Sabato, 11 Luglio 2020 08:56

PORTO/ Domani l’arrivo della prima la nave nella rada di Mar Grande, dopo 5 anni tornano i container nel porto di a Taranto In evidenza

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Arriverà domani dalla Turchia alle 8 nella rada del Mar Grande di Taranto la prima nave che riporta a Taranto il traffico container dopo cinque anni di assenza. Alle 9 il feeder del gruppo turco Yilport e della compagnia Cma Cga (in cui Yilport ha una partecipazione) attraccherà alla banchina del molo polisettoriale. 

 

  Malta, Taranto e Tunisia sono gli approdi della nave che poi effettuerà lo stesso percorso in senso inverso. Il feeder intramediterraneo toccherà Taranto due volte la settimana. Un secondo arrivo è previsto per il 15 luglio.

    Yilport è il nuovo concessionario del molo polisettoriale di Taranto - dove si trova il terminal container - attraverso la società San Cataldo Container Terminal e rimette da domani in moto l’infrastruttura a distanza di cinque anni dall’abbandono della società Taranto Container Terminal, precedente concessionario che faceva capo al gruppo Evergreen.

    “Da domani la ripresa del traffico container, che tanto è mancato al porto di Taranto in questi anni, diviene realtà” dichiara all'AGI il segretario Uil trasporti, Carmelo Sasso. “Abbiamo chiuso in queste ore un primo accordo con la società San Cataldo Container Terminal e sono stati assunti i primi 72 addetti che vengono dal bacino ex Evergreen. Ci sono lavoratori che hanno firmato il contratto di assunzione ieri sera”. 

 

“La trattativa con la società non è stata facile", riferisce il segretario della Uil trasporti. "Sia perché loro, come gruppo turco, partivano da una certa idea di organizzazione del lavoro e noi abbiamo dovuto lavorare e trattare per modificarla, sia perché alcune figure professionali esistenti con Tct, non erano previste nel loro modello”.

    “L’accordo fatto è un primo step. È la ripartenza", spiega Sasso. "Adesso dovremo definire un piano di assunzioni, 'pescando' sempre dal bacino ex Evergreen, che vada di pari passo con lo sviluppo del piano industriale del terminal container e del piano triennale dell’Autorità portuale di Taranto”.

    “Penso che sia opportuno agganciare la crescita dell’occupazione al ripristino delle gru di banchina, che ora sono in manutenzione, oppure alla crescita dei volumi di container movimentati", dice Sasso all'AGI. "In sostanza, man mano che crescono i teus”, l’unità di misura dei container, “cresce anche il personale”.

    Il piano industriale di San Cataldo Container pre-Covid stabiliva la ricollocazione graduale di tutti i 497 addetti ex Taranto Container Terminal, che, dopo un lungo periodo di ammortizzatori sociali, ora sono in carico all’Agenzia per il lavoro portuale. L’impatto del Covid ha, però, modificato lo scenario di piano. Ora c’è l’ipotesi che non tutto il personale transiti nella nuova società, ma una quota resti con l’Agenzia - istituita con una legge qualche anno fa - e sia di volta in volta rioccupato secondo necessità e possibilità.

    Si pensa anche a una formazione di questo personale in modo da reinserirlo in nuove attività. Esempio, osservano i sindacati, “se il gruppo nautico Ferretti si insedierà a Taranto sull’area ex Belleli, perché non collocare qui una quota di manodopera dopo la riqualificazione?”. 

 

 “La nave che arriverà domattina è provvista di gru a bordo e attraverso  queste, saranno movimentati i container", spiega Sasso. "Il personale neo assunto salirà a bordo e manovrerà le gru. Così saranno anche i prossimi arrivi. Il terminalista si sta però attivando per reperire gru mobili in attesa che l’impresa consegni a settembre le prime quattro delle sei gru di banchina sottoposte a ripristino, gru, queste, che San Cataldo Container Terminal ha 'ereditato' da Taranto Container Terminal”. 

    Il riavvio del terminal container di Taranto con Yilport era previsto ad aprile, poi lo stop del Covid ha spostato tutto a metà luglio. “Il ritorno della prima nave container", spiega ad AGI il presidente dell’Autorità portuale di Taranto, Sergio Prete, "non sarà salutato da alcuna cerimonia. L’incertezza che sino all’ultimo c’è stata sia sulla data, che sull’orario di arrivo - appena qualche giorno fa si parlava di attacco alle 2 di notte del 12 luglio - non ci ha permesso di programmare nulla. Lo faremo in seguito”.

    Prete conferma ad AGI che per ora non partiranno dal porto di Taranto i treni con i container diretti al Nord. “I volumi sono ancora modesti, iniziali, si aspetta che crescano per far partire anche i treni da Taranto", rileva Prete. "E comunque il fatto che questo feeder scali un porto molto importante come Malta, permette a Taranto di entrare, attraverso una rotta intramediterranea, in rotte internazionali”.