Venerdì, 10 Giugno 2022 20:05

FABBRICA AL COLLASSO/ Ex Ilva, i sindacati “mancano le materie prime per la produzione, rischio di aumento della cassa integrazione” In evidenza

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“Si evince una chiara difficoltà sull'approvvigionamento delle materie prime che sta causando un rallentamento produttivo con fermate di altoforni  e, a cascata, di altri reparti e sulle manutenzioni. Riteniamo non più rinviabile un confronto con le organizzazioni sindacali in quanto tali scelte potrebbero determinare chiusure di impianti con un ulteriore aumento della cassa integrazione". Lo affermano i coordinatori di fabbrica Fim, Fiom e Uilm dello stabilimento Acciaierie d'Italia di Taranto in una lettera all'Ad Lucia Morselli, al direttore di stabilimento, Vincenzo Dimastromatteo, al direttore del Personale, Artuto Ferrucci, e al dirigente dell'Ufficio Relazioni Industriali, Pietro Golini. I sindacati evidenziano che l’ex Ilva non ha ancora chiarito “gli assetti di marcia” della fabbrica che, quest’anno, in base alle dichiarazioni aziendali, dovrebbe produrre 5,7 milioni di tonnellate, un livello produttivo rispetto al quale, però, i sindacati manifestano grande scetticismo.

 

Per le sigle metalmeccaniche, “a distanza di poche settimane dalla conclusione di un accordo tra la multinazionale, Ilva in amministrazione straordinaria  e Invitalia, che ha prolungato il contratto di affitto ad ArcelorMittal per ulteriori due anni rinviando, di fatto, possibili investimenti sul processo di transizione ecologica, non sono mancati annunci roboanti da parte del Governo che continua a rendere nota la risalita produttiva dell'acciaieria di Taranto e la risoluzione delle tante problematiche che attanagliano lo stabilimento siderurgico”. Ad avviso di  Fim, Fiom e Uilm, “tali dichiarazioni non trovano conferme sulla situazione allarmante inerente gli attuali assetti produttivi. Agli annunci di Acciaierie d'Italia e del governo devono corrispondere atti concreti che vadano nella direzione di risolvere questioni inerenti il processo di risanamento ambientale, produttivo e occupazionale”. Qualche giorno fa, in occasione della firma dei progetti bandiera sul Pnrr da parte delle Regioni, tra cui la Puglia, il premier Mario Draghi ha sottolineato la necessità che Ilva torni a produrre come ha fatto in anni passati. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha intanto convocato per il 22 giugno al Mise un incontro sull’ex Ilva tra azienda, Invitalia, partner pubblico di Acciaierie d’Italia, sindacati, ministero del Lavoro e Regioni sedi di impianti Ilva.