Martedì, 26 Maggio 2020 11:12

LA RESA DEI CONTI/ Il primo giugno ispezione straordinaria dell’Ilva in ArcelorMittal In evidenza

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È in programma l’1 giugno l’ispezione straordinaria  dell’Ilva all’interno dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal. La struttura commissariale ha già dato il preavviso dei cinque giorni ad ArcelorMittal. Lo apprende AGI da fonti vicine al dossier. L’amministrazione straordinaria Ilva, proprietaria degli impianti, si muove sulla scorta della denuncia fatta dai sindacati metalmeccanici venerdì scorso al prefetto di Taranto, Demetrio Martino, quando gli ha ricevuti a margine del sit in di protesta dei delegati di fabbrica sotto la stessa Prefettura. In quell’occasione, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno denunciato al prefetto lo stato di complessivo abbandono del siderurgico tra manutenzioni carenti o assenti, produzione al minimo, impianti fermi. 

 

I sindacati hanno dichiarato al prefetto un rischio per gli altiforni. Sulla scorta di questa denuncia, l’amministrazione straordinaria ora si muove per accertare cosa sta realmente facendo il gestore in fitto dello stabilimento che è ArcelorMittal. Ma si è mossa anche la Procura di Taranto che, con analoga finalità, ha attivato il custode giudiziario dell’area a caldo, Barbara Valenzano. Il sostituto procuratore Mariano Buccoliero ha chiesto al custode che all’ispezione in stabilimento partecipi anche l’amministrazione straordinaria. A quest’ultima e alla Procura, i contenuti di quanto prospettato dai sindacati venerdì scorso sono stati segnalati direttamente dal prefetto di Taranto. Non si esclude che il custode giudiziario possa fare l’ispezione prima dell’1 giugno. È stata invece aggiornata a data da destinarsi l’ispezione inizialmente programmata per ieri. Fonti vicine al dossier spiegano però che mente quella dell’1 giugno è una ispezione straordinaria, quella che avrebbe dovuto svolgersi ieri era ordinaria e avrebbe tra l’altro riguardato le manutenzioni. Non si è più fatta perché ArcelorMittal ha negato l’accesso. Questo, almeno, è quanto emerso in prima battuta nella call conference su ArcelorMittal che ieri ha visto protagonisti l’azienda, i sindacati, la stessa Ilva in amminustrazione straordinaria e il Governo con i ministri Roberto Gualtieri (Mef), Stefano Patuanelli (Mise) e Nunzia Catalfo (Lavoro). Nel suo intervento in call conference, l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, ha dichiarato di non aver negato l’accesso in stabilimento ma di aver solo chiesto che la verifica si effettuasse sempre in giornata ma subito dopo la stessa call conference col Governo. Questo perché, ha spiegato Morselli, i manager che avrebbero dovuto accompagnare i delegati all’ispezione, erano impegnati nella stessa call accanto all’ad e non potevano essere “dirottati” altrove. Le fonti interpellate da AGI contestano però il fatto che a questa ispezione avrebbero dovuto presenziare i rappresentanti della prima linea della fabbrica. “Sarebbe stata sufficiente - osservano le fonti - la presenza dei capireparto e dei capiarea”. Prima che Morselli fornisse la sua versione, il Governo aveva stigmatizzato il mancato accesso, dichiarando che non si chiude la porta al Governo. Questa ispezione inizialmente prevista per ieri, adesso è stata aggiornata a data da destinarsi. Infine le fonti ascoltate da AGI, in riferimento alla call conference di ieri, dicono “ che in dieci giorni realisticamente non si costruisce un piano industriale. Se quindi fra dieci giorni, ArcelorMittal tornerà al tavolo col piano, come Morselli ha dichiarato che avverrà, vorrà dire che Londra, ovvero la corporate, ha dato il via libera al piano che, col preaccordo di marzo scorso, ArcelorMittal Italia e Ilva in amministrazione straordinaria hanno definito, ovvero - ricordano le fonti - mantenimento a regime dell’occupazione attuale di 10.700 addetti di gruppo e 8 milioni di tonnellate annue di produzione di acciaio tra altoforno tradizionale e forno elettrico. Ma siamo davvero sicuri - concludono - che ArcelorMittal adesso manterrà questo piano?”