Lunedì, 11 Novembre 2019 05:24

ARCELOR MITTAL/ GIORNATA CRUCIALE PER IL FUTURO DELLA SIDERURGIA TARANTINA E ITALIANA. PREVISTI NUMEROSI INCONTRI NAZIONALI E REGIONALI. DOCUMENTO DEGLI ISCRITTI AL PD IONICO. In evidenza

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In attesa del più importante incontro a Roma fra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i vertici di Arcelor Mittal, che da oggi pare sia stata rinviato a domani martedi 12 novembre, e dal quale scaturiranno decisioni determinanti, si muovono concretamente anche i le Istituzioni e i Partiti regionali con l'obiettivo di lanciare proposte, idee, consigli agli organismi decisionali. Aldilà della riunione a Roma fra il Premier Conte e i Parlamentari pugliesi del M5S, oggi lunedì 11 novembre, alle ore 14.30, nella Presidenza Regionale (Lungomare N. Sauro 33 – I piano sala Di Jeso) il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha convocato un incontro con le parti sociali e istituzionali, Organizzazioni sindacali, Confindustria, Comune e Provincia di Taranto, per discutere della situazione della ex Ilva di Taranto.                              Il Partito Democratico di Puglia ha invece convocato la sua Assemblea regionale per sempre per la giornata odierna alle ore 17.00 presso il Salone degli Specchi di Palazzo di Città a Taranto.La decisione straordinaria del PD fa seguito alle vicende complicate che si stanno abbattendo sulla città Ionica. Su un tema come la vertenza difficile e complessa dell'ex Ilva - si legge in una nota stampa - si riunirà la massima assise pugliese del PD alla presenza, tra gli altri, del Segretario regionale on. Marco Lacarra e del componente della Segreteria nazionale e responsabile per il Mezzogiorno Nicola Oddati. Questo importante appuntamento sarà anche occasione per una sessione di ascolto degli iscritti del PD ionico ed anche di confronto con i corpi intermedi.

Gli iscritti e simpatizzanti del PD di Taranto nel frattempo hanno predisposto un documento perchè ritengono fondamentale che il Partito, prima di assumere delle decisioni di carattere nazionale che riguardano questa città e questa popolazione, si sforzi di sentire davvero questa città, venendo qui a parlare con chi convive con la fabbrica inquinante da quasi 60 anni.
Malgrado gli sforzi di tanti di noi per portare all’attenzione dell’Italia il dramma di questa città, il dibattito politico e giornalistico nazionale si è avvitato sterilmente su questioni come lo scudo penale, la strategicità della produzione dell'acciaio primario, la credibilità dell'Italia per gli investitori stranieri, la qualità dell'acciaio prodotto, gli alibi concessi alla multinazionale. Il gesto del Presidente del Consiglio ha portato le luci della ribalta sui quartieri limitrofi alla fabbrica, sulle persone che soffrono, sulla fabbrica e i suoi lavoratori. Ci auguriamo che finalmente il dibattito possa cambiare passo.
La situazione è sostanzialmente cambiata dal sequestro dell’impianto del 2012. E’ sotto gli occhi di tutti che le decisioni prese in passato per realizzare un equilibrio tra i tanti diritti in campo, non hanno funzionato. E’ necessario cambiare visione e politiche sulla vicenda ex Ilva.
Le urla che hanno accolto Conte fuori dai cancelli dello stabilimento venerdì scorso, le parole accorate, ferme, sensate, congruenti, che sono state pronunciate dai rappresentanti dei lavoratori, dai cittadini organizzati, dagli ambientalisti e dalle persone comuni, portano nel dibattito quello che sino a ieri è stato il grande assente: il dolore di questa comunità. Un dolore con cui bisogna fare i conti.
Ora il dibattito politico e giornalistico si arricchisce della posizione e del punto di vista più importante, quello di chi in fabbrica ci lavora e che quella fabbrica subisce.
Oggi tocca al Partito Democratico dare voce alla sofferenza di questa città e provare a delineare un percorso virtuoso che, seppure tra mille difficoltà ed ostacoli, riesca a fornire quelle risposte che sino ad oggi sono mancate, soprattutto con riferimento alla tutela della salute di cittadini e lavoratori.
Ora cerchiamo di remare tutti nella stessa direzione, accantonando la polemica politica e badando al sodo, cioè a come far partire la riconversione di questa area industriale e più in generale di questo territorio dolente, dopo sessanta anni di aggressione alla salute e all'ambiente.
Una sequela di decreti non ha detto l'unica cosa sensata che andava stabilita fin dall'inizio: qual è la quantità di acciaio che si può produrre a Taranto senza creare danni inaccettabili per la salute dei suoi cittadini? Lo si poteva già dire dopo la prima valutazione del danno sanitario effettuata da Arpa Puglia, Ares e ASL di Taranto nel 2013. Lo si doveva dire a maggior ragione al momento dell'approvazione dell'ultimo Piano Ambientale targato Arcelor Mittal.
Occorre prioritariamente – ora come allora - stabilire su basi scientifiche, sulla scorta di una Valutazione preventiva dell'impatto ambientale e sanitario, se e quanto si può produrre nello stato attuale degli impianti e quanto si potrà produrre a Piano ambientale realizzato.
Chiunque sarà il gestore degli impianti. Questa sarebbe la vera e unica immunità accettabile: nessuno che gestisca l'impianto correttamente potrebbe poi essere accusato di creare malattie e morti.
Solo in questo ambito può essere meglio disciplinata la questione delle responsabilità nella conduzione degli impianti. Solo così si può affrontare in maniera seria la questione della produzione di acciaio in una città come Taranto, segnata da un pesante tributo di malattie e morti.
L'Ilva o si risana davvero o si chiude. Il processo in corso innesca la produzione incontrollabile di inquinanti a struttura molecolare complessa come ossidi, benzo(a)pirene, diossine, metalli pesanti (cancerogeni) derivanti da precursori presenti nel carbone. Per non parlare delle immissioni di sostanze cancerogene persistenti nel comparto acqua-suolo. E’ora di cambiare. Le novità tecnologiche sono rappresentate dal processo a riduzione diretta, che consente la trasformazione del minerale di ferro in ferro spugnoso, detto DRI (Direct Reduced Iron), prevedendo l’utilizzo di gas naturale. In tutto il mondo esistono ormai numerosi impianti di questo tipo; la tecnologia consolidata fa capo principalmente a due processi: Energiron (italiano) e Midrex(tedesco). L’ampia disponibilità di gas (TAP e TEMPA ROSSA) offrirebbe una nuova disponibilità di sviluppo per la Puglia, liberandola dalla morsa del carbone.
Quindi, salvaguardare anzitutto il diritto alla vita ed alla salute. E poi cercare nella scienza, nelle nuove tecnologie, la risposta più idonea a consentire una produzione che lasci sicura la popolazione e i lavoratori di non subire ulteriori aggressioni alla propria salute ed a quella dei propri cari.
In questo senso ci siamo fatti promotori di una conferenza straordinaria sulla decarbonizzazione da tenersi proprio qui a Taranto, dove la sfida è più urgente e dove si attendono risposte capaci di portarci in una nuova era industriale.
Nello stesso tempo chiediamo al Governo ed allo Stato Italiano uno sforzo straordinario per il risarcimento di questa città e la sua riconversione verso forme di produzione, anche industriale, non inquinanti, che consentano di salvaguardare l’occupazione e garantiscano una crescita finalmente virtuosa dell’economia del territorio. Occorre approfondire i temi contenuti nel Piano Taranto redatto dalle Associazioni del territorio, anche valutando attentamente quanto proposto da Confindustria per le Bonifiche, tema di primo piano per l’intera comunità ionica. Tale percorso è in linea con le proposte del Green new deal.
Siamo il Partito Democratico. Siamo progressisti. Siamo vicini alle persone. Le ascoltiamo. E cerchiamo soluzioni per aiutare chi rischia di restare indietro. Facciamolo ora per i cittadini di Taranto e per i lavoratori del siderurgico. Non lasciamoci indietro nessuno, perché se resta indietro qualcuno, restiamo indietro tutti.

 

Adamo Annalisa
Azzaro Gianni
Battafarano Claudia
Battafarano Giovanni
Blè Gaetano
Cascarano Maria Grazia
Cerino Fabio
Cinieri Ilaria
Cipulli Vito
Cito Giovanni
Danucci Michela
De Gregorio Luciano
De Marco Antonella
Falcone Francesco
Fiorino Emanuele
Fontana Giuseppe
Fretta Gabriella
Galeone Franco
Gregucci Domenico
Lasigna Domenico
Lucarella Tommy
Massaro Vito
Matarrelli Deborah
Mazzarano Michele
Moretti Massimo
Nisi Angelo
Nisi Rosa
Orlando Aldo
Pascarella Ennio
Pensa Alessandro
Poggi Patrick
Poggi Walter
Pompigna Lucia
Rogante Dino
Rossi Lanfranco
Santoro Luciano
Scarcella Angelo
Serafini Giovanni
Serafini Peppino
Solfrizzi Egidio
Tristani Paolo
Vallone Raffaella
Villani Luigi

Letto 181 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Novembre 2019 06:47