Venerdì, 06 Settembre 2019 13:14

CALCIO & DINTORNI/ Presentato il libro di Michele Dentico dal titolo: “Sul tifare il Taranto - Ricerca Etnosemiotica intorno ad una disaffezione.” In evidenza

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di Andrea Loiacono
 
 
 
È stato presentato presso la sede dei Taranto Supporters un libro che parla di Taranto e non solo, scritto dal giovane autore tarantino Michele Dentico e pubblicato dalla Società Editrice bolognese Esculapio. Il libro è una vera e propria ricerca etnografica condotta nell'anno 2017 a cavallo delle due stagioni calcistiche della squadra rossoblu. L'intento dell'autore è quello di capire quali sono gli elementi che incidono sulla fruizione e sull'affluenza del pubblico nell'impianto del rione Salinella: dai risultati sportivi deludenti alle misure repressive sempre più stringenti alla disaffezione che circonda il sistema calcio a livello nazionale; quanto incide quest'ultima nel calo degli spettatori anche nella realtà tarantina? A queste e ad altre domande cerca di rispondere con minuzia di particolari Michele Dentico. Lo scrittore si è laureato all'Università degli Studi di Bologna con una tesi in Etnosemiotica che è la metodologia su cui si basa questo testo. I suoi interessi spaziano dalle culture da stadio alla musica elettronica, dalle pratiche di piazza delle manifestazioni politiche ad uno studio sull'utilizzo dei social network.
 
 
 
Noi del Giornale di Taranto gli abbiamo rivolto qualche domanda per saperne di più sul suo nuovo lavoro e sulle finalità della ricerca.
 
 
 
Di cosa si occupa l'etnosemiotica, disciplina in cui ti sei specializzato?
 
È una materia fondata, tra gli altri, dal prof. Marsciani dell'Università di Bologna che mi ha seguito nello sviluppo della tesi. Si tratta di integrare allo sguardo semiotico, che si occupa di studiare le strutture del senso, un approccio etnografico di osservazione partecipante di fenomeni sociali. È una disciplina sperimentale e ho provato a fare questa sperimentazione parlando del tifo a Taranto.
 
 
 
Qual è il tema principale del libro? Si parla dei motivi per i quali la tifoseria nazionale, e in particolare quella tarantina, ha abbandonato gradualmente i gradoni degli impianti sportivi...
 
Per quanto a Taranto si riescano tutt'ora a fare numeri di spettatori molto importanti in rapporto alla categoria, quello su cui vado a indagare è questo fenomeno di disaffezione che, dati alla mano, sembra colpire tutto il movimento, legato a una serie di motivazioni. Parto da un rapporto che si chiama “Il calcio in fuorigioco”, compiuto da alcuni studiosi, per andare a indagare poi sulla realtà tarantina. Possiamo dire che da Taranto-Catania in poi il numero dei sostenitori negli anni è calato. Quello che mi chiedo è: ci sono dei fattori specifici che incidono a Taranto sull'affluenza di supporters?
 
 
 
La ricerca che ha condotto a quale anno si riferisce?
 
L'indagine parte dalla fine della stagione che ha visto poi retrocedere il Taranto dalla Lega Pro sotto la gestione Bongiovanni-Zelatore e continua con la successiva stagione calcistica di Serie D che fece segnare una forte diserzione. In questo caso mi ritrovo a parlare della pratica sociale di frequentazione dei gradoni dello Iacovone.
 
Tenti anche di rispondere alla domanda che riguarda l'incidenza delle misure repressive su questo calo di pubblico?
 
Quello che mi chiedo io è proprio questo. Quanto hanno inciso queste misure sul piacere di andare allo stadio? Per quanto riguarda poi il discorso della violenza, dati alla mano, allo Iacovone non si verificano problemi di ordine pubblico da Taranto-Massese. La pratica di tifo è stata condizionata? La risposta che mi do è che in qualche modo hanno inciso.
 
 
 
Altro aspetto potrebbe essere la capacità ricettiva dello Iacovone che pure è stato oggetto di lavori consistenti...
 
Questo sicuramente incide ma, d'altra parte, gli esperimenti di rinnovo dello stadio non danno dei risultati immediati da questo punto di vista. Solo allo Juventus Stadium si registra spesso il tutto esaurito ma se pensiamo alla Dacia Arena di Udine non si può dire lo stesso. Stessa cosa dicasi per lo stadio del Frosinone.
 
 
 
Le condizioni socio-economiche della città di Taranto influiscono sul ricambio generazionale?
 
Purtroppo con la possibilità di fruire facilmente delle partite con piattaforme televisive che propongono pacchetti completi, diviene più scomodo recarsi allo stadio e dunque le presenze calano. Poi il calcio di Serie D certamente non aiuta. Il calcio rispetto a vent'anni fa non è più appetibile. Bisognerebbe puntare il più possibile al potenziamento del legame tra pubblico e la frequentazione dello stadio, per abituare di più le persone a partecipare a questa pratica sociale dal vivo, col coinvolgimento dei loro corpi.
Letto 396 volte Ultima modifica il Venerdì, 06 Settembre 2019 14:42