Martedì, 24 Maggio 2022 19:16

BONIFICHE/ I commissari di Ilva in as “dopo la pandemia cantieri raddoppiati, impiegati 400 lavoratori con un 49% di rinunce” In evidenza

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“Abbiamo raggiunto un risultato ragguardevole. Abbiamo raddoppiato i cantieri e i turni per accelerare le attività nell’ultimo periodo. Usciti dalla pandemia, i rallentamenti sono venuti meno”. Lo hanno detto i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, Francesco Ardito, Alessandro Danovi e Antonio Lupo, questa mattina in audizione alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, a proposito della bonifica delle aree ex Ilva di Taranto rimaste in carico alla società pubblica, proprietaria degli impianti, e non trasferite all’attuale gestore privato della fabbrica. Circa la possibilità di un aumento dei costi della bonifica, i commissari Ilva - nominati a metà 2019 dal Mise - hanno dichiarato che “non sono da escludersi. Il tema è di carattere generale e c’è una dinamica inflattiva in Italia e nel mondo”, hanno spiegato. Tuttavia, hanno precisato i commissari, “l’attività in essere si basa su contratti definiti. Non vi è richiesta di aumenti e quindi confermiamo i nostri budget. Ma non escludiamo in futuro che possano esserci aumenti anche perché dovremo confrontarci con i costi lievitati, a partire da quelli del trasporto”. 

 

Nelle commissioni parlamentari è stato poi chiesto ai commissari se potrebbero farsi carico anche della bonifica di aree che oggi non sono nelle loro competenze. La risposta dei commissari Ilva è stata che “è difficile immaginare che aree dello stabilimento, per vari problemi, siano gestiti da soggetti diversi dal gestore dello stabilimento. Non lo si può escludere ma è una ipotesi abbastanza residuale”, hanno osservato, affermando di aver avuto con l’attuale gestore Acciaierie d’Italia una “discussione su un area, per la quale si è convenuto che è più opportuno che i lavori li faccia Acciaierie d’Italia”.

   Il commissario Danovi ha in particolare puntualizzato che le bonifiche in capo a Ilva in as riguardano “250 ettari in condizioni non semplici da gestire. Si tratta di lavori che richiederanno tempi lunghi anche se ci prodighiamo per accelerarli laddove è possibile”. E a proposito della complessità dell’operazione, è stato citato alle commissioni il caso dei rilievi nell’area della gravina Leucaspide, che presenta parti inaccessibili e parti difficilmente accessibili, dove è stato necessario ricorrere ad un elicottero “per portare ad esecuzione le indagini. Un intervento delicato che ci espone anche economicamente con un milione di euro”. 

 

Alle commissioni è stato anche riepilogato il quadro finanziario delle bonifiche che attingono al miliardo di euro dei Riva (vecchi proprietari e gestori dell’Ilva) rientrato in Italia su azione della Magistratura e per il quale l’accordo transattivo fu sottoscritto il 24 maggio del 2017. Il relativo trasferimento a Ilva in as è poi avvenuto a dicembre 2018. Il quadro delle risorse dettagliato oggi dai commissari Ilva è il seguente: 352 milioni per la decontaminazione e 188 milioni per la caratterizzazione assegnati al gestore della fabbrica siderurgica di Taranto, 150 milioni di recente assegnati alla decarbonizzazione della produzione dell’acciaio con la recentissima conversione in legge del Dl Energia-Ucraina che comprende anche misure per le imprese strategiche energivore (“prendiamo atto di questa normativa” hanno detto i commissari) e 467 milioni destinati alle bonifiche di Ilva in as, di cui 442 milioni allocati “con individuali e singoli budget”. Cento, infine, i milioni impegnati da Ilva in as. 

 

Nella bonifica delle aree ex Ilva “abbiamo impiegato 400 lavoratori in cassa integrazione, a rotazione, ma non tutti hanno voluto aderire alla proposta. C’è stato un 49 per cento di rinunce”. hanno detto i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria a proposito dell’utilizzo del personale della stessa Ilva in as, tutto in cassa straordinaria da alcuni anni (1.800 in totale, circa 1.600 solo a Taranto). Fornendo poi alcuni dati della loro attività, che riguarda le aree che non fanno parte di quelle cedute ad ArcelorMittal a novembre 2018 all’atto del subentro, i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria hanno dichiarato che sono stati presentati “10 piani di caratterizzazione, 8 approvati. Per quello relativo alla gravina Leucaspide, abbiamo ricevuto la convocazione della conferenza dei servizi in fase decisoria per il 15 luglio”. C’é un intervento sospeso, hanno puntualizzato i commissari, e riguarda l’area fanghi, con 490mila tonnellate di materiali da asportare. 

 

“Si è sospeso il procedimento di caratterizzazione - hanno spiegato i commissari ai parlamentari - in attesa che siano rimossi i fanghi”. “Le caratterizzazioni - hanno spiegato - comportano veri e propri cantieri perché si fanno i sondaggi ed una serie di interventi”. Sullo smaltimento dei fanghi delle lavorazioni di altoforno ed acciaieria, una delle operazioni loro affidate, i commissari Ilva hanno affermato che relativamente alla cava Lamastuola, che è una delle 18 aree da bonificare affidate ad Ilva in as, “stiamo valutando la realizzazione di na piccola discarica per rifiuti speciali solo per le esigenze di Ilva in amministrazione straordinaria, cioè lo smaltimento dei fanghi”.

    “Sui fanghi - hanno aggiunto i commissari - stiamo accelerando ma è possibile no si possa finire queste attività entro il 23 agosto 2023”, che è il termine temporale entro il quale tutte per prescrizioni ambientali Aia nel siderurgico di Taranto devono essere ultimate. “Di qui - hanno sostenuto i commissari Ilva - la necessità di un‘area di deposito in modo che i rifiuti siano spostati temporaneamente su un’area dedicata e poi destinati a smaltimento e recupero”.