Lunedì, 23 Marzo 2020 11:28

CORONAVIRUS/ Potrebbe essere definita già domani la cassa integrazione per 5mila lavoratori di ArcelorMittal In evidenza

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 ArcelorMittal potrebbe definire già domani con i sindacati metalmeccanici l’avvio della cassa integrazione Covid 19 per 5mila lavoratori del siderurgico ex Ilva di Taranto con la firma di un accordo specifico.    

    “L’azienda - dichiara ad AGI Biagio Prisciano, segretario Fim Cisl - nell’ultimo incontro che abbiamo avuto ci ha detto che oggi avrebbe effettuato la sospensiva della cassa integrazione ordinaria che, per crisi di mercato, è già in corso in stabilimento dallo scorso luglio per 1273 addetti e che sinora è andata avanti attraverso proroghe di 13 settimane alla volta. Una volta sospesa la cassa ordinaria - aggiunge Prisciano - si passerà a quella Covid 19 ampliando ovviamente i numeri rispetto a quella ordinaria”. I 5mila in cassa sono diretti e vanno commisurati ad una forza organica di stabilimento di 8200 unità. “Noi, già da oggi, rilanceremo ad ArcelorMittal la richiesta di fermare ulteriori attività e di togliere altri lavoratori dal ciclo produttivo rispetto a quanto già fatto in questi giorni” afferma Prisciano. Resta da vedere quale sarà la risposta dell’azienda che attualmente in stabilimento, divisa sui tre turni, ha tra le 3600 e le 3800 unità al giorno, con una maggiore presenza nel primo turno e a decrescere nel secondo e terzo. ArcelorMittal, inoltre, ha già attuato diverse attività preventive tra misurazione della temperatura corporea con termoscanner a quanti entrano in fabbrica e riduzione delle presenze nelle mense e sui mezzi di trasporto interno.

 

Il Dpcm firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte esclude dalla fermata ArcelorMittal perché rientra tra quelle a ciclo continuo. Ciò nonostante, tutto il sindacato metalmeccanico preme perché vi sia una frenata ulteriore. Hanno già preso posizione sul tema Uilm, Fiom Cgil e Usb. Si è anche chiesto che il siderurgico di Taranto proceda in questa fase con le comandate, ovvero squadre di lavoratori che sarebbero addetti solo al presidio di sicurezza degli impianti che verrebbero tutti messi al regime di minimo tecnico. In ArcelorMittal sono già fermi alcuni impianti, l’ultimo ad essere stato fermato è l’altoforno 2 ed entro oggi toccherà all’acciaieria 1. Anche il movimento ambientalista chiede ad ArcelorMittal di fermarsi. Giustizia per Taranto sostiene “che da lunedì 23 Ilva vada messa in regime di comandata, cioè produzione ferma ma garantendo il personale minimo per questioni di sicurezza e di non pregiudizio degli stessi. Ogni altra soluzione sarebbe in contrasto con quanto previsto dal Dpcm ed incoerente rispetto alla mission dello stesso: limitare gli spostamenti”.

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