Sabato, 25 Gennaio 2020 18:30

RICONVERSIONE/ Borraccino attacca Invitalia “solo due i progetti finanziati, un flop”. Invitalia risponde “Ogni attore deve fare la sua parte” In evidenza

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 Realizzare un nuovo stabilimento destinato allo smaltimento e riciclo di rifiuti in plastica, creare 15 nuovi posti di lavoro e rafforzare la propria posizione sul mercato estero. Sono questi gli obiettivi del programma di investimento da 10,4 milioni di euro presentato a Invitalia dalla società Irigom, la seconda iniziativa (dopo quella di Tecnoal Srl) ammessa alle agevolazioni previste dalla legge 181/89, nell’ambito dell’Avviso pubblico per l’area di crisi complessa di Taranto. Irigom è una media impresa con sede a Massafra (Ta), attiva nel settore del recupero e del riciclaggio degli pneumatici fuori uso. L’investimento presentato prevede la realizzazione, nel Comune di Taranto, di una nuova unità produttiva da destinare al riciclo dei rifiuti in plastica, per ricavarne granulo, materia prima seconda per la realizzazione di manufatti vari e combustibile solido secondario da destinare alle cementerie. L’impianto infatti sarà dotato di una linea di rigenerazione della plastica e di una linea di produzione di CSS.   Il programma, che ha l’obiettivo di recuperare i rifiuti plastici non pericolosi, attraverso tecnologie innovative e nel rispetto dell’ambiente, si inquadra in un’ottica produttiva ecosostenibile e prevede l’impiego di 15 nuovi addetti.   Invitalia ha approvato l’iniziativa che verrà finanziata con oltre 7,6 milioni di euro di agevolazioni (5 di finanziamento agevolato e 2,6 di contributo a fondo perduto).  “Questo investimento - dice Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia - rappresenta una risposta concreta alle esigenze del territorio di Taranto, sia in termini di incremento occupazionale e sia in termini di lotta all’inquinamento. L’attività prevista rappresenta un modello di economia circolare e fornisce un contributo alla risoluzione del problema dello smaltimento della plastica a livello locale, su un territorio che necessita più di altri di investimenti in economia sostenibile”.

Sulla questione interviene l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino che definisce un flop il progetto per la riconversione dell’area industriale di Taranto messo in pista da Invitalia, società del Mef, con 30 milioni di euro. L’obiettivo era favorire nuovi investimenti in settori diversi dall’acciaio. Ma alla fine dell’istruttoria tecnica, e di un percorso burocratico lungo con i termini del bando più volte prorogati, “risulta che delle 11 istanze, 8 sono state ammesse alla fase istruttoria ma purtroppo solo 2 sono state finanziate”.

“La  notizia è importante - scrive Borraccino-  ma suscita anche amarezza per le tante domande non ammesse a finanziamento”. La Regione ora chiede che le risorse rimaste inutilizzate siano messe a disposizione delle imprese con un nuovo bando. Il mancato finanziamento sarebbe dovuto all’assenza nei progetti delle imprese che si erano candidate, dei requisiti richiesti. 

“La prima azienda ammessa al finanziamento - annuncia Borraccino - riguarda la società Industria Riciclaggio Gomma S.r.l.- Irigom una media impresa con sede a Massafra, attiva nel settore del recupero e del riciclaggio degli pneumatici fuori uso. Essa prevede la realizzazione di una nuova unità produttiva destinata allo smaltimento e riciclo di rifiuti in plastica, per ricavarne granulo, materia prima per la realizzazione di manufatti vari. Invitalia - dichiara l’assessore - ha approvato l’iniziativa che verrà finanziata con oltre 7,6 milioni di euro di agevolazioni e che creerà 15 nuovi posti di lavoro. L’attività prevista - precisa - si inquadra nel modello di economia circolare e fornisce un contributo alla risoluzione del problema dello smaltimento della plastica a livello locale, su un territorio, come il nostro, che necessita più di altri di sviluppo sostenibile”. “La seconda società ammessa - spiega ancora l’assessore della Regione Puglia - riguarda la Società Tecnoal, con sede principale in Castel Maggiore (Bologna)  e sede secondaria a Massafra. Essa consiste nella produzione di dissipatori di calore. I settori di impiego sono vari, come i trasporti, le telecomunicazioni, l'energetico, l'automotive, il ferroviario, i drivers, l'illuminazione. L’agevolazione concessa è di  2.500.000 euro con la creazione di 5 posti di lavoro”. 

    “Residuano adesso - dice Borraccino - risorse pari a 20 milioni di euro, ovvero i due/terzi di quelle inizialmente previste. In definitiva, nell’auspicare che Invitalia decida di indire una nuova selezione di iniziative imprenditoriali per il rilancio dell’area di crisi complessa di Taranto per non dissipare il grosso delle risorse disponibili, non possiamo che prendere atto - afferma l’assessore - che qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto nelle fasi di diffusione del bando, di accompagnamento alla presentazione dei progetti e nei criteri di valutazione degli stessi. Occorre quindi non solo emanare un nuovo bando - dice Borraccino - ma accompagnarlo con diverse ed efficaci iniziative di sensibilizzazione e di formazione dei dirigenti e dei quadri aziendali sul territorio.  Come per il passato, questo assessorato, pur non avendo responsabilità dirette in queste procedure, non farà mancare la sua presenza attiva e il suo sostanziale contributo per creare buona e stabile occupazione”.

La risposta di Invitalia non si fa attendere.

 "Invitalia, come sempre, applica e a rispetta le norme dello Stato con trasparenza e nel rispetto dei tempi. Così è avvenuto anche nel caso del bando per la Riconversione industriale di Taranto": si legge in una nota.

    "I criteri per l’assegnazione delle risorse - si aggiunge - sono stati, infatti, definiti dal Mise insieme con la Regione Puglia: l’Agenzia si è semplicemente limitata ad applicarli, con quell’attenzione che è doverosa quando si utilizzano i denari dei contribuenti. Per quanto riguarda, inoltre, la diffusione delle informazioni relative al bando, sono stati realizzati incontri e seminari tecnici fin dall’avvio del piano. Non solo: l’Agenzia, ha garantito la presenza costante di propri funzionari sul territorio per sostenere gli imprenditori nella presentazione delle domande, per superare le criticità e migliorare la qualità delle proposte".

 

 Il bando, dice ancora Invitalia, "è stato prorogato su sollecitazione delle amministrazioni locali e degli attori produttivi e sociali del territorio. Invitalia non ha questi poteri. Così come non ha la facoltà di poter emanare un nuovo bando per utilizzare le risorse non spese. Anche in questo caso la decisione spetterà a Mise e Regione Puglia. Invitalia, assicurerà – come sempre – il massimo impegno per l’attuazione del progetto. E se possibile anche di più, considerando la particolare criticità della situazione di Taranto, l’attenzione particolare che il Governo sta dando all’area, e la necessità di accelerare negli impegni concreti e nella traduzione degli stessi in investimenti e sviluppo, come spesso Invitalia è stata dimostrabilmente in condizioni di fare. Purchè tutti gli attori facciano concretamente la propria parte".

 

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