Martedì, 30 Novembre 2021 10:24

FABBRICA AL COLLASSO/ I sindacati “tra impianti fermi, temporeggiamenti e decisioni inaccettabili a rischio il futuro dello stabilimento” In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 “L’altoforno 4 viene fermato nuovamente dopo solo un mese dal riavvio e dopo aver sprecato 80 mln di euro per interventi che, anziché risolvere il problema, hanno peggiorato la condizione degli impianti”. Lo dice la Uilm dopo che nelle ultime ore l’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, ha ufficialmente annunciato ai sindacati metalmeccanici che dall’1 dicembre, e presumibilmente sino al 20 gennaio, rimarrà fermo per lavori l’altoforno 4, uno dei tre operativi del siderurgico di Taranto. Come effetto di trascinamento, ci sarà anche lo stop dell’acciaieria 1 e di altri impianti. La Uilm sostiene che “consequenzialmente” ci sarà “una riduzione dei livelli di produzione con ricaduta occupazionale sull’area a freddo”. Quest’ultima è la parte di impianti che sta a valle degli altiforni e utilizza l’acciaio per produrre semilavorati. Parlando della gestione aziendale di Acciaierie d’Italia di cui è partner lo Stato attraverso Invitalia, la Uilm dichiara che vi è “il rischio che si passi dallo stallo di non decidere a scelte e decisioni inaccettabili che mettono in discussione sia la risalita produttiva che il futuro occupazionale dell’intera fabbrica”.  Insieme alle altre sigle metalmeccaniche, e con l’obiettivo di ridurre l’impatto della cassa integrazione che le nuove fermate determineranno a breve, la Uilm afferma che inviterà l’azienda all’”utilizzo delle ferie e dove possibile, la rotazione tra personale con mansioni fungibili”. (foto di repertorio del 28 novembre 2009) 

Ultima modifica il Martedì, 30 Novembre 2021 10:27