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Giornale di Taranto - Cultura, Spettacoli & Società

C’è soprattutto Taranto, dove sono state girate la maggior delle scene, e il Palazzo del Governo, trasformato in Palazzo di Giustizia, nella nuova produzione Rai prossimamente in onda. È stata presentata ieri  mattina alla stampa nella sede Rai a Roma, la nuova serie tv “Sei Donne – Il mistero di Leila” per la regia di Vincenzo Marra, alla sua prima regia televisiva. A partire da martedì 28 per tre puntate (tre episodi da 100 minuti), infatti, sarà trasmessa in prima serata su Rai1. Protagonisti della nuova serie mistery creata da Ivan Cotroneo e Monica Rametta, che incrocia le storie di sei figure femminili contemporanee, sono: Maya Sansa, Isabella Ferrari, Ivana Lotito, Denise Tantucci, Alessio Vassallo e Maurizio Lastrico.

All’incontro sono intervenuti: Maria Pia Ammirati, Direttore Rai Fiction, Leonardo Ferrara, Capostruttura Rai Fiction, Anastasia Michelagnoli, Produttore IBC Movie, Ivan Cotroneo e Monica Rametta, Creatori e Sceneggiatori, Vincenzo Marra, Regista, le attrici Maya Sansa, Isabella Ferrari, Ivana Lotito e Denise Tantucci e gli attori Alessio Vassallo e Maurizio Lastrico. Presenti all’incontro anche Annamaria Tosto, presidente di Apulia Film Commission, e Antonio Parente, direttore generale di Apulia Film Commission.

Prodotto da IBC Movie in collaborazione con Rai Fiction, la serie tv è stata realizzata con il contributo di Apulia Film Fund della Fondazione Apulia Film Commission e Regione Puglia, a valere su risorse del POR Puglia FESR-FSE 2014/2020. Girata prevalentemente nella città di Taranto, le riprese hanno coinvolto i comuni di Statte, S. Giorgio Ionico, Polignano a Mare, Monopoli e Torre Canne. “Sei donne – Il mistero di Leila” è stata girata in 72 giorni, dal 27 giugno al 24 settembre 2022, con il coinvolgimento di 28 unità lavorative pugliesi. 

La scomparsa di una ragazzina, Leila, e del suo patrigno Gregorio, è il mistero attorno al quale si sviluppa il racconto della nuova serie Rai “Sei Donne – il mistero di Leila”. Un giallo psicologico nel quale la ricerca della verità si incrocia con le storie di sei donne di oggi – Anna, Michela, Alessia, Viola, Aysha, Leila – ciascuna con un proprio vissuto, ciascuna con i propri segreti, rappresentative di un universo femminile contemporaneo, tra determinazione e fragilità, amore e odio, costrizioni e libertà. 

Un nuovo capitolo della scrittura televisiva di Ivan Cotroneo e Monica Rametta, che portano ancora una volta al pubblico Rai un’avvincente trama mistery. L’occasione per indagare la psicologia di personaggi complessi e sfaccettati, con particolare attenzione al tema del riscatto femminile, già sperimentato in acclamate fiction Rai come “Un’altra vita”, “Sorelle”, “Mentre ero via”. La regia è affidata a Vincenzo Marra, pluripremiato regista cinematografico apprezzato anche all’estero (“Tornando a casa”, “L’ora di punta”, “L’equilibrio”) che firma la sua prima regia televisiva, in una serie innovativa e corale che unisce un cast di grandi nomi a un approccio produttivo e narrativo autoriale. 

Protagonista Maya Sansa, nel ruolo del Pubblico Ministero di Taranto Anna Conti, stimata e autorevole professionista con un problema di alcolismo, riaffiorato dopo la fine del suo matrimonio, che la rende dura nei rapporti interpersonali, soprattutto con il nuovo ispettore Emanuele(Alessio Vassallo), appena arrivato in Procura. Trovando nella sparizione di Leila (Silvia Pacente) delle analogie con il suo passato, Anna si butta senza tregua nella risoluzione del caso, inizialmente sottovalutato dalla Procura come un semplice allontanamento volontario, ma sul quale sembrano aleggiare bugie, incongruenze e testimonianze poco convincenti. Intorno al “mistero di Leila” ruotano le protagoniste della serie: Michela (Ivana Lotito), la zia materna, chirurgo ortopedico, Alessia (Denise Tantucci), l’allenatrice di atletica, Aysha (Cristina Parku), la migliore amica di Leila e Viola (Isabella Ferrari), la vicina di casa.

Nulla è scontato e prevedibile in questo intreccio noir che si dipana, puntata dopo puntata, offrendo allo spettatore indizi, conferme, confessioni, inaspettati risvolti e giochi di ruolo capaci di condurlo, senza rassicurazioni né retorica, alla verità. Arricchiscono il cast Maurizio Lastrico, nel ruolo di Gregorio, il patrigno di Leila, Piergiorgio Bellocchio, nei panni di Roberto Conti, l’ex marito di Anna e Gianfelice Imparato, che interpreta il Procuratore capo Marcello Trifoni, molto vicino ad Anna, con lei duro e protettivo allo stesso tempo. Come dicevamo la maggior parte delle scene è stata girata a Taranto dove la produzione ha avuto il

suo quartiere generale e a Palazzo del Governo, trasformato in Procura. 

 

Lu. Lo. 

 

“L’ULTIMO PASOLINI”: attraverso episodi della propria vita un uomo del Sud ripesca ricordi e confronta vicende che legano il Poeta alla sua stessa terra. 

Giovedì 23 febbraio alla Biblioteca Acclavio alle 17.30

 

Due attori sul palco, due cantastorie d’altri tempi, tra siparietti e fraintendimenti, raccontano il Poeta, affascinato da Taranto tanto da dedicarle una poesia, che trascorse l’ultima settimana di vita a Lecce e che per sempre sarà collegato a Grottaglie per il sequestro dello scandaloso film Salò. 

Ma cosa accadeva in Italia, e in particolare nella cittadina delle ceramiche, mentre Pasolini veniva processato e poi ucciso? 

L’autore, attore e regista Alfredo Traversa attraverso un lavoro di ricerca, effettuando delle interviste a coloro che negli anni ’70 c’erano e testimoniarono, porta alla luce verità e coincidenze finora sottaciute o non colte. E tutto questoin quella Taranto che vedrà il debutto come poeta di Pasolini in un premio presieduto da Giuseppe Ungaretti, in quella Taranto dove Pasolini tornò facendo i bagni dove ora sorge la grande industria d’acciaio. 

In questo lavoro di racconto e ricucitura, in scena anche l’attrice Tiziana Risolo, a tratti Laura Betti (sua sposa non di carne)anima incredula di un popolo che ancora si interroga sul perché di un così brutale omicidio. 

 

La replica di giovedì 23 febbraio alla biblioteca Acclavio di Taranto rientra nella tre giorni organizzata da Ida Russo in collaborazione con alcune associazioni culturali tarantine e l’assessorato alla cultura del comune di Taranto in occasione del Centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini. 

 

 

L’ULTIMO PASOLINI

di Alfredo Traversa

con Alfredo Traversa e Tiziana Risolo

Giovedì 23 febbraio alle 17.30

Biblioteca Acclavio, piazzale Bestat – Taranto

Ingresso libero

 

Splendide novità arrivano da Berlino: il regista tarantino Giacomo Abbruzzese, unico italiano concorrente alla 73ma Berlinale, ha ricevuto il Premio Kinéo e GCHR Movie for Humanity Award per “Disco Boy”.

Con la sua opera prima, Abbruzzese è il primo italiano a ricevere questo riconoscimento, conferitogli « per aver fotografato una realtà di disagi, minacce, sfruttamento in una terra martoriata dove si intrecciano i destini dei protagonisti: protagonisti del film ma anche delle loro vite».

Disco Boy arriverà in sala dal 9 marzo. 

 

“L’idea del film - ha dichiarato il

filmaker- è arrivata dall’incontro in una discoteca con un ballerino che era stato un soldato. Un corpo mutante dall’apparente inconciliabilità. Da tempo volevo fare un film di guerra, ma da una prospettiva diversa, volevo dare una complessità e una profonda umanità ai personaggi senza etichettarli. È stato un esordio durissimo da portare a casa, 10 anni per metterlo in piedi. Ho cercato di portare il mondo elettronico nella giungla”, ha sottolineato il filmmaker.

Al centro di Disco Boy è la vicenda del giovane bielorusso Aleksei interpretato da Franz Rogowski

“Apprendere che il regista tarantino Giacomo Abruzzese è l’unico italiano selezionato al Festival del Cinema di Berlino con il suo primo lungometraggio “Disco Boy”- scrive il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci- ci rende estremamente orgogliosi! 

 

Figlio del geometra Abruzzese, ex decano della Direzione Urbanistica al Comune di Taranto, Giacomo ha rappresentato egregiamente non solo Taranto ma l’Italia intera, con un lavoro  pregevole e ricercato, di caratura internazionale.”

 

Lu.Lo.

In occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1923), l’associazione APS Taras300, in collaborazione col Comune di Taranto e il supporto della sezione di Taranto della Società Filosofica italiana, del Comitato Dante Alighieri di Taranto, della Cooperativa Museion, di Taranto Legge, e dell’associazione “Porta dell’Oriente” di Brindisi organizza la rassegna “La bella Taranto di Pasolini”.

Il primo della serie di appuntamenti si svolgerà oggi.

Questo progetto nasce con l’obiettivo di ricordare e valorizzare le tracce della presenza pasoliniana a Taranto e in provincia, in particolare il viaggio da Taranto a Leuca (1959), nel quale lo scrittore descrive la Taranto pre-industriale come una bella conchiglia, il “Premio Taranto”, l’amicizia con la coppia Michele Pierri e Alda Merini, le testimonianze di coloro che hanno partecipato ad alcuni suoi film “Il Vangelo secondo Matteo”, “Salò”, anche attraverso le pubblicazioni di suoi scritti curati dal preside Tommaso Anzoino.

 

Una breve rassegna di tre appuntamenti, a cura di Ida Russo. Gli eventi si svolgeranno nell’agorà della Biblioteca Civica Acclavio e saranno rivolti in modo particolare agli studenti delle scuole superiori di Taranto al fine di diffondere la conoscenza dell’autore e della storia della città legata alla sua presenza, e di invitare i più giovani ad esprimere, attraverso elaborati grafici, pittorici, multimediali e poetici, le loro riflessioni e le emozioni suscitate dall’incontro con un personaggio chiave del Novecento italiano.

 

Questo il programma: Giovedi 16 febbraio, ore 17,30 La Taranto di Pasolini – Reading, commenti, interventi di Silvano Trevisani e Josè Minervini, con un ricordo di Tommaso Anzoino. Giovedi 23 febbraio, ore 17,30 L’ultimo Pasolini – Spettacolo teatrale di Alfredo Traversa con Alfredo Traversa e Tiziana Risolo. Giovedi 2 marzo, ore 17,30 Le Testimonianze – Mostra di lavori prodotti dagli/dalle studenti degli Istituti Superiori di Taranto, con un’opera inedita di Giulio Di Mitri (“Pasolini tempo presente, 2023); opere del pittore medio-orientale Fuad Aziz (“Le mille e una notte”); foto di scena del film “Il Vangelo secondo Matteo”.

L’opera letteraria, le curiosità, la bellezza dei suoi scritti nell’incontro dell’Associazione culturale Pablo Neruda

 

 

Allo scrittore Premio Nobel Ernest Hemingway sarà dedicato l’incontro letterario “Ernest Hemingway – larger than life” oggi, venerdì 10 febbraio alle 17.30 nella sala della Biblioteca

Acclavio di Taranto.

Organizzato dall’associazione culturale Pablo Neruda costituirà un momento prezioso di sintesi ed analisi del grande scrittore autore di opere celeberrime, una fra tutte: Addio alle armi.

il prof. Saverio Sinopoli, presidente dell’Associazione, presenterà un’anteprima del saggio letterario che verrà pubblicato nei prossimi mesi, dedicato al grande  scrittore americano. A dialogare con lui i giornalisti Gabriella Ressa e Antonio Dellisanti,   gli attori Sergio Tersigni e Valentina Esposito interpreteranno alcuni brani degli scritti di Hemingway. Video ripresa a cura di Taraswebtv di Giovanni Maimone. Direzione artistica di Francesco Marinaro.

“Ho letto il libro “Addio alle Armi” di Hemingway quando avevo tredici anni – afferma Sinopoli. Da allora è stato un compagno letterario della mia vita. L’esame di letteratura nordamericana all’Università di Bari, la tesi di laurea sul romanzo postumo “Islands in the stream /Isole nella corrente”. Ho letto e riletto tutte le sue opere. Hemoingway è stato la mia guida letteraria, un faro!”.

Nel corso della serata si racconteranno lo stile essenziale della  sua scrittura,   il suo obiettivo di “dire la cosa vera”, il suo trasfondere la vita vissuta nelle opere. Viaggiò  molto, in Italia non ancora ventenne fu presente   sul fronte della prima guerra mondiale, poi andò a Parigi e poi in Spagna, in  l’Africa…

Esperienze di vita  entrate nelle pagine dei suoi romanzi più famosi che hanno concorso a definire l’autore di opere come:  “ Per chi suona la campana”, “I quarantanove Racconti”, “Il vecchio ed il mare” un mito.

L’associazione Pablo Neruda continua i suoi incontri letterari volti a raccontare e diffondere la cultura, ad   incuriosire i presenti attraverso un percorso dell’anima che scandaglia l’autore prescelto, a rafforzare i legami, a condividere emozioni. Da qui il titolo scelto per l’incontro “Ernest Hemingway – larger than life”. “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi” (Per chi suona la campana).

Ingresso gratuito.

Si è chiuso il concorso indetto da Street Art Cities per eleggere le più belle opere di Street Art del mondo. 

L’amore è più forte della morte, l\\\\\\\'opera di JDL realizzata a Taranto, si è classificata al 9 posto su 100 e come parete più bella d\\\\\\\'Italia! 

Per il quartiere Paolo VI, l’olandese JDL,  tra gli artisti che hanno partecipato al progetto T.R.U.St., ha voluto raffigurare la dolcezza e la delicatezza di un abbraccio. La posa plastica della donna che viene stretta tra le braccia di una persona che non si vede alle sue spalle, come a voler simboleggiare la presenza di una persona cara che non c’è più. L’opera è stata dedicata al padre recentemente scomparso.

L’opera dell’artista olandese JDL era stata inserita nella lista dei più bei murales del mondo giungendo finalista al prestigioso concorso organizzato dalla piattaforma “Street Art Cities” riconosciuta come la più importante a livello globale.

 Lu.Lo.

RADICI”: Tre vissuti in un unico monologo di Antonio Anzilotti De Nitto. L’appuntamento è 

Stazione 37 a Taranto, domenica 12 febbraio alle 19.

 Un uomo che si racconta senza vergogna, un pugile talentuoso e originale dalla vitalità di fuoco, un ragazzo che è stanco di stare da solo. Cosa avranno in comune? RADICI è un viaggio intimo e storico che catapulta lo spettatore nelle vite di tre uomini sopravvissuti al periodo nazi-fascista. Tre realtà che raccontano  l’essere diverso in un periodo storico in cui la diversità è stata oggetto di ghettizzazione, deportazione e sterminio. È ancora così?

 

Scrive l’autore: “Una vita tagliata è come un albero che non ha potuto esprimersi pienamente. Una vita che viene spezzata sfuma e si perde nel tempo ma le sue radici, proprio come quelle di un albero, restano nella terra e sono storia.\\\\\\\"

 

 

Antonio Anzillotti De Nitto attore e psicologo, inizia la sua carriera artistica nel 2009 interpretando diversi ruoli da protagonista in molte opere teatrali. Nel 2016 il suo monologo La Verità sulla Pillola dell’Identità  vince la V edizione di “Attori DOC – Premio Luigi Vannucchi” nella categoria “Giuria Giovani” e raggiunge il secondo posto nella categoria “Giuria Critica” presieduta da Glauco Mauri. Nel 2018 con la Bradipudine, secondo monologo in chiave tragicomica, scritto, diretto e interpretato, vince il concorso “Monologando Padova”. Dal 2017, dirige e interpreta Rukelie, monologo tratto dal racconto di Peppe Millanta che si aggiudica diversi premi in tutta Italia, tra cui il “Premio Settimia Spizzichino e gli anni rubati” (Miglior Monologo, Regia, Attore) e il “Premio Teatrale Nazionale Franco Angrisano” (Miglior Attore). Dal 2019 è in tournée con RADICI e con Futuro

Anteriore, regia Giulio Costa, drammaturgia Margherita Mauro, Produzione Ferrara Off - PROGETTO VINCITORE DEL BANDO SIAE SILLUMINA 2018 e Finalista a IN-BOX 2020. Sempre nel 2019 è uno dei quattro protagonisti dello spettacolo Il mio amico Hitler, di Yukio Mishima, regia Andrea Adriatico, Produzione Teatri di Vita, in tournée nelle stagioni 2019/2020, 2021/2022 e 2023. Al teatro affianca il lavoro cinematografico e televisivo. Ha avuto un piccolo ruolo nell’ultimo Diabolik diretto dai Manetti Bros e un ruolo più grande nell’ultima produzione Groenlandia/Disney: Avetrana - qui non è Hollywood di Pippo Mezzapesa.

Dal 2020 conduce laboratori teatrali per psicologi e psicoterapeuti presso l’ IPAAE - Istituto di Psicoterapia Analitica e Antropologia Esistenziale di Pescara.

 

L’evento è organizzato da Rec Recitazione e Cinema in collaborazione con Stazione 37

 

RADICI

Domenica 12 febbraio ore 19

Stazione 37

Viale duca D’Aosta, 37 - Taranto

 

https://youtu.be/GP6MUybotEw

 

Info e prenotazioni al 347.128.78.33

costo del biglietto 10 euro

Tony Hadley, “tutto esaurito”

Una delle voci più amate del panorama internazionale, conferma il suo grande appeal.

 

Tony Hadley, c’è il sold out. Quanto prevedibile, ora è confermato. Lo spettacolo che avrà per protagonista una delle voci più significative del panorama pop-rock internazionale e in programma questa sera lunedì 30 gennaio al teatro Orfeo di Taranto, ha fatto registrare il “tutto esaurito” con largo anticipo.

Le attenzioni per quella che è stata la voce degli Spandau Ballet, una delle formazioni musicali più amate da generazioni, si erano già scatenate all’annuncio della Stagione Eventi musicali 2022-2023 a cura dell’Orchestra della Magna Grecia. Una rassegna che ha confermato l’interesse del pubblico per tutti gli spettacoli in programma, da Noa a Chiara Civello proseguendo con Serena Autieri, tutti eventi che hanno registrato successo di pubblico e critica.

L’artista olandese JDL, con il murales \\\\\\\" L\\\\\\\'amore è più forte della morte\\\\\\\" è in corsa sullo Street Art Cities come miglior murales.

Per il quartiere Paolo VI, Jdl  ha voluto raffigurare la dolcezza e la delicatezza di un abbraccio. La posa plastica della donna che viene stretta tra le braccia di una persona che non si vede alle sue spalle, come a voler simboleggiare la presenza di una persona cara che non c’è più. L’opera è stata dedicata al padre recentemente scomparso.

Il murales può essere votato scaricando l\\\\\\\'app Street Art Cities entro il 31 gennaio. L\\\\\\\'opera dell\\\\\\\'artista olandese JDL è stata inserita nella lista dei più bei murales del mondo ed è finalista del prestigioso concorso organizzato dalla piattaforma “Street Art Cities” riconosciuta come la più importante a livello globale.

Judith de Leeuw, JDL, ha portato a Taranto la sua prima parete italiana intitolata “L’amore è più forte della morte” nell’ambito dell\\\\\\\'edizione 2022 del Progetto T.R.U.St. 
Lu.Lo.

 

L’assessore Marti: «Attraverso l’arte riusciamo a cogliere l’importanza della nostra libertà»

 

Il ricordo che si fa riflessione sugli errori della storia. In occasione della Giornata della Memoria, la commemorazione di quel 27 gennaio del 1945 in cui le truppe sovietiche fecero il loro ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, il Teatro Fusco e l’amministrazione comunale, con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese e con la collaborazione del CREST Taranto, hanno messo a punto quattro progetti culturali in cui coniugare l’arte al racconto della shoah e delle persecuzioni nazifasciste. Quattro declinazioni diverse dello stesso tema, con l’intenzione sia di coinvolgere chi ha vissuto la guerra e le sue conseguenze, sia di sensibilizzare le nuove generazioni al ricordo di quelle atrocità che non dovrebbero più aver posto tra i libri di storia. Il programma di queste attività è stato presentato stamattina nel foyer dell’arena tarantina di via Giovinazzi in una speciale conferenza stampa.

 

«Oggi la democrazia ci fa apparire quasi come scontata la nostra libertà – ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura e Spettacolo, Fabiano Marti – ma non dobbiamo dimenticare queste orribili parentesi storiche e un crimine contro l’umanità come l’Olocausto. Iniziative come quelle messe in campo insieme al Teatro comunale Fusco per questa Giornata della Memoria servono proprio a tenere vivi in noi sia il ricordo di ciò che è avvenuto ma anche la volontà di dare valore al nostro essere dei liberi cittadini, attraverso la sinergia tra Comune, teatro, biblioteca, associazioni e scuole».

 

«Il teatro non è solo un luogo di intrattenimento, specialmente in queste occasioni può essere un’arena di riflessione – il commento di Michelangelo Busco, direttore del Teatro comunale Fusco –. La nostra sensibilità ci ha spinto a dar vita a questo programma ricco di attività emozionanti, per esempio la Serata Colorata del 26 parlerà del campo di concentramento di Ferramonti, un lager tutto italiano a pochi passi da qui. Avremo il piacere di avere in sala anche alcune persone che sono passate da questo campo nei pressi di Cosenza, una testimonianza vivente di una delle pagine più buie della nostra storia, ma avremo anche dei bambini di Ferramonti per un progetto scolastico. Questo spettacolo l’anno prossimo sarà, con tutta probabilità, suonato anche all’interno del campo stesso, un omaggio a tutte le persone che nei campi di concentramento hanno perso la vita. Attività come quelle presentate oggi fanno capire quanto sia importante la cultura e come riesca a veicolare emozioni e sofferenze e a trasmetterle amplificate agli spettatori. La Giornata della Memoria ci deve invitare all’ascolto, solo così riusciremo a non tornare sui nostri passi».

 

Si comincia giovedì 26 gennaio alle ore 21.00 con la “Serata Colorata”, un appuntamento unico con la straordinaria voce narrante di Peppe Servillo, dedicata alla memoria dei prigionieri di Ferramonti, uno dei quasi cinquanta campi di concentramento italiani della Seconda Guerra mondiale, all’interno del quale transitarono tra il 1940 e il 1943 oltre 3.000 ebrei stranieri, ma anche avversari politici, cittadini di stati nemici, slavi, apolidi e indesiderati. Una struttura dove, nonostante la prigionia, le scarse condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di cibo, gli internati venivano trattati con relativo rispetto, senza violenze. Nel campo cosentino furono internati numerosi musicisti che a guerra finita avrebbero trovato la fama (su tutti il trombettista Oscar Klein, il direttore d’orchestra Lav Mirski, i pianisti Sigbert Steinfeld e Kurt Sonnenfeld, il cantante Paolo Gorin e il compositore Isko Thaler), e per loro fu possibile portare avanti numerose attività artistiche e sinfoniche, come concerti e spettacoli. Li chiamavano “Serate Colorate”. Sul palco, a dar vita a quegli spartiti e appunti sopravvissuti alla guerra, oltre a Servillo ci saranno le voci di Greta Panettieri e Giuseppe Navigli, il piano di Paolo Sessa, la fisarmonica di Vince Abbracciante, il contrabbasso di Giuseppe Bassi, il clarinetto e il sax di Andrea Campanella e la tromba di Alberto Di Leone.

 

Il 27 gennaio, nell’Agorà della Biblioteca Acclavio, cinque classi dell’Istituto Augusto Righi parteciperanno a un reading di passi sulla shoah, per l’occasione saranno anche proiettati video e immagini con testimonianze di persone sopravvissute all’Olocausto.

Non si leggeranno solo i libri presenti all’interno della biblioteca ma anche gli articoli di quotidiani e giornali risalenti al dopoguerra, conservati nell’emeroteca della struttura, in particolare quelli pubblicati su HA Keillah, rivista del Gruppo di Studi Ebraici di Torino.

 

Presentato inoltre il laboratorio teatrale “E che sia Memoria per tutti”, che il CREST Taranto ha attivato nell’ambito delle attività programmate dal Soroptimist, con la partecipazione dell’Istituto Archimede e della sua dirigente scolastica Patrizia Capobianco. Si parte dalla lettura del testo “I dieci. Per non dimenticare”, tratto dal libro “I dieci”, scritto da Franco Cuomo all’indomani della promulgazione del Manifesto della razza del 1938. Quattro gli incontri avviati con i ragazzi, in cui sono stati approfonditi i fenomeni di discriminazione che ancora oggi persistono (razziale, sessuale, religiosa ecc.), che spesso partono da luoghi comuni e stereotipi quasi innocui ma che ben presto possono sfiorare in tragedie come bullismo e cyberbullismo, mobbing. Un fil rouge, dunque, lungo ben 85 anni, per far comprendere come, anche da semplici convinzioni e credenze, si sia arrivati agli orrori dell’Olocausto. La conclusione del laboratorio si terrà nella mattinata del 27 gennaio nell’Aula Magna dell’Archimede.

 

«Vediamo la shoah come un qualcosa di lontano da noi – ha commentato Silvana Melli, presidente del Soroptimist Taranto –, ma in realtà se è successo una volta può succedere ancora. La Giornata della Memoria non dev’essere solo un mero ricordare gli eventi passati, bensì un input per tutte le nuove forme di violenza a cui assistiamo oggigiorno. L’obiettivo che devono perseguire attività come questa è proprio quello di sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto dell’altro, all’abbattimento di quel muro di pregiudizi che spesso ci costruiamo attorno e che rischia, alle volte, di diventare estremamente pericoloso».

 

Sempre il 27 gennaio, alle ore 21.00, il sipario del Teatro Fusco si alzerà sulla rappresentazione “Dal filo spinato all’eternità”, spettacolo proposto dall’associazione Cé tteatre in cui vengono cristallizzate le storie di donne al tempo delle deportazioni. Il dramma, liberamente ispirato all’opera “Cenere e Cielo” di Grazia Frisina, racconta delle varie forme di dolore che le donne hanno patito nei campi di concentramento, in una guerra decisa dagli uomini ma che uccideva tutti. Sul palco si alterneranno Barbara Agrusta, Sofia Annese, Gabriella Bonino, Giulia Capuzzimati, Valentina Caramia, Maria Rosaria Carbotti, Cristina Carnazza, Anna Rita Castronuovo, Rosa Colucci, Anna Convertini, Mariella De Benedettis, Tiziana Del Giudice, Rita Dell’Aere, Dora Fedele, Gaia Fumarola, Antonietta Greco, Francesca Internò, Dolores Larocca, Mary Larocca, Raffaella Magazzino, Lucia Marangi, Nada Scatigna, Liliana Serio, Graziana Stallo, Laura Tagliente, Marina Torsello, Enzo Bruno, Luca De Lucreziis, Diego Fasulo, Luciano Paciulli, Marcello Ricci e i piccoli Gioele Colucci, Chiara Fischetti, Cristina Liuzzi, Federica Liuzzi, Giulio Pisciotta e Gabriele Serio. La regia è a cura di Tina Lacatena, Luciano De Leonardis e Concetta Vitale. Questo evento è stato reso possibile dall’impegno del Comune di Crispiano, e da una collaborazione fruttuosa con l’amministrazione ionica.

 

«Abbiamo capito l’importanza di fare rete – le parole di Aurora Bagnalasta, assessora alla Cultura e Spettacolo del Comune di Crispiano –, e l’abbiamo fatto in una giornata speciale come quella della Memoria, dove le varie amministrazioni sono chiamate a rinnovare quel prezioso ricordo affinché le pagine buie della storia non vengano a ripetersi. Questo spettacolo analizza il tema dell’Olocausto dal punto di vista femminile, una prospettiva nuova a cui guardare per comprendere appieno la sofferenza a cui sono stati sottoposti i prigionieri di Auschwitz e degli altri campi. Ringrazio il Comune di Taranto per aver accolto questo nostro progetto».

 

Per la serata del 26 gennaio ci sono ancora biglietti disponibili, è possibile rivolgersi al numero 0999949349. Per accrediti stampa si prega di fare richiesta entro e non oltre mercoledì 25 gennaio al seguente numero: 3208221720.

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