Sabato, 26 Settembre 2020 11:52

L’AFFONDO/ Il Comitato cittadino a Emiliano “la sua dichiarazione sull’ingresso della Regione nella gestione dell’Ilva ci ferisce profondamente” In evidenza

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“La sua dichiarazione di entrare a pieno titolo, come Regione Puglia, nella gestione dell’Ilva, ci ferisce profondamente”. Dalle associazioni del comitato cittadino per la salute e l’ambiente a Taranto arriva il 'disco rosso' a quanto detto dal riconfermato governatore regionale pugliese, Michele Emiliano, circa la possibilità che la stessa Regione, probabilmente con Acquedotto Pugliese, possa entrare nella nuova compagine societaria di ArcelorMittal accanto allo Stato con Invitalia, società Mef. “Stiamo parlando di entrare nell’Ilva  con la missione impossibile di tamponare l’emorragia di un bilancio. 

 

Stiamo parlando - rileva il comitato - di far proseguire l’attività di una fonte inquinante dichiarata illegale dalla magistratura tarantina nel 2012. Stiamo parlando di una ignominia nazionale che è stata motivo di condanna per le omissioni dello Stato italiano da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (24 gennaio 2019)”. E ancora, incalza il comitato, “stiamo parlando di una azienda che non rispetta le prescrizioni dell’Aia e che, per risultare formalmente a norma, ha cambiato continuamente le norme in scadenza nel 2015, poi prorogate al 2023. Ed è già stata avanzata la richiesta di ulteriori proroghe”. “Lei - si rivolge il comitato a Emiliano - vuole dare i soldi della Regione, i nostri soldi, all’Ilva. Se li desse ai lavoratori dell’Ilva per integrare la cassa integrazione e avviarli a lavori socialmente utili noi ne saremmo felici. Ma darli all’Ilva no, assolutamente no. Ci rivolgeremmo nel caso, spiace dirlo ma lo dobbiamo dire, alla Corte dei Conti per un evidente sperpero del denaro pubblico. Uno sperpero di denaro pubblico a totale danno della salute dell’ambiente e delle persone”. 

 

 Al governatore della Regione Puglia il comitato rammenta che “in azienda si verificano, con cadenza quasi giornaliera, incidenti più o meno gravi, a causa dell’assoluta mancanza delle più elementari manutenzioni. Riteniamo questi incidenti come continui preavvisi di qualcosa di ancora più drammatico, come potrebbe essere un incidente rilevante, la cui colpa ricadrebbe su tutti coloro che, garantendo la produzione inquinante a queste condizioni, ne hanno permesso l’avvento”. “La sua  dichiarazione - conclude il comitato verso Emiliano - non è certamente il miglior biglietto da visita del nuovo Governo regionale. A nostro modo di vedere, assomiglia all’intervento che il Governo centrale sta pensando di mettere in atto come stampella per la multinazionale franco-indiana”. Si presenta, conclude il comitato, “come intervento necessario per una fantomatica “transizione energetica” ma invece è “null’ altro che il tentativo di mascherare un aiuto pubblico a un’azienda decotta e che non ha alcun requisito di legge per ottenere un aiuto statale”.