Giovedì, 24 Settembre 2020 07:27

GRANDI MANOVRE/ Il ministro Patuanelli apre al confronto tecnico, lunedì il primo. Sciopero sospeso In evidenza

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Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli all'incontro tenuto con i sindacati al Mise "si è impegnato a intervenire su ArcelorMittal Italia affinché ci sia una convocazione a livello locale a strettissimo giro per consentire alle organizzazioni sindacali di esporre tutte le questioni relative alla sicurezza dello stabilimento di Taranto". Lo riferiscono Guglielmo Gambardella, responsabile siderurgia Uilm Nazionale e Antonio Taló, segretario Uilm Taranto, secondo cui grazie al confronto con i sindacati è stato pianificato un primo incontro tecnico per lunedì prossimo in cui saranno presenti organizzazioni sindacali e Invitalia sulle questioni relative al futuro piano industriale dell'ex Ilva. A questo ne seguiranno altri per tutto il mese di ottobre.

    "Lo sciopero - riferiscono i sindacalisti - per ora è sospeso, valuteremo eventuali altre iniziative in base all'approccio del governo".

 

 "Le questioni messe sul tavolo dal ministro Patuanelli sono tre e su queste abbiamo chiesto impegni precisi", spiegano Gambardella e Taló. "La prima questione riguarda la situazione insostenibile a Taranto. Lo stabilimento non è sicuro. Le organizzazioni territoriali hanno da tempo lanciato grida di allarme. Sono tre gli incidenti importanti che danno il senso dello stato di degrado di quel sito. In acciaieria stava cadendo parte dell'impianto. Un incidente altrettanto grave negli agglomerati e infine è crollato un carroponte. La situazione è già grave. Il primo impegno che chiediamo, quindi, è quello di obbligare ArcelorMittal immediatamente a ristabilire le condizioni di sicurezza minime. Noi non diremo ai lavoratori di tornare sugli impianti se non sono sicuri". 

    "Seconda questione - aggiungono i sindacalisti - riguarda la situazione complessiva: per noi gli investimenti su afo 5 paventati dal Ministro o il forno elettrico e il pre ridotto sono solo slogan. Noi a oggi non abbiamo visto nulla di concreto. L'accordo del 2018 è stato siglato dopo più di un anno di trattativa e sull'ambientalizzazione ci fu un addendum proprio perché vennero accolte delle nostre richieste, oltre al fatto che garantiva la piena occupazione. Abbiamo chiesto di sapere quando ci confronteremo sul piano industriale. Chiediamo di essere coinvolti, perché abbiamo la presunzione di poter dare indicazioni anche sulle questioni tecniche". 

    "Terza questione - continuano - la siderurgia e i Recovery Fund. Il Mise dovrà presentare dei progetti e i progetti riguardano le persone. Per cui anche su questo sentiamo la necessità di confrontarci, per capire rispetto alle risorse quale sarà la siderurgia del domani in Italia".

    "Infine restiamo basiti sull'affittuario. Non ha fatto gli investimenti che si era impegnato a fare nei due anni, ha distrutto quello che era un patrimonio industriale del Paese, ha acquisito mercato e clienti, non ha pagato l'affitto e alla fine potrebbe chiederci pure i danni. Prendiamo atto del fatto che ArcelorMittal non può essere il futuro di Taranto".

 

Fim, Fiom e Uilm hanno perciò deciso di sospendere lo sciopero in programma per oggi. La decisione Infatti è arrivata al termine dell'incontro con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.