Giovedì, 13 Febbraio 2020 15:12

IL VERTICE/ Fatture indotto, tra Confindustria e ArcelorMittal i conti non tornano, serve un soggetto terzo per superare di disallineamento In evidenza

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“Se le posizioni amministrative e contabili in possesso di ArcelorMittal, nella gestione fatture dell’indotto-appalto, sono diverse e disallineate rispetto a quelle che abbiamo come noi come Confindustria Taranto, questo dipende da un problema, da un disguido del committente ArcelorMittal. L’amministratore delegato Lucia Morselli oggi lo ha ammesso e insieme abbiamo convenuto che si individuerà un soggetto terzo per portare a superamento questo disallineamento”. Lo afferma ad AGI dopo il vertice di oggi in Prefettura il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro.  “Il prefetto di Taranto è stato molto attento - afferma Marinaro - ed abbiamo costituito il tavolo di crisi”. Circa i temi trattati oggi, Marinaro afferma che sono stati tre: gestione del corrente, rinegoziazione dei contratti delle imprese e futuro del siderurgico di Taranto.

 

“Quest’ultimo punto - spiega Marinaro - partirà e sarà affrontato subito dopo l’accordo che ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria dovranno negoziare entro questo mese. Prendiamo atto positivamente che l’ad Morselli si è detta disponibile a incontrare il mondo del credito e a dare segnali di chiarimento e di rasserenamento. Noi oggi abbiamo certificato con dati pro-veritate, certi quindi, che lo scaduto delle imprese che noi rappresentiamo è superiore ai 24 milioni di euro. Sottolineo: scaduto, non corrente”.  Circa la rinegoziazione dei contratti, Marinaro afferma che il tema “è stato sollevato dalle parti sociali, preoccupate per gli effetti dumping che questo sta determinando nelle attività date dalla fabbrica a soggetti terzi. Noi comprendiamo le preoccupazioni delle parti sociali  e diciamo che bisogna affrontare il tema dei contratti perché seguire la logica del massimo ribasso non porta nulla di buono. Non determina ricadute sociali, non crea sviluppo e determina riflessi negativi anche sulla sicurezza sul lavoro perché il massimo ribasso certo non la tutela. Diciamo di più: fanno il massimo ribasso solo quelle aziende che non hanno bisogno di fare utili, mentre per le aziende sane fare utili è un presupposto fondamentale”. 

Come già detto, il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, ha parlato di uno scaduto fatture di 24 mln per le aziende rappresentate dalla sua organizzazione mentre l’ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, ha affermato che a lei risulta uno scaduto di 15 mln di euro. Le cifre si riferiscono a fine gennaio scorso. Lo si apprende da fonti sindacali. Morselli, spiegano le fonti,  ha dichiarato nell’incontro che “esiste un problema di allineare, dal punto di vista contabile e amministrativo, ciò che dicono le imprese che lavorano con ArcelorMittal a Taranto con quanto risulta documentalmente alla stessa committente”. Morselli ha quindi assicurato il suo impegno per portare ad allineamento le posizioni oggi diverse. Secondo le fonti, Morselli per scaduto ha precisato di riferirsi “a fatture che giungono regolarmente e vengono regolarmente registrate”.