Venerdì, 28 Febbraio 2020 22:10

LE REAZIONI / Dal Pd ai Liberi e Pensanti passando per Usb, tutti contro i commissari Ilva in as In evidenza

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Ha sollevato critiche la decisione dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria di valutare la possibilità di impugnare al Tar l’ordinanza con la quale il sindaco di Taranto impone ad Ilva in amministrazione straordinaria (proprietaria degli impianti) e ad ArcelorMittal (gestore in fitto degli stessi) 30 giorni di tempo per individuare e rimuovere le cause che determinano l’inquinamento, altrimenti entro 60 giorni gli impianti dovranno essere fermati.

    Per il Pd di Taranto, è “sconcertante la posizione dei commissari che invece di collaborare e richiedere, senza indugio, anch'essi le motivazioni degli ultimi accadimenti olfattivi che hanno inondato la città di Taranto, con tracotanza assoluta si permettono di contestare un provvedimento che ha lo scopo, innanzitutto, di chiarire una volta per tutte e finalmente la situazione ambientale tarantina”

 

 Per il Pd, “il sindaco Melucci bene ha fatto in questo contesto a chiedere con atti amministrativi a tutti gli enti preposti chiarezza e trasparenza sulle vicende che preoccupano la comunità tarantina”. Secondo i Dem, "il silenzio alcune volte è d'oro e in questo caso sarebbe stato l'unico modo dignitoso con cui approcciarsi verso una situazione così delicata e per certi versi insostenibile da parte dei commissari. Anzi - dice il Pd - questa diventa l'occasione per rappresentare con forza e chiarezza la inadeguatezza dei tre commissari che ad oggi hanno brillato per la loro assoluta inconsistenza”. Critico anche il sindacato Usb. “Ci domandiamo - si afferma in una nota - se sia legittimo, appropriato e proporzionato l’atteggiamento del Governo nei confronti di una città che chiede il rispetto dei propri diritti, tutela della salute e lavoro in condizioni dignitose”. Il riferimento Usb è proprio ai termini “illegittima, inappropriata e sproporzionata” con cui i commissari Ilva hanno definito l’ordinanza dl sindaco di Taranto. “L’Ilva - afferma Usb - fa riferimento all’interesse strategico nazionale della fabbrica. Noi invece continuiamo a chiedere che venga messo, prima di tutto, al centro l’interesse delle persone”. Il movimento “Cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti” parla invece di “risposta, prevedibile e offensiva, di Ilva in as. L’ennesimo ricatto - si rileva - da parte di una struttura che gestisce 1700 cassintegrati”. “Noi cittadini di Taranto - concludono i Liberi e Pensanti - vigileremo affinché nessun passo indietro venga fatto. Siamo stanchi - concludono - di sentir parlare di una surreale sanificazione di uno stabilimento giunto da troppo tempo ormai alla fine del suo ciclo naturale di vita”.

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