Mercoledì, 17 Febbraio 2021 10:36

LAVORO/ Scatta la protesta dei cassintegrati Ilva in as, attesa la chiamata del prefetto In evidenza

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È in corso da questa mattina, da dopo le 7, un presidio di protesta nell’area industriale da parte dei dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria. Circa 500, dicono fonti sindacali, i lavoratori per ora presenti con le bandiere dei sindacati metalmeccanici. I dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria - società proprietaria di stabilimenti e impianti dati in fitto ad ArcelorMittal - protestano per chiedere che anche per il 2021 sia corrisposta loro l’integrazione economica al trattamento di cassa integrazione. Misura attesa col prossimo varo del decreto “Milleproroghe”. In relazione alla protesta odierna, indetta dalle sigle metalmeccaniche, è tuttavia attesa questa mattina la convocazione di un incontro, per il pomeriggio, da parte del prefetto di Taranto, Demetrio Martino.

 

La Fim Cisl dichiara che “è in corso a Taranto la mobilitazione dei lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria, 1600 famiglie solo a Taranto, il cui futuro appare incerto. Come Fim Cisl - afferma il sindacato - chiediamo al prefetto di Taranto di farsi portavoce presso il Governo affinché venga ripristinata in fretta l'integrazione salariale alla cigs Inoltre per la Fim Cisl i lavoratori di Ilva in as non possono e non devono essere considerati di "serie B". Hanno pari diritti e non possono pagare il prezzo più alto”. Al di là della cassa integrazione, per questi lavoratori allo stato non ci sono prospettive di rioccupazione. L’accordo di settembre 2018 al Mise tra ArcelorMittal e sindacati li teneva presente in prospettiva, ma di loro non c’è traccia nei successivi accordi. Quello di marzo 2020 tra Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal, relativa alla chiusura del contenzioso davanti al Tribunale di Milano sul recesso societario da parte della stessa ArcelorMittal, è quello di dicembre 2020 tra ArcelorMittal e Invitalia, società Mef. Quest’ultimo relativo all’ingresso dello Stato nel capitale della società dell’acciaio.