Lunedì, 25 Maggio 2020 23:03

LA RESA DEI CONTI/ ArcelorMittal chiede al Governo 10 giorni tempo per presentare il piano industriale, i sindacati non escludono nuove mobilitazioni In evidenza

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“In attesa della presentazione del piano industriale, non si escludono iniziative o mobilitazioni con il coinvolgimento dei lavoratori, mantenendo lo stato di agitazione. Riteniamo infatti ci siano interventi immediati che richiedono risposte necessarie sia per i lavoratori che per la salvaguardia impiantistica e ambientale”. Così Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Taranto, dopo la call conference di questa mattina sulla crisi ArcelorMittal, presenti l’azienda, con l’amministratore delegato Morselli, i sindacati nazionali e i ministri Patuanelli, Gualtieri e Catalfo. ArcelorMittal, aggiungono, "ha chiesto al Governo 10 giorni di tempo per la presentazione del nuovo piano industriale con cui saremo chiamati a confrontarci, consapevoli del fatto, così come ricordato dalle segreterie nazionali, che non siamo disponibili a firmare accordi che prevedano esuberi. Infatti, abbiamo ribadito l’importanza dell’accordo del 6 settembre 2018 nel quale è inserita la clausola di salvaguardia occupazionale per i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria”. Fim, Fiom e Uilm hanno illustrato le tante problematiche presenti all’interno dello stabilimento siderurgico a partire dall’utilizzo improprio della cassa integrazione con causale Covid 19, con il conseguente fermo di tutta l’area a freddo, la mancanza di interventi manutentivi sugli impianti, con punte del 90% del personale della manutenzione centrale a cui è stata consegnata la lettera dell’ammortizzatore sociale attualmente in uso, e le attività previste per l’attuazione del piano ambientale.