affrontare aspetti che fino ad oggi erano sconosciuti ai più. Uno strumento operativo che andrà a lavorare sulla scorta dell’esperienza acquisita dal Porto di Valencia in Spagna che ha puntato tutto su questo nuovo organismo per diventare, in pochi anni, uno dei Porti più importanti del Mar Mediterraneo. Per cronaca in apertura si erano registrati i saluti di Luciana Danza e Angelo Lorusso, rispettivamente Presidenti di Magna Grecia Formazione e Formare Puglia, mentre prima di procedere alla consegna degli attestati, si è sviluppato un interessante dibattito che ha visto la partecipazione della Consigliera Regionale Annarita Lemma, del Segretario della Uiltrasporti Franco Castellano, dell’imprenditore Pino Cosmai e del consulente Gianpiero De Meo.
L'area intorno alla Palude Erbara è nuovamente sotto il tiro della Sircom. Come allora, Legambiente ribadisce il suo fermo NO a questa nuova rovinosa colata di cemento.Il progetto va ad interessare un'area, il comprensorio palude Erbara - Salina Grande, interna al bacino idrografico del Mar Piccolo e per questo dai fragili equilibri idrogeologici ed ambientali. Un'area caratterizzata da un complesso ecosistema ambientale e paesaggistico, importante anche sotto l'aspetto faunistico per il passaggio e la sosta di diverse specie protette di uccelli migratori e stanziali. Un'area che va salvaguardata a tutti i costi. Non a caso Salina Grande e secondo seno del Mar Piccolo sono stati riconosciuti siti di interesse comunitario (s.i.c.). Per garantirne la tutela, secondo Legambiente, occorre che siano accorpati in un'area destinata a riserva regionale. Per Lunetta Franco, presidente del circolo Legambiente di Taranto "il progetto costituirebbe un'espansione urbanistica della città del tutto deleteria anche sotto l'aspetto sociale ed urbanistico. Comporterebbe, infatti, un ulteriore consumo di suolo a fini meramente speculativi in una cintura urbana sin troppo dilatata ed ormai difficilmente governabile sul piano dei servizi e del controllo sociale." Per Legambiente, inoltre, la realizzazione del progetto accentuerebbe i processi di spopolamento dei quartieri storici della città e la sofferenza della piccola distribuzione, a sua volta perno della vivibilità di gran parte del contesto urbano consolidato. "Quel che lascia particolarmente perplessi", aggiunge Leo Corvace, del direttivo del circolo "è che in questi anni non si sia ancora messo mano ad un piano regolatore distorto nelle sue previsioni di espansione urbanistica e di incremento della popolazione. Questo ha comportato che si continuasse a costruire a dismisura in periferia ed a stravolgere sempre più l'assetto edilizio originario del centro cittadino". Il pericolo per quest'area non viene infatti solo dalla riproposizione del progetto Sircom, ma anche dalla nuova massiccia cementificazione prevista nel piano particolareggiato attualmente all'esame negli uffici comunali. Legambiente ribadisce la necessità di uno stop senza deroghe all'espansione urbanistica della città e l'urgenza di una politica basata sul recupero urbanistico ed edilizio. Il patrimonio ecologico e paesaggistico va tutelato e valorizzato, non cementificato: a tal fine va allargata la riserva regionale della palude La Vela sino a comprendere la Salina Grande, Cimino e l'area intorno alla Palude Erbara.
Con delibera n. 1435 del 2 agosto 2013, pubblicata sul BURP n. 108 del 06.08.2013, la Giunta Regionale ha adottato il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia. Si conclude così il procedimento avviato nel 2007 dall’Amministrazione Regionale con cui aveva avviato la redazione di un nuovo Piano Paesaggistico - coerente con le recenti innovazioni legislative - con l’obiettivo di realizzare uno strumento capace di riconoscere i principali valori del territorio della Regione, di definirne le regole d’uso e di trasformazione e di stabilire le condizioni normative e progettuali per la costruzione del paesaggio. Il Piano fornisce indirizzi e direttive in campo ambientale, territoriale e paesaggistico ai piani di settore regionale, ai PTCP, ai PUG.
Nei giorni scorsi presso l’Amministrazione Comunale di Brindisi, si è svolto un incontro convocato da Commissario Straordinario di quell’Ente, al fine di illustrare le risultanze dell’attività svolta, relativamente alla società Santa Teresa e alle ricadute sui lavoratori della stessa, a seguito dei tagli previsti dal bilancio della Provincia. Il Commissario ha illustrato le importanti novità emerse in questi giorni, grazie all’incessante azione svolta dalle OO.SS. e dalla CISL in particolare, comunicando che per l’esercizio 2013 l’Ente ha deciso di soprassedere ai paventati tagli e di attingere al fondo di riserva per far fronte alle necessità relative al finanziamento delle attività svolte dalla Santa Teresa. Con l’occasione si è chiarito che lo stato di cose attuali non è dovuto alla gestione ordinaria della società di servizi, che da anni svolge con efficienza il proprio compito, grazie all’impegno dei lavoratori, bensì dai tagli al bilancio della Provincia decisi dagli ultimi Governi, i quali hanno messo l’Ente nella condizione di ridurre i servizi ai cittadini e di conseguenze le attività dei lavoratori. Per ciò che attiene l’anno 2014, il Commissario ha ribadito il massimo impegno a reperire i fondi necessari a garantire servizi e attività, tuttavia ha espresso preoccupazione per la confusione che regna rispetto al futuro dell’Ente ed alle sue competenze. In questo senso ha comunicato di aver avviato contatti con altri livelli Istituzionali, la Regione, onde poter reperire nuovi servizi e quindi garantire al meglio i livelli di sostenibilità economica. Come CISL e FISASCAT abbiamo sottolineato l’urgenza di attivare un tavolo di confronto che, superando la fase emergenziale, delinei strategie utili per il futuro della società, respingendo da subito qualsiasi ipotesi di taglio dei già miseri salari dei lavoratori. Infatti, è fuor di dubbio che la Santa Teresa, indipendentemente dal destino delle Province, dovrà continuare a svolgere il prezioso ruolo sin qui ricoperto, sia per la cittadinanza che per i suoi stessi lavoratori. Si è, quindi, concordato che nel prossimo mese di settembre sarà avviato un tavolo di confronto sulla riorganizzazione e rilancio della Santa Teresa, attraverso approfondite valutazione tecniche e politiche sul destino di una realtà che occupa circa 180 lavoratrici e lavoratori brindisini
Domenica, 11 Agosto 2013 12:11

SUL PIANO CIMINO, L’IDEA DI O.P.E.R.A.

Scritto da

 

 
 
Il dibattito è aperto! Questo lascia intendere una scorsa dei quotidiani locali: ogni giorno un commento sulla vicenda  del cosiddetto Piano Cimino, ossia il Comparto 3,2 in zona Auchan. L’espansione della città (ben 880mila mq tra attività commerciali e nuove abitazioni) sembra voler decollare in direzione est se comprendiamo anche l’altro mega piano della variante della Salinella di 200 ettari.
Il tutto suona perlomeno schizofrenico, in una Taranto dove in tanti si fa a gara a riempirsi la bocca di parole come rigenerazione e riqualificazione, della città vecchia o del Borgo o, a volte, anche delle periferie.  Noi dell’Accordo di cooperazione O.P.E.R.A. (Organizzazione per la programmazione economica e il risanamento ambientale)  riteniamo che, innanzitutto, vada riesaminata tutta la situazione urbanistica di Taranto, compresi affacci a mare negati da oltre un secolo di servitù militari e da attività dissennate di palazzinari che, specie negli anni 60, hanno costruito palazzacci a chiudere la vista del Mar Grande. Va ripensata, questa città bella e ricca di potenzialità, in base a una nuova visione sociale ed economica che faccia più attenzione all’esistente, che andrebbe valorizzato,  non soltanto con interventi estemporanei e nottate di folclore, anche se da ammirare per l’inventiva, ma  col ritorno della gente in abitazioni che parlano la lingua della storia tarantina, per quanto riguarda l’isola, ma anche i palazzi del borgo umbertino.
Se ci si affaccia sull’orizzonte di Città vecchia, molti edifici sono danneggiati irrimediabilmente e addirittura svuotati di muri e pavimenti, con facciate tenute in piedi da putrelle d’acciaio, e rischiano di crollare, come già successo, su ignari passanti.  Fatto salvo naturalmente il fronte antico da rispettare, il malato non può essere tenuto in vita con accanimento terapeutico che non porterà da nessuna parte! Negli ultimi anni, anche il borgo si è svuotato, e la sua popolazione è ormai, in massima parte, costituita da anziani.
Si è mai chiesta l’amministrazione comunale il perché? E quali interventi sono stati messi in opera per fermare il degrado e l’abbandono di questi quartieri (spesso voluto proprio da scelte politiche in assenza di altri rimedi seppur programmabili)? La vicenda inquinamento Ilva pare solo aver dato il colpo di grazia alla situazione già deteriorata.
In vista anche di progetti ambiziosi quale la candidatura di Taranto a Capitale della cultura europea 2019, ci chiediamo,come appare e apparirebbe ai visitatori quest’area: una città fantasma?
Inoltre nei nuovi quartieri si è assistito al sorgere di palazzi come funghi e di zone dormitorio dove collocare, a volte, cittadini che prima animavano le zone centrali quasi ghetti della moderna civiltà industriale. Così si perdono le proprie radici e ci si limita a vegetare avulsi da ogni punto di riferimento tradizionale e. perciò, sicuro.
Se il centro storico piange, di certo non ridono le aree periferiche, come Lama, Talsano e San Vito, che con i loro svariati km di affaccio su uno dei mari più belli della Puglia, soffrono di carenze decennali di servizi, strutture, e del triste fenomeno dell’abusivismo edilizio, oltre che della erosione delle coste, senza alcuna cura da parte di questa e delle passate amministrazioni.
Come Accordo di cooperazione O.P.E.R.A., tornando all’espansione della 3.2, dato che, dal primo cittadino in giù, è largamente condivisa la visione di un contenimento espansivo della città, (espansione, ricordiamo, già bocciata dalla precedente amministrazione), auspichiamo che venga redatto uno strumento urbanistico che elimini la possibilità che tale progetto venga ulteriormente ripescato da ogni nuova amministrazione comunale che si avvicendi in futuro.
Venerdì, 09 Agosto 2013 00:00

II lotto Talsano Avetrana

Scritto da

Preferisce non commentare la notizia, ma l'ANCE Confindustria di Taranto sulla gara di aggiudicazione del secondo lotto della Regionale 8 scrive al Commissario della Provincia di Taranto, prefetto Tafaro, per chiedere lumi e interventi per contrastare quella che definisce "patologica deriva del massimo ribasso".

La gara del secondo lotto della contestata strada provinciale, infatti, sarebbe stata aggiudicata con il 53%di ribasso d'asta al di la' - scrive ancora l'ANCE nella lettera inviata al Commissario Tafaro - di ogni tollerabile decenza e di ogni logica imprenditoriale di equilibrio tra i costi e i ricavi di commessa.

Una gara di circa 18 milioni di euro che l’ANCE alla luce di quanto accaduto, se non dovessero intervenire passi indietro, chiede venga attentamente monitorata nella fase di esecuzione, perché prima o poi bisognerà far emergere la realtà di quelle imprese che decidono di fare le opere con meno della metà delle risorse previste in progetto.
Non sappiamo se abbia pesato l’assenza della politica o la solita fretta – dicono ancora dalla sede di via Dario Lupo – ma ora la misura è colma e chi ha ruoli e responsabilità è tenuto ad intervenire.
In allegato la lettera inviata lo scorso 29 luglio al Prefetto Tafaro e ancora rimasta inevasa.

Apprendo dal consigliere comunale di Palagiano Donatello Borracci che finalmente è percorribile, in tutta sicurezza, l’asta centrale della tangenziale che collega Palagiano con lo svincolo sulla SS 106 Jonica all’altezza di Chiatona.

Anche se i cantieri interessano ancora alcuni svincoli, il completamento dei lavori è comunque previsto entro la fine dell’anno in corso, la percorribilità di questa arteria, anche da parte dei mezzi pesanti, rappresenta una buona notizia per i cittadini dei comuni del versante occidentale della Provincia jonica e per l’economia del nostro Territorio.

Ricordo che i lavori su questa importante arteria di comunicazione, appaltati oltre tre anni addietro dall’ANAS, erano stati interrotti a causa di un “intoppo burocratico”, ovvero la procedura di presa d’atto del fitto di ramo da azienda tra l’appaltatrice originaria e la subentrante; ciò aveva creato non pochi disagi ai cittadini costretti per anni a pericolose gimkane tra numerosi cantieri e deviazioni.

Oltre un anno addietro ero stato sensibilizzato su questa problematica dal consigliere comunale di Palagiano Donatello Borracci che, tra l’altro, aveva evidenziato come questa importante arteria, che raccorda la SS 106 Jonica alla strada statale SS 100 Bari-Taranto, consente da un lato alle popolazioni di Palagiano e dei comuni limitrofi di raggiungere le località balneari durante l’estate, e dall’altro mette in diretto collegamento Taranto e il suo porto con l’autostrada A14, consentendo così ai veicoli di by-passare la zona industriale.

Questa strada, dunque, è strategica non solo per i flussi turistici che possono raggiungere le strutture ricettive sulla costa occidentale, ma anche per i traffici merci che possono prosperare solo in presenza di quella intermodalità logistica garantita da vie di comunicazione  efficienti.

Per questi motivi, raccogliendo l’istanza del consigliere comunale Donatello Borracci, nel giugno del 2012 feci inserire la problematica nell’ordine del giorno di una seduta della V Commissione consiliare regionale; in quella occasione l’Ingegner Nicola Marzi, Direttore del Compartimento della Puglia dell’ANAS, dimostrando tempestività e professionalità, ci informò che i lavori sarebbero ripresi rapidamente in quanto il suddetto “intoppo burocratico” era in via di risoluzione.

Oggi posso dare atto al funzionario ANAS di essere stato “di parola”, tanto che io e il consigliere comunale Donatello Borracci, raccogliendo i frutti di un’azione amministrativa sinergica, tra livello comunale e regionale, annunciamo ai cittadini che possono finalmente percorrere la tangenziale Palagiano-Chiatona.

Visita del Ministro Zanonato oggi pomeriggio all'interno dello Stabilimento ILVA di Taranto. Il Rappresentante del Governo su vuole rendere conto personalmente a che punto sono i lavori per adempiere alle prescrizioni AIA. Scatta quindi in maniera fo

“In coerenza con quanto unanimemente condiviso dal Consiglio regionale, esprimo totale solidarietà agli amici di Marina di Ginosa impegnati in una utile iniziativa contro le trivellazioni dei nostri mari, assolutamente inadatti per le loro caratteristiche ad attività estrattive di alcun genere, pronto ad ogni altro passo che possa cooperare allo scopo.
In questa campagna la Regione Puglia è impegnata in primissima linea. E noi con essa.”
Pagina 106 di 107