Giovedì, 28 Novembre 2019 21:32

LA VERTENZA/ Sportelli (CdC) “La questione Ilva è tutta da risolvere e sul futuro di Taranto non vi è alcuna certezza” In evidenza

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“Pretendiamo che sia questa comunità a definire le priorità e compiere le scelte”


 “Nelle situazioni di emergenza si tende a concentrarsi sui problemi contingenti, a mettere in sicurezza temporanea, salvando il salvabile e perdendo di vista il lungo termine. La questione Ilva, invece, è ancora tutta da risolvere e sul futuro di Taranto non vi è alcuna certezza”. Lo ha dichiarato oggi il presidente della Camera di Commercio di Taranto, Luigi Sportelli, a margine della inaugurazione di “Be Alternatives” nella Cittadella delle imprese, sede della stessa CdC. Per Sportelli, “la rassicurazione sul pagamento dei crediti scaduti dovuti da Arcelor Mittal Italia alle aziende dell’indotto, intervenuta a seguito dell’abnorme pressing esercitato dalla imprese e addirittura da tutte le istituzioni, è un semplice ripristino della legalità e della normalità commerciale rispetto ad impegni per prestazioni ricevute e fatturate”. “Noi dobbiamo aspirare - ha aggiunto - alla normalizzazione del sistema: le imprese che lavorano devono essere pagate senza che debba intervenire tutta la compagine pubblica locale, le industrie non devono inquinare né porre a rischio la salute dei cittadini per generazioni, le persone devono lavorare”. “Abbiamo soluzioni a questi problemi che ci affliggono da 60 anni? La risposta - ha rilevato il presidente della CdC Taranto, Sportelli - è ancora oggi negativa: restano aperti i gravissimi problemi ambientali e sanitari e non abbiamo alcuna prospettiva per gli eventuali esuberi (Ilva e, con alta probabilità, indotto) ai quali oggi, per ben che vada, non si può che garantire assistenza. È un popolo di assistiti - si è quindi chiesto Sportelli - ciò che vogliamo per il nostro futuro o, al contrario, come auspichiamo, un mercato del lavoro sano nel quale ognuno possa vivere senza ammalarsi e realizzarsi anche per le proprie competenze e ambizioni?” Per il presidente della CdC di Taranto, “la “persona al centro” non può essere uno slogan, così come “Green New Deal” non può valere solo per alcune parti del Paese. Abbiamo sostenuto il Pil della Nazione e il manifatturiero italiano per decenni, con uno degli stabilimenti più imponenti del mondo - ha sostenuto riferendosi all’ex Ilva, ora ArcelorMittal -. Ora tutte le istituzioni e gli stakeholder tarantini - ha evidenziato - vogliono sapere con quali modalità si gestisce e si riconverte la fabbrica  e quale sarà il futuro ambientale, economico e sociale dell’area tarantina da qui a 10 anni”. “Di più - ha concluso il presidente CdC Taranto -  pretendiamo che sia questa comunità di istituzioni, imprese, individui, a definire le priorità e compiere le scelte”. 

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