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Martedì, 03 Settembre 2019 12:53

CALCIO/ Il Taranto spreca e viene punito lasciando delusi i quattromila dello Iacovone In evidenza

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Genchi: “ Mi assumo le mie responsabilità, in certe partite bisogna sfruttare le occasioni”. Mister Ragno: “ Il calcio è anche questo, ma non sono preoccupato. Paghiamo a caro prezzo una disattenzione finale.”
 
 
 
di Andrea Loiacono
 
 
 
Peggiore inizio non ci poteva essere in campionato per la formazione rossoblu del presidente Giove e di mister Nicola Ragno che al termine di una partita paradossale esce sconfitta nel derby contro il Brindisi lasciando una grande delusione nell'animo di oltre quattromila supporters rossoblu, compresi milleottocento abbonati. Le due formazioni si presentano con obiettivi diversi ai nastri di partenza di questo campionato. Il Taranto dopo una campagna acquisti importante e dopo aver ingaggiato uno dei migliori tecnici della categoria insegue il sogno promozione. Il Brindisi neo promosso cerca di raggiungere il prima possibile la salvezza confermando in buona parte l'ossatura dello scorso anno. Ex in campo tra le fila del Brindisi sono Ancora e Corbier. Mister Ragno inizialmente punta sul 4-4-2 con Giappone in porta, difesa e centrocampo a 4 con Matute e il giovane Marino in cabina di regia. Sugli esterni Guaita e Oggiano. In attacco la coppia Genchi- Favetta. Il Brindisi di Mister Olivieri risponde con un 4-3-3 con Ancora e Montaldi coppia d'attacco. Non ci sono i tifosi del Brindisi per il divieto da parte dell'Osservatorio.
 
 
 
Il primo tempo è principalmente di studio con il Brindisi che parte bene e per i primi 15 minuti riesce a imbrigliare il Taranto. A questo punto Ragno striglia i suoi che vanno vicini al gol con Genchi attorno al 25' minuto. Il bomber rossoblù, servito da Guaita si presenta davanti a Lacirignola in posizione leggermente defilata, conclude ma il suo tiro è centrale e l'estremo difensore degli adriatici si supera parando con i piedi. Del primo tempo non c'è molto altro da raccontare se non una conclusione del capitano brindisino Marino che termina alto.
 
 
 
Nella ripresa si vede in campo un Taranto più determinato sin da subito. A scaldare i guantoni di Lacirignola ci pensa Matute con un gran tiro da fuori che viene deviato in corner. Il Taranto insiste e dalla panchina entra D'Agostino che poco dopo dalla fascia sinistra scodella al centro una sfera che Genchi deve solo spingere importa ma l'impatto con la sfera non è dei migliori e quest'ultima termina incredibilmente fuori. Il Brindisi soffre e non riesce più a ripartire come nel primo tempo. Il Taranto pressa e crea un'altra ghiotta occasione da gol sempre con Genchi e ancora una volta di testa ma la sfera non vuole entrare. Ci prova ancora una volta Matute, tra i migliori con una conclusione dai 20 metri che si stampa sul palo. Negli ultimi 5 minuti il Taranto continua ad attaccare ma senza ordine e sull'unica ripartenza del secondo tempo il Brindisi conquista una punizione che Marino scodella al centro per la testa del neo entrato Dorado che con un colpo di testa potente trafigge l'incolpevole Giappone. In questa circostanza appaiono evidenti le responsabilità della retroguardia ionica. Il Brindisi porta a casa tre punti di platino soprattutto se si tiene conto delle occasioni create dal Taranto nella ripresa. I rossoblu escono tra i fischi sonori dello Iacovone.
 
 
 
Nel post gara c'è tanta amarezza in casa Taranto per un risultato che a detta dei protagonisti appare ingeneroso. Il primo a parlare è Stefano D'Agostino: “ Il calcio è questo, abbiamo creato tanto ma allo stesso tempo sbagliato tanto. Dovevamo concretizzare di più. Credo che al Taranto sia mancato solo questo, dobbiamo accettare il risultato e ripartire.”
 
 
 
Non si da pace invece Genchi che riconosce di avere avuto delle ghiotte opportunità: “ Mi assumo le responsabilità per questa sconfitta. La squadra se andiamo ad analizzare il match ha fatto il massimo, purtroppo quando si sbagliano tre palle gol come è capitato a me si rischia di pagarne le conseguenze. Nel primo tempo eravamo contratti ma credo ci possa stare all'esordio in campionato. Dispiace per la gente ma li ringraziamo comunque. Nel secondo tempo ci siamo sbloccati prendendo in mano le redini del gioco. In questo momento ho tanto da recriminare ma dobbiamo guardare oltre. Penso che la prossima partita col Casarano sia la giusta occasione per sbloccarci, si tratterà di un'altra finale.”
 
 
 
Per lui si tratta della prima sconfitta all'esordio su una panchina da quando allena ma mister Nicola Ragno fa spalluccie accettando a denti stretti il risultato del campo: “ Si è trattato di una partita beffarda. Negli ultimi muniti stavo pensando che il pareggio ci stava anche stretto e credevo nella possibilità di vincerla. Oggi siamo stati davvero sfortunati nelle 4-5 palle gol che abbiamo avuto; va detto che il Brindisi ha segnato sull'unica azione creata nell'arco della partita, eccezion fatta per un paio di tiri che sono finiti alti. Inizialmente siamo scesi in campo con un 4-4-2 contro il loro 4-3-3, penso che con gli uomini a disposizione fosse quello più adatto. Nella prima parte dovevamo giocare più la palla ma non abbiamo concesso nulla. Loro erano bene organizzati nella fase difensiva con Moltaldi che tornava a dare manforte. Di queste partite con squadre che si chiudono ne vedremo tante ma noi dobbiamo mettere la palla in porta quando ci capita l'occasione. Non sono preoccupato per la sconfitta, domenica prossima andremo a Casarano per vincere. Se ragioniamo in ottica del campionato forse il punticino di oggi ci avrebbe fatto comodo ma ormai è andata. Abbiamo avuto delle palle gol quasi clamorose ma non facciamo processi a nessuno, tanto meno a Genchi che ci farà vincere altre partite con i suoi gol. In questo campionato corazzate non ce ne sono e lo testimoniano i risultati di oggi. Le corazzate non esistono, ci sono solo squadre che fanno le cose per bene e quelle che non lo fanno. Oggi è stato un primo assaggio di che campionato sarà, dove si farà fatica anche a salvarsi. Tuttavia sono contento e fiducioso della squadra che alleno. Le critiche e i tentativi scorretti di destabilizzarmi non mi spaventano, ci vuole ben altro.”
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Giornalista1

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