Lunedì, 15 Febbraio 2021 08:40

LAVORO/ È corsa contro il tempo per salvare dal licenziamento i 130 di Isola Verde In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

È corsa contro il tempo per scongiurare il licenziamento dei 130 assunti a tempo determinato da Infrataras, società del Comune di Taranto, che dal 24 febbraio prossimo, scaduto il loro contratto, saranno senza lavoro. Dopo il tavolo in Prefettura che non ha individuato una soluzione, questo pomeriggio, alle 15, si occupano del caso le commissioni Ambiente e Lavoro della Regione Puglia che ascolteranno in audizione le parti istituzionali e sindacali. Convocati, tra gli altri, sindaco e prefetto di Taranto, quest’ultimo in qualità di commissario di Governo alla bonifica. Poiché  non ci sono risorse nell’immediato, da parte sindacale è stato suggerito di far tenere in piedi i 130 contratti da parte di Infrataras, far accedere questa società alla cassa integrazione Covid nella quale collocare i lavoratori e guadagnare così tempo per costruire una soluzione. Ma si pensa anche all’uso della clausola sociale inserita nel Contratto istituzionale di sviluppo Taranto. Questa permetterebbe di dirottare i lavoratori nei cantieri delle opere finanziate col Cis. I 130, provenienti dalla società Taranto Isola Verde della Provincia di Taranto, messa in liquidazione anni fa, sinora sono stati impiegati in un progetto biennale chiamato “Verde Amico”, consistito in azioni complementari agli interventi di bonifica per Taranto. Il progetto è durato 2 anni. Una prima tranche, più corposa, con le risorse dell’allora commissario alla bonifica, Vera Corbelli, comprese le economie di spesa da quest’ultima ricavate, una seconda, invece, con 700mila euro della Regione Puglia. Ma ora i fondi sono terminati. 

 

 Il ministero dell’Ambiente non ne ha per finanziare la prosecuzione del progetto “Verde Amico” di cui ha anche contestato lo svolgimento. Il direttore generale della Direzione per il risanamento ambientale del ministero, Giuseppe Lo Presti, lo ha scritto all’attuale commissario per la bonifica, Demetrio Martino, che lo aveva invitato a verificare la possibilità di nuovi finanziamenti. Al Governo hanno chiesto ulteriori fondi anche il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Lo Presti dichiara che l’ex commissario Corbelli ha collocato il progetto nell’ambito degli interventi per il Mar Piccolo “senza mai specificarne la fonte di finanziamento”. Solo in seguito, dice il ministero, Corbelli ha comunicato di aver destinato 1,5 milioni “riconducibili alle economie” derivanti dall’intervento “Piattaforma per un sistema integrato di riqualificazione dell’area vasta di crisi ambientale” finanziato per un importo di 20,800 milioni (fondi del ministero approvati dal Cipe con due delibere). Ma a quest’impiego delle risorse, il ministero dell’Ambiente, già un anno fa, ha fatto presente all’allora commissario che esso non era in linea “con le finalità originarie per cui erano state stanziate”. E in seguito sempre il ministero ha puntualizzato  “che gli interventi che si intendono finanziare col progetto Verde Amico non si configurano quali interventi di bonifica quanto piuttosto interventi volti alla rimozione di rifiuti abbandonati”, sottolineando che “resta in capo al commissario la responsabilità di tutte le azioni”. “La priorità è tutelare i lavoratori che non possono pagare per responsabilità non loro. Vogliamo fare il punto sui progetti che ci risulta siano stati avviati” commenta Marco Galante, consigliere regionale Puglia dell’M5S che ha chiesto il confronto di lunedì prossimo.