Venerdì, 15 Luglio 2022 08:14

ALTA TENSIONE/ Indotto ex Ilva allo stremo, oggi sciopero dei dipendenti della ditta Lacaita, i lavoratori “ci sono famiglie che non ce la fanno più” In evidenza

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 È in corso da questa mattina uno sciopero di otto ore per turno, con un presidio di protesta davanti alla direzione dello stabilimento di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, a Taranto, dei dipendenti dell’impresa Lacaita, dell’indotto siderurgico. L’azienda da lunedì scorso ha sospeso le lavorazioni nell’ex Ilva e messo tutto il personale, una settantina di unità, in cassa integrazione. Prima, invece, la cassa era usata solo per una parte della forza lavoro. Come diverse altre aziende appaltatrici a Taranto, la Lacaita è in serie difficoltà avanzando un credito da Acciaierie d’Italia per lavori effettuati e non pagati dalla committente. Acciaierie d’Italia, a sua volta, è in arretrato con l’indotto per problemi di liquidità aziendale, tant’è che il Governo sta studiando possibili soluzioni. La decisione dello sciopero e della protesta odierna, dicono i sindacati, “scaturisce dalla disperazione ormai fuori limite e non più tollerabile che sfocia in un forte disagio sociale, le cui conseguenze e sviluppi non sono più ponderabili”. “In un simile pesante contesto - proseguono i sindacati - la situazione è inoltre aggravata dall’attesa della corresponsione della Cigs che, in dinamiche di questo tipo, come per i lavoratori della azienda Lacaita, avviene con il pagamento diretto da parte dell’Inps”. I sindacati si dicono infine “fortemente preoccupati” e sollecitano “risposte immediate e certezze sulle questioni esposte da tempo e ad oggi rimaste irrisolte”. 

“Per l’ennesima volta, qui davanti allo stabilimento di Acciaierie d’Italia, e per l’ennesima azienda in difficoltà, la Lacaita, i cui lavoratori, purtroppo, non ricevono le retribuzioni, ormai sono due-tre stipendi in arretrato. Attendiamo l’iter per il riconoscimento degli ammortizzatori sociali ma intanto i lavoratori sono in estrema difficoltà”. Lo ha detto Piero Cantoro, segretario della Fim Cisl e responsabile dell’appalto, durante il presidio di protesta in corso stamattina davanti alla direzione dell’ex Ilva a Taranto. “É una situazione alla quale il Governo deve dare delle risposte - ha aggiunto Cantoro a proposito della presenza pubblica in Acciaierie d’Italia attraverso Invitalia, controllata del Mef - non si può continuare a vedere l’assenza del Governo che dovrebbe garantire ma invece partecipa e contribuisce a questo grande scempio”. 

 

"Ci sono famiglie che non ce la fanno più, ci sono tanti impegni, ci promettono tante cose. Sono tre mesi che ancora non vediamo uno spiraglio, la situazione nell’appalto è critica, e nella Lacaita sono mesi che non ci pagano”, ha commentato Fabio Lumino, dipendente Lacaita e delegato sindacale Fim Cisl.

Ultima modifica il Venerdì, 15 Luglio 2022 10:14