Domenica, 22 Maggio 2022 20:19

LA MANIFESTAZIONE/ “Vogliamo un futuro in salute, vogliamo che Taranto sia luogo di bellezza non di sacrificio” In evidenza

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Non c’erano simboli o bandiere politiche ma  bambini con i loro slogan scritti con i pennarelli colorati e genitori, “orfani”, con le foto dei figli stampate sulle magliette e la ferma volontà di combattere per il futuro, per la vita, di tutti gli altri bambini, di chi c’è la fatta. C’erano loro, a testimoniare la determinazione di istanze ancora tremendamente attuali, anche per chi non c’era.

 “Vogliamo vivere il nostro futuro in salute, vogliamo che Taranto sia luogo di bellezza e non di sacrificio”. Le parole della giovanissima Sara, pronunciate dal gazebo di piazza Garibaldi, nel centro di Taranto, hanno evidenziato le finalità della manifestazione con cui il Comitato cittadino Salute e Ambiente Taranto questa sera é di nuovo sceso in piazza per chiedere la chiusura delle fonti inquinanti a partire dall’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia. Il Comitato, che raggruppa sette tra movimenti e associazioni della città, ha promosso questa manifestazione dopo la nuova sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu), che nei giorni scorsi ha condannato lo Stato italiano, accogliendo così il ricorso di un gruppo di tarantini, per non aver tutelato la salute dei cittadini dall’inquinamento della fabbrica siderurgico, e dopo che la Procura di Taranto ha espresso alla Corte d’Assise parere negativo sul dissequestro degli impianti siderurgici che é stato chiesto dai legali di Ilva in amministrazione straordinaria, società proprietaria. 

 

 La manifestazione é stata aperta da un corteo di bambini che, a suon di musica e al grido “Basta-Basta” urlato da um megafono, è entrato in piazza Garibaldi innalzando una serie di cartelli. Su di essi si leggevano scritte come “Taranto cittá da risarcire”, “Non siamo un popolo usa e getta”, “La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni - Articolo 9 della Costituzione italiana”, “L’iniziativa economica privata non può svolgersi in d’anno della salute e dell’ambiente”. Per Massimo Castellana, che ha parlato a nome del Comitato,”l’obiettivo principale per noi è ridare dignità al territorio tarantino messo così a nudo dalla Organizzazione delle Nazioni Unite che di ha definito 'zona di sacrificio'. Una cosa inaccettabile in una Repubblica democratica come quella italiana”.  “La nostra manifestazione, oltre a parlare dei danni sanitari, dei danni all’ambiente e degli ultimi avvenimenti che hanno visto la Procura negare il dissequestro dell’ex Ilva, si concentra su quelli che potranno essere gli sviluppi di questo territorio con le attività secolari che ne rispettino la compatibilità”, ha sottolineato Castellana. “Voglio chiarire che tra le attività secolari e compatibili col territorio non c’è sicuramente l’acciaieria, che nega il diritto alla salute, a un ambiente salubre e alla sicurezza. Parliamo invece di posti di lavoro puliti” ha detto infine Castellana.