Martedì, 11 Febbraio 2020 12:58

BOTTA E RISPOSTA/ Ilva in as ai sindacati “erogheremo l’integrazione delle cassa quando ci sarà la copertura della legge” In evidenza

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 “Non abbiamo erogato l’integrazione salariale del 10 per cento, sulla cassa integrazione straordinaria, ai lavoratori dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria non per una discriminazione, ma perché l’integrazione, al momento, non ha ancora la copertura della legge. E non si può quindi erogarla”. Lo dichiarano ad AGI fonti vicine all’amministrazione straordinaria di Ilva - proprietaria degli impianti mentre ArcelorMittal è gestore in fitto - dopo la protesta della Fim Cisl nazionale sulla mancata corresponsione nella busta paga di febbraio, riferita a gennaio, della integrazione sull’indennità di cigs. La Fim Cisl segnala perdite economiche per la retribuzione dei lavoratori. “Non appena ci sarà la copertura della legge, e cioè l’approvazione da parte del Parlamento, del decreto Milleproroghe - affermano ancora le fonti vicine a Ilva in as - provvederemo a regolarizzare il tutto, arretrati compresi. L’approvazione è ormai imminente”.

 

Inizialmente prevista nel testo originario del Milleproroghe e poi esclusa nel testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la misura relativa all’integrazione del 10 per cento è stata recuperata con un emendamento presentato dal Governo. L’integrazione è già in atto da qualche anno, solo che ha bisogno d’essere riconfermata volta per volta. Come annunciato di recente dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica, Mario Turco, “l’integrazione  è prorogata per l’anno 2020, per un importo di spesa di 19 milioni di euro a valere sul Fondo sociale per Occupazione e Formazione. Sono state trovate le coperture finanziarie - ha annunciato Turco - per garantire la continuità del sostegno al reddito, anche ai fini della formazione professionale per la gestione delle bonifiche". Le istanze di cassa integrazione presentate per le tre aziende del Gruppo Ilva in amministrazione straordinaria per l’anno 2020 riportano un numero complessivo di lavoratori interessati dal trattamento pari  a 2.331, di cui 1.978 dipendenti di Ilva, 341 per Sanac, 12 per Taranto Energia. Dai dati forniti dalla direzione del personale, ha specificato Turco, una sospensione media rispettivamente di 1.800, 230 e 10 lavoratori, per un totale di 2.040 unità lavorative e “pertanto il costo totale dell’intervento per un anno è stimato in 19 milioni di euro”.

 

I lavoratori di Ilva in as - solo a Taranto circa 1.600 - sono quelli che a novembre 2018,all’atto del subentro, ArcelorMittal non ha assunto da Ilva in as. Questo personale ha frequentato corsi di riqualificazione professionale e, stando all’accordo al Mise di settembre 2018, dopo il 2023,qualora fosse ancora in cassa integrazione, dovrebbe essere destinatario di una proposta di assunzione da parte di ArcelorMittal. Ma con la nuova ristrutturazione che si profila per ArcelorMittal, col relativo rischio di nuovi, possibili esuberi, questa partita della ricollocazione degli addetti di Ilva in as ora sembra essere divenuta incerta. Inizialmente, il personale in carico a Ilva in as era di 2.600 lavoratori circa. La platea si è poi scremata perché molti hanno preferito licenziarsi da Ilva in as accettando i soldi dell’incentivo all’esodo agevolato (100mila euro lordi a scalare nel tempo).Oltre al reinserimento in fabbrica, questi lavoratori dovrebbero anche essere impiegati in attività di bonifica di competenza della gestione commissariale. Quest’ultima ha presentato già ai sindacati metalmeccanici i suoi piani al riguardo. Si tratta di cantieri dedicati alle aree cosiddette “escluse” dal perimetro di ArcelorMittal e in particolare all’area delle collinette ecologiche, alle ex discariche Cementir e Cava due mari e all’area dei fanghi. Questi interventi consentiranno, entro due mesi, un primo inserimento in Ilva  in as di 40 risorse individuate all’interno del bacino dei cassintegrati. Ilva inoltre ha informato i rappresentanti sindacali della disponibilità delle aziende di appalto ad assorbire sino a un massimo di ulteriori 25 lavoratori in cassa integrazione. E domani i commissari di Ilva in as, Ardito, Danovi e Lupo, saranno ascoltati dalle commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera in seduta congiunta. I commissari faranno il punto sulle iniziative avviate compresa la finalizzazione a intervento di sostegno sociale e a favore del disagio delle famiglie meno abbienti  dei 30 milioni di euro di recente sbloccati dal Mise. I 30 mln andranno 20 al Comune di Taranto, col quale c’è già stato un incontro, e 10 suddivisi tra i Comuni dell’area di crisi ambientale: Statte, Massafra, Montemesola e Crispiano.