Mercoledì, 01 Gennaio 2014 08:28

TARANTO - Per il Segretario provinciale del PdCI Gino Tocci la sentenza della Cassazione che annulla sequestro di otto miliardi mette a rischio ogni ipotesi di bonifica dell’ILVA e del territorio In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)
La sentenza della Cassazione che annulla il sequestro preventivo di oltre otto miliardi alla famiglia Riva ed imposto la restituzione dei primi due confiscati nei paradisi fiscali e la richiesta, subito dopo, dell’amministratore Bondi di richiedere alla famiglia Riva ed alle banche un aumento di capitale, nei fatti mettono a rischio ogni reale ipotesi di bonifica dell’azienda e del territorio tutto. I comunisti italiani chiedono all’attuale governo di applicare la soluzione prevista anche dalla nostra Carta Costituzionale di confiscare l’azienda e di nazionalizzarla senza indugio alcuno. Tale richiesta fu fatta già due anni fa dal segretario Generale del partito, Oliviero Diliberto, proprio qui a Taranto. Se la produzione dell’acciaio nel mondo risulta strategico, nella nostra città lo è anche la bonifica radicale del territorio, condizione fondamentale per la tutela della salute e della vita dei lavoratori che lì lavorano e dei cittadini che qui ci vivono. La quantità di denaro occorrente non può, né deve essere pubblica qualora rimanga la proprietà privata! Piuttosto chiediamo ai sindacati di sottoporre all’azienda senza indugio una vertenza basata sull’ambiente di lavoro e la sicurezza dei lavoratori consapevoli che salvaguardando la loro salute si protegge quella dei cittadini che vivono a ridosso della fabbrica.
Letto 1147 volte