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Giornale di Taranto - MILLEPROROGHE/ Entro il 20 gli emendamenti per ripristinare i fondi per le bonifiche delle aree inquinate di Taranto
Venerdì, 14 Gennaio 2022 19:10

MILLEPROROGHE/ Entro il 20 gli emendamenti per ripristinare i fondi per le bonifiche delle aree inquinate di Taranto In evidenza

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 Primo, importante snodo in Parlamento per il decreto Milleroroghe  e l’articolo 21 del provvedimento relativo all’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia. Il Milleproroghe è stato incardinato nelle commissioni referenti affari costituzionali e bilancio della Camera e per giovedí prossimo (20 gennaio) alle 18 è fissata la scadenza per la presentazione degli emendamenti per le commissioni. E proprio sull’articolo 21 i parlamentari di più schieramenti - dal Pd a M5S, da Leu a Forza Italia - hanno annunciato la presentazione di emendamenti abrogativi. Emendamenti per ora differenziati ma con un contenuto sostanzialmente identico. Sulla norma che trasferisce importanti risorse (575 milioni) dalla bonifica dei siti inquinati di Taranto ai futuri impianti per la produzione decarbonizzata dell’acciaio nell’ex Ilva, si è infatti creato uno schieramento politico trasversale che chiede di rimettere i fondi del patrimonio destinato di Ilva in amministrazione straordinaria laddove erano, e cioè sul capitolo delle bonifiche. Questo pur senza sminuire l’importanza della decarbonizzazione.

 

I fondi in questione (all’inizio 1.157 milioni, divenuti 878 milioni a marzo 2021) sono quelli che, sequestrati dalla Procura di Milano agli industriali siderurgici Riva, ex proprietari dell’Ilva, tra il 2016 e il 2017 sono rientrati in Italia dall’estero, dove gli stessi Riva li avevano trasferiti. Oltre alla politica, anche sindacati e varie associazioni hanno chiesto che non sottraggano risorse alla bonifica delle aree inquinate, da Taranto attesa da molti anni. Si tratta delle aree attigue al siderurgico (vecchie cave industriali, collinette ecologiche del rione Tamburi di Taranto, gravina Leucaspide, nonché smaltimento di fanghi di acciaieria e di altoforno) che nel 2018 non sono state cedute dai commissari di Ilva in as all’affittuario dell’azienda, cioè ArcelorMittal, in seguito divenuta Acciaierie d’Italia con l’ingresso nel capitale di Invitalia per conto dello Stato.

 

 In commissione attività produttive alla Camera, il vice ministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto Fratin, ha difeso la norma affermando che “l’articolo  21 del decreto Milleproroghe  aggiungerebbe un’ulteriore finalizzazione ambientale quale è la decarbonizzazione i cui effetti positivi per l’ambiente si devono sommare a quelli per le bonifiche”. Per il vice ministro, “fermo restando le competenze degli altri ministeri coinvolti, le modifiche normative proposte col decreto legge manterrebbero inalterata la prioritaria finalità del patrimonio in questione che resterebbe principalmente destinata agli interventi previsti dal piano ambientale di cui al decreto del presidente del Consiglio del 29 settembre 2017, nonchè alle finalità di bonifica e ripristino già previste e in corso di completamento ad opera del gestore dello stabilimento”. “Risulterebbero quindi 575 milioni di euro - ha rilevato il vice ministro - da impiegare per interventi di decarbonizzazione ed elettrificazione del ciclo produttivo dello stabilimento siderurgico”