Sabato, 24 Luglio 2021 10:15

LAVORO/ Ex Ilva, 13 settimane di cassa integrazione Covid per 3500 unità In evidenza

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In un incontro avuto con i sindacati metalmeccanici a Taranto, Acciaierie d’Italia, ex Ilva, attraverso Francesco Zimbaro, della direzione Risorse Umane, “ha comunicato l’avvio di nuova cassa integrazione causale Covid per 13 settimane per 3.500 unità con una previsione di produzione di ghisa che si aggira sulle 16.000 tonnellate al giorno”. Lo dichiara il sindacato Usb dopo l’incontro. Per Usb, “a fronte delle ultime dichiarazioni dell’ad di Arcelor Mittal che parla di un’azienda in salute e di un mercato dell’acciaio vivace, ci aspettavamo dall’incontro odierno un segnale distensivo, quasi un azzeramento dei numeri di cassa integrazione. Ci ritroviamo invece di fronte agli stessi atteggiamenti e la stessa mancanza di prospettiva”. Inoltre, afferma il sindacato, “si riparte, tranne qualche reparto ancora fermo, con una attività all’interno dello stabilimento quasi a regime” ma “senza che siano stati fatti interventi di manutenzione mirati a ristabilire condizione di sicurezza tali da garantire un ambiente di lavoro meno precario”. Usb dichiara di aver respinto la richiesta di cassa integrazione Usb chiedendo al Governo, ora che la società Acciaierie d’Italia vede partecipe lo Stato attraverso Invitalia, “un incontro urgente al fine di sbloccare una situazione che va avanti da troppo tempo e che scarica sui lavoratori le responsabilità di una gestione priva di alcuna logica condivisibile”.