Venerdì, 29 Maggio 2020 13:22

FASE 2 bis/ Spiagge libere senza controllo, i sindaci pugliesi lanciano l’allarme. Sono 900 i chilometri di costa da presidiare In evidenza

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I sindaci pugliesi lanciano un grido d'allarme sul tema della gestione delle spiagge libere che il Governo ha affidato ai Comuni senza garantire a questi ultimi strumenti adeguati per provvedere alla difficile incombenza. Il problema è particolarmente sentito in Puglia dove sono tanti i Comuni rivieraschi che hanno competenza sugli oltre 900 chilometri complessivi di costa. “Non sarà facile, ma stiamo tentando di attrezzarci, sia pure con tutte le difficoltà del caso, perché il Governo avrebbe dovuto darci le risorse per svolgere il controllo delle coste” riferisce all'AGI il presidente di Anci Puglia e sindaco di Polignano a Mare. 

 

Il problema principale è il reclutamento dei volontari di cui vi è bisogno per presidiare i litorali pugliesi. I lunghi tratti di spiagge libere sono, ad oggi, pressoché totalmente privi dei controlli previsti, con i bagnati costretti ad autogestirsi. “Stiamo tentando di attrezzarci, anche perché i volontari sono merce rara – afferma Domenico Vitto -. Speriamo che già dai primi di giugno si possa riuscire a fare qualcosa, anche se la vedo difficile. Stiamo attrezzando le spiagge libere con la cartellonistica, ma questo è solo il primo passo e non basta. Ci sono tante altre cose da fare. Ci stiamo concentrando sulle coste che tutti gli anni vengano prese d'assalto dai bagnanti”. Poi la critica al Governo centrale: “Noi potevamo accettare il compito che ci hanno dato, ma ci dovevano dare gli strumenti essenziali – afferma Domenico Vitto e finora è mancata la sostanza anche sulla questione del ripianamento dei buchi da mancati introiti delle imposte locali. Stiamo intervenendo sul Governo perché non si può stabilire l'azzeramento delle tasse senza dare ossigeno alle finanze comunali”.