Giovedì, 14 Novembre 2013 05:42

Alfredo Cervellera consigliere regionale (Sel) informa che finalmente si sono rese disponibili le risorse rinvienienti dall' Accordo quadro Stato-Regione per Tamburi TA In evidenza

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“Finalmente ci siamo! Dopo anni di tribolazioni dovute al “sequestro” dei fondi ex FAS (a seguito dell’accanimento verso la Regione Puglia da parte dell'ex Governo Berlusconi), smentite le false accuse da parte del Centrodestra per aver perso i 49 milioni assegnati dall'Accordo di Programma Quadro, le risorse per il Quartiere Tamburi sono oggi di nuovo rese nella disponibilità del Comune di Taranto. “Pacta servanda sunt!” Vorrei in questa occasione ringraziare particolarmente l'Assessore Angela Barbanente, che come Vendola sempre attenta a Taranto, non solo ha mantenuto gli impegni assunti nel 2009 con il sottoscritto, nella qualità allora di Vice Sindaco e Assessore all'Urbanistica nella Giunta Stefàno, ma anche ha aumentato notevolmente le risorse necessarie per la riqualificazione del Quartiere Tamburi. Il progetto originario dell’Amministrazione Di Bello, come ho avuto modo più volte di dire alle varie “Cassandre” del Centrodestra, era sbagliato poiché mentre prevedeva l'abbattimento di centinaia di case nei pressi dell'Ilva ( via Lisippo, via Machiavelli, ecc.), non stanziava manca un euro per la loro ricostruzione. La Giunta Vendola, una volta che sono stati “restituiti” i fondi con Delibera CIPE alla programmazione regionale, ha stanziato (con apposita deliberazione) 20 milioni per interventi di edilizia residenziale sociale, 47 milioni e mezzo per la rigenerazione urbana al Quartiere Tamburi, 500.000 euro per attività di accompagnamento e monitoraggio, oltre ai 10 milioni già assegnati nel 2008 e in parte utilizzati (5 per il nuovo mercato e 5 per le indagini ambientali), per una somma complessiva di ben 78 milioni di euro. Vorrei precisare che non c’è da parte mia nessun trionfalismo nel dare questo annuncio: quelle risorse erano dovute alla Città per sanare le ferite di un territorio devastato dal tremendo inquinamento provocato dall’Ilva sul suo contiguo quartiere. Se a questa somma si aggiungono i 24 milioni di euro ricevuti dal Governo per il c.d. Piano Città (da utilizzare sempre ai Tamburi per la forestazione urbana ed altro) e i 7 milioni dati dalla Regione per la rigenerazione urbana del Borgo antico e per il Teatro Fusco, ci troviamo di fronte ad ingenti risorse che se utilizzate al meglio possono rappresentare una svolta per Taranto. Una svolta, soprattutto, per l’assetto urbanistico della Città reso finalmente eco sostenibile nel suo quartiere più a rischio. Per non vanificare questo imponente intervento della Regione Puglia e dello Stato sul quartiere Tamburi molto dipenderà dall’esito del Piano Ambientale presentato nei giorni scorsi per le osservazioni della Città e delle Associazioni ambientaliste, che saranno discusse presso l’omonimo Ministero retto dal Ministro Orlando, e da quello Industriale che adotterà l’Ilva nelle prossime settimane. Le fatiche di Sisifo, però, siano risparmiate a Taranto: non si potrà continuare ad inquinare dopo aver ultimato il risanamento del nostro territorio. Non lo consentiremo!!! Non entro nel merito di quale modello di fabbrica sia meglio se Duisberg o Linz o Bilbao o altra città siderurgica: l’unica cosa di cui sono convinto è che la scelta sia il frutto di un ragionamento scientifico che abbia come supporto negli scenari che saranno prefigurati la mia Legge sulla Valutazione del Danno Sanitario, poiché lì al primo posto viene considerata la salute del cittadino e poi tutto il resto. Il primo Rapporto redatto dall’Arpa, dalla Asl e dall’Ares, non è molto rassicurante al riguardo. Ne tengano nel dovuto conto al Governo !!! “
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