Giovedì, 19 Dicembre 2019 14:59

MEDICINA NUCLEARE/ Al SS.Annunziata donna con tumore al fegato sottoposta a cura con metodo innovativo In evidenza

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- “ All’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, una donna di 42 anni, della provincia di Taranto, affetta da tumore al fegato con metastasi, è stata sottoposta ad una innovativa metodica di cura presso l’Unità Complessa di Medicina Nucleare. Lo annuncia Asl Taranto, specificando che si tratta della prima paziente in Puglia sottoposta a questo trattamento con un radiofarmaco disponibile nella regione solo da maggio scorso e somministrabile solo in alcuni centri regionali (per ora Taranto e Barletta). La metodica, afferma Asl Taranto, si chiama Radioterapia metabolica (PRRT Peptide Radio Receptorial Therapy) e può essere effettuata a pazienti con carcinomi neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (NET-GEP) ben differenziati (G1 e G2) progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori della somatostatina. A maggio il reparto di Medicina Nucleare di Taranto è stato indicato dalla Regione Puglia come una delle sedi regionali in cui è possibile la somministrazione di questa nuova metodica per la cura di alcuni particolari tipi di carcinomi neuroendocrini che interessano pancreas, stomaco e intestino.

 

 I carcinomi neuroendocrini, spiega ancora Asl Taranto, “sono dei tumori ubiquitari, la cui incidenza è 0,4-0,9% del totale e che nel 60% dei casi si sviluppano in sede gastro-enterico-pancreatico. È stimato che in Puglia - rileva Asl Taranto - le persone interessate da questo ultimo tipo di patologia sono circa 50/60 all’anno e ora potranno avere una metodica innovativa per affrontare la malattia.Filippo Lauriero, direttore della Unità Complessa di Medicina Nucleare del Santissima Annunziata, e il suo staff sono stati i primi in Puglia a effettuare questo trattamento particolare, autorizzato dall’Aifa per questo tipo di carcinoma e finora disponibile sono nei centri pilota di Reggio Emilia e Meldola”.Asl Taranto specifica che “il trattamento è indicato a pazienti adulti che presentano metastasi e già sottoposti a terapia con altri farmaci che però non sono riusciti a bloccare la progressione della malattia. Il radiofarmaco utilizzato (Lutezio 177LU) - si puntualizza - si lega ai recettori della somatostatina ed è in grado di determinare la lisi o morte delle cellule tumorali, viene somministrato in 4 cicli a distanza di 8 settimane in ricovero protetto (in stanze schermate) della durata di un paio di giorni. Ogni ciclo - rileva Asl Taranto - è preceduto da esami diagnostici per valutare le condizioni del paziente e seguito da una scintigrafia per verificare il legame del radiofarmaco nelle sedi della malattia. Pur non avendo controindicazioni, è importante - conclude Asl Taranto - che i pazienti sottoposti a questo trattamento si idratino abbondantemente nei giorni successivi al trattamento per eliminare la radioattività del farmaco”. 

 

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