Domenica, 29 Novembre 2020 17:47

GRANDI MANOVRE/ Domani la firma dell’accordo che segna l’ingresso dello Stato in ArcelorMittal, Patuanelli convoca i sindacati, il sindaco convoca le associazioni ambientaliste In evidenza

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Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato per domani alle 12 nella sala degli Arazzi del Mise i sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb e Ugl sulla vicenda ArcelorMittal. La convocazione del Mise arriva nel giorno in cui Invitalia, per conto del governo, e ArcelorMittal firmeranno l’accordo che segna l’ingresso dello Stato al 50 per cento nel capitale dell’azienda siderurgica. 

Il Comune di Taranto, col sindaco Rinaldo Melucci, convocherà nella prossima settimana le associazioni ambientaliste sulla vicenda ArcelorMittal alla luce dell’accordo che quest’ultima firmerà domani con Invitalia per il governo. Il sindaco ha già informato le associazioni, che avevano chiesto di essere ricevute in presenza, “circa circa gli sforzi che si stanno compiendo in questi giorni per acquisire dettagli sul negoziato in atto tra Governo e ArcelorMittal”. Per l’amministrazione comunale, “è un momento cruciale per il futuro di Taranto, per questo occorrerà una ampia condivisione e l’Amministrazione comunale estenderà questa disponibilità al confronto a tutte le forze e rappresentanze del territorio”.

Una delle tante  associazioni che ha chiesto ascolto al sindaco, “Giustizia per Taranto”, oggi dichiara che “riguardo al piano ambientale” ci sono “le solite dilazioni e deroghe, mentre sono sparite le parole "green" e "idrogeno" dai proclami del ministro Patuanelli. Diremmo anche giustamente - afferma “Giustizia per Taranto” - dal momento che si trattava di proposte irrealizzabili e che la produzione del siderurgico proseguirà, sostanzialmente, come prima e cioè a carbone. Poco importa per gli enormi danni che procurerà ancora alla nostra comunità e al nostro territorio. Anzi peggio, visto che si intende aumentarla a 8 mln di tonnellate all'anno”. Per “Giustizia per Taranto”, “produrre 8 milioni di tonnellate all'anno di acciaio, significherà produrre più di quanto il mercato abbisogna, motivo per cui questo nuovo accordo costituirà una nuova bolla destinata a scoppiare nei prossimi anni. Per tutto questo - si conclude - chiediamo che il Governo ci ascolti prendendo in considerazione la voce della città. E che Regione, Provincia, Comune e parlamentari tarantini si oppongano, con decisione e senza più ambiguità, a questi intendimenti”.