Martedì, 19 Maggio 2020 23:49

I RETROSCENA/ La pm che ha denunciato le pressioni “Io, preoccupata per mio marito” In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(1 Vota)

“Ci preoccupammo molto per l’accaduto. Soprattutto concordammo sul pericolo che soprattutto lui, in quanto sostituto di Capristo (peraltro come abbiamo detto entrati in una fase per così dire ‘critica’) correva ove non avessi assecondato il favore richiesto per i Mancazzo”. E’ la paura che la ex pm di Trani, oggi in servizio a Bari, Silvia Curione, ha raccontato tra giugno e luglio 2019 (sentita a sommarie informazioni) al pm di Potenza, in seguito alla visita fnel suo ufficio dall’ispettore di polizia, Michele Scivittaro, “mandato dal dottor Capristo – come la stessa ha riferito – per la vicenda dei Mancazzo”. La paura era anche di suo marito, Lanfranco Marazia, fino al novembre 2018 sostituto procuratore a Taranto, anche lui sentito nell’ambito dell’inchiesta di Potenza circa i suoi rapporti con il procuratore Carlo Maria Capristo, oggi arrestato (ai domiciliari) per le pressioni sulla magistrata tranese. La visita di Scivittaro alla Curione, avvenuta nell’aprile 2018, era finilizzata infatti a far definire con urgenza – sempre secondo quanto dichiarato dalla magistrata ai colleghi lucani - il fascicolo partito da una denuncia per usura degli imprenditori bitontini Mancazzo. Della visita di Scivittaro la pm Curione riferì all’allora procuratore di Trani, Antonino Di Maio, ma quest’ultimo – sempre secondo quanto riferito dalla Curione alla Procura di Potenza – sostenne che poteva trattarsi di “millanterie” e la invitò “a non essere emotiva”. Quest’ultimo è indagato a piede (per abuso d'ufficio e favoreggiamento personale) nel fascicolo sfociato, oggi, negli arresti ai domiciliari di Capristo, Scivittaro e dei fratelli Mancazzo. Per il fascicolo di usura la pm chiese l’archiviazione a carico dell’unico indagato, ma dispose intercettazioni a carico dei Mancazzo e, successivamente, anche di Scivittaro.