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Giornale di Taranto - Cultura, Spettacoli & Società

Non solo 15 e 16 novembre, si aggiunge anche il 22: un esperimento che nasce dal grande successo del cartellone di prosa

L’assessore Marti: «Taranto ha risposto alla grande a un palinsesto che viaggia verso il sold out totale»

 

Una, due, tre date.  Lo spettacolo “L’uomo più crudele del mondo”, con cui due giganti del cinema italiano, ovvero Lino Guanciale e Francesco Montanari, inaugureranno la stagione di prosa del Teatro comunale Fusco mercoledì 15 e giovedì 16 novembre, fa il tris: si aggiunge, infatti, una seconda replica dell’opera, mercoledì 22 novembre alle ore 21.00.  

Si tratta di una scelta mirata dello storico teatro tarantino e dell’amministrazione comunale, di concerto con il Teatro Pubblico Pugliese, per premiare il pubblico ionico che ha letteralmente preso d’assalto abbonamenti e botteghino, facendo registrare il sold out già per diversi appuntamenti della stagione, tra cui proprio le due date de \"L\'uomo più crudele del mondo\".

 

«Il sipario del Teatro comunale Fusco si aprirà tre volte – ha dichiarato l’assessore allo Spettacolo del Comune di Taranto, Fabiano Marti – davanti a due attori apprezzatissimi in Italia e all’estero, come Lino Guanciale e Francesco Montanari. Siamo assolutamente orgogliosi dei numeri che questa stagione di prosa sta facendo registrare, questo è il nostro modo di premiare la cittadinanza e coloro i quali non erano riusciti a prendere il biglietto per le due date precedenti. Vedremo quale riscontro avrà questa iniziativa, in modo tale da riproporla magari per alcuni spettacoli delle prossime stagioni: è un inizio col botto, vogliamo il Fusco gremito anche in questo terzo appuntamento».

 

“L’uomo più crudele del mondo” si apre in un capannone abbandonato, in una stanza spoglia dove troviamo Paolo Veres, proprietario della più grande azienda di armi d’Europa, schivo e riservato ma con la fama di essere spietato e senza cuore, e un giovane giornalista di una testata locale, a cui tocca intervistarlo. Tensione crescente e domande incalzanti, con la vicenda che presto assume una piega imprevista, sino ad arrivare a un finale che ribalterà ogni prospettiva su ciò che sappiamo del bene e del male.

 

«Tre date per uno stesso spettacolo significa aver fatto centro, significa che abbiamo lavorato bene in fase di programmazione – il commento del direttore del Teatro comunale Fusco, Michelangelo Busco –, se poi sul palco ci sono Lino Guanciale e Francesco Montanari l’orgoglio è doppio. Facciamo quest’esperimento per avere con noi altri appassionati di teatro, siamo felici di aprire in questo modo la nostra stagione di prosa, con due attori di calibro internazionale, e con tre date per uno spettacolo di altissimo livello».

 

Le vendite per i biglietti per la data del 22 novembre saranno aperte sin da oggi a partire dalle ore 11.00. Il botteghino del Teatro Fusco è aperto dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 19. Il biglietto intero per la platea è di 30€ (ridotto 25€), per la galleria è di 25€ (ridotto 20€).

Biglietti disponibili anche al link https://www.vivaticket.com/it/Ticket/l-uomo-piu-crudele-del-mondo/223270.

Il 18 novembre  al Teatro comunale Fusco, alle ore 21.00, unica data nel Sud Italia quella di Taranto per i The Manhattan Transfer, iconico gruppo vocale statunitense, fondato nel 1969 da Tim Hauser insieme alla cantante Laurel Massé.

 

Dieci Grammy Awards vinti, 12 nomination, milioni di dischi venduti nel mondo a partire dal 1972. Oggi i The Manhattan Transfer festeggiano i 50 anni di carriera e lo fanno portando anche nel Teatro comunale Fusco di Taranto la loro musica, i loro progetti, la storia della musica degli ultimi anni.

I Manhattan Transfer hanno fatto scuola per l’uso innovativo della voce attraverso il vocalese, ovvero uno stile di canto nel quale il vocalist canta una melodia composta in origine per uno strumento. Seguendo l’insegnamento di Jon Hendricks, hanno iniziato con il simulare le emozioni degli strumentisti lasciando che le parole fluissero. I The Manhattan Transfer hanno il merito di aver fatto evolvere il vocalese, facendolo uscire dalla big band e dal bepop per portarlo verso il moderno jazz. 

Da Chansons d’amour a Boy from New York sonorità tutte familiari per gli appassionati della band statunitense che solcherà il palco del Teatro comunale Fusco in un concerto unico e imperdibile, quello di Taranto – organizzato per la stagione musicale del Comune di Taranto con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese - si prospetta come un evento che resterà negli annali della musica tarantina.

“Un appuntamento con la musica internazionale. – commenta l’assessore allo Spettacolo Fabiano Marti – ma soprattutto un abbraccio con la storia della musica. Un’opportunità unica per Taranto ma non solo, poiché il concerto del 18 novembre sarà l’unica data da Roma in giù per una formazione che ha scritto la storia della musica mondiale. E noi siamo fieri di averli portati nella nostra città che sempre più apprezza scelte e proposte colte”.

I biglietti possono essere acquistati sul circuito Ticketone.

 

Chi sono i The Manhattan Transfer 

Il leggendario quartetto ha ricevuto 10 GRAMMY® Awards su 20 nomination ed è stato inserito nella “Vocal Group Hall of Fame”.

Cheryl Bentyne, Janis Siegel, Alan Paul e Trist Curless mantengono l’integrità e l’abilità artistica forgiate inizialmente dal loro fondatore Tim Hauser, scomparso nel 2014.

Per il nome hanno preso spunto da un romanzo dello scrittore statunitense John Dos Passos e dedicato alla New York degli anni venti, durante la cosiddetta era del jazz.

Applicano le loro armonie alla musica pop e R&B, rinnovando la tradizione.

Si tratta di un gruppo vocale che ha saputo superare ogni barriera tra i generi musicali, incorporando jazz, pop, R&B, rock and roll, swing, classica e musica a cappella.

 

Grande entusiasmo e partecipazione alla presentazione del film Il Comandante nella sala gremita del Cinema Casablanca di San Giorgio Jonico alla presenza del regista Edoardo De Angelis, del cast con Massimiliano Rossi, della produzione con Pierpaolo Verga e della BCCSanMarzano con il presidente Emanuele di Palma 

A grande sorpresa un video saluto dell’attore protagonista Pierfrancesco Favino per Taranto. Un ringraziamento è stato rivolto al pubblico presente, ai giornalisti e a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di un film straordinario, in grado di restuire la storia di uno degli eroi dimenticati della Seconda Guerra Mondiale !

Si è chiusa la manifestazione organizzata da Brigadoon. La giuria ha premiato il film del regista norvegese Viljar Bøe. Diversi gli ospiti internazionali arrivati a Taranto dal 24 al 29 ottobre. Il direttore artistico Di Giorgio: “Guardiamo già alle prossime edizioni”

 

 

È Good Boy del regista norvegese Viljar Bøe il film vincitore della sesta edizione di Monsters – Taranto Horror Film Festival nel Concorso Internazionale Lungometraggi. Per quanto riguarda il Concorso Cortometraggi, ad aggiudicarsi il premio è stato The Lovers dell’animatrice svedese Carolina Sandvik. Invece come Miglior Film della sezione Off Horror il riconoscimento è andato a The Fifth Thoracic Vertebra del sudcoreano Syeyoung Park.

 

Si è chiuso con la premiazione e i videomessaggi di ringraziamento di tutti i vincitori il festival cinematografico organizzato da Brigadoon – Altre storie del cinema, che ha continuato il suo percorso di crescita, portando anche quest’anno in riva allo Ionio il meglio della cinematografia di genere da tutto il mondo. Tanti gli apprezzamenti arrivati a caldo dal pubblico che, fedele e attento, ha partecipato alla sei giorni festivaliera, tra il Savoia Cityplex e Spazioporto, avendo modo di vedere oltre trenta titoli sul grande schermo tra prime nazionali, anteprime e classici.

 

Da questa edizione è stato inserito anche il Premio alla Miglior Regia: per i lungometraggi ha vinto Best Wishes to All del giapponese Yuta Shimotsu, mentre tra i corti è stato premiato Power Signal dello statunitense Oscar Boyson. C’è anche un po’ d’Italia nel palmarès, con la Menzione Speciale andata al lungometraggio Almamula dell’argentino Juan Sebastián Torales, co-prodotto dalla nostrana Augustus Color. Un’altra Menzione è stata assegnata al cortometraggio animato Crappy Christmas: Operation Christmas Child del tedesco Jürgen Kling.

 

Questa la motivazione della Giuria composta dal regista belga Karim Ouelhaj e dai critici Giulio Sangiorgio e Sergio Sozzo, che ha assegnato il Premio per il Miglior Film a Good Boy“Viljar Bøe nasconde il mistero in piena luce, gioca a carte scoperte ma non rivela fino in fondo, come nella partita di seduzione delle app di incontri. La messinscena asettica è la prima trappola del film, un’inquietudine che resta con lo spettatore a lungo, la domanda è quanto vogliamo davvero essere liberati?”.

 

La Giuria del Concorso Internazionale Cortometraggi, composta dalla produttrice Francesca Andriani, dallo sceneggiatore Maurizio Cotrona e dal regista e attore Andrea Simonetti, ha invece motivato così la scelta di premiare il corto animato in stop-motion The Lovers, di Carolina Sandvik: “Per la maestria artigianale e registica con cui Carolina Sandvik trascina lo spettatore dentro il racconto, suscitando inquietudini che non terminano con i titoli di coda. Il corto è capace di porre interrogativi che vanno oltre l\'usura delle relazioni e le trasformazioni fisiche, generando un senso di minaccia esistenziale che ci coinvolge tutti”.

 

Il critico Luigi Abiusi, la produttrice Florence Saâdi e l’artista Ezia Mitolo hanno così motivato il Premio a The Fifth Thoracic Vertebra di Syeyoung Park come Miglior Film della sezione Off Horror, con cui quest’anno si è voluto dare spazio a opere più sperimentali: “Per la profondità del discorso teorico sulle immagini – ridefinizione del senso del colore, della luce, di una livida trasparenza – grazie al quale è possibile conoscere il mostro nelle sue aberrazioni, ma anche nella sua inaspettata ‘umanità’ e sensibilità, tra orrore e film d\'amore, con un sorprendente risvolto politico nella mano tesa al nemico”.

 

Ha destato interesse il focus dedicato alla figura del Licantropo, mostro simbolo dell’edizione, che oltre al classico L’uomo lupo, diretto nel 1941 da George Waggner, ha proposto il brasiliano As boas maneiras di Juliana Rojas e Marco Dutra e l’indimenticabile Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis, film di chiusura del festival.

 

Emerge soddisfazione dalle parole del direttore artistico di Monsters Davide Di Giorgio«La sesta edizione ha proiettato i nostri Monsters su una dimensione internazionale piena, con ospiti da vari Paesi che hanno amato Taranto e la proposta culturale articolata del festival. In questo senso, anche la nuova sezione sperimentale Off Horror si è dimostrata una scommessa vinta, capace di attrarre un pubblico sempre attento e generoso. Con questo spirito guardiamo già alle prossime edizioni, dove intendiamo ampliare gli omaggi alla grande tradizione dell\'horror, con focus su grandi autori e cinematografie da riscoprire, mantenendo allo stesso tempo costante la ricerca delle novità in grado di tracciare le future coordinate del genere».

 

La sesta edizione di Monsters è stata realizzata con il contributo della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – Ministero della Cultura, all’interno di Apulia Cinefestival Network 2023, realizzata da Regione Puglia, Apulia Film Commission e ARET PugliaPromozione nell’ambito dell’intervento “Promuovere la Puglia del Cinema 2023” a valere su risorse del POR Puglia 2014/2020 - Asse VI - Azione 6.8. e con la partecipazione del Centro Studi Cinematografici, in partnership con Film Freeway, Blue Velvet, Magnifica Ossessione, Libreria Dickens, Volta la carta, con i festival Vicoli Corti – Cinema di periferia, Be Green Film Festival, ToHorror Fantastic Film Fest, Fantafestival, Apulia Horror International Film Festival. Sono stati media partner Duels e Sentieri Selvaggi.

 

In concorso l’ultima edizione del Festival di Venezia, dove ha aperto l’80^ edizione, il film “Comandante” di Edoardo De Angelis, con protagonista l’attore Pierfrancesco Favino, arriva finalmente nelle sale distribuito da 01 Distribution. Da oggi, martedì 31 ottobre, sarà possibile ripercorre sul grande schermo la storia di Salvatore Todaro, comandante del sommergibile Comandante Cappellini durante la Seconda guerra mondiale. Il giorno dopo l’uscita nazionale, mercoledì 1° novembre, il regista Edoardo De Angelis e parte del cast faranno un breve tour per un saluto al pubblico nelle sale del territorio tarantino, a iniziare dal multisala Casablanca di San Giorgio Jonico(alle 18.30), cui seguirà il cinema Savoia CityPlex di Taranto (alle 20 e alle 20.30).

 

Considerato un vero e proprio kolossal bellico, “Comandante” lancia una sfida agli action movie di guerra internazionali, in particolare quelli ambientati appunto nei claustrofobici spazi di un sommergibile. Non a caso per questo esperimento cinematografico assolutamente avanguardista dal punto di vista delle nuove tecnologie, lo sforzo produttivo è stato considerevole per il cinema italiano, tanto da impegnare per diverso tempo l’interno della Marina Militare di Taranto. Qui è stato ricreato in ogni dettaglio e a grandezza naturale il sommergibile Cappellini, lungo 73 metri per 70 tonnellate di acciaio, oltre al coinvolgimento di più di 100 professionisti fra ingegneri, costruttori e artigiani.

 

Girato l’anno scorso per otto settimane quasi esclusivamente all’interno della Marina Militare di Taranto, il film è prodotto da Indigo Film e O’Groove con Rai CinemaTramp LTDV-GrooveWise Pictures, in associazione con Beside Productions (distribuzione), con il sostegno di Apulia Film Commission e Regione Puglia.

 

Il film è ambientato nel periodo della Seconda guerra mondiale quando, il temerario capitano di corvetta della Regia Marina Salvatore Todaro, è al comando del sommergibile Comandante Cappellini. È il 16 ottobre 1940 quando il comandante affonda a largo dell\\\\\\\'Atlantico un piroscafo mercantile belga, il Kabalo, che aveva aperto il fuoco su di loro.

 

Todaro decide, contro il parere dei superiori, di salvare i 26 naufraghi belgi, condannati a morte certa alla deriva su una zattera a centinaia di miglia dalla costa, anche se per far ciò dovrà navigare in emersione per tre giorni, rendendosi visibile alle forze nemiche e mettendo a repentaglio la propria vita e quella dei suoi uomini. In quei tre giorni, il sottomarino si trasformerà in un luogo di incontro tra sconosciuti, anche molto diversi tra loro, ma più simili di quanto non pensassero.

 

A 40 anni esatti dalla sua nascita, la Casa editrice Scorpione apre un punto vendita al civico 16/A di via Nitti a Taranto. In un momento in cui è fortissimo il bisogno di presidi culturali, ecco che Carmela e Piero Massafra <insistono>, per dirla con il prof Massafra, decidendo di fare questo bel regalo alla città. In Books and Bags, come ci racconta Carmela Massafra  sarà possibile trovare i titoli editi da Scorpione ma non solo, sarà infatti possibile trovare oggettistica, gadget e accessori per soddisfare tarantini e turisti, con come obiettivo, a breve, quello di allargare la vendita alle produzioni delle altre case di editrici, acquistabili anche su ordinazione. E insomma, una boccata di profumo di libri che ci voleva! 

Ieri  taglio del nastro, cerimonia alla quale hanno voluto partecipare in tanti per testimoniare la gioia di una di presenza necessaria. 

<A pochi passi da una libreria che ha appena chiuso i battenti, la Ubik, ecco che si apre Scorpione, una nuova libreria indipendente- scrive Marco Ludovico  Responsabile del Comitato Circumarpiccolo luogo del cuore-

la scommessa è di non disperdere quei lettori, di riportarli in libreria, di riabituare alla lettura chi non lo è più, di costruire e far nascere nuovi lettori. 

 

Una gran bella notizia, se si pensa che il crollo delle librerie in città è stato incessante, oltre 10 negli ultimi anni. Dalle storiche (De Pace, Leone, Filippi), alle scolastiche (Filomarino, Veralibri, Carlo, Costa), a quelle di usato (Quarinto, Faber), alle più recenti (Coin-Mondadori, Einaudi, Gilgamesh).

 

Aprire nuova Libreria rappresenta una occasione per tutta la città. Oltre ad essere un luogo per la promozione della lettura e della cultura, Scorpione è destinato a diventare uno spazio conviviale, un punto di incontro fra libri e persone, un luogo di contaminazione e creazione di nuove idee e proposte. 

 

Una Libreria aperta a tutta la città, dove sentirsi a casa, essere liberi di confrontarsi, progettare qualcosa. Una bella sfida lanciata a tutti gli abitanti, adulti e giovani, desiderosi di conoscenza, da accogliere con affetto e attenzione.

A dar vita a questa straordinaria avventura è  il Professore/Editore, inossidabile, Piero Massafra, e sua figlia Mariacarmela, che ringraziamo>

<La cultura non ha dimensioni - sottolinea la giornalista Roberta Morleo- si nutre di entusiasmi, passioni, voglia di conoscenza. Ecco perché l\\\\\\\'apertura di una libreria, piccola per quanto possa essere, è sempre una cosa grande 

A inaugurata, nel cuore del borgo, sotto il loro segno dello zodiaco Carmela e Piero Massafra, anime  scorpioniche (Scorpione Editrice), alla presenza di tanti amici, entusiasti e felici

Davvero lo siamo stati, felici

Perché Books and Bags, (così si chiama) , è, senza retorica, uno scrigno prezioso. Libri che raccontano storie di Taranto, dei tarantini, delle tradizioni, di quello che è stato e di quello che sarà 

Fra i tanti, tutti editi da Scorpione, c\\\\\\\'è anche il mio, Chiamatemi Leo.

 

È stato bello vederlo accanto a tanti tributi autorevoli, a tante firme prestigiose, cullato da nomi e immagini che al mio eclettico amico, Leo Pantaleo, sarebbero piaciuti moltissimo. Ora è lassù ed è anche un po\\\\\\\' lì, a respirare il profumo dei libri, ed a guardarsi attorno, ammiccante e compiaciuto.> 

Lu.Lo.

 

 

 

Sarà Alex Wyse, nome d\'arte di Alessandro Rina, giovane cantautore italiano che conta oltre 60 milioni di streaming sulle piattaforme digitali e che la generazione Z ha scoperto e amato anche grazie ad Amici 2022, a chiudere la rassegna MUSICA FLUIDA oggi, domenica 29 ottobre,  al Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Al MArTA Alex Wyse arriverà con il nuovo singolo, fresco di uscita, “Un po’ di te”, che si candida ad essere un grande successo come già è accaduto per l’ultimo estratto dall’album “Ciò che abbiamo dentro”(certificato disco d’oro) intitolato ”Dire fare curare” feat. Sophie and The Giants, artista di spicco del power pop mondiale.

Quello al MArTA per Alex Wyse sarà il primo di una serie di appuntamenti live speciali con cui tornerà ad abbracciare i suoi fan, proponendo un set intimo e molto personale, nel quale si alterneranno momenti di racconto e momenti di musica.

 

MUSICA FLUIDA è una rassegna promossa dall’Orchestra della Magna Grecia, insieme al MArTA e con il sostegno del MIC- Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e della Provincia di Taranto. Un format, attività tematica nel Museo prima e live dopo, che vuole intrigare gli adolescenti, conducendoli alla scoperta delle meraviglie del Museo Archeologico Nazionale.

Il ticket unico, al costo di dieci euro, comprende un percorso di circa 45 minuti nelle sale. Ingresso ore 16.00, visita a scaglioni e poi concerto alle 18.30. Biglietti online su Ticketsms. Non si potrà entrare al museo solo per assistere all’esibizione musicale.

 

 

All’indomani dell’anteprima all’Auditorium della Conciliazione, cui erano presenti circa 400 persone, è arrivata la notizia della vittoria di “Bangarang” del regista Giulio Mastromauro nella sezione Panorama Italia di Alice nella città, diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini.

È una gran bella notizia quella che arriva dalla Festa del Cinema di Roma con questo riconoscimento a un lavoro in cui si racconta dei bambini di Taranto. 

Il documentario, prodotto da Zen Movie con Nuovo Imaie, con il sostegno di Apulia Film Commission e Regione Puglia e con la partecipazione di Dispàrte, vince il Premio speciale della giuria composta da Tarak Ben AmmarFrancesco Motta, Ivan SilvestriniYle VianelloAlessandra De Tommasi e Riccardo Milani (Presidente onorario).

 

Questa la motivazione della giuria: “L’unico documentario in concorso merita un’attenzione e una menzione speciale per la capacità emotiva di aver colto le sfumature del vissuto dei bambini di Taranto, raccontate dalle loro stesse parole. A volte confuse, tendono a imitare gli atteggiamenti degli adulti e quindi vivono il caos, il \"bangarang\" del titolo, che il regista ha saputo raccogliere così bene. Giulio Mastromauro non lo ha trasformato in altro, non lo ha edulcorato né ha forzato la spontaneità dei giovanissimi interlocutori. Anzi ha saputo fare un passo indietro con grande incisività\".

 

“È un premio totalmente inaspettato. Bangarang è un film libero e sono felice che la giuria abbia percepito l’amore, il coraggio e l’ostinazione con cui è stato realizzato questo film - commenta il regista, sceneggiatore e produttore Giulio Mastromauro - È un premio che sento di dover condividere con tutta la crew perché questo viaggio lo abbiamo fatto insieme. Dedico questo premio alla città di Taranto e ai suoi bambini”.

 

 “Bangarang” è un documentario girato a Taranto che entra nel mondo dell’infanzia. I bambini sanno essere chiassosi, spensierati, giocosi, inconsapevoli, violenti. Anche a Taranto, una città industriale del Sud Italia che ospita dagli anni Sessanta la più grande acciaieria in Europa. Osservandone i gesti e ascoltandone le emozioni, entriamo nel mondo dell’infanzia e allo stesso tempo ci immergiamo nel presente di questo territorio, teatro di uno dei più gravi disastri sanitari e ambientali della storia italiana ed europea. Bangarang è una parola giamaicana e significa tumulto, disordine, caos.

\"Gli ultimi due anni di lavoro (e di vita) - sottolinea il regista - sono legati a nodo stretto ad una città, Taranto, che ho ascoltato, osservato ed imparato ad amare come si ama una seconda casa. Da questo intenso rapporto, e al legame profondo con i bambini del territorio, è nato BANGARANG, un film che ha un valore molto speciale per me e io sono felicissimo averlo potuto presentare in anteprima a Roma, nella capitale. Perché, anche se non ho mai pensato di realizzare un film politico, mi auguro possa contribuire a sensibilizzare su un tema che non deve riguardare solo Taranto ma appartiene a tutti noi.\"

Lu.Lo. 

Giunto nel capoluogo ionico per il

suo concerto al teatro Fusco, il

noto cantautore Vinicio Capossela che da sempre ama Taranto, le sue meraviglie e il suo Museo, anche in questa tappa sulle sponde dei due mari non ha voluto perdere e occasione per fare visita al MArTA e alle sue ricche sale espositive. In questa foto apprezza il celebre Cratere a mascheroni con partenza di Anfiarao, databile al 330 a.C. recuperato dal Getty Museum. Per usare il verso una delle sue celebri canzoni, ecco \"che coss\'è l\'amor\"!

Lu.Lo. 

Un progetto camaleontico, dalle mille sfumature, che ha il preciso scopo di sospendere le incredulità del pubblico. Sarà Vinicio Capossela a inaugurare, martedì 24 ottobre alle ore 21.00, la stagione musicale del Teatro comunale Fusco, con lo spettacolo “Con i tasti che ci abbiamo – Tredici canzoni urgenti in teatro”, la tappa tutta tarantina di un tour cominciato a inizio ottobre e che proseguirà fino al mese prossimo. Uno start sicuramente pirotecnico per il palinsesto musicale messo a punto dal Teatro Fusco con il supporto dell’amministrazione comunale e del Teatro Pubblico Pugliese.

 

«Diamo il via a questa nuova entusiasmante stagione – le parole dell’assessore allo Spettacolo del Comune di Taranto, Fabiano Marti –, e lo facciamo con un cantautore capace di spaziare con facilità ed efficacia tra vari generi e sonorità. Vinicio Capossela è un artista che riesce ad affascinare con la sua musica e il suo stile, noi siamo a dir poco onorati di averlo a Taranto e di aprire con lui questo cartellone curato nei minimi dettagli».

 

Le Tredici canzoni urgenti partono proprio dalla volontà del cantautore di dare la propria interpretazione ai problemi che attanagliano la società odierna. Il tutto attraverso questa ricca antologia di brani scritti tra febbraio e giugno 2022, che viaggiano per gli antipodi dei generi musicali, passando dalle ballate al reggae and dub, dalle sonorità waltz, jive e cha cha cha alla folìa cinquecentesca, pur conservando un fil rouge che mette a posto tutte le tessere del puzzle.

Il concerto, una produzione La Cupa, esalta il ruolo dell’immaginazione, la grande possibilità che abbiamo di trasformare la realtà che ci circonda, e comunica col pubblico anche attraverso la scenografia: sul palco sarà presente una specie di anfiteatro che prolunga le gallerie del teatro, completando un ideale abbraccio con gli spettatori.

 

«Vinicio Capossela è uno degli esponenti di spicco sulla scena del cantautorato italiano – ha commentato Michelangelo Busco, direttore del Teatro comunale Fusco –, un artista poliedrico capace di ospitare dentro di sé le figure di paroliere, cantante, strumentista e novellista. È bello iniziare con lui questa stagione, prepariamoci a uno spettacolo unico nel suo genere».

 

Biglietti in vendita sul circuito Ticket One

Poltronissima – intero € 48 + più diritto di prevendita

Poltrona platea settore b – intero € 45 + più diritto di prevendita

Galleria – € 38 + più diritto di prevendita

Palchi visibilità limitata – € 32 + più diritto di prevendita

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