Lunedì, 13 Gennaio 2020 21:56

L’INCONTRO/ Il Comune esprime preoccupazione “sanità tarantina in stallo, tutto fermo per il nuovo ospedale” In evidenza

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 Lo stallo in cui si trova da molto tempo il progetto relativo alla costruzione del nuovo ospedale di Taranto, San Cataldo, e lo stato più generale della sanità pubblica, sono stati al centro di un incontro che oggi il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha avuto con una delegazione di cittadini e di rappresentanti. “Nella discussione - specifica il Comune di Taranto - è emersa la preoccupazione di tutte le parti per l’incertezza che i fatti giudiziari stanno recando intorno al cronoprogramma del cantiere del nuovo ospedale San Cataldo. Incertezza che induce ad una rinnovata e robusta riflessione su come dare sollievo ai cittadini ionici, magari attraverso una deroga temporanea al decreto ministeriale  70/2015 del dicastero competente, che potrebbe far parte degli argomenti del redigendo decreto legge Taranto”. Si annuncia a tal proposito che “di questo e di altri dettagli sul tema il sindaco avrà modo di approfondire presto con il governatore Michele Emiliano e con i colleghi amministratori dell’Area Vasta tarantina”. Per il nuovo ospedale è infatti tutto fermo ed è stata espropriata solo l’area di 26 ettari alle porte della città (lungo la statale per San Giorgio Ionico-Lecce). Dopo un lungo iter preliminare, l’opera è stata aggiudicata a maggio scorso ad un raggruppamento guidato da Debar, impresa di costruzioni di Bari. L’offerta però venne giudicata anomala e l’impresa invitata a fornire chiarimenti che in seguito ha dato. Fatta l’aggiudicazione definitiva, c’è stata un’impugnazione al Tar di Lecce da parte della seconda classificata. Adesso il contenzioso si è trasferito al Consiglio di Stato in sede di appello. Con 715 posti letto, la realizzazione dell’ospedale (Invitalia, società del Mef, è la centrale di committenza) è stata aggiudicata con un ribasso del 23 per cento: base d’asta, 161 milioni, appaltata a 122. Il raggruppamento vincitore ha inizialmente dichiarato che costruirà l’ospedale in un anno e tre mesi anzichè in tre anni e mezzo con un taglio di 860 giorni. Di qui l’anomalia contestata al raggruppamento con Debar capofila. Accogliendo il ricorso della seconda classificata, il Tar ha infatti detto che quella tempistica di costruzione, con lavori h24 escluso il fine settimana, non è credibile perché una legge regionale vieta di eseguire lavorazioni rumorose in determinati archi orari. Questo, per il Tar, fa sì che non si possa mantenere l’obiettivo di finire i lavori nel tempo dichiarato dall’impresa. Il nuovo ospedale di Taranto è infine uno dei progetti più rilevanti del Contratto istituzionale di sviluppo per alla citta’.

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