Martedì, 07 Dicembre 2021 16:59

FABBRICA AL COLLASSO/ Da Natale all’Epifania Acciaierie d’Italia mette 2500 lavoratori in cassa e ferma diversi impianti In evidenza

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Nei prossimi giorni l’ex Ilva di Taranto (ora Acciaierie d’Italia) prevede di mettere in cassa integrazione circa 2500 persone nell’ambito della procedura già in corso che vede una richiesta di cig, come numero massimo, di 3.500 unità. Lo dicono fonti sindacali dopo l’incontro avuto oggi pomeriggio a Taranto con Acciaierie d’Italia per l’apertura della nuova procedura di cassa integrazione ordinaria dal 27 dicembre, per un periodo di 13 settimane, e un numero massimo, anche in questa occasione, di 3.500 dipendenti diretti. 

 

“A ridosso di Natale molti reparti e impianti si fermeranno - dichiara ad AGI Gennaro Oliva, coordinatore di fabbrica Uilm - per poi ripartire dopo l’Epifania. Ai 2.500 in cassa vanno poi aggiunti i lavoratori che in questo periodo di fine anno hanno preso ferie”.     “L’incontro odierno con Acciaierie d’Italia - dice Oliva - è stato del tutto inconcludente e probabilmente é stato pure inutile farlo visto che il 13 dicembre andremo al Mise. L’azienda ha confermato la sua inaffidabilità. Ci ha presentato un lungo elenco di attività che si fermeranno nei prossimi giorni ma non ci ha detto nulla su che succede per il personale delle manutenzioni e delle officine centrali. Questa forza lavoro resta in fabbrica - conclude Oliva - per gli interventi necessari oppure finisce anch’essa, come teniamo, in cassa integrazione?” 

Ultima modifica il Martedì, 07 Dicembre 2021 17:04