Lunedì, 13 Giugno 2022 07:26

LA PROTESTA/ Il 15 sciopero dei buoni pasto, neanche a Taranto saranno accettati In evidenza

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‘Per ogni buono pasto da 8 euro, ne incassiamo poco più di 6’. Il coro di bar, ristoranti, alimentari è unanime i ‘buoni pasto’ non funzionano e gli esercizi – ma, molti da tempo vi hanno già rinunciato- sono pronti a dire addio ai ticket.  

Intanto, mercoledì 15 giugno in tutta Italia esercenti e aziende della grande distribuzione non accetteranno i buoni pasto. La protesta vede scendere in campo alcune delle principali associazioni di settore tra le quali FIDA e FIPE Confcommercio. Due le priorità: la riduzione immediata dei ribassi sul prezzo, richiesti in fase di gara alle società emettitrici dei buoni pasto; la riforma complessiva del sistema, seguendo l’impianto in vigore in altri paesi di Europa, per assicurare il rispetto nominale del ticket ed eliminare le commissioni pagate dagli esercizi.

 

 

“In questi ultimi anni – commenta Matilde Contento, presidente provinciale FIDA Confcommercio (la federazione italiana della distribuzione alimentare) - abbiamo fatto numerosi appelli pubblici sulla necessità di riformare il sistema dei buoni pasto in modo radicale, ma purtroppo non c’è stata risposta. 

Noi di FIDA e FIPE -Confcommercio insieme ad altre insegne e associazioni di categoria , con i nostri esercizi, aziende della distribuzione e dettaglianti alimentari, aderiamo al primo sciopero che si terrà mercoledì 15 giugno, non accettando i buoni pasto, per evidenziare una situazione sulla quale occorre intervenire con fermezza. Le commissioni a carico degli esercenti sono insostenibili soprattutto in un momento gravato dagli aumenti dei costi dell’energia e delle materie prime.”

 

“Consip effettua le gare solo nominalmente con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma nella sostanza questo meccanismo finisce con il scaricare il risparmio della pubblica amministrazione sulle attività. Scalati gli oneri di gestione e finanziari si registra un deprezzamento del 30% .  

Il nostro obiettivo è – incalza Antonio Salamina, presidente prov. di Fipe Ristoranti- tutelare un importante servizio di cui beneficiano i lavoratori, che va però reso sostenibile. Chiediamo al Governo, soprattutto in vista dell’imminente gara Consip, di superare un sistema che impone commissioni non eque, le più alte d’Europa, che si avvicinano al 20% del valore nominale del buono pasto”.  

 

“Un altro aspetto grave da sottolineare – evidenzia Paolo Barivelo, presidente provinciale  di Fipe Bar è dato dai tempi estremamente lunghi dei rimborsi  da parte delle società emettitrici. In sostanza a noi viene chiesto di anticipare somme che andremmo ad incassare dopo mesi e mesi, con margini di guadagno risicati. Molti di noi hanno giustamente rinunciato ai ticket pasto. Il costo sostenuto dalle nostre attività  rende insostenibile la prosecuzione di questo servizio”

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