Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1289)

 “ArcelorMittal sta chiudendo senza cercare soluzioni per la forza lavoro. E’ arrivato il momento di rivendicare i propri diritti. Per fare questo, però, bisogna essere uniti. Stop alle divisioni tra chi è dentro e chi è fuori”. Lo sostiene il sindacato Usb durante un appuntamento con la stampa a Taranto. Per quanto riguarda i 1600 lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria, ora in cassa integrazione straordinaria, Usb annuncia che “nel pacchetto di proposte che invieremo nei prossimi giorni al Governo, c’è quella che riguarda i lavoratori in cassa integrazione e che prevede la messa a disposizione degli stessi a favore del Comune per porre in essere interventi di pubblica utilità”. “Inaccettabile certamente il comportamento di ArcelorMittal, ma anche quello del Governo”, per Usb, relativamente alla situazione dell’indotto siderurgico, nel quale le imprese rivendicano mancati o ritardati pagamenti da parte di ArcelorMittal. Per il sindacato autonomo, “il Governo deve necessariamente intervenire per spezzare quello che oramai è diventato un ricatto che vede coinvolti migliaia di lavoratori dell’appalto e decine di aziende storiche locali che rischiano il fallimento”. Quanto al nuovo decreto legge Cantiere Taranto annunciato dal premier Giuseppe Conte, Usb lamenta come non vi sia “nessuna risorsa, per esempio,  per la sanità, né misure economiche studiate ad hoc, nonostante la situazione decisamente critica nei diversi ambiti. Per questo motivo, martedì ufficializzeremo le nostre proposte mirate a determinare una svolta per Taranto a 360 gradi”. Per Usb, “il premier Conte ha più volte definito Taranto un’emergenza, ma non è andato oltre le parole”. “Solo due settimane fa - osserva il sindacato - il ministro Patuanelli ha firmato un documento nel quale dice che la fabbrica di Trieste, di dimensioni ridotte rispetto allo stabilimento jonico, inquina, quindi, per quel che riguarda l’area a caldo, va chiusa e dunque riconvertita. Di  conseguenza, vanno ricollocati i lavoratori. A Venezia in solo due giorni sono state trovate le risorse per il problema dell’acqua alta. A Genova stesso impegno per ricostruire il ponte Morandi. E noi? Cosa è previsto per Taranto?”.

ArcelorMittal annuncia ai sindacati metalmeccanici un aumento della produzione giornaliera di ghisa da parte degli altiforni, ma conferma il prossimo passaggio da due acciaierie in marcia ad una sola, la due, così come aveva annunciato qualche giorno fa. Oggi ArcelorMittal, su richiesta dei sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, ha convocato questi ultimi e presentato l’assetto di marcia del siderurgico di Taranto nel primo trimestre 2020. L’azienda - dicono i sindacati - ha comunicato che per i primi tre mesi ci sarà un aumento produttivo di ghisa, rispetto all’ultimo trimestre del 2019, che passerà da 11,5 mila tonnellate giornaliere a 12,5-13 mila tonnellate. Questo il quadro dettagliato fornito da ArcelorMittal. Area Ghisa Materia Prime: viene confermata l’approvvigionamento di 30 mila tonnellate giornaliere in attesa di una realizzazione di progetti che prevedono innovazioni tecnologiche sullo sbarco delle materie prime presso il quarto sporgente. Tali innovazioni - è stato detto ai sindacati - saranno comunicate successivamente alle stesse organizzazioni sindacali. Altiforni: è prevista la marcia dei tre altiforni per una produzione giornaliera di 12,5-13 mila tonnellate. In riferimento ad altoforno 2 è prevista una fermata di 4-5 giorni per effettuare uno shoot creet (rivestimento refrattario). Per altoforno 4 è invece prevista una fermata di 45 giorni nel terzo quadrimestre per la sostituzione degli stessi piastroni di rame. Acciaieria: l’azienda ha comunicato che a seguito del ripristino del convertitore 1 dell’acciaieria 2 (il convertitore fu messo temporaneamente fuori uso dalla esplosione) saranno effettuati dei “test stress” per garantire un numero di 45 colate giornaliere necessarie all’eventuale aumento produttivo. Sul punto però  Fim, Fiom e Uilm hanno  ribadito “la propria contrarietà a nuovi assetti di marcia in acciaieria in assenza di interventi preventivi di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Area Laminazione Laf - Decatreno: ci saranno, ha comunicato ArcelorMittal, 15 turni settimanali fino al 31 marzo.

 

Successivamente, l’impianto si fermerà per circa 4 settimane per poter effettuare delle manutenzioni. Decapaggio: andrà a 15 turni settimanali; Zincatura 2: a 20 turni settimanali; Zincatura 1: la ripartenza, prevista dal 29 gennaio, è slittata di circa 10 giorni per attività di manutenzione. Inoltre, per il Treno nastri 2 si andrà 20 turni settimanali mentre per il Treno nastri 1, al momento, secondo quanto riportato da Arcelor Mittal, “non c’è visibilità sia per assenza di commesse, che per gli attuali assetti di marcia”. Inoltre, circa la Finitura nastri  2, la turnazione rimane invariata mentre per Treno Lamiere-Tubifici Erw Tla, la ripartenza è slittata di 10 giorni circa rispetto alla data prevista del 10 febbraio per problemi riscontrati in fase di manutenzione in merito a dei motori elettrici. Inoltre, ArcelorMittal  ha comunicato ai coordinatori  di fabbrica la possibilità che nelle prossime settimane possano essere acquisite ulteriori commesse per garantire la continuità produttiva. Per Erw è stato specificato che non sono previste al momento ripartenze prima del 31 marzo. Fim, Fiom e Uilm "hanno chiesto  ad Arcelor Mittal per tutti i lavoratori con fermate lunghe di effettuare rotazioni e/o ricollocazioni su altri impianti". Le organizzazioni sindacali hanno, poi, richiesto di ripristinare i progetti di riqualificazione di aree esterne e interne al perimetro aziendale, così come previsto all’interno dell’addendum ministeriale.

   "Tali attività - si evidenzia - dovranno essere effettuate dagli stessi lavoratori per i reparti maggiormente colpiti dalla cassa integrazione ordinaria", prorogata per la seconda volta a fine dicembre per ulteriori 13 settimane per un numero massimo di 1273 lavoratori sugli 8200 dell’organico di Taranto

Le imprese dell’indotto-appalto di ArcelorMittal e Confindustria Taranto effettueranno domattina intorno alle 10 una autoconvocazione davanti alla direzione dello stabilimento siderurgico. Il 'sit in' è per rivendicare il pagamento delle fatture scadute e non ancora pagate dalla committente. Mancato pagamento che sta mettendo in seria difficoltà le aziende. “Chiediamo certezze” dichiara il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro. Lo scaduto non pagato, secondo fonti vicine alle imprese, si riferisce a novembre e dicembre scorsi ed è compreso tra i 20 e i 30 milioni. Già a novembre le imprese e Confindustria Taranto effettuarono un presidio per una decina di giorni davanti alla portineria C della fabbrica, poi rientrato a seguito dello sblocco dei pagamenti.

“Le imprese dell’indotto-appalto siderurgico ArcelorMittal hanno bisogno di certezze e hanno bisogno soprattutto di comunicare all’esterno la loro situazione attuale che è critica”. Lo dichiara all'AGI il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, in merito alla situazione delle aziende che lavorano con lo stabilimento ex Ilva. A distanza di meno di due mesi, torna il problema delle fatture il cui pagamento è in ritardo e per questo le imprese sono in forte sofferenza.

   “Noi - aggiunge Marinaro - siamo consapevoli che la trattativa tra ArcelorMittal, amministrazione straordinaria Ilva e Governo è in un passaggio molto delicato e complicato, e quindi vorremmo lasciare in pace chi in questo momento sta trattando una soluzione, però se non parliamo, se non chiariamo come stanno adesso le imprese dell’indotto-appalto, diamo l’impressione all’esterno che tutto vada bene e invece non è affatto così”.

Nasce da qui, spiega Marinaro, “l’idea di far sentire la nostra voce preoccupata rilanciandola e amplificandola”. Già qualche giorno fa c’era stato un breve sit in di trasportatori all’esterno della fabbrica, iniziativa dalla quale Confindustria Taranto aveva preso le distanze pur riconoscendo che il momento è difficile. Adesso le ipotesi allo studio sono diverse. Si va da una autoconvocazione al Mise (dove una delegazione di imprenditori e amministratori locali c’è già stata a novembre durante la crisi precedente) o alla Regione Puglia, allo scopo di sensibilizzare le istituzioni, ma non si esclude neppure una conferenza stampa a Taranto.

   “Decideremo presto quale soluzione adottare - afferma Marinaro -, la pressione delle imprese è molto forte e vorrebbero fare qualcosa di eclatante”. In ogni caso non sarà ripetuto il presidio con i mezzi dei trasportatori effettuato per una decina di giorni a novembre davanti alla portineria C della fabbrica. Presidio poi tolto a fronte dello sblocco dei pagamenti riferiti all’autunno.

   Circa le cifre che l’indotto-appalto rivendica per lavori e forniture nei confronti del siderurgico, Marinaro parla di mancata copertura di un periodo che va “dai 2 ai 3 mesi. Parliamo, come cifre in gioco, di 30-40 milioni, più o meno nell’ordine di 15-20 milioni al mese”. Somme attese per le quali Confindustria Taranto, da alcuni giorni, ha aperto "un'interlocuzione" con l’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli. 

Le imprese associate a Confindustria Taranto intendono effettuare a breve una autoconvocazione presso la sede della Regione Puglia o del Comune di Taranto per rappresentare alle due istituzioni lo stato di difficoltá in cui versa l’indotto-appalto che lavora col siderurgico. Lo si è deciso stasera in una riunione. Le imprese, da quello che si apprende da fonti Confindustria Taranto, lamentano nuovi ritardi nei pagamenti delle fatture relative a lavori e forniture. Ci sarebbe lo scaduto di dicembre che alla data del 15 gennaio non è stato ancora pagato. A ciò si aggiunge anche lo scaduto di novembre, in pagamento il 15 dicembre, che non risulterebbe ancora tutto saldato. Da fonti Confindustria Taranto si manifesta tuttavia fiducia circa lo sblocco a breve dell’empasse perché è in corso, si spiega, una “interlocuzione” con l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, che avrebbe assicurato alle imprese l’attenzione sua e dell’azienda committente circa l’effettuazione dei pagamenti.  Probabilmente - aggiungono le fonti Confindustria Taranto - i ritardi attuali dipendono da alcune cause congiunturali. 

 

Tra queste cause, la trattativa in corso tra amministrazione straordinaria Ilva, ArcelorMittal e Governo circa il riassetto e il rilancio del gruppo - proprio oggi c’è stato un nuovo incontro tra le parti -, e il rinnovo di tutta la squadra manageriale della prima linea dello stabilimento deciso dalla stessa Morselli e operativo da oggi. Questo, si spiega, potrebbe aver portato il management a concentrarsi in questa fase su altri temi. Rispetto a novembre scorso, quando per protestare per i mancati pagamenti, le imprese decisero di effettuare un presidio di protesta all’esterno della portineria C della fabbrica - presidio che comunque assicurò le attività essenziali dello stabilimento -, stavolta non verrebbe ripetuta la stessa iniziativa ma si ricorrerebbe appunto all’autoconvocazione presso le sedi istituzionali per coinvolgerle e sensibilizzarle sul tema. L’autoconvocazione dovrebbe avvenire a breve. A novembre il pressing delle imprese da un lato e dall’altro l’intervento di Regione Puglia e Comune di Taranto, col governatore Michele Emiliano e il sindaco Rinaldo Melucci, consentì di sbloccare la situazione dopo una decina di giorni di presidio della portineria. Presidio al quale parteciparono anche gli autotrasportatori con i loro mezzi che lavorano per il siderurgico. 

 

«Un’operazione magistrale da parte dei Carabinieri di Castellaneta: ai militari dell’Arma vanno il nostro plauso e i più sentiti ringraziamenti per gli esiti dell’Operazione San Diego: sapere assicurati alla giustizia gli autori di una serie incredibile di furti e razzie a danni degli imprenditori agricoli di una vasta area del Tarantino è un motivo di grande sollievo».

È Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a esprimere la soddisfazione della declinazione territoriale CIA Agricoltori Italiani della Puglia per l’operazione dei Carabinieri conclusa con successo nelle ultime ore.

Sulla stessa lunghezza d’onda, le dichiarazioni di Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari.

«Abbiamo segnalato più volte, negli ultimi mesi e ancora prima, l’inquietante escalation di fatti criminosi avvenuti in tutto il Tarantino a danno di decine di imprese agricole. L’operazione di intelligence e controllo sul territorio compiuta dalle forze dell’ordine, unita alla collaborazione di tanti imprenditori agricoli, ha portato a un risultato davvero importante».

La sicurezza nelle campagne è una questione che sta particolarmente a cuore alla CIA Due Mari, come dimostrano gli appelli, le lettere ufficiali, gli incontri e l’interlocuzione continua dell’organizzazione sia la Prefettura che con le forze dell’ordine. Un lavoro che va avanti da anni, sostenuto anche dalle segnalazioni sempre più numerose delle aziende del comparto primario.

Le persone arrestate e quelle oggetto dei provvedimenti emessi in seguito all’Operazione San Diego, secondo quanto accertato da Carabinieri e Magistratura, per mesi hanno messo a segno ripetuti furti di macchine e attrezzature agricole, carburante per autotrazione, furti all’interno delle abitazioni rurali e dei fabbricati a servizio delle attività produttive.

Cia Due Mari aveva segnalato un aumento preoccupante dei furti e, di conseguenza, la crescita di un profondo malessere tra gli imprenditori e le famiglie che vivono esclusivamente e onestamente del loro duro lavoro nelle campagne.

«Quest’ultima operazione dà un segnale incoraggiante sulla presenza dello Stato nelle aree rurali e sull’efficienza dell’operato delle forze dell’ordine – ha aggiunto De Padova – Al plauso a Carabinieri e magistrati, vogliamo accompagnare il nostro rinnovato appello a tutti gli agricoltori: collaboriamo con le forze dell’ordine, continuiamo a denunciare ogni tentativo di intimidazione, estorsione o ritorsione da parte della criminalità organizzata, facciamo in modo che l’azione di chi è chiamato a indagare e a reprimere il malaffare sia supportata da un’intera comunità».

«L’auspicio è che nel 2020, come abbiamo sempre chiesto, il governo sostenga con ancora più forza la necessità di implementare mezzi, risorse economiche e umane per garantire la sicurezza nelle zone rurali, dove migliaia di imprese agricole producono eccellenze, sviluppo e posti di lavoro», ha concluso Vito Rubino.

ArcelorMittal ha convocato per il 29 gennaio alle 11 i sindacati metalmeccanici per fare il punto della situazione sugli assetti produttivi della fabbrica. Erano stati i sindacati giorni fa ad avanzare la richiesta allo scopo di avere una mappa aggiornata su impianti in attività, produzione realizzata, ordini di lavoro, gestione della cassa integrazione, prospettive di mercato. Oggi, intanto, è stato il primo giorno di rimessa in marcia dell’acciaieria 1 dopo che l’azienda il 20 gennaio aveva deciso di fermarla sino a fine marzo per produrre solo con l’acciaieria 2. ArcelorMittal ha dovuto rivedere la situazione perché all’alba di ieri tre esplosioni - senza feriti - hanno interessato l’impianto di trattamento gas a servizio del convertitore 1 dell’acciaieria 2,uno dei tre dell’inpianto, motivo per cui il piano aziendale di concentrare tutto sull’acciaieria 2 non è stato più possibile.

 

Sono in corso gli accertamenti tecnici per capire l’origine dell’esplosione. I danni, a quanto pare, potrebbero essere riparati in un paio di settimane. E quindi sino ad allora il siderurgico continuerà a marciare con le due acciaierie, 1 e 2. Solo successivamente si vedrà se si tornerà al piano comunicato il 20 gennaio, cioè una sola acciaieria, la 2, in funzione, visto l’attuale basso livello di produzione della ghisa (11.000-11.500 tonnellate al giorno) e le difficoltà esistenti sul fronte dell’approvvigionamento delle materie prime. ArcelorMittal ha intanto notificato un provvedimento disciplinare al lavoratore che manovrava il convertitore interessato dall’incidente di ieri. Si suppone che l’azienda attribuisca al lavoratore una qualche responsabilità per l’accaduto. I sindacati intanto dichiarano che a loro l’azienda non ha notificato nulla, nè gli ha informati, nè nell’incontro di ieri mattina, per un primo punto di situazione, ha fatto riferimento ad eventuali responsabilità degli addetti. Adesso, in base alla prassi, sarà il lavoratore interessato a rivolgersi al sindacato ai fini della risposta da fornire all’azienda nei tempi prefissati. 

Per un guasto, è fermo da questa mattina il convertitore 1 dell’acciaieria 2. Si tratta dell’acciaieria che da domani, secondo i piani di ArcelorMittal, avrebbe dovuto concentrare la produzione con lo stop dell’acciaieria 1. Ad uno dei tre convertitori della 2,  si è verificato un problema tecnico all’impianto di trattamento del gas. Il blocco del convertitore 1 dell’acciaieria 2 ha spinto ArcelorMittal ad organizzare già da questa mattina la ripartenza dell’acciaieria 1 che era stata fermata già oggi a conclusione del terzo turno, quello che comincia alle 23 e termina alle 7 del mattino.

 

Avviato anche il richiamo del personale dell’acciaieria 1 che era stato collocato in cassa integrazione o diversamente ripartito in fabbrica. Secondo notizie di fonte sindacale, a questo punto lo stop dell’acciaieria 1 è temporaneamente sospeso. L’acciaieria 1 doveva fermarsi da domani sino a fine marzo e i 477 dipendenti sarebbero stati distribuiti tra cassa integrazione ordinaria (250) e acciaieria 2 e presidio tecnico della 1 (222). ArcelorMittal ha motivato la scelta di marciare solo con l’acciaieria 2,usando i tre convertitori di cui dispone, perché attualmente c’è un basso livello di produzione di ghisa: dalle 11mila alle 11.500 tonnellate al giorno. Questo rende sufficiente l’attività di un solo impianto. Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno contestato la scelta di ArcelorMittal chiedendone lo stop visto che è tuttora in corso la trattativa sul riassetto dell’Ilva e non c’è ancora un accordo condiviso tra le parti, nè i sindacati sono stati ancora convocati al tavolo di trattativa. Ieri le rls dei sindacati avevano anche denunciato che in acciaieria 2 ci sono perdite d’acqua in determinati punti e questo può determinare dei rischi per i lavoratori addetti.

 Lo stabilimento siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva, di Taranto, di nuovo sotto pressione. Il guasto verificatosi stamattina all’acciaieria 2, ha messo fuori uso il convertitore numero 1, è stato preceduto da diverse deflagrazioni all’impianto IDF a servizio dello stesso convertitore. Lo dicono Fiom Cgil e Uilm. Si sono aperti diversi squarci alle tubazioni - affermano le due sigle sindacali - nei pressi del pulpito stiring, “laddove - si sostiene - c’è transito di personale per le normali attività di affinazione"

 

 

L'IDF è un impianto che serve a trattare  il gas. I delegati sindacali parlano di panico tra i lavoratori in quel momento in servizio all’impianto. Proprio domani l’acciaieria 2 doveva assorbire temporaneamente sino a fine marzo l’attività dell’acciaieria 1 che sarebbe stata fermata. Invece quanto accaduto ha spinto l’azienda a rivedere tutti i piani: stoppato per ora la fermata dell’acciaieria 1 è richiamato il personale che nel frattempo era stato avviato alla cassa integrazione, 250 su 477 addetti. Nei programmi aziendali, l’acciaieria 2 avrebbe dovuto marciare con tre convertitori ma il guasto ad uno di essi, lo ha messo fuori uso, e ArcelorMittal, sebbene abbia un basso livello di produzione della ghisa (11.500 tonnellate al giorno) non può marciare solo con due convertitori. È in corso una riunione tra sindacati e azienda per valutare l’accaduto. I sindacati chiedono ad ArcelorMittal di sopprassedere alla fermata dell’acciaieria 1 perché la fabbrica, nello stato in cui sono gli impianti, e con l’assenza di manutenzione, non può reggere che si carichi tutto sull’acciaieria 2. 

Avvio della prima giornata sabato 25 gennaio 2020 -  alle ore 9.30 nella sala Monfredi della Camera di Commercio. 

CORSO DI DIRITTO E CONTENZIOSO TRIBUTARIO

NOVITA’ FISCALI 2020 - PROSPETTIVE DI RIFORMA

 

Introduce i lavori

 

Dott. Cosimo Damiano Latorre -  Pres. ODCEC Taranto (nella foto)

Dott. Francesco Menna – V. Pres. Sez. VI – Pescara 

 

Saluti 

 

Dott. Lanfranco VetronePres. Corte d’Appello Lecce

Dott.ssa Anna de Simone          Pres. Tribunale di Taranto

Dott. Michele AnconaPres. CTR Puglia

Dott.ssa Fulvia MisseriniPres. ANM Sez. Taranto

Avv. Stefano FumarolaPres. Camera Tributaria Taranto

Avv. Fedele MorettiPres. Ordine Avvocati Taranto

Dott. Giovanni PrudenzanoPres. Ordine Consulenti Lavoro Taranto

 

Relatori 

 

Prof. Antonio Uricchio - Dott. Vincenzo Busa  Dott. Lucio Luciotti

 

 

                                                  DOCENTI E COORDINATORI 

 

 

                            Dott. Raffaele Graziano                       Dott.ssa Lucia Isceri

                           Dott. Remo Epifani                               Avv. Stefano Fumarola

                           Dott. Lucio Luciotti                              Dott.ssa Fulvia Misserini

                           Avv. Stefania Montanaro                      Avv. Fabrizio Lamanna

                          Prof. Nicola Fortunato                          Dott. Cosimo D.no Latorre

                          Dott. ssa Antonella Montanaro             Dott. Francesco Menna

                           Avv. Giuseppe Rinaldi                          Avv. Roberto Rochira

                           Dott. Vito Montanaro                            Avv. Maurizio Villani

 

 

Le lezioni si terranno presso la sede della Camera di Commercio di Taranto – Sala Monfredi.

 

PROGRAMMA DEL CORSO 

 

I MODULO   

DIRITTO E PRATICA TRIBUTARIA 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì

31 Gennaio 2020

 

ore

16:00/19:00

IL DIRITTO SOSTANZIALE  

– Principi di interpretazione della Corte di Giustizia e della CEDU in materia fiscale.
– Accertamento e contraddittorioendoprocedimentale
– Elusione e abuso del diritto
– Estinzione della società, effetti sul piano sostanziale e processuale
– Iva: campo di applicazione e operazioni escluse. Operazioni imponibili ed esenti; l’obbligo di fatturazione e le frodi; novità legislative e giurisprudenziali.
– Accise e dazi doganali: le imposte doganali; codice doganale dell’Unione.
– L’imposta di registro: presupposto e soggetti passivi; base imponibile. Liquidazione e riscossione; interpretazione degli atti. Presunzioni e misure antiabuso.
– Tributi locali: l’Irap; i tributi locali e provinciali; le imposte di fabbricazione e di consumo.

 

 

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Sabato

1 Febbraio 2020

 

ore

09:30/12:30

IL PROCESSO – 1^ PARTE

– L’applicazione delle norme UE nel dialogo tra le Corti; 
– i progetti di riforma della giustizia tributaria.
– le norme del c.p.c. applicabili al processo tributario;
– la definizione delle liti pendenti ex art. 6 D.L. n. 119/2018;
– giurisdizione tributaria e atti impugnabili; 
– l’esecuzione in pendenza di giudizio; 
– la tutela cautelare nei due gradi di giudizio
– reclamomediazioneconciliazione
– le partiil litisconsorzio
– mezzi di prova
– sospensione, interruzione ed estinzione del processo; 
– sentenzagiudicato e ottemperanza

 

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Venerdì

7 Febbraio 2020

 

ore

16:00/19:00

 

IL PROCESSO – 2^ PARTE

– I rapporti in materia di circolazione delle prove tra i processi tributario e penale; 
– il giudizio di appello
– il giudizio di cassazione
– il giudizio incidentale di legittimità costituzionale; 
– il processo avanti alla Corte di Giustizia.

 

 

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Sabato

Febbraio 2020

 

ore

09:30/12:30

 

                 LE SANZIONI – 1^ PARTE

– la riforma delle sanzioni amministrative tributarie; 
– il sistema sanzionatorio amministrativo e penale;
– Le sanzioni amministrative:
– concorso, responsabilità del professionista e autore mediato;
– i procedimenti di irrogazione; autore materiale e responsabili in solido;  
– la fattispecie di illecito; le cause di non punibilità; estinzione dell’illecito e della sanzione; 
– il giudizio di impugnazione dei provvedimenti sanzionatori; sanzione pecuniaria e sanzioni accessorie. 
– Concorso, progressione, continuazione e recidiva.

 

 

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Venerdì

14 Febbraio 2020

ore

16:00/19:00

 

            LE SANZIONI – 2^ PARTE

 

– reati:
– la disciplina del reato; i reati in materia di dichiarazione; occultamento e distruzione dei documenti contabili. 
– Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Omessi versamenti; sanzioni principali e accessorie. 
– La confisca per equivalente; rapporti tra processo penale e processo tributario.

 

 

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Sabato

15 Febbraio 2020

ore 

09:30/12:30

 

  DIRITTO TRIBUTARIO NELLA PRATICA

il processo tributario:
il processo telematico e i suoi sviluppi nella giustizia tributaria; 
esercitazioni
lo svolgimento pratico del processo tributario: redazione del ricorso e della sentenza; 
il processo simulato.

 

 

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II MODULO

DIRITTO PENALE TRIBUTARIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì

21 Febbraio 2020

ore

16:00/19:00

FONTI ED EVOLUZIONE DEL DIRITTO PENALE TRIBUTARIO

Generalità sui reati tributari, origini, fonti, evoluzioni dalla legge n. 516 del 1982 al sistema delineato dal D.Lvo.74/2000 (dai reati prodromici in poi)
Recenti interventi normativi e prospettive di riforma
Le nozioni previste dal D.Lvo n. 74/2000
I rapporti tra reati tributari e altri illeciti ( reatisocietari, fallimentari, riciclaggio)

 

ANALISI DELLE SINGOLE FATTISPECIE PREVISTE DAL D.VO 74/2000

Le singole fattispecie: i delitti dichiarativi soggetti attivi, rilevanza delle deleghe, condotta, calcolo dell’imposta evasa, conseguenze dell’estinzione del debito tributario;
Dichiarazione infedele;
Omessa dichiarazione;
Omesso versamento delle ritenute
Omesso versamento di IVA
la crisi d’impresa e lo stato di necessità 
Indebita compensazione;
Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte;
Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti;
INESISTENZA SOGGETTIVA E OGGETTIVA, TOTALE O PARZIALE;
Dichiarazione fraudolenta mediante artifici
Occultamento e distruzione di documenti contabili;

 

 

 

 

 

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Sabato 

22 Febbraio 2020

ore

09:30/12:30

 

RAPPORTI TRA PROCESSO TRIBUTARIO E PROCESSO PENALE

 

Dalla notizia di reato tributario all’esercizio dell’azione penale;
Doppio binario tra processo tributario e processo penale;
Principio di specialità e del NE BIS IN IDEM, rapporto tra sanzioni tributarie e sanzioni penali;
Rilevanza delle presunzioni previste da norme tributarie in ambito penale
Notizie di reato e raddoppio dei termini per l’accertamento tributario
Deducibilità dei costi da reato
Definizione in via amministrativa delle contestazioni tributarie ed effetti sul processo penale.

 

CASISTICA

Sponsorizzazioni sportive (giurisprudenza innovativa: presunzione di regolarità)
Fatture soggettivamente inesistenti la prova della buona fede
Rettifiche da indagini finanziarie
Frodi carosello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Venerdì

28 Febbraio 2020

ore

16:00/19:00

ASPETTI DEL PROCESSO PENALE TRIBUTARIO

Concorso di persone del caso di utilizzo ed emissione di fatture false;
Il ruolo del professionista;
La nuova aggravante dell’intermediario correo;
Pene accessorie 
Effetti adempimenti del debito tributario e procedure conciliative;
Prescrizione
Prescrizione per territorio e per materia
La costituzione di parte civile dell’A.F.
patteggiamento del reato tributario
indagini e dibattimenti
giudicato e suoi effetti
misure cautelari e reati tributari SEQUESTRO E CONFISCA PER EQUIVALENTE
La custodia giudiziaria dei beni sequestrati

 

 

 

 

RAPPORTO TRA REATI TRIBUTARI E ALTRI REATI

L’associazione per delinquere e la trasnazionalità
L’ autoriciclaggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornata di chiusura del corso sabato 14 marzo 2020

“Con la fermata dell’acciaieria 1 che scatterà da giovedì prossimo, nello stabilimento ArcelorMittal,ex Ilva, di Taranto, rimarrà in funzione sino a fine marzo la sola acciaieria 2 che produrrà dalle 45 alle 47 colate al giorno”. Lo spiega all’AGI Francesco Brigati della segreteria Fiom Cgil di Taranto. “Attualmente - dice Brigati - il siderurgico viaggia più o meno sullo stesso numero di colate giornaliere solo che vengono ripartite tra le due acciaierie: la 1 e la 2. Mediamente - aggiunge -, l’acciaieria 1 ne effettua circa 25 al giorno. Adesso, invece, con lo stop dell’acciaieria 1, tutto sarà spostato sulla 2 che funzionerà con tre convertitori".

 

"In realtà, già ora l’acciaieria 2 ha tre convertitori in attività, solo che, concentrandosi solo qui la produzione di acciaio, si avrà un loro utilizzo decisamente più intenso. Questo può determinare vari problemi: dalla sicurezza sul lavoro all’impatto sull’ambiente. Temiamo - rileva Brigati - anche un possibile incremento del fenomeno dello slopping, ovvero quelle nuvole rossastre, cariche di polvere di ferro, che si determinano proprio quando ci sono anomalie e problemi nelle acciaierie e che sono ben visibili anche dalla città”. Crisi di mercato dell’acciaio, problemi di approvvigionamento e motivi commerciali, sono, per Brigati, alla base della scelta comunicata oggi da ArcelorMittal alle sigle sindacali. “Il numero giornaliero delle colate - spiega ancora Brigati - non è rigido, nè predeterminato. Può oscillare se ci sono problemi a monte, ovvero nella produzione della ghisa da parte degli altiforni oppure a valle per quanto riguarda la produzione delle bramme di acciaio. Si sta su 45-47 colate giornaliere - osserva Brigati - con una produzione di 13.500 tonnellate di ghisa al giorno, ma si è andati anche sotto le 40 colate al giorno in momenti in cui c’erano delle criticità. Attualmente nel siderurgico si stanno producendo dalle 12.500 alle 13.000 tonnellate di ghisa al giorno”.

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