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SABATO 27 SETTEMBRE ALLE ORE 19.00 Evento di beneficienza a favore della Fondazione Operation Smile Italia Onlus.

 

Operation Smile Italia Onlus (presidente Santo Versace) è un’organizzazione fatta di

volontari medici, infermieri ed altri operatori sanitari che realizza missioni mediche in oltre

60 Paesi del Mondo per aiutare e curare gratuitamente bambini nati con gravi

malformazioni facciali: labbro leporino, palatoschisi, esiti di ustioni e traumi.

La Marina Militare già da tempo ha legato il proprio nome e il proprio cuore a queste

persone sfortunate, bambini e adulti, affetti da labio palatoschisi e da malformazioni o esiti

di malformazioni della testa e del collo.

In passato cè stato: UN MARE DI SORRISI; progetto nato dopo l’esperienza

positiva del febbraio 2010, quando Operation Smile e la Marina Militare - nell’ambito di

una missione autorizzata dal Ministero della Difesa e sotto il coordinamento della

Protezione Civile - collaborarono a bordo della portaerei Cavour, di stanza ad Haiti,

eseguendo 35 interventi chirurgici su bambini ed adulti che avevano riportato gravi traumi

facciali, conseguenti ai crolli del terremoto che aveva colpito quel Paese il 12 gennaio

dello stesso anno.

Il nostro contributo sarà, in termini di risate, decisivo per la buona riuscita dellevento,

ed è per questo che per loccasione abbiamo scritto un nuovo spettacolo che si intitola:

Tutti a bordo!uno spettacolo di varietà con la regia di Angelo Spinelli e musiche di

Michele Fiorentino. Con i Wurpless si esibiranno la ballerina Rosy Rox e la modella e

attrice Annarita Giannattasio. La presentazione dello spettacolo sarà affidata al direttore

artistico Salvatore Stano.

 

WURPLESS è il nome d'arte di un trio comico pugliese.

Questo curioso nome non è un inglesismo, ma è la traduzione di una frase

del dialetto tarantino che sta a indicare il polpo lesso ("wurp" polpo e "less"

lesso), cioè la cottura in acqua bollente del mollusco cefalopode

comunemente conosciuto con il nome di polpo (octopus vulgaris).

Il trio è formato da Angelo Spinelli (1965), Salvatore Stano (1968) e Michele

Fiorentino (1962).

Prima di essere un trio i WURPLESS erano un duo di cabaret.

Costituitosi a Taranto negli anni '90, la coppia era formata da Angelo e

Salvatore (Salvo per gli amici).

I due subito prendono parte a diversi festival e spettacoli di cabaret e, dopo

una lunga gavetta, debuttano nel 1996 a teatro con una propria commedia

scritta in due atti e intitolata: “Lui, lei e lo sciupafemmine.

Nel 1997 un altro successo a teatro con una new commedy dal titolo:

“L’amore è cieco da un occhio” che fu rappresentata per la prima volta nel

grande auditorium “Ignazio Castrogiovanni" della Marina Militare a Taranto.

Nel 1998 fondano il gruppo di animazione “Los Sombreros”.

L’amore per il teatro, l’esperienza maturata nel cabaret e nell’animazione

dei villaggi turistici, si sono trasformati poi in un progetto ambizioso: “Il

Wurpless Show” che li ha portati a collaborare con diversi artisti del mondo

dello spettacolo.

In uno di questi spettacoli incontrano il musicista e scrittore Michele

Fiorentino (Michi) che invitano successivamente a partecipare a degli

sketch con loro. Con Michi, Angelo e Salvo scriveranno tre altri spettacoli

teatrali: "Risate Assicurate" (2012), "Mamma che cubo!" (2013) e "Tutti a

Bordo" (2014) che sarà rappresentato per la prima volta sulla Portarei

Cavour della Marina Militare italiana.


Mercoledì, 24 Settembre 2014 19:56

Taranto, No alla sospensione di tre corsi di laurea

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'Tre ragioni per evitare un gravissimo errore.
Intervenire con urgenza' sostiene Anna Rita Lemma che ieri ha allertato il sindaco Stefano e l'assessore regionale Sasso, scrivendo direttamente al rettore Uricchio e chiedendo conto degli accadimenti delle ultime ore. 
 
'Sono tre le ragioni per le quali bisogna opporsi, e lavorare alla conseguente soluzione, ognuno per la propria parte, alla paventata sospensione a Taranto dei corsi di laurea di Fisioterapia, Scienze Infermieristiche e Tecnico della Prevenzione Ambientale - spiega la consigliera regionale del Pd - 
La prima è di carattere generale: non si può perdere un pezzo di formazione che tra l'altro, un paio di settimane fa, ha registrato la partecipazione di centinaia di studenti ai test selettivi per l'accesso ai corsi (esempio, Fisioterapia): domande e offerta universitaria, quando possibile, anche a Taranto si incontrano efficacemente.
 
 
La seconda attiene alla realtà in cui questi corsi scientifico-sanitari vengono svolti: il capoluogo ionico ha caratteristiche purtroppo peculiari in termini di emergenza ambientale i cui effetti, qualora ve ne fosse ancora bisogno, sono agevolmente leggibili dall'aggiornamento statistico reso dallo studio ministeriale “Sentieri”. Documento che, è proprio il caso di dirlo, produce la fredda e dura radiografia degli effetti dell'inquinamento sulla salute dei tarantini, bambini in primo luogo.
 
 
La terza ragione è di merito - prosegue la Lemma -  la sospensione dei corsi sarebbe la naturale conseguenza dell'assenza di fondi come si evince dalla cortese risposta, ricevuta poche ore fa dal Rettore Uricchio, all'ennesima sollecitazione inviata sul tema dopo aver ricevuto l'allarme di genitori e studenti circa la paventata deriva della vicenda.
 
Da qui, due considerazioni.
Intanto, il rispetto che si deve agli studenti e alle famiglie tarantine, utenti di un servizio formativo di eccellenza e al tempo stesso residenti di un'area che per sue caratteristiche (purtroppo, ripeto) denuncia l'oggettiva necessità di potenziare, altro che tagliare, qualsiasi quota di formazione relativa a prevenzione, diagnosi e cura.
E poi la necessità di individuare il cuore del problema per intervenire in tempo, ognuno per la propria parte: dal Governo alla Regione, passando per il Senato Accademico e il Rettorato, affinché i fondi necessari si sblocchino per essere destinati dove previsto.
 
In questo senso, a cominciare dai parlamentari del territorio, l'azione di pressione e sollecitazione si rende urgente e quantomai opportuna - continua la consigliera Pd - 
Dalle notizie raccolte nelle ultime ore, intanto, i docenti hanno confermato lo stato di agitazione e la rinuncia ai corsi per i quali, a quanto pare, non avrebbero obblighi didattici.
Tutto ciò a causa dei ritardi nei pagamenti delle somme dovute dal Politecnico, a sua volta creditore della Regione che, a sua volta, attende i fondi dal Ministero Economia e Finanze.
Una stagnazione che rischia di bloccare il percorso formativo di centinaia di studenti e di cancellare tre corsi di laurea che per Taranto, come detto, rappresentano un punto di slancio e non un capitolo di bilancio di cui fare a meno “causa assenza fondi”. O, peggio ancora, “ritardo fondi”.
 
Bisogna potenziare, altro che tagliare!
 
Senza dimenticare che si stanno spendendo soldi pubblici per la realizzazione della sede definitiva dei tre corsi “sanitari” dove un tempo c'era il cosiddetto “ospedale vecchio”, nel pieno centro di Taranto' chiude Anna Rita Lemma.
 

 

Il 27 settembre, con il tema “Turismo e sviluppo comunitario”, si celebra la Giornata Mondiale del Turismo, promossa come ogni anno dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Consapevole dell’importanza sociale ed economica del turismo nel momento attuale, la Santa Sede vuole accompagnare questo fenomeno dall’ambito che le è proprio, in particolare nel contesto dell’evangelizzazione. La nozione di “sviluppo comunitario” è strettamente legata ad un concetto più ampio che è parte della dottrina sociale della Chiesa, quello cioè di “sviluppo umano integrale” Come può il turismo contribuire a questo sviluppo? Per rispondere a questa domanda, lo sviluppo umano integrale e, di conseguenza, lo sviluppo comunitario nel campo del turismo devono essere diretti al conseguimento di un progresso equilibrato che sia sostenibile e rispettoso di tre ambiti: economico, sociale e ambientale, intendendo con ciò tanto la sfera ecologica quanto il contesto culturale. Nel momento presente, in cui si riscontra una diversificazione delle destinazioni, ogni luogo del pianeta diventa una meta potenziale. Per questo, il settore turistico si evidenzia come una delle opzioni più attuabili e sostenibili per ridurre il livello di povertà delle aree più arretrate. Se adeguatamente sviluppato, esso può essere uno strumento prezioso di progresso, di creazione di posti di lavoro, di sviluppo di infrastrutture e di crescita economica.

Il turismo appare come uno dei settori con più capacità di generare un tipo di impiego “creativo” e diversificato, del quale con maggiore facilità possono beneficiare i gruppi più svantaggiati, di cui fanno parte donne, giovani e alcune minoranze etniche.

È essenziale che i benefici economici del turismo raggiungano tutti i settori della società locale e abbiano un impatto diretto sulle famiglie e, al tempo stesso, ci si deve avvalere al massimo delle risorse umane locali. È fondamentale altresì che per ottenere questi benefici si seguano criteri etici, che siano rispettosi, anzitutto, delle persone, tanto a livello comunitario quanto di ogni singolo individuo, fuggendo da “una concezione economicista della società, che cerca il profitto egoista, al di fuori dei parametri della giustizia sociale”.

I benefici di un turismo a favore dello “sviluppo comunitario” non possono essere ridotti esclusivamente all’aspetto economico, ma vi sono altre dimensioni di uguale o maggiore importanza. Tra queste compaiono l’arricchimento culturale, l’opportunità di incontro umano, la costruzione di “beni relazionali”, la promozione del rispetto reciproco e della tolleranza, la collaborazione tra enti pubblici e privati, il potenziamento del tessuto sociale e associativo, il miglioramento delle condizioni sociali della comunità, lo stimolo ad uno sviluppo economico e sociale sostenibile e la promozione della formazione lavorativa dei giovani. Lo sviluppo turistico esige che protagonista principale sia la comunità locale. Occorre promuovere un turismo che si sviluppi in armonia con la comunità che accoglie, con l’ambiente, con le sue forme tradizionali e culturali, con il suo patrimonio e i suoi stili di vita. E, in questo incontro rispettoso, la popolazione locale e i visitatori possono istaurare un dialogo fecondo che incoraggi la tolleranza, il rispetto e la reciproca comprensione. La comunità locale, poi, deve sentirsi chiamata a salvaguardare il proprio patrimonio naturale e culturale, conoscendolo, sentendosene orgogliosa, rispettandolo e rivalorizzandolo, affinché possa condividerlo con i turisti e trasmetterlo alle generazioni future.

Numerose sono, poi, le parrocchie delle zone turistiche che sono chiamate a far vivere all’ospite, al turista, al pellegrino che arriva proprio la vita comunitaria, la “bellezza” di fare comunità, residenti ed ospiti, insieme: un turismo di comunità. La sollecitudine ecclesiale nell’ambito del turismo si è concretizzata, infatti, in numerosi progetti, originati da una moltitudine di esperienze nate dallo sforzo, dall’entusiasmo e dalla creatività di tanti sacerdoti, religiosi e laici che desiderano collaborare, in questo modo, allo sviluppo socio-economico, culturale e spirituale della comunità locale, e aiutarla a guardare con speranza al futuro.

Consapevole del fatto che la sua prima missione è l’evangelizzazione, la Chiesa vuole offrire pertanto la sua spesso umile collaborazione, per rispondere alle situazioni concrete dei popoli, specialmente dei più bisognosi. Anche nel turismo per la Chiesa “è necessario proporre il messaggio di Cristo in tutta la sua bellezza, in grado di attirare le menti e i cuori attraverso legami di amore, nel contempo, bisogna vivere e testimoniare la bellezza della comunione in un mondo spesso segnato dalla disarmonia e dalla divisione".

Mercoledì, 24 Settembre 2014 18:16

TARANTO - Città vecchia più pulita, le imprese incontrano l'Amiu

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“Per le giornate del FAI, un bidone deturpa la Fontana di Carrino.” Lascia l’amaro in bocca  l’immagine di Taranto proposta qualche giorno fa  nelle pagine regionali del quotidiano  Repubblica ma non si può fare a meno, sostiene Confcommercio Taranto -  di prendere atto che si tratta purtroppo di una realtà".

Gli stessi albergatori di città vecchia, in un incontro recente con l’Amiu, hanno segnalato la situazione di grave degrado in cui versa la piazza ed in particolare la fontana e chiesto un intervento di radicale pulizia. Intervento soprattutto necessario per liberare le vasche  dalla quantità di oggetti accumulati nelle maleodoranti acque stagnanti.   Il turista in visita nell’Isola  – rimarcavano i titolari dei due alberghi della Piazza - si trova dinnanzi ad un’opera che tra l’altro è segnalata in molte guide turistiche, essendo – al di là della scarsa affezione dei Tarantini-  espressione importante  dell’arte contemporanea, per l’indiscusso prestigio dell’artista che la realizzò negli anni Settanta.  

Nell’incontro con l’Amiu e la delegazione Borgo/Isola di Confcommercio - al quale hanno preso parte numerosi  albergatori, titolari di B&B , di pub e   ristoranti – si è parlato più in generale delle tante problematiche che attengono l’igiene e il decoro  del centro storico antico. Gli operatori hanno segnalato alcune situazioni particolari dove si verificano accumuli maggiori di rifiuti e che per questo richiedono un intervento speciale di pulizia e di disinfestazione, hanno sollecitato la raccolta quotidiana anche nelle strada più interne, inoltre  chiesto  più cassonetti per la raccolta rifiuti in alcuni punti strategici, la pulizia ed il lavaggio delle strade, l’installazione di cestini (laddove non ci siano già) e ceneriere.  

L’Amiu nel prendere nota delle varie richieste ha assicurato il massimo impegno, anche se ha rimarcato la difficoltà ad effettuare il lavaggio in alcune strade dell’Isola con i mezzi di cui è dotata, ingombranti rispetto agli spazi. Nello specifico saranno effettuati alcuni interventi di pulizia di spazi che richiedono un intervento ad hoc. "Ovviamente - sottolinea Confcommercio- perché il lavoro dell’Amiu dia esiti migliori sarebbe auspicabile maggiore collaborazione da parte dei cittadini e delle imprese che operano in città vecchia a partire dalle stesse pescherie e dai ristoranti. Una collaborazione tra cittadini ed Amiu che non solo è auspicabile,  ma  necessaria se si vuole evitare che  la riqualificazione di Città Vecchia, non resti un’idea di cui è bello parlare".

 

Sono motivo di forte preoccupazione le decisioni assunte dai vertici di TCT di sospendere le operazioni commerciali al terminal dell'area portuale di Taranto. Ne è preoccupato il sindaco di Taranto e tutto il territorio per il fatto che tali decisioni non sono assolutamente collimati con le esigenze degli operatori del porto e più complessivamente della Città, protesa alla ricerca di soluzioni di rilancio per la sua economia. Il sindaco Stefàno con questi toni ha scritto al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi. L’appello che il primo cittadino rivolge al Governo riguarda l’impegno ad adoperarsi per la ricerca di un punto di mediazione che scongiuri conseguenze dannose al territorio e che possa vanificare tutti gli sforzi prodotti per l'attuazione della Zona Franca al Porto di Taranto e, non secondariamente, anche tensioni sociali.

"Per questa ragioni ed apprezzando gli sforzi del prefetto di Taranto che in questa direzione sta già assumendo in loco- conclude la lettera il sindaco al Ministro -. Le chiedo di fissare un incontro fra le varie componenti affinché questa criticità giunga a positiva soluzione scongiurando gravi penalizzazioni al nostro sistema portuale."

"Suona strano sentire il sindaco di Taranto preoccuparsi per le sorti economiche del territorio, dopo tutte le dichiarazioni degli ultimi tempi che hanno messo in allarme le compagnie internazionali". Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso. "Oggi si preoccupa per l'abbandono di Tct -prosegue- ma non si e' preoccupato di dire di voler fare la variante al piano portuale. Lo sostengo da tempo: perseverando su questa linea e in un contesto di lavori infrastrutturali in ritardo, era ovvio che le grosse aziende organizzassero il ritiro da Taranto. Sembrava fosse questo l'obiettivo del sindaco e per questo resto sorpreso oggi. Chissa', di questo passo -conclude- anche su Tempa Rossa o su altri investimenti fino ad ora osteggiati, potremmo vederlo cambiare idea, per la prima volta nel reale interesse della comunita' tarantina".

Il progetto dell’Eni “Tempa Rossa” per lo stoccaggio a Taranto del petrolio proveniente dalla Basilicata va approfondito. E’ stata questa la conclusione della seduta della V commissione consiliare nel corso della quale hanno avuto luogo una serie di audizioni (ASL TA, Associazione medici per l’ambiente ISDE, Ordine dei medici Taranto, Lega Ambiente, ARPA, Comune di Taranto) nel corso delle quali sono emerse, in un’area già fortemente provata, una serie di criticità ambientali, sanitarie e legate al porto di Taranto – in termini di Rischio di incidente rilevante -  che verrebbe interessato, a seguito della costruzione di due serbatoi da 180 mila metri cubi, ad una movimentazione di un centinaio di petroliere all’anno.
Va precisato che il Ministero dell’ambiente ha rilasciato  l’autorizzazione VIA-AIA nell’ottobre 2011 senza attendere il parere VIA della Regione Puglia (deliberazione della Giunta regionale n. 2515 del novembre 2011),  che conteneva alcune prescrizioni  a cui non è stato dato seguito.
Nel frattempo è stata approvata la L.R. n. 21/2012 che ha introdotto lo strumento della Valutazione del danno sanitario (VDS),  quale parte integrante dell’AIA.
Anche nella Conferenza dei servizi decisoria del 17 luglio scorso presso il Ministero dell’ambiente non è stato presentato dalla Regione  il rapporto di VDS che è obbligatorio in caso di AIA nazionale.  
 
Di qui la richiesta (codificata in una mozione che sarà sottoposta a breve al Consiglio regionale) di Alfredo Cervellera, il consigliere SEL che ha promosso la seduta odierna della 5° commissione, con cui si impegna la Giunta regionale a richiedere al Governo nazionale la riapertura dei termini della procedure AIA al fine dell’acquisizione della VDS che dovrà essere redatta da ARPA, ASL e Ares nel più breve termine possibile (l’unica deroga prevista dal Decreto Balduzzi alla VDS è stata prevista, infatti, per la sola ILVA) e a revocare la citata deliberazione n. 2511/2011.
 
Su tutta la questione “pesa molto l’atteggiamento ondivago del Comune di Taranto” – ha detto Michele Mazzarano (PD) - che solo recentemente ha preso posizione in maniera netta sulla questione con l’approvazione di un ordine del giorno di contrarietà all’iniziativa e ha ricordato come nel 2011 si sono registrati i pareri favorevoli in merito da parte del Comune e della Provincia di Taranto nonché della stessa Regione. “Adesso – ha aggiunto Mazzarano – siamo ai tempi supplementari ed è il Comune che gioca un ruolo di primissimo piano”.

Per la Regione – ha precisato Michele Losappio (SEL) – è sufficiente chiedere al Governo, alla luce di tutto quello che ha dato fino ad ora in termini di energia, che non via sia alcun aggravio ma solo una riduzione, sia in termini di stoccaggio che di produzione. A maggior ragione, peraltro, in assenza di un Piano energetico nazionale.

Anna Rita Lemma ha sottolineato le difficoltà che vivono gli enti locali nella gestione dei processi di politica energetica e ha chiesto che della questione venga investito il Consiglio regionale, con la discussione della mozione di cui è primo firmatario Cervellera.

Il presidente della V commissione Filippo Caracciolo ha assicurato che tutti i contributi forniti nel corso delle audizioni saranno trasmessi all’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro e al direttore di Area Antonello Antonicelli, oggi assenti a seguito di impegni ministeriali.  
Avrà luogo, quindi, un’altra seduta allargata a questi ultimi. A seguire un’altra con la convocazione del sindaco di Taranto, Ezio Stefàno. 

Circola con insistenza e sempre più minacciosa la notizia della paventata soppressione dei corsi di laurea in fisioterapia, scienze infermieristiche e tecnico della prevenzione ambientale, attivati dall’Università degli Studi di Bari, nella sede di Taranto.

Notizia, questa, che non ha veste di ufficialità ma che il sindaco Stefàno ha appreso da fonti indirette e non già accademiche. Sarà dunque fondata? Qualora la notizia dovesse risultare attendibile, essa avrebbe il carattere di gravissima negatività per il territorio di Taranto e per la sua comunità, allarmata della paventata soppressione dei tre corsi di laurea che invece vorrebbe vedere potenziati.

Sorprende ancor più il sindaco, fanno sapere da Palazzo di Città, il fatto che l’Università di Bari sarebbe giunta a tale decisione senza la previa consultazione ed interlocuzione con il Comune di Taranto, nonostante i noti ed importanti apporti che lo stesso ha messo in campo nel corso del tempo per favorire e rafforzare la formazione universitaria dei suoi giovani.

Senza veli e senza retorica, il sindaco Stefàno questo lo ha scritto al Rettore Uricchio, affinché l’Università barese, in tempi ristrettissimi e prima di ogni possibile ufficialità della notizia che sta già circolando in città, riveda la sua decisione che va a discapito di un territorio che, invece, rivendica con fermezza il diritto alla permanenza dei tre corsi di laurea, per tutte quelle ragioni che negli anni hanno caratterizzato l’impegno degli enti locali a favore dell’Università. 

Di qui, l’invito che Stefàno rivolge al Rettore di revocare, ove mai assunta, "questa penalizzante decisione tanto dannosa per la nostra comunità e per la nostra popolazione studentesca e, conseguentemente, di convocare urgenti incontri che facciano chiarezza sull’argomento anche al fine di favorire le migliori positive decisioni".

Il sindaco e la città attendono ora una comunicazione direttamente dal Rettore.

Mercoledì, 24 Settembre 2014 11:05

StArt up Teatro/ Il programma della seconda giornata

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Un network internazionale, un libro su Eduardo, un debutto nazionale (ed uno regionale), due cantastorie. Un caleidoscopio di eventi nella seconda giornata di stArt up teatro. Gli spettacoli di giovedì 25 settembre: alle ore 18:30, allo spazio off del TATÀ, in prima nazionale, Salvatore Marci in Sette opere di misericordia e mezzo, coproduzione La luna nel letto/Associazione Tra il dire e il fare; alle ore 21, all'auditorium del TaTÀ, in prima regionale, Teatro Sotterraneo in Be normal!, coproduzione Associazione Teatrale Pistoiese - Centrale Fies; alle ore 23, a Palazzo Pantaleo, Giulia Angeloni e Flavia Ripa in Santi, balordi e poveri 

Il centrodestra attacca, l'assessore regionale all'Agricoltura Fabrizio Nardoni replica. Al centro della disputa c'è la delicata e seria questione della Xylella che ha colpito gli ulivi pugliesi rendendo necessari interventi da parte di Regione Puglia e Governo centrale. Pubblichiamo di seguito la nota dell'assessore Nardoni

Mentre a Roma si svolgeva una delicata ed importante riunione sul Decreto Xylella a cui presenziava l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari con il direttore d’area Gabriele Pagliardini e il rappresentante del Servizio Fitosanitario della Regione Puglia e in Calabria si svolgeva l’incontro con gli assessori regionali e vertici del Ministero per una discussione nel merito relativa alla redistribuzione dei prossimi fondi FEAMP per il settore della pesca e dell’acquacoltura, a Bari si consumava l’ennesima boutade a sfondo elettoralistico ad opera del centro-destra. Cosa che mi turba e rammarica  non poco, proprio mentre tutto l’Assessorato sta lavorando per difendere ruolo e centralità della Puglia in comparti come l’olivicoltura e la risorsa mare.

Martedì prossimo nel Consiglio regionale fissato per quella data sarò lieto comunque di fornire ai rappresentanti del centro-destra tutte le delucidazioni riguardo il disegno di legge a firma dell’Assessore alla Qualità del Territorio (oggi presente in consiglio – ndr) e mia sui vincoli relativi ai terreni coinvolti dalla pandemia e sulla tutela di quel potenziale agricolo e rurale  scelto dalla Regione quale strumento per evitare il rischio di qualsiasi speculazione o lottizzazione selvaggia.  Tema inoltre su cui, è bene ricordare, si sono espressi in maniera unanime e favorevole tutti i componenti la Commissione consiliare compresi quelli della loro stessa corrente politica, segno della qualità del lavoro svolto da questo governo regionale e della strumentalità di certe accuse.

A proposito di assenze comunico, inoltre, che marcherò dalla mia regione anche il prossimo 25 settembre data in cui è nuovamente convocata la Conferenza Stato-Regioni in cui mi onoro di rappresentare il sistema delle regioni in qualità di coordinatore di tutti gli assessori all’agricoltura italiani, e che per l’occasione ha già iscritto nel suo ordine del giorno proprio la discussione sul Decreto Xylella.

 

 

Mercoledì, 24 Settembre 2014 10:14

La segnalazione: autospurgo sospetti al rione Paolo VI

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Da alcuni giorni in uno spiazzo al quartiere Paolo VI di Taranto, nei pressi delle cosiddette “case bianche”, è stato notato un via vai di autospurgo. Nelle prime ore del mattino e nel pomeriggio, questi mezzi sostano ai margini del piazzale che confina con terreni incolti,  e abbandonati, ricettacolo di rifiuti di ogni tipo.

Dalle foto in nostro possesso si scorge anche la presenza di una persona sul lato posteriore del camion. Qual è il motivo di queste continue soste?

Proprio in quella zona si trova un tombino della rete fognante. C’è un collegamento tra la presenza degli autospurgo e il tombino? Non lo sappiamo.

Abbiamo, comunque, svolto qualche ricerca sull’argomento. Sul sito "dirittoambiente" abbiamo trovato qualcosa di interessante in ordine ad un quesito di un autista di una ditta di spurghi che chiede a quali rischi andasse incontro “se mi fermano mentre scarico abusivamente liquami in una fognatura o in un pozzetto”. I due esperti spiegano che non si tratta di semplice scarico perchè un autospurgo “riversa e smaltisce i rifiuti liquidi del proprio carico (…) il carico di un autospurgo costituisce sempre – in caso di illecito riversamento al di fuori dei contesti autorizzati – un’attività di illecita gestione dei rifiuti: appunto uno smaltimento illegale di rifiuti liquidi (reato molto grave)”.

A questo punto non ci resta che sollecitare l’intervento degli organi di vigilanza e controllo per fare luce sull’episodio.

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