Sabato, 28 Dicembre 2013 06:04

TARANTO - Giardini Renata Fonte é il nome proposto per la piazzetta recuperata da Legambiente e CSV al Quartiere Salinella In evidenza

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E' Renata Fonte la proposta più votata dai cittadini che hanno risposto all'invito a indicare un nome, legato all'impegno per l'ambiente o per i bambini, per la piazza recuperata dai volontari di Legambiente nel quartiere Salinella, tra le vie Golfo di Taranto e Lago di Monticchio. Renata Fonte è stata Assessore alla cultura ed alla pubblica istruzione del comune di Nardò (Lecce) eletta nel 1982 nelle file del Partito Repubblicano Italiano. Il 31 marzo 1984 a Nardò due sicari la uccidono con tre colpi di pistola, mentre raggiunge la sua abitazione. Dai tre livelli di giudizio sono stati individuati e condannati gli esecutori materiali e il mandante di primo livello. Si ipotizza che Renata Fonte con la sua attività di difesa del territorio abbia potuto impedire la realizzazione di forti guadagni mediante speculazioni edilizie nell'area del parco di Porto Selvaggio, oggi dichiarato Parco naturale regionale insieme alla Palude del Capitano. In memoria di Renata Fonte nasce nel 1998 l'associazione Donne insieme, con l'intento di promuovere la legalità e non violenza sul territorio. Da una intensa collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, nasce la "Rete Antiviolenza Renata Fonte", primo centro antiviolenza, riconosciuto dal Ministero dell'Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Nel comune di Nardò (Lecce) sono state dedicate a Renata Fonte una piazza e la sala consiliare. Dalla consultazione sono venuti una serie di suggerimenti, tutti degni di interesse: John Lennon e Don Tonino Bello, che non hanno certo bisogno di presentazioni, Iqbal Masish, un bambino pakistano che non ha mai avuto nè il tempo nè una piazza per giocare, ma ha lottato per liberare il tempo di altri bambini. Satiria: dalla ninfa Satiria - considerata figlia di Minosse, re di Creta - Poseidone ebbe Taranto eponimo della città omonima, mentre il nome di lei fu dato al locale Capo Satirione. Così si giustifica la tradizione che attribuisce origini cretesi alla città di Taranto. Rinaldo da Taranto e Giovanni da Taranto: pittori tarantini dei primi der 'trecento. Il primo ebbe grande fama: tra le sue opere il Giudizio Universale nella chiesa di S. Maria del Casale a Brindisi. Al secondo, di cui quasi non si hanno notizie, è attribuito un San Domenico conservato a Capodimonte Gennaro Capuozzo, un partigiano italiano. Eroe di guerra, morì all'età di dodici anni nella seconda guerra mondiale durante le Quattro giornate di Napoli, l'insurrezione popolare che consentì la liberazione della città italiana dall'occupazione nazista Paolo Franco e Pasquale D'Ettorre, due giovani operai dell'Ilva, originari rispettivamente di San Marzano e Fragagnano, che furono travolti e uccisi da una delle gru che hanno la funzione di ricevere le materie prime dai nastri trasportatori e di stoccarle nei parchi minerari dello stabilimento siderurgico. Nico Indellicati, indimenticato assessore al Risanamento della Città Vecchia di Taranto Pietro Parenzan, un grande scienziato, tarantino di adozione. Tutti i nomi che sicuramente sono un patrimonio di identità da utilizzare.
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