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Giornale di Taranto - Cultura, Spettacoli & Società

8 Marzo 2024 dedicato a LE DONNE NELLA RESISTENZA ANTIFASCISTA nelle figure di Adele Ficarelli e Ugenti Maria Scala. E\\\\\\\\\\\\\\\' questo il tema dell incontro che si terrà mercoledì 6 marzo alle 17.30 a Taranto, presso  la sede SPI Salinella di via Mar Grande,1 adiacente ai Giardini Ficarelli

Presiede Egidio Solfrizzi. Intervengono

Giovanni Battafarano già presidente provinciale e responsabile meridionale Anpi

Giancarlo Girardi presidente assemblea SPI Salinella

Beppe Lazzaro vice presidente provinciale vicario Anpi

Riccardo Pagano presidente provinciale Anpi

Sarà un occasione di approfondimento legato a queste importanti figure femminili.

 La vicenda umana e familiare dell\'antifascista Ugenti Maria Scala di Massafra, “Donna dell \'anno 2019” della CGL Taranto - scrive Giancarlo Girardi- sarebbe stata quella di una comune bracciante del meridione d\'Italia dei primi cinquanta anni del secolo scorso se piccoli e grandi avvenimenti storici non avessero coinvolta lei e la sua famiglia rendendola dura e drammatica la sua esistenza. Spesso, ancora in quel periodo, si rimaneva analfabeti perché non era necessario, per vivere in quella dura condizione sociale, saper leggere e scrivere, bastavano appunto le braccia. La loro intera esistenza era dedicata al lavoro e tuttavia la “memoria” della propria famiglia era considerata un patrimonio, un valore. Veniva coltivata e trasmessa tra le generazioni attraverso il racconto orale nel tradizionale focolare domestico. La vita matrimoniale con Angelo Antonicelli agli inizi sembrò procedere normalmente, nacquero i primi due figli ma lentamente, però già da alcuni anni prima in Angelo veniva avanti la causa da lui abbracciata, divenuta poi  negli anni una missione da compiere, la sua scelta definitiva di vita. Sposa le idee socialiste già nei primi anni dieci, si oppone ai latifondisti nel segno dei suoi diritti, per questo viene licenziato più volte ed è costretto a migrare in Germania per trovare lavoro e mantenere da lontano la sua famiglia. Maria Scala resta sola per la prima volta di tante altre volte successive. Angelo, però, è costretto a tornare per partecipare, a trentadue anni, alla Grande Guerra. Esperienza tragica in cui viene coinvolto direttamente nella disfatta di Caporetto ma riesce a salvarsi ed alla fine della guerra ritornare a casa. Qui affronta i problemi reali e drammatici dei reduci, contadini e braccianti, lo fa con la sua Lega proletaria nei due anni straordinari, quello del “Biennio Rosso”. Maria Scala continuava, proprio per questo, ancora a “salire il Calvario con la sua croce” come lei stessa solea dire. Angelo cercò di conciliare il suo impegno sindacale e politico con quello dei suoi cari ma nulla poté quando il regime lo arrestò il 30 ottobre del 1926, insieme all\\\\\\\\\\\\\\\'intero gruppo dirigente del suo partito. Fu condannato ad otto anni di carcere, tre di sorveglianza speciale e poi proposto per il confino. Maria scala pure lei imputata non venne arrestata perché incinta di quattro mesi. La responsabilità dell\\\\\\\\\\\\\\\'intero nucleo familiare, allora, cadde perciò su di lei, sulle sue spalle fragili e minute. Si doveva sopravvivere con il salario dovuto ad una donna, la metà di quello di un uomo e del solo figlio più grande, di soli dodici anni, che avrebbe portato un terzo del suo. Il tutto per sostenere i restanti quattro bambini, la più piccola di un anno. La grande responsabilità nel nuovo ruolo fanno emergere il carattere e la determinazione straordinaria di Maria Scala. La sua immediata reazione diretta al regime fece di lei la prima donna antifascista massafrese e non solo, si rivelò donna e madre straordinaria, affrontò il regime a mani nude come madre dei suoi bambini e moglie orgogliosa del “galeotto Antonicelli”. Restò sola, il paese codardo le voltò le spalle, la solidarietà normale tra la povera gente poteva divenire in questi casi, per il regime, un complotto contro e quindi per altri punibile. Memorabile l episodio in cui si reca dal podestà di Massafra attraversando il ponte verso piazza Garibaldi con i cinque bambini in fila per chiedere un suo intervento per liberare il marito innocente dalla prigione. Al diniego del podestà lascia sulla scrivania il piccolo ancora in fasce che non poteva allattare, lei affermo, con il suo latte avvelenato e andò via. Ovviamente- sottolinea Girardi- lo riprese ma dopo la richiesta del podestà. Le fu proposto solo un temporaneo sussidio di mendicità che con sdegno lei rifiutò. Le arrivarono, anche, inizialmente, somme di denaro del “soccorso rosso” spedite dall estero dal partito ma tutte furono confiscate e usate sistematicamente dai fascisti. 

Terribile fu il tentativo, successivamente, di linciaggio morale perpetrato dai fascisti e dai carabinieri per marchiare la sua onorabilità di donna e di moglie per colpire moralmente in carcere Angelo. Essa fu sottoposta a Massafra prima, a Taranto dopo, a visite ginecologiche per accettare un presunto aborto, allora considerato reato grave, le fu consentito di avere una ostetrica di parte. Lei vide un segno della Provvidenza nella disponibilità di un galantuomo, il notaio Nicola Diasparro che la aiutò economicamente per mantenere i figli e dette loro un tetto in cui ricominciare a vivere senza pretendere nulla in cambio. Il ritorno dal carcere di Angelo per l   amnistia concessa nel decennale della dittatura, dopo sei anni e dodici giorni di detenzione fece tornare lentamente la famiglia ad una vita solo apparentemente normale nonostante la continua sorveglianza sociale di Angelo. Dopo l otto settembre del 43 si ricongiunse tutta la famiglia lei finalmente raggiunse la tanto sospirata tranquillità sino alla sua morte avvenuta un anno dopo, nel dicembre del 1944.

 Lu.Lo.

 

Si terrà Venerdì 8 marzo alle ore 18.00 presso la Biblioteca Civica “P. Acclavio” il concerto con  reading Omaggio alle

donne organizzato dall’Associazione musicale Guitar Artium sotto la direzione artistica della prof. Maria Ivana Oliva

e patrocinato da Comune di Taranto, Regione Puglia e CVS.

Di scena le giovani donne soliste dell’orchestra Andrés Segovia che si alterneranno in un dialogo tra musica e parole con la giornalista ed autrice ben nota al pubblico tarantino Luisa Campatelli. Autrice, giornalista professionista, formatrice,

Luisa Campatelli, di recente si è accostata alla scrittura teatrale, riscuotendo molti consensi. Formatrice e coordinatrice

di percorsi didattici e di orientamento. Negli anni 2000 è stata direttrice del quotidiano tarantino Il Corriere del Giorno.

Attualmente è direttrice di Formare Puglia. Ha partecipato a concorsi letterari e i suoi racconti La Scelta e La guerra

di Tito sono stati pubblicati in antologie a tema dalla Casa editrice Catartica, con Affiori ha pubblicato il racconto

ambientato in Puglia Bella Terrona. Dai testi La Gru, che affronta il delicato e drammatico tema della sicurezza sul

lavoro, Sguardi, storia dell’incontro tra una donna occidentale e una donna musulmana, e Punta testo sulla

ribellione femminile ispirato alla Tarantola sono tratte opere teatrali interpretate da Tiziana Risolo con la regia di

Alfredo Traversa.

Durante la serata terrà un reading di testi ispirati al mondo interiore delle donne.

Le giovani musiciste Arianna Di Ponzio, Ginevra Cosenza, Sabrina Sammarco, Giulia Berardi, Federica Pignatelli, Asia

Amodio, Sara Antonini, Elena Procaccini, Sofia Longone, si alterneranno nella esecuzione di brani di musica solistica e di

insieme. Da anni sono soliste dell’orchestra che ha come finalità quella di sviluppare la dimensione musicale e la

relazione con gli altri. 

L’orchestra prende il nome dal famoso musicista Andrés Segovia che ha portato in auge la chitarra nel primo

Novecento, riunisce giovani chitarristi di età variabile dai 6 ai 20 anni i quali provengono da esperienze musicali

diversificate. I giovani musicisti hanno già partecipato ad esibizioni pubbliche e rassegne nazionali quali Ragazzi in

Gamba, e sono stati vincitori dei concorsi internazionali Musica Mundi e Mediterraneo a Taranto e Bari. Hanno

partecipato alle Master Class dei Maestri Luciano Pompilio e Nicola Paradiso nell’ambito del Festival Chitarristico

Internazionale Città dello Jonio dove hanno tenuto un concerto presso il Chiostro di Santa Chiara sede del Tribunale

per i minori. L’orchestra ha partecipato all’inaugurazione del Museo della Chiesa di San Pasquale a Taranto alla presenza

dell’Arcivescovo di Taranto ed al concerto dal titolo Musica al Museo tenutosi presso il MuBa, Museo della Basilica di

San Martino a Martina Franca (Ta). Ha suonato inoltre per la Notte Cataldiana, omaggio al Santo Patrono, presso il MuDi

-Museo Diocesano di Taranto. Si è esibita in prestigiose Rassegne nazionali. Gli arrangiamenti sono frutto dell’esperienza

del M° Oliva che ha saputo calibrare le difficoltà tecniche dello strumento con le potenzialità dei giovani. Di recente ha

inciso il CD Donatori di suoni dedicato alla beneficenza.

Ingresso libero -INFO 347.1790060

È per noi un grande onore essere stati chiamati a partecipare al Festival delle Culture del Comune di Ravenna con lo spettacolo LA GRU di Luisa Campatelli - ha dichiarato in conferenza stampa Sabrina Pontrelli, presidente dell associazione Opportunità alla Pari aps - Siamo tutte davvero molto emozionate e sebbene fossimo consapevoli della potenza del testo, a dirla tutta, non pensavamo che avremmo varcato i confini regionali. 

Per questo ringraziamo l amministrazione comunale di Ravenna nella persona del sindaco Michele De Pascale, gli assessori Federica Moschini e Fabio Sbaraglia e l’Unità organizzativa Politiche per l’Immigrazione diretta da Giovanna Santandrea e il responsabile Giampaolo Gentilucci per averci dato questa grande opportunità.

Siamo un associazione abbastanza giovane - ha aggiunto Pontrelli - anche se consolidate da un percorso comune nella commissione provinciale alle pari opportunità. Abbiamo promosso questo spettacolo già in provincia di Taranto e vi preannunciamo che il silenzio assordante alla fine della performance è proprio la cifra del suo successo. Luisa Campatelli ha scavato nel profondo delle emozioni, Alfredo Traversa ha tradotto magistralmente il testo in rappresentazione teatrale e l interpretazione di Tiziana Risolo sarà per tutti voi una piacevole scioccante sorpresa.\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\"


Con queste parole la presidente è intervenuta nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina in diretta streaming dall aula consiliare di Ravenna in occasione della presentazione del prestigioso Festival delle Culture che si svolgerà nel comune romagnolo da marzo a luglio di quest anno.

 

Oggi 23 febbraio, mentre siamo in collegamento - ha precisato Alfredo Traversa - c\\\'è il ministro Urso in visita a Taranto che sta parlando di sicurezza sul lavoro nel grande stabilimento dell’acciaio e proprio due ore prima del nostro collegamento in provincia di Teramo c\\\'è stata un\\\'altra morte sul lavoro. Sono quasi mille morti all anno. Quindi noi portiamo all attenzione dei giovani questa drammatica quotidianità con LA GRU, questo animale stupendo che un tempo vedeva in Taranto un luogo di sosta. Bene, ora a Taranto le gru ci sono ancora, ma sono le gru di acciaio - ha così concluso il regista - che hanno raccontato diverse morti, e una è quella che porteremo a Ravenna il 12.


Nel corso dell’incontro con i giornalisti, a Ravenna sono intervenuti il Sindaco e Presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, gli assessori Federica Moschini e Fabio Sbaraglia, mentre a Taranto, presso la sede dell associazione, erano collegati Sabrina Pontrelli, Ingrid Iaci, Stefania Caputo, Rossella Galeone, Maria Marinelli e il regista della pièce Alfredo Traversa.

Andare a lavorare e non ritornare a casa: questa in sostanza la tragica realtà che accomuna i territori di Ravenna e Taranto. Che si tratti della strage della Mecnavi, accaduta a Ravenna il 13 marzo 1987, o del distacco della cabina di una gru al porto di Taranto, come è successo per ben due volte, poco cambia: si tratta, di tragici episodi, tra i tanti casi di morti sul lavoro. Proprio per questa ragione, l amministrazione ravennate, che dal lontano 1987 ricorda ogni anno le 13 vittime dell incendio scoppiato nella stiva della nave gasiera Elisabetta Montanari, ha selezionato quest anno LA GRU, quale opera più idonea al tema della commemorazione.


Lo spettacolo proposto dalla associazione Opportunità alla Pari insieme al film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, darà il via, a marzo, al Festival delle Culture che prevede, nel complesso, una ricca offerta di eventi di altissimo profilo.

La Gru andrà in scena il prossimo 12 marzo, nelle artificerie Almagià di Ravenna, alle ore10, alla presenza delle autorità locali e degli studenti degli istituti superiori.

 

LA GRU


Testo di Luisa Campatelli

Interpretazione di Tiziana Risolo

Regia di Alfredo Traversa


La tempesta, meteorologica ed emotiva, è il fil rouge di questa rappresentazione teatrale.
Una donna attende il rientro a casa del marito. La tempesta, il pericolo, se l’uomo che ami lavora in cima ad una gru nell’area del porto di Taranto è sempre presente. In un periodo di tempo relativamente breve, tra una sirena della polizia e l’interruzione dell’energia elettrica, la protagonista rivive gli ultimi attimi vissuti col marito, cerca di ricordare, per darsi forza, i momenti più belli, e spera, fino alla fine, che tutto quel finimondo non finisca per annientarli.

Non sarà così.

Il suo uomo non tornerà.

Sarà travolto a centinaia di metri d’altezza dalla foga del vento.

Opera ispirata a fatti realmente accaduti di recente con processi ancora in corso.
Il titolo La GRU non indica solo la macchina per il sollevamento e lo spostamento di merci e materiali ma per un destino crudele LA GRU fa anche riferimento all’uccello di grandi dimensioni che prima dell’industrializzazione selvaggia di Taranto abitava le stesse zone ora occupate dalle gru/macchine.

La trasposizione scenica de La Gru a cura del regista Alfredo Traversa è un viaggio intimo, lo specchio di ciò che accade quando avverti che qualcosa di inimmaginabile può accadere.

Non mancano i momenti di forte denuncia pubblica.

 

 

Martedì 27 e mercoledì 28 febbraio sul palco ionico l’attore e conduttore piemontese

Il direttore Busco: «Bisio è un istrione, ci divertiremo ed emozioneremo»

 

Un racconto in cui si mescolano perfettamente elementi di crescita personale, stralci biografici allegri e riflessivi, e una lista di esperienze travagliate e momenti gioiosi della vita. Al Teatro Fusco, martedì 27 febbraio alle ore 21.00 e mercoledì 28 alle 18.00, Claudio Bisio porta in scena “La mia vita raccontata male”, spettacolo a firma di Giorgio Gallione, in una nuova appassionante data della fortunata stagione di prosa messa a punto dal Teatro Fusco in sinergia con l’Amministrazione comunale, e con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese.

 

«Non solo ci sarà l’occasione per divertirsi ed emozionarsi – il commento del direttore del Teatro comunale Fusco, Michelangelo Busco –, grazie alla presenza scenica di un grande e istrionico Claudio Bisio; in questa serata rifletteremo su ciò che ci accade nel quotidiano, rivalutando le nostre esperienze da un’altra prospettiva. Sono certo che il pubblico tornerà a casa arricchito».

 

“La mia vita raccontata male” trae spunto dal patrimonio letterario di Francesco Piccolo, alternando racconti e pensieri senza soluzione di continuità: ricordi familiari e amorosi si intrecciano con personaggi del calibro di Bertolt Brecht, Mara Venier e le sorelle Kessler. La storia particolare si amalgama nella Storia, passando dai mondiali di calcio ai cambiamenti politici sullo sfondo di un’Italia che, in fondo, è sempre la stessa. La rappresentazione, spaziando brillantemente tra la sfera pubblica e privata, tra la realtà e la sua versione romanzata, è una narrazione eccentrica e scanzonata, un po’ musica e un po’ prosa, di tutte quelle vicissitudini che, consapevolmente o casualmente, contribuiscono a plasmare la nostra identità. A dar vita a questo microcosmo di esperienze ed errori ci sarà Claudio Bisio, che riuscirà a farci riflettere anche sul nostro modo di descrivere e dettagliare, di quei filtri che applichiamo a ciò che viviamo; a farci capire che la vita non sempre è ciò che si vive, ma ciò che si racconta.

La regia dello spettacolo è di Giorgio Gallione, mentre ad accompagnare Claudio Bisio sul palco ci saranno i due musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino. Le scene e i costumi sono a cura di Guido Fiorato, mentre le musiche portano la firma di Paolo Silvestri. Aldo Mantovani è il light designer. L’opera è una produzione Teatro Nazionale di Genova.

 

Il botteghino del Teatro Fusco è aperto dal martedì al venerdì, dalle ore 15:30 alle 19:30. Il biglietto intero per la platea è di 30€ (ridotto 25€), per la galleria è di 25€ (ridotto 20€).

Mercoledì 28 febbraio alle 18 presso la Libreria Dickens di Taranto, si terrà la presentazione del libro curato da Beatrice Fiorentino per le edizioni Hoepli

 Intervengono: Beatrice Fiorentino, curatrice della pubblicazione,  che si collegherà in videoconferenza,

Massimo Causo, critico cinematografico, Davide Di Giorgio critico cinematografico.

 L\'incontro sarà moderato da Giulia Galli, Presidio del Libro Dickens – Il Granaio.

 

Nuova Storia del Cinema, dalle origini al futuro, edito Hoepli, una è delle tante possibili, cercando di tessere innovative relazioni tra le immagini, pensando chiavi di lettura insolite e magari suggestive per raccogliere la sfida di raccontare un percorso lungo oltre centoventi anni con rinnovata vitalità. Un viaggio dalle origini al presente attraverso un taglio narrativo accessibile sia al cinefilo esperto che al neofita, lungo le più importanti tappe artistiche, estetiche, storiche, tecnologiche, sociali che hanno segnato la storia della settima arte: il cinema muto e la golden age di Hollywood, i generi e il cinema d\'autore, il neorealismo e le innovazioni della modernità, il postmoderno, la crisi della sala e le sfide dei nuovi linguaggi nell\'era del cinema on demand. Un percorso a più voci, curato da Beatrice Fiorentino e frutto di contributi completi e competenti di numerose e autorevoli firme della critica contemporanea, per creare una connessione con il presente, avventurandosi a ragionare con il futuro.

 

La presentazione del volume, edito da Hoepli, inaugura il ciclo “Immagina il mondo – Orizzonti e visioni tra passato e futuro”, organizzato dal Presidio del Libro Dickens Il Granaio,  in collaborazione con l\'associazione culturale Brigadoon Altre Storie del Cinema.

Beatrice Fiorentino è critica cinematografica, saggista e giornalista pubblicista, è Delegata Generale della Settimana Internazionale della Critica di Venezia, membro degli EFA (European Film Academy) e dell\'Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Docente a contratto di Semiologia del cinema e dell\'audiovisivo all\'Università degli studi di Trieste, collabora con quotidiani e riviste specializzate.

 Massimo Causo, critico e programmatore cinematografico, giornalista pubblicista, dal 2007 al 2019 ha curato la sezione “Onde” del Torino Film Festival, con cui ha collaborato fino al 2023. È membro dell\'EFA (European Film Academy). Collabora con “La Gazzetta del Mezzogiorno” e “Film TV”. Come programmatore è stato selezionatore della Settimana Int.le della Critica della Mostra del Cinema di Venezia e collabora con il Festival del Cinema Europeo di Lecce. È fondatore di Monsters – Taranto Horror Film Festival.

 Davide Di Giorgio critico cinematografico e giornalista pubblicista, è direttore artistico di Monsters – Taranto Horror Film Festival e collabora con il Festival del Cinema Europeo di Lecce. Collabora con le riviste duels, Sentieri Selvaggi, Il Ragazzo Selvaggio, è autore di monografie sulle saghe di Halloween, Godzilla e sul cinema di Mario Bava. 

Dopo il successo della scorsa settimana a Francavilla Fontana, torna in scena domani, sabato 24 febbraio al Teatro Fusco di Taranto, la Compagnia Teatrale VOCI NELLA NOTTE con “MURATORI” di Edoardo Erba.

 

La celebre commedia del drammaturgo pavese, messa in scena per la prima volta in dialetti pugliesi, affronta un tema quanto mai attuale: la crisi dei teatri sempre più sacrificati per fare spazio a lucrosi mega-supermercati. Tra esilaranti scambi comici e momenti di profonda riflessione, una storia di amicizia, rivincita e conflitti sociali che è un inno d’amore al teatro. In una notte infinita e sospesa, due muratori sono al lavoro per chiudere con un muro il palcoscenico di un teatro in disuso: l’area è stata ceduta al supermercato confinante che deve ampliare il magazzino. È un abuso, bisogna lavorare in fretta, e i due si impegnano con tutte le loro forze per finire prima che venga il giorno. Ma il teatro è un luogo magico, e profanarlo significa scatenare presenze nascoste, irrazionali, capaci di scavare voragini di emozioni nel cuore dei due ignari manovali. E così i due muratori sono protagonisti dell’incontro con una enigmatica e sensuale signorina Giulia che scompiglierà il loro destino e quello del teatro. Una commedia che alterna momenti comici a momenti poetici, una storia di amicizia, rivincita e conflitti sociali, un inno d’amore al teatro.

 

In cabina di regia ed anche in scena nelle vesti di muratori il collaudato duo Chicco Passaro e Federico Passariello, accompagnati in scena da Angela De Bellis.

           

            Il costo del biglietto è di € 15 ,00 in platea  € 10,00 galleria.

 

 

Per info, prenotazioni e accrediti stampa chiamare il 329.0817679 – 348.4144913.

 

Domani, sabato 24 febbraio, al Cinema Teatro Orfeo di Taranto alle ore 18 in programmazione “PALAZZINA LAF”, l\'opera prima di Michele Riondino sui 79 confinati dell\'Ilva di Taranto, che si è aggiudicata 3 Ciak d\'Oro nelle categorie Miglior esordio alla regia, Miglior attore protagonista, Miglior canzone originale \"La mia terra\" di Antonio Diodato. In sala ci sarà il regista e attore protagonista Michele Riondino, nel ruolo di Caterino Lamanna, un Fantozzi nero, così come lo ha definito lo stesso Riondino. Nel cast anche Elio Germano, Elio Germano, Vanessa Scalera, Domenico Fortunato, Gianni D’Addario, Michele Sinisi, Fulvio Pepe, Marina Limosani, Eva Cela e Anna Ferruzzo, Giordano Agrusta. 

Il film sarà programmato Sabato, Domenica e Lunedì alle 18,00 e alle ore 22,00.

Lu.Lo. 

«Questa regione va declinata al plurale. 

È talmente tanta la malia sprigionata che si corre il rischio di restarne abbagliati. Come dal sole in una controra estiva salentina. 

È un caleidoscopio di immagini e di colori.»

 

 

I rosoni delle cattedrali, gli ulivi secolari, i castelli di Federico II, i vitigni nodosi, i merletti e le luminarie, le colline boscose, i trulli e le spiagge cristalline: la Puglia è tutto questo, ma non solo. C’è un’altra Puglia, culla di un movimento culturale che ha regalato alla letteratura italiana degli ultimi trent’anni tre Premi Strega, e che si è fatta madre di una nuova generazione di autori. 

Questo è il senso delle pagine di In Puglia scritto da Piero Meli per Passaggi di Dogana che unisce in un unico viaggio emozionale le due anime della regione, attraversando  luoghi e suggestioni narrative: ci racconta il Gargano con Anna Maria Ortese e Mariateresa Di Lascia, Taranto con Alda Merini, il Salento con Omar Di Monopoli e Gabriella Genisi, la Valle d’Itria con Mario Desiati, Bari con Nicola Lagioia e Pier Paolo Pasolini. A impreziosire le soste del viaggio, la melodia delle poesie dedicate alla regione (da D\'Annunzio in poi), e le dritte sui migliori posti da visitare e fotografare (librerie comprese).

 

Piero Meli (Bari, 1980) è consigliere nell’Associazione culturale #WeAreInBari. Ha partecipato negli ultimi anni come autore a oltre venti antologie di racconti con case editrici di tutta Italia (Besa Muci, Edizioni Dal Sud, PAV, l’Erudita, Rudis, Historica, Affiori). Collabora stabilmente con il magazine «Amazing Puglia» su cui sono pubblicate le sue short story con lo pseudonimo “il tizio dell’alba”. Per lo stesso periodico cura la rubrica Wine&Vinyl. Scrive per la rivista letteraria «Correlazioni Universali» occupandosi della rubrica Wine&Book. A maggio del 2022 è uscito il suo primo libro: AmoreAmaro: racconti tratti da storie (quasi) vere (Secop Edizioni).

 

Le presentazioni:

 

FEBBRAIO

 

29 – Bari, Feltrinelli

 

MARZO:

 

1 – Lecce, Libreria Palmieri

 

6 – Santeramo, Presidio del Libro

 

12 – Roma, Gli Esploratori

 

13 – Bari, Stardust

 

14 – Barletta, I Funamboli

 

22 – Martina Franca

 

APRILE

 

10 – Bari, Zaum

 

12 – Sannicandro Garganico con Associazione Racconti di Esperidi

 

21 – Trani, Ubik Luna di Sabbia

 

22 – Monopoli, Chiesa Sant’Angelo   

 

GIUGNO

 

21 – Bitonto, Libreria del Teatro

 

Pronti per eleggere Leporano Il Borgo dei Borghi 2024? Il borgo di Leporano gareggia nella competizione all interno del programma televisivo Kilimangiaro, in onda su Rai3. Il video che ne racconta la bellezza è andato in onda nella trasmissione del 4 febbraio. Chi lo avesse perso può naturalmente recuperarlo su RaiPlay.

La città pugliese è l unica a rappresentare la Regione Puglia, e la Provincia di Taranto, al concorso Il borgo dei Borghi 2024. Ora è il momento di darsi da fare per portare Leporano sul podio.

Sarà possibile votare per Leporano a partire dal prossimo 25 febbraio, registrandosi sul sito di RaiPlay, mentre la classifica finale  del “Borgo dei Borghi 2024” sarà resa nota domenica 31 Marzo 2024.

 Dalle ore 17.15 del giorno 25 Febbraio 2024 sul sito https: https://www.rai.it/borgodeiborghi/        è pubblicata e resa raggiungibile una pagina di presentazione dei 20 (venti) borghi in concorso per il titolo Il Borgo dei Borghi 2024.

La pagina invita gli utenti a votare il proprio borgo preferito, la votazione, pertanto, potrà essere espressa dalle ore 17.15 del 25 febbraio 2024.

 La classifica finale e quindi la nomina del Borgo dei Borghi 2024 viene svelata durante una “prima serata speciale”, in onda su RAI 3 domenica 31 Marzo 2024.

 

La votazione viene chiusa domenica 17 marzo 2024 alle 23.59. Pertanto, successivamente alle ore 23.59 del 17 marzo 2024 non sarà più tecnicamente possibile esprimere il proprio voto.

Lu.Lo.

Brigadoon - Altre storie del cinema e Il Serraglio presentano Visioni Parallele, un nuovo appuntamento con il cinema di qualità attraverso gli sguardi di tre giovani autrici premiate nei principali festival internazionali e accolte da grande successo di critica e pubblico.

Tre storie capaci di condurre verso appassionanti vicende di riscatto, confronto con tematiche sociali e cultura di genere.

Visioni Parallele è un\'iniziativa realizzata dal Centro Studi Cinematografici con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e la collaborazione dei distributori Cineclub Internazionale, Double Line e Lab 80 film che Brigadoon e Il Serraglio portano a Massafra con il patrocinio del Comune di Massafra con la partecipazione del Teatro Le Forche e la partnership dei festival Vicoli Corti, Monsters - Taranto Horror Film Festival e Be Green Film Festival.

 

Teatro Comunale \"N. Resta\" - Piazza Garibaldi, Massafra (TA)

Ingresso libero

Porta ore 20 - Inizio proiezioni ore 20.30

Introduzione critica a cura di Massimo Causo e Davide Di Giorgio.

Film in lingua originale con sottotitoli in italiano.

 

Programma 

Venerdì 23 febbraio 

Sofia di Meryem Benm Barek (Fr. Mar. 2018 - 85’)

Distribuzione: Cineclub Internazionale

Venerdì 8 marzo 

Marlina, omicida in quattro atti di Mouly Surya (Indonesia, Fr., Malesia, Thai., 2017 - 93’)

Distribuzione: Lab80 Film

 

Venerdì 22 marzo 

Theo di Anahita Ghazvinizadeh (USA - Qatar, 2017 - 80’)

Distribuzione: Lab 80 Film 

 

Scoprite di più nell\'evento: Visioni Parallele_Rassegna Cinematografica

Programma completo di approfondimenti critici disponibile qui 

 tinyurl.com/mw7p8mzv

Info: 3382528601

 

Illustrazione e progetto grafico: Annalisa Manfredi

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