Lunedì, 25 Maggio 2020 10:32

LA RESA DEI CONTI/ ArcelorMittal, oggi sciopero e incontro col Governo. L’ad Morselli collegata da Taranto In evidenza

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È oggi il giorno dello sciopero e dell’incontro col Governo per ArcelorMittal. I ministri Patuanelli (Sviluppo economico), Gualtieri (Economia) e Catalfo (Lavoro) incontreranno dalle 11 di oggi, in audio video conferenza, l’azienda, Ilva in amministrazione straordinaria, che è proprietaria degli impianti, e i sindacati metalmeccanici. L’incontro è stato chiesto da questi ultimi a fronte di una situazione fortemente deteriorata. Lo sciopero sarà di quattro ore in tutto il gruppo ma a Taranto diverranno otto. Quattro nella parte finale del primo turno e altrettante in quella finale del secondo. In pratica quando a Taranto si comincerà a scioperare, l’incontro tra Governo, ArcelorMittal, Ilva in amministrazione straordinaria e sindacati, sarà nel vivo.

 

Allo sciopero di oggi parteciperanno anche i lavoratori dell’indotto-appalto siderurgico. La nuova protesta arriva dopo il sit in di venerdì scorso sotto la Prefettura di Taranto e le manifestazioni che ci sono state  giorni fa a Genova e a Novi Ligure, tutte all’insegna delle nuove regole anti Covid 19. Dopo il preaccordo di marzo, al Tribunale di Milano, tra ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria -  preaccordo che disinnescò il conflitto aperto da ArcelorMittal col recesso dal contratto di fitto dichiarato a novembre -, in questo mese sarebbe dovuta entrare nel vivo la trattativa per ridisegnare la compagine societaria. Tappa finale, sarebbe stata novembre 2020, con un nuovo piano industriale, la partecipazione dello Stato, una produzione di 8 milioni di tonnellate, un diverso schema produttivo e la tutela dell’occupazione col nuovo piano a regime nel 2025. Di quel preaccordo di marzo, invece, sembra essere rimasto pochissimo quanto nulla. Il ministro Patuanelli parla ormai di segnali sempre più evidenti di disimpegno da parte di ArcelorMittal. Quest’ultima, che doveva presentare a maggio il nuovo piano industriale, non lo ha presentato. Inoltre, non ha pagato alla proprietà Ilva l’ultima rata trimestrale del canone di fitto degli impianti, benché temporaneamente dimezzata rispetto ai 45 milioni iniziali. A ciò si aggiunga che l’emergenza Covid ha aggravato una situazione che, dal punto di vista del mercato, era già critica. Negli ultimi due mesi, ArcelorMittal ha aumentato massicciamente la cassa integrazione: a Taranto più di 3200 sono in cassa su 8200. 

 

 Altri 1000 in cassa sono stati messi giorni fa a Taranto, Genova e Novi Ligure. La produzione è scesa al minimo storico, 7500 tonnellate al giorno, e gli impianti fermi superano quelli in marcia. Sono  spenti un’acciaieria su due e un altoforno su tre. Fermati anche i cantieri per i lavori di messa a norma ambientale. E tra fine anno e inizio anno, le perdite di ArcelorMittal Italia sarebbero volate a 100 milioni di euro al mese. Giorni fa, inoltre, in fabbrica a Taranto erano finite persino le bottigliette di acqua minerale sugli impianti e scarseggiavano i carburanti. L’azienda viene vista con evidente ostilità dalla gran parte dei dipendenti. È ormai messa all’indice dalle istituzioni locali a Taranto e a Genova, nonchè dai sindacati, i quali chiedono che si volti definitivamente pagina: via ArcelorMittal, dicono, e via anche l’attuale amministratore delegato Lucia Morselli.  E anche se ArcelorMittal a Taranto sta provando a dare qualche segnale - con le call conference settimanali con Confindustria - sul fronte dei pagamenti arretrati all’indotto, la situazione è così compromessa che questo non basta a risalire la china. Perché è il rapporto nell’insieme che è saltato a meno di due anni dall’arrivo della società. Oggi questo declino potrebbe ricevere un’ulteriore accelerazione se,come pare, ArcelorMittal confermerà il suo disimpegno, affermerà che l’ipotesi di rilancio prefigurata a marzo scorso è ora irrealizzabile, causa l’aggravarsi della congiuntura, e chiederà 5mila esuberi, taglio che già il Governo bocciò a dicembre. In questo contesto prende così corpo l’ipotesi di una compagine societaria alternativa: fuori Mittal e un ruolo più forte dello Stato. Col Governo che negozierebbe con ArcelorMittal un indennizzo per l’uscita anticipata. Indennizzo  che dovrebbe essere superiore ai 500 milioni di euro che, col preaccordo di marzo, la società si era impegnata a versare, andando definitivamente via, qualora il contratto di investimento non fosse stato realizzato. 

L’ad Morselli partecipa alla riunione da Taranto 

 

L’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli, parteciperà da Taranto all’audio video conferenza col Governo, Ilva in amministrazione straordinaria e sindacati metalmeccanici in programma questa mattina. La riunione è stata convocata dal Governo sulla crisi dell’azienda siderurgica su richiesta dei sindacati. Morselli è da poco arrivata nella direzione del siderurgico di Taranto. Lo si apprende da delegati sindacali che l’hanno vista arrivare. La scorsa settimana l’ad Morselli è stata a Taranto per una serie di riunioni con i dirigenti della prima linea della fabbrica. Probabilmente anche per acquisire elementi utili in vista della riunione di oggi.