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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura

Nei giorni scorsi una società cinese ha reso noti i dati di una indagine con la quale ha valutato l'affidabilità delle Università mondiali, salvando in Italia solo Pisa e La Sapienza di Roma. Su questo argomento ha espresso alcune considerazioni il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi che per il Presidente del Consiglio Regionale della Puglia Onofrio Introna risultano “sproporzionate" dichiarandosi “sorpreso”. Introna dice in definitiva di "non essere d’accordo con le sue dichiarazioni, anzi, le contesta, tanto nel merito, quanto nella sostanza e soprattutto negli obiettivi di campanile che probabilmente perseguono”. Il Presidente Chiodi aveva detto che era meglio chiudere l'Università di Bari . “A mio avviso - sostiene ancora Introna - è vero esattamente l’opposto. Invece di cancellare incubatori storici della cultura centro-meridionale, il Governo nazionale dovrebbe assicurare il suo sostegno ad Atenei come quello barese, che secondo altre graduatorie primeggiano per iscritti, servono un bacino di utenza quanto mai ampio e assicurano una formazione accademica d’eccellenza”. Basta scorrere gli organici di agenzie ed organismi nazionali ed internazionali, fa notare il presidente Introna, per riscontrare la formazione accademica pugliese di gran parte del personale italiano che esercita funzioni delicatissime di rappresentanza e di responsabilità”. Il presidente pugliese contesta poi il ruolo di ‘fabbrica delle illusioni’ assegnato da Chiodi all’Università di Bari: “è in centri accademici di grande tradizione come il nostro, dotati di un corpo docente di straordinario livello - ribadisce - che tanti giovani si costruiscono il futuro, con il profitto ed il merito che le loro brillanti carriere riconoscono oggettivamente”. “Questa è per Introna “un’altra faccia dei dati che il nostro Stato dovrebbe privilegiare, riconoscendo all’insostituibile insegnamento universitario la stessa attenzione che il Governo regionale pugliese riserva ai nostri Atenei, con le borse di studio e col dialogo costante, sempre aperto e produttivo, ad ogni livello”. “Proprio per queste considerazioni – conclude – le dichiarazioni del collega Chiodi mi hanno colpito. Mi sembrano un ingiustificato, immotivato e incomprensibile sgarbo istituzionale, che sono certo vorrà prontamente rivedere e rettificare”

Il presidente di Confcommercio Taranto agli inizi dl mese di agosto ha evidenziato alcuni dati riguardanti chiusure, occupazione, consumi, ecc, del settore del commercio che in provincia jonica conta più del 60% degli occupati. A settembre, dopo la pausa di ferragosto - ha detto Leonardo Giangrande - resteranno chiusi e per sempre molti negozi, in molti casi si tratta di brand importanti con esercizi nel cuore commerciale del capoluogo dove le chiusure nei primi sei mesi del 2013 sono state pari a 321, superando già la metà delle chiusure dell’intero 2012 quando le saracinesche abbassate furono 543 lo scorso anno. Sono dati che testimoniano quello che è la realtà dei fatti percorrendo alcune vie del capoluogo come De Cesare, Mazzini, Principe Amedeo, Anfiteatro, Battisti, Liguria, le Piazze del centro, caratterizzate da una sequenza di saracinesche chiuse in alcuni tratti impressionante. Stesso discorso vale per le due più importanti vie del centro D'Aquino e Di Palma dove negozi monomarca starebbero per chiudere i loro punti vendita in Taranto, e con altri che si appresterebbero ad andar via dalla città dei due mari. Quello che si teme fortemente è che a fine anno si possa arrivare ad una cifra a quattro numeri. Ad affossare ancora di più il settore è il continuo ridursi dei consumi che vede la provincia jonica – nel 2012 ultima in Puglia - anche nel 2013 con un -2,6 %. Una riduzione dovuta certamente ad una crisi che ha colpito l'intero territorio provinciale ed in maniera particolare il capoluogo con il numero di lavoratori licenziati, in cassa integrazione ed in mobilità in continuo aumento. Si tratta di soggetti che con il magro compenso che percepiscono a fine mese non riescono a pagare i mutui sottoscritti per acquistare in passato auto e case con molti di loro che non riescono ad arrivare al 31 per soddisfare le esigenze primarie come quella di far mangiare i propri figli. Si eliminano tutte le spese inutili, quest' estate non è andati in giro per evitare di spendere i soldi inutilmente, e lo si è visto chiaramente con le strade della litoranea salentina, un tempo super trafficate, quest'anno totalmente libere. Per tutte queste ragioni Confcommercio sta provando ad avviare un percorso di collaborazione con Consulenti del lavoro e Commercialisti, nell'intento di aiutare concretamente le imprese attraverso servizi di informazione, approfondimento ed assistenza in materia di lavoro, normative contrattuali, accesso al credito. "Un tema quest'ultimo sui cui occorre trovare al più presto - ha ribadito il massimo rappresentante dei commercianti ionici - un’intesa con il sistema bancario, anche per rendere pienamente operativi gli 11 milioni e mezzo di euro che la Regione Puglia ha messo a disposizione del Confidi Confcommercio Puglia da utilizzare per le imprese. Si tratta di una situazione molto difficile in quanto malgrado l’80% del prestito sia garantito dalla confidi, risulta complesso utilizzare queste risorse per la indisponibilità degli istituti di credito, sempre più arroccati in una monolitica posizione di difesa. Ma Confcommercio di Taranto non si sta fermando qui e sta puntando in maniera incisiva al contenimento dei costi dei fitti ed a politiche fiscali incentivanti. Per la organizzazione dei commercianti ionici l'approvazione da parte del Consiglio comunale di Taranto del Piano del Commercio deve costituire una occasione utile ad avviare un confronto su alcuni importanti temi ribaditi n una lettera inviata al Sindaco e all’Assessore allo Sviluppo Economico e Produttivo, e che essenzialmente sono quelli di individuare strumenti tributari di sostegno ed incentivi alle nuove aperture nel Borgo e in Città Vecchia che potrebbe essere utile a frenare la desertificazione delle più importanti aree a vocazione commerciale della città. "La rapidità con cui il degrado sta erodendo pezzi del tessuto urbano, ad alta presenza di attività terziarie sino a pochi mesi fa, richiede - per Confcommercio - una pronta attuazione di quanto deciso dalla massima assise cittadina e l’avvio urgente di un confronto con i massimi esponenti politici e tecnici degli assessorati competenti. Ogni ulteriore indugio, seppure di solo qualche mese, - dicono dal Palazzo di vetro - potrebbe essere disastroso".

Ugo Bianco di Castellaneta si aggiudica il Canta che ti passa 2013 - Musitalia Produzioni. Manifestazione perfettamente riuscita. Tante presenze di forestieri tra il pubblico che hanno apprezzato l’evento e la città. Particolarmente soddisfatto il direttore artistico Roberto Panarelli, per la crescita globale del progetto, aperto a tematiche di grande attualità in ambito culturale, sociale e sportivo. «Continueremo – afferma Panarelli - a lavorare puntando sulla qualità dell’evento, che, dal prossimo anno - annuncia - si presenterà in una veste tutta nuova, in grado di assicurare spettacolo e spessore artistico in un’unica competizione». Per il vincitore un brano inedito prodotto dall’etichetta discografica Musitalia da presentare alla Commissione artistica del prossimo Festival di Sanremo e l’accesso alla finale dell’International Festival Partner Obiettivo Castrocaro. Grandi opportunità offerte dal Festival Canoro Città di Massafra “Canta che ti passa”, andato in scena dal 16 al 18 Agosto, organizzato dall’associazione Art&Show, in partnership con Musitalia produzioni discografiche, Associazione dei Fonografici Italiani e Castrocaro Festival, col patrocinio del Comune. Musitalia, per il secondo anno consecutivo, ha affiancato la kermesse massafrese «perché – come dichiarato dall’editore musicale Mariella Restuccia - intravede nel lavoro dell’associazione e nei ragazzi che partecipano al concorso la voglia di emergere». Anche quest’anno non è mancato, in particolare, il contributo artistico del cantautore e coordinatore musicale Francesco Santoro e il supporto della giuria tecnica che ha curato le selezioni locali. «Fondamentale – conclude Panarelli - è stato il sostegno delle numerose realtà associative ed imprenditoriali del territorio che hanno consentito la realizzazione della manifestazione». I finalisti del "Canta che ti passa 2013 - Musitalia Produzioni Discografiche" erano: ANTONICELLI Andrea, ARENA Roberta, BIANCO Ugo, BOTTA Giovanni, BRUNO Francesco, COLONNA Valentina, COLONNA Valentina, DI FONZO Magdela, GIASI Daniele, KARMA Kristian, MALAGNINI Nicola, MARINÒ Michela, MATRONE Giusy, MIRANDA Daniele, PATI Francesca, PERNIOLA Laura, PINTO Luisa, RED & BLACK, SERRA Carmela, SERRA Carmela, SPENNACCHIO Dalila, TAVILLA Eleonora, TAVILLA Eleonora, ZECCHINO Diego. La classifica finale è la seguente: BIANCO Ugo Castellaneta (TA) 1° Classificato "Canta che ti passa 2013 - Musitalia Produzioni Discografiche" KARMA Kristian Avellino (Campania) 2° Classificato "Canta che ti passa 2013 - Musitalia Produzioni Discografiche" SERRA Carmela Palagiano (TA) 3° Classificato "Canta che ti passa 2013 - Musitalia Produzioni Discografiche" COLONNA Valentina Taranto 3° Classificato "Canta che ti passa 2013 - Musitalia Produzioni Discografiche" SERRA Carmela Palagiano (TA) Premio International Festival Partner Castrocaro COLONNA Valentina Taranto Premio International Festival Partner Castrocaro MARINÒ Michela Matera (Basilicata) Premio Musitalia Discografia DI FONZO Magdela Laterza (TA) Premio della Critica MALAGNINI Nicola Laterza (TA) Premio per la sua potenza espressiva nell'arte del bel canto RED & BLACK Palagiano (TA) Premio per l'originale polifonia e la straordinario presenza scenica GIASI Daniele Massafra (TA) Premio per il Carisma Artistico ZECCHINO Diego Massafra (TA) Premio per la Migliore Interpretazione Giovane Cantautore PERNIOLA Laura Castellaneta (TA) Premio per la Migliore Interpretazione brano inedito Regione Puglia ANTONICELLI AndreaTaranto Premio per la Migliore Interpretazione brano inedito Regione Puglia TAVILLA Eleonora Messina (Sicilia) Premio per la Migliore Interpretazione brano inedito Regione Sicilia ARENA Roberta Palermo (Sicilia) Premio per la Migliore Interpretazione brano inedito Regione Sicilia BOTTA Giovanni Napoli (Campania) Premio per la Migliore Interpretazione brano inedito Regione Campania - Basilicata - Calabria MATRONE Giusy Castellammare (Cam)Premio per la Migliore Interpretazione brano inedito Regione Campania - Basilicata - Calabria BRUNO Francesco Andria (BA) Premio "Città di Massafra - Tebaide d'Italia" PATI Francesca Brindisi Premio "Città di Massafra - Tebaide d'Italia" TAVILLA Eleonora Messina (Sicilia) Premio "Città di Massafra - Tebaide d'Italia" ARENA Roberta Palermo (Sicilia) Premio "Città di Massafra - Tebaide d'Italia" PINTO Luisa Fasano (BR) Premio "Città di Massafra - Tebaide d'Italia"

Puntare sulla qualificazione dei giovani laureati pugliesi per favorire lo sviluppo culturale e socioeconomico della Regione: questo l’obiettivo del Bando “RITORNO AL FUTURO 2013”. L’Amministrazione regionale intende peraltro inserire tale agevolazione in un circolo virtuoso studio-lavoro, muovendo dalla considerazione che il 60% dei laureati in possesso di master – specialmente conseguiti all’estero – trova occupazione entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di specializzazione. Questo importante obiettivo sarà conseguito realizzando, ex post, una banca dati in cui i soggetti che hanno beneficiato del finanziamento in discussione potranno caricare il proprio curriculum vitae, il quale sarà reso visibile a tutte le aziende che intenderanno avvalersi degli incentivi di cui allo specifico bando regionale denominato “Dote occupazionale”. Scendendo più nel dettaglio del bando, la Regione Puglia finanzia con uno stanziamento complessivo di 18 milioni di euro (di cui il 10% a carico del bilancio regionale) l’erogazione di borse di studio destinate alla partecipazione di: - master post lauream erogati da Università italiane e straniere, pubbliche o private, che riconoscono il conseguimento di almeno 60 CFU (crediti formativi universitari) o ECTS (standard europeo) e della durata minima di 1.500 ore; - master post lauream erogati da Istituti di formazione avanzata accreditati ASFOR (Associazione Italiana per la Formazione Manageriale), EQUIS (Sistema Europeo per il Miglioramento della Qualità), AACSB (Association to Advance Collegiate School of Business) o MBAs (AMBA – Associazione dei Master in Business Administration ) ovvero istituti di formazione avanzata con esperienza decennale (certificata), della durata pari ad almeno 800 ore, di cui almeno 500 ore di formazione ed il 30% della durata complessiva di stage. L’ammontare del beneficio è differente, secondo la sede di svolgimento del master, ed è pari a: - € 7.500,00 per i master svolti in Puglia e nelle province di Avellino, Benevento, Potenza, Matera, Campobasso; - € 15.000,00 per i master svolti nelle restanti regioni del territorio italiano; - € 25.000,00 per i master svolti all’estero, purché in lingua straniera. Tali importi sono da intendersi al lordo delle ritenute fiscali previste per Legge e sono erogati con le seguenti modalità, a scelta dell’interessato: - Anticipo dell’80% del contributo finanziato e saldo del 20%, (ovvero anticipo 50% e saldo 50%), previa presentazione di apposita polizza fideiussoria a garanzia dell’anticipazione richiesta; - In un’unica soluzione (100%), a conclusione del master; I master devono terminare, pena l’inammissibilità, entro il 31/07/2015 e prevedere il rilascio di un attestato finale a fronte della frequenza di almeno l’80% delle ore complessive. I requisiti per l’accesso al Bando, da possedersi tutti alla data di scadenza (20/09/2013), sono: - Data di nascita successiva al 25/07/1978 (25/07/1976 per i soggetti disabili); - Essere disoccupati o inoccupati; - Essere residenti in Puglia da almeno due anni o, se pugliesi, fuori Regione da non più di cinque anni; in tal caso l’ammontare del finanziamento è comunque pari a € 7.500,00 sia nel caso in cui il master è svolto in Puglia o nell’altra regione; - Aver conseguito una laurea triennale, magistrale o vecchio ordinamento; - Non aver beneficiato di altre borse di studio per attività di formazione post lauream; - Avere un reddito non superiore ai 30 mila euro, determinato sulla base del modello ISEE 2012; - Aver attivato un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Le istanze di candidatura, compilabili unicamente in via telematica all’indirizzo web http://pianolavoro.regione.puglia.it (nell’apposita sezione dedicata al Bando in discussione) devono essere inviate, a pena di esclusione, a mezzo PEC all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. a far data del 30 luglio 2013, dalle ore 14:00, e sino alle ore 14:00 del 20/09/2013. Tali istanze, corredate della documentazione appositamente richiesta e consultabile sul Bando, dovranno includere una brochure ufficiale (o documentazione equivalente) del master prescelto e se in lingua straniera, relativa traduzione. La valutazione delle istanze pervenute prevede l’attribuzione di un punteggio massimo pari a 60 punti, elevabili a 61 nel caso di master frequentati all’estero. Tale punteggio scaturisce dall’analisi dei seguenti profili: - Voto di laurea (punteggio max. attribuibile: 27); - Età di conseguimento della laurea (punteggio max.: 16); - Reddito ISEE (punteggio max.: 12); - Numero di edizioni del percorso prescelto (punteggio max.: 5). A titolo esemplificativo ad un giovane, laureato all’età di 25 anni, che abbia conseguito una laurea magistrale (5 anni), con votazione pari a 102/110, con un reddito ISEE pari a € 18.000, e che abbia scelto un master giunto all’ottava edizione, sarà attribuito il seguente punteggio: Età Voto di laurea Reddito ISEE Edizioni del percorso Punteggio totale 14 18 8 5 45 L’amministrazione regionale si impegna a predisporre una graduatoria, avente valore di notifica, da pubblicarsi sul BURP, dei soggetti ammessi al finanziamento, entro 30 giorni dalla scadenza del Bando, privilegiando – in caso di pari merito – i soggetti d età inferiore. Il Bando “RITORNO AL FUTURO 2013” intende dunque incentivare e promuovere la crescita professionale dei giovani pugliesi. Certamente, la Regione offre una nuova chance a tutti coloro i quali hanno rinunciato a proseguire e perfezionare gli studi universitari intrapresi. E magari, per una volta, non assisteremo alla “fuga di cervelli”, ma potremo vantare tra qualche anno – nei settori economici strategici - delle eccellenze. Delle eccellenze made in Puglia.

UN ODORE NAUSEABONDO SI E' AVVERTITO NELLA TARDA SERATA ( ERANO CIRCA LE 21,30) DI OGGI NELLE ZONE DELLA SALINELLA E DI TARANTO DUE, MA ANCHE NELLE ZONE COSTIERE DI SAN VITO E LAMA. LA CAUSA E' PROBABILMENTE DA RICERCARE IN QUALCHE NUVOLA DI GAS PROVENIENTE DALLA ZONA INDUSTRIALE CHE A SEGUITO DEI VENTI DI MAESTRALE HANNO PORTATO LA PUZZA AD OLTRE 6-7 CHILOMETRI DAGLI STABILIMENTI. IN PRATICA PER GLI ABITANTI DELLE ZONE SALINELLA ED IN MODO PARTICOLARE PER QUELLI DI TARANTO DUE VALE IL FAMOSO DETTO CHE SE NON E' ZUPPA E' PAN BAGNATO. NEL SENSO CHE QUANDO SPIRA IL VENTO DI SCIROCCO GLI ABITANTI DI QUEI QUARTIERI SONO COSTRETTI A SOPPORTARE LE PUZZE PROVENIENTI DAL DEPURATORE GENNARINI, QUANDO SPIRA INVECE IL VENTO DI TRAMONTANA O MAESTRALE SONO COSTRETTI A SOPPORTARE LE PUZZE PROVENIENTI DALL'AREA INDUSTRIALE. FINO A QUANDO QUESTI CITTADINI SOPPORTERANNO?

In Prefettura a Bari, pochi giorni fa, è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa regionale per la costituzione di rapporti di collaborazione interistituzionale contro l’illegalità e il lavoro sommerso, al fine di attivare task force provinciali ed azioni mirate di contrasto, svolgere il monitoraggio e l’analisi dei dati sui fenomeni criminali. Tale processo auspichiamo che divenga, nei settori Agricolo e Agroalimentare, vero deterrente per chi non è in regola e, al contempo, sostegno alle numerose imprese sane, creatrici di sviluppo, affinché queste emergano sempre di più creando solida economia aggiuntiva, prodotti e alimenti di eccellenza (uva, vino, olio, ecc…) e competendo in un mercato ormai globalizzato. Tali settori così potranno, allo stesso tempo, fare rete con quelli di industria, turismo e commercio, sostenendo a pieno titolo lo sviluppo dell’intera regione. Certo, per il settore Agricolo in particolare è necessario che si punti ad uno sviluppo di sistema attraverso opportuni investimenti, nuovi controlli mirati - che avvengono oggi nonostante le esigue risorse a disposizione degli organi preposti - e, inoltre, con la repressione per ripristinare la legalità delle attività nel rispetto delle regole delle leggi e dei contratti. E, in particolare, la lotta al lavoro nero può rendere strategico lo sviluppo anche in questo settore che continua ad essere vocazionale dei nostri territori. Non possiamo pensare né tantomeno accettare, che le aziende che fanno ricorso a sistemi irregolari e al caporalato calpestino impunemente la dignità di migliaia di lavoratori, creando una economia malata e squilibrata. Il lavoro nero e sommerso, mai dimenticarlo, è il lavoro reso al di fuori di ogni regola e legalità, senza versare le dovute trattenute fiscali e spesso anche i contributi previdenziali e ciò significa, di fatto, anche sottrarre al territorio ed alla collettività nazionale, utili e risorse. I dati dell’osservatorio pugliese sui reati del settore Agricolo e Agroalimentare (O.r.s.a.) dimostrano che circa il 50 per cento delle aziende del comparto agricolo ispezionate presentava irregolarità per la forza lavoro impiegata. A Taranto su 80 aziende ispezionate 39 sono risultate irregolari, a Brindisi su 54 aziende, le irregolari sono state 27. Soprattutto in questo settore, l’illegalità e il caporalato devono essere combattuti senza fare sconti, perché significa anche, per chi si piega a questi meccanismi illegali, consegnare il proprio destino di aziende e di braccianti agricoli, donne, extracomunitari e giovani, a meccanismi illegali ed alla gestione sconsiderata del mercato del lavoro. Il Protocollo d’intesa regionale, siamo certi, andrà a rafforzare grazie al Prefetto di Taranto Dott. Claudio Sammartino, il già operativo protocollo sottoscritto il 28 ottobre 2011 per aggredire, sul versante ionico, fenomeni che riguardano il non rispetto della sicurezza sui posti di lavoro per il settore agricolo e dell’edilizia. In un situazione come quella ionico-salentina, dove la competitività delle aziende agricole è insufficiente - ad esempio, per la costituzione in forme associative o l’apertura verso nuove colture che possono aggredire il mercato locale e non solo –ma la concorrenza sleale è altissima e dove il tessuto imprenditoriale agricolo è decisamente fragile e parcellizzato, è necessario favorire un' Agricoltura di sistema dove difendere la vita dell’impresa attraverso anche l’ausilio di un sistema creditizio più elastico, agevole e tracciabile. Così come tracciabile, noi della Fai Cisl, vorremmo diventasse il lavoro agricolo rendendo più agevole l’incontro domanda/offerta e sperimentando anche una nuova gestione del mercato del lavoro attraverso la partecipazione degli Enti Bilaterali, garantendo così dal primo momento al lavoratore un’azienda sicura, dove ricevere una retribuzione adeguata nel rispetto di leggi e contratti e alle aziende garantire, lavoratori qualificati. Insomma, occorre dare finalmente strada alla cultura della legalità del lavoro, in Agricoltura.

Come anticipato da "Il Giornale di Taranto", l'Isola che vogliamo, dopo la pausa di Ferragosto, ripropone la sua ricetta di divertimento, cultura, svago e rivalorizzazione turistica dell'isola antica di Taranto, e ritorna per i tarantini ed i turisti il prossimo mercoledì 21 agosto. "Siamo una goccia di speranza e di attivismo nel mare del poco o nulla e le critiche mosse alla nostra iniziativa non fanno altro che rafforzare il nostro intendimento a proseguire in una opera di recupero che ha il potere comunque di riproporre le grandi questioni che attengono la sicurezza, la legalità, la vivibilità stessa di quel quartiere della città che L'Isola che vogliamo ha la forza di far diventare almeno una volta l'anno l'ombelico del mondo". É quanto affermano gli organizzatori dell'Associazione Culturale "Terra" che alle critiche mosse nelle ultime settimane rispondono mostrando orgogliosi titoli di giornali, servizi giornalistici e dibattiti sul web. Tutto quello che L'Isola è in grado di mettere sotto una lente di ingrandimento è per noi più importante dei numeri stessi dell'iniziativa che con oltre le sue 20mila presenze a serata testimonia anche la voglia di cittadini, visitatori e turisti di tornare a fruire del proprio territorio in maniera diversa - dicono Iurlano e Santacroce. Così dopo le prime due serate all'insegna delle rievocazioni storiche e del recupero delle radici, la traccia dell'Isola che vogliamo del prossimo mercoledì 21 agosto si sposta sulla contemporaneità. L'Isola ieri, oggi e domani è il leitmotiv del cartellone di eventi di quest'anno ma è anche il segno della città che cambia non sempre in meglio - dice Fabrizio Iurlano, direttore artistico della rassegna - il timbro di un dibattito che si prolunga sterile mentre ci si attarda nell'azione di contrasto per trovare soluzioni ai problemi. L'Isola che vogliamo è un po' una cartina al tornasole. Il luogo che mette in evidenza i conflitti e le contraddizioni, ma anche il luogo in cui riconoscerai e finalmente fare. Rivendicano ruolo gli organizzatori dell'Isola che quest'anno assieme all'Assessorato alle Risorse Agroalimenari della Regione Puglia, al Comune di Taranto, alla Camera di Commercio e a tanti sponsor privati, sono riusciti a non deludere le attese attorno all'evento clou dell'estate tarantina. Nel frattempo trapelano le prime informazioni sul programma del prossimo mercoledì. Contemporaneità è la parola d'ordine - dice Iurlano - dalla musica, ai dibattiti culturali promossi all'interno della rassegna curata da Pasquale Vadala', dalla Street art ai laboratori di fotografia. Confermati, inoltre, i programmi dedicati alle visite guidate, ai percorsi turistici, e ai laboratori delle Masserie Didattiche. Sapere come si produce il cibo e sapere che quell'ambiente e quella storia va protetta e tutelata - dice Fabrizio Iurlano, direttore artistico dell'iniziativa - ci consente di parlare attraverso il cibo di quello che siamo e di quello che spesso abbiamo dimenticato di essere, recuperando anche così il senso del tempo e delle vocazioni perdute. Nell'area food di Piazza Castello la rete delle Masserie Didattiche di Puglia gestirà anche un info point allo scopo di divulgare la guida aggiornata (italiano e inglese) delle masserie riconosciute dalla Regione Puglia e tutto il materiale a disposizione dell'Assessorato (cultura rurale e biodiversità) allo scopo di informare e sensibilizzare i cittadini e i turisti che visiteranno Taranto in quelle giornate.
Sulla Newsletter di Punto Sicuro del 19 agosto viene riportata una ricerca con la quale è stato valutato il rischio per la salute da esposizione a elementi metallici per i lavoratori e la popolazione di Taranto. Una ricerca dalla quale non emerge un inquinamento degli ambienti di vita da elementi metallici di origine industriale. In questi ultimi anni - si legge - il tema dell’impatto ambientale degli impianti siderurgici in Italia è diventato molto delicato in relazione alle note vicende dell’ Ilva di Taranto. Le sue emissioni sono state oggetto di continue indagini e perizie (chimiche ed epidemiologiche); per i vertici dell’Ilva sono state ipotizzate accuse di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose. Ricordando la varietà delle sostanze inquinanti studiate (metalli pesanti, materie particolate, rifiuti gassosi, idrocarburi policiclici aromatici, benzene, amianto, diossine, …), e con possibili effetti sulla salute di lavoratori e cittadini di Taranto, ci soffermiamo oggi su una ricerca effettuata nell’ambito degli studi promossi in Italia dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro (ora Inail) e finalizzati a monitorare l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua di falda e di mare nell’area di Taranto, definita nel 1990 dal Consiglio dei Ministri ad elevato rischio di crisi ambientale in quanto “caratterizzata da gravi alterazioni degli equilibri ecologici nei corpi idrici, nell’atmosfera e nel suolo tali da comportare un rischio per l’ambiente e per la popolazione”. La ricerca ha avuto l’obiettivo di studiare l’escrezione urinaria di diversi elementi metallici nei lavoratori dell’ILVA a ciclo integrale e nella popolazione generale di Taranto, per valutare il rischio per la salute da esposizione a elementi metallici e analizzare i fattori che condizionano l' escrezione. Per conoscerne metodi e risultati di questa ricerca è possibile leggere un intervento pubblicato sul numero di ottobre/dicembre 2012 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia: “Valutazione del rischio per la salute da esposizione a elementi metallici nei lavoratori del siderurgico e nella popolazione generale di Taranto (Italia)”, a cura di Leonardo Soleo, Piero Lovreglio, Laura Panuzzo, Maria Nicolà D’Errico, Antonella Basso e Ignazio Drago (Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro “E.C. Vigliani”, Università di Bari “A. Moro”, Bari), Maria Enrica Gilberti, Cesare Tomasi, Pietro Apostoli (Dipartimento di Medicina Sperimentale ed Applicata, Sezione di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale, Università di Brescia, Brescia). L’intervento ricorda che “gli stabilimenti siderurgici a ciclo integrale sono considerati insediamenti industriali ad elevato impatto ambientale di numerosi inquinanti chimici, tra cui elementi metallici, nonostante la continua innovazione tecnologica abbia reso i processi di produzione dell’acciaio nei paesi occidentali sempre più efficienti e meno inquinanti”. Infatti durante la produzione sia di ghisa che di acciaio alcuni lavoratori possono essere esposti “a elementi metallici, quali piombo (Pb), mercurio (Hg), zinco (Zn), manganese (Mn), cromo (Cr), cadmio (Cd), nichel (Ni), rame (Cu), arsenico (As) ed altri”. Inoltre “attraverso le loro emissioni in atmosfera questi stabilimenti siderurgici possono anche determinare un inquinamento dell’aria da elementi metallici che può interessare la popolazione generale che risiede nelle aree abitative circostanti gli stabilimenti”. E la popolazione “può essere esposta a elementi metallici anche indirettamente attraverso l’inquinamento sia del suolo, conseguente alla ricaduta di elementi metallici dalle emissioni in atmosfera dei predetti impianti, che dell’acqua di falda e marina contaminata dagli scarichi dei processi di lavorazione che in essi si svolgono e che possono contenere As, Pb, Cr, Cu, Zn e Ni”. Gli autori sottolineano inoltre che l’esposizione a elementi metallici nei lavoratori degli impianti siderurgici “risulta in genere poco studiata in letteratura rispetto a quella ad altri inquinanti, quali idrocarburi policiclici aromatici (IPA), benzene e diossina”. Dunque l’obiettivo dello studio è stato di studiare “l’escrezione urinaria di As, Cr, Mn, Co, Ni, Cu, Zn, Cd, Sn, Ba, Hg, Pb, Sb nei lavoratori dell’impianto siderurgico a ciclo integrale e nella popolazione generale di Taranto per la valutazione del rischio per la salute da esposizione occupazionale e, rispettivamente, ambientale”. A questo proposito sono stati considerati “49 lavoratori dello stabilimento siderurgico (esposti), che lavoravano nei reparti parchi minerali, agglomerato, acciaieria 1 e 2 e impianti marittimi, e 50 soggetti della popolazione generale di Taranto residente a varia distanza dallo stabilimento (controlli), scelti con criterio randomizzato tra esposti e controlli di un precedente studio condotto nel 2005” (una precedente ricerca su 195 lavoratori maschi e su due gruppi di soggetti maschi della popolazione generale). Veniamo subito ai risultati. I risultati del monitoraggio ambientale - sottolineano ancora gli autori della ricerca - hanno mostrato nei campionamenti di polvere respirabile effettuati sia in postazione fissa che con campionatori personali concentrazioni di As e Cd sempre inferiori al LOD (limite di rivelabilità, ndr), mentre Cr, Mn, Ni, Cu e Pb, sebbene pressoché sempre dosabili, sono risultati 1-2 ordini di grandezza al di sotto dei rispettivi TLV-TWA dell’American Conference of Governmental Industrial Hygienists (ACGIH)”. Per lo Zn, “per il quale non esiste un TLV raccomandato dall’ACGIH, complessivamente solo il 25% delle determinazioni sono risultate superiori al LOD”. Il Mn è risultato l’unico elemento metallico a presentare concentrazioni urinarie significativamente più elevate negli esposti rispetto ai controlli, con valori urinari nei due gruppi comunque contenuti nel range dei valori di riferimento italiani. Co, Cu, Zn, Sn e Sb hanno mostrato concentrazioni urinarie significativamente più elevate nei controlli rispetto agli esposti, mentre As, Cr, Cd, Ba, Hg e Pb non hanno mostrato differenze tra i due gruppi. Il Ni è risultato inferiore al LOD nel 60% dei soggetti dei due gruppi”. Inoltre in considerazione della “pressoché identica eliminazione urinaria di elementi metallici da parte di esposti e controlli è stata studiata la dipendenza dei singoli elementi metallici dalle variabili indipendenti”. Ad esempio età, BMI (indice di massa corporea), anzianità lavorativa, consumo di prodotti caseari, carne, pollame, molluschi e crostacei, fumo di sigaretta, … L’intervento riporta diverse tabelle esplicative, anche con riferimento alla dipendenza di alcuni elementi metallici urinari da variabili indipendenti. I risultati “non hanno mostrato nei lavoratori del siderurgico una escrezione urinaria dei singoli elementi metallici tendenzialmente più elevata rispetto ai controlli; anzi per alcuni elementi metallici (Co, Cu, Zn, Sn e Sb) si è osservato l’opposto e per quelli a maggior rilevanza tossicologica (As, Cr, Ni, Cd, Hg e Pb) non è stata osservata alcuna differenza tra i due gruppi. Questi risultati, pertanto, consentono di ritenere del tutto irrilevante il rischio per la salute da esposizione a elementi metallici di tipo occupazionale per i lavoratori dello stabilimento siderurgico e ambientale per i soggetti della popolazione generale di Taranto residente a varia distanza dallo stabilimento”. E questo secondo gli autori vale “sia per gli effetti tossici degli elementi metallici studiati, che per quelli cancerogeni per gli elementi metallici in grado di provocarli con una relazione dose-risposta di tipo lineare con assenza di una soglia di effetto. Per questi ultimi effetti, non superando essi in alcun lavoratore, con l’eccezione dell’As, il valore del 95° percentile del rispettivo valore di riferimento, non dovrebbe essere attesa alcuna azione concausalmente responsabile nella genesi di tumori di origine occupazionale nei lavoratori e di un eccesso di rischio neoplastico di origine ambientale nella popolazione di Taranto”. In conclusione “non è emerso un inquinamento degli ambienti di vita da elementi metallici di origine industriale, mentre, secondo la ricerca, altri fattori non occupazionali sembrano in grado di condizionare l’intake (assunzione, ndr) degli elementi metallici”. _________________________________________________________________________________________________________________________ “ Valutazione del rischio per la salute da esposizione a elementi metallici nei lavoratori del siderurgico e nella popolazione generale di Taranto (Italia)”, a cura di Leonardo Soleo, Piero Lovreglio, Laura Panuzzo, Maria Nicolà D’Errico, Antonella Basso e Ignazio Drago (Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro “E.C. Vigliani”, Università di Bari “A. Moro”, Bari), Maria Enrica Gilberti, Cesare Tomasi, Pietro Apostoli (Dipartimento di Medicina Sperimentale ed Applicata, Sezione di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale, Università di Brescia, Brescia), in Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, volume XXXIV - n. 4 - ottobre/dicembre 2012 .
Si concluderà il 15 settembre nell’ Atrio del Castello Angioino di Mola di Bari l’ AgimusFestival_2013 summer “Festival in rete Feste Musicali in Puglia – Rete dei Festival Puglia Sounds”. La rassegna, ideata, promossa e organizzata dall’ Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali (A.G.I.MUS.) con la direzione artistica di Piero Rotolo, è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Mola di Bari e dalla Regione Puglia (PO FESR Puglia 2007/13 Asse IV – Investiamo nel vostro futuro). L’AgimusFestival, giunto alla 19^ edizione, propone la coesistenza di contenuti musicali di diversi ambiti stilistici (classica, jazz, canzone d’autore, etnico-popolare, contaminazioni). Un’iniziativa, che prevede sei concerti, rivolta non solo agli appassionati, ma anche a chi, intendendo vede nelle “musiche” ulteriori possibilità per interpretare la storia e la cultura dell’umanità. Il programma del "AgimusFestival_2013 summer" si è aperto lo scorso 6 agosto con la “prima” nazionale dello spettacolo “Racconti di jazz”, concerto multimediale ispirato a “Natura morta con custodia di sax” di Geoff Dyer, è proseguito l'8 agosto 2013, protagonista il Duo +2Quartet, special guest Ellade Bandini, il 10 agosto con il concerto “Dal fascino dell’Opera e dell’Operetta all’intramontabile Canzone Napoletana” proposto dal soprano Mariella Gernone e dal pianista Flavio Peconio, ed il 12 agosto 2013 con lo spettacolo “Flamenco e oltre: aromas de Andalucia” proposto dal duo spagnolo Hermanos Cuenca. Per il prossimo appuntamento in programma Sabato 31 agosto 2013 (ore 21.15) l’ AgimusFestival rinnova il suo annuale appuntamento con il concerto in ricordo di Giovanni Padovano, già presidente dell’associazione molese.Il “Concerto in 16/9” è un percorso musicale incentrato sulle più celebri colonne sonore nate dagli anni ‘60 ad oggi. Un percorso tra immagini vecchie e nuove e musica firmata dai compositori più illustri del cinema italiano e straniero, da Nino Rota a Morricone passando per Trovajoli, Piovani, Vangelis, ecc. Un omaggio al Cinema d’autore attraverso quanto di più prezioso ci ha donato con le immagini e i suoni. L’esecuzione, accompagnata dalla proiezione delle scene dei film dai quali sono tratti i temi musicali, è affidata al D’Antona Movie Ensemble formato Luigi Maio (pianoforte e tastiere), Stefano Indino (fisarmonica, vibraccordion e sax), Riccardo Ascani (chitarra) e Maria Ausilia D’Antona (voce e mandola). L’ultimo appuntamento del AgimusFestival 2013 è fissato per Domenica 15 settembre 2013 (ore 20.30), e vede il debutto della coproduzione “Chopin/Piazzolla: tocco di vita e di morte …ovvero… il senso contemporaneo del romanticismo” realizzata dalle associazioni musicali A.G.I.MUS. di Mola di Bari e Darshan di Catania. Protagonisti sono il pianista Piero Rotolo e il quintetto d’archi Talos. Nell’accostare Chopin (Concerto n. 1 in mi minore op. 11, versione cameristica) a Piazzolla (Estaciones Portenas), la produzione intende valorizzare la possibilità di espansione culturale delle tematiche romantiche e fare dell’ estetica di questi due compositori una sorta di ponte capace di condurci verso i più vari legami. Tra l’altro, i due compositori, pur nelle distanze dovute a data e luogo di nascita, sono comunque estremamente vicini per l’interpretazione che entrambi hanno dato del cammino dell’essere umano, interpretazione segnata da un virile pessimismo, equilibrato e malinconico, ma anche capace di un’ironia corrosiva. Su tutto comunque risalta l’incanto giovanile, la freschezza, la poesia, l’originalità e lo splendore della loro scrittura che li conserva vivi in tutti gli ambiti: uno spettacolo che costituisce quindi un momento di ascolto di alto livello in grado di conquistare il pubblico dagli interessi più diversi. Biglietti 12€ (intero) - 8€ (over 65) - 5€ (under 27) Info e Prenotazioni: Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali (A.G.I.MUS.) - Mola di Bari- www.associazionepadovano.it | tel. 368 56 84 12 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Su proposta dell'Assessore Regionale alle Risorse Agricole il tarantino Fabrizio Nardoni è stato approvato dalla Giunta regionale, nella seduta del 5 agosto, il Programma Venatorio Regionale 2013-2014. Lo stanziamento previsto nel Bilancio 2013 ammonta a 2 milioni di euro. L’Esecutivo ha poi, conseguentemente, approvato il Calendario Venatorio. La Stagione è fissata dal 15 settembre 2013 al 29 gennaio 2014 per i residenti nella regione. Per gli extraregionali, comunque in possesso di autorizzazioni annuali o di permessi giornalieri rilasciati dagli ATC pugliesi, l’esercizio venatorio è consentito da domenica 6 ottobre fino a domenica 5 gennaio 2014. Il 15 settembre dunque, sarà il primo giorno utile di caccia,successivamente a tale data, le giornate consentite sono tre settimanali (mercoledì,sabato e domenica) . Derogando dalla regola generale, esclusivamente per i residenti in Puglia, sarà consentito esercitare l’attività venatoria, limitatamente alla specie ‘tortora’, il 1° settembre ed alle specie ‘tortora’ e ‘quaglia’ il 12 settembre. I Sindaci dei Comuni di Rocchetta S.Antonio,Lesina,Peschici e Vieste, sono autorizzati ad escludere dalla deroga i territorio interessati dagli incendi del 2007. Nel periodo 02 ottobre 2013 – 29 gennaio 2014 è vietato cacciare in forma di rastrello, a partire dal numero minimo di 2 cacciatori. Su tutto il territorio regionale è fatto divieto assoluto del prelievo della specie “Beccaccia” attraverso la “posta” ovvero durante “il passaggio” mattutino e serale. Le botti in resina o plastica poste e rimosse giornalmente per la caccia agli acquatici nelle zone lacustri sono da considerarsi appostamenti temporanei e, quindi, non soggetti ad alcuna autorizzazione. Per quanto riguarda i territori ricadenti nelle ZPS, l’attività venatoria potrà essere esercitata dalla terza domenica di settembre al 29 dicembre 2013, secondo modalità e termini riportati nel Calendario, mentre nel mese di gennaio 2014 unicamente nelle giornate di mercoledì e domenica.

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